sabato 21 novembre 2009

Film 12 - The informant!

Ieri è stata una giornata particolarmente lunga. Dopo il mio lavoro non retribuito sono tornato a casa nel tardo pomeriggio ma non sapevo che cosa cominciare a guardare. Così prima ho iniziato "Il pranzo di Babette", ma poi la lavatrice ha finito, Ale ha suonato il campanello e ho dovuto smettere (dopo i primi 6 minuti).
In compagnia il film si cambia, dunque optiamo per "Gli abbracci spezzati" di Almodovar, peccato che il film dia dei problemi e dopo 7 minuti ci interrompiamo. Penelope era appena apparsa sullo schermo. Uff.
Ci arrendiamo al fato e decidiamo di cominciare la serata con un telefilm: "Desperate Housewives", stagione 6 episodio 8. Molto divertente!
Terminato lo show decidiamo di provare nuovamente con un film, ma stavolta spulciamo la mia collezione "sicura" del pc. E alla fine riusciamo a deciderci.


Film 12: "The informant!" (2009) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: teoricamente Ale
Pensieri: Sinceramente? Non mi è piaciuto. E' da un po' che aspettavo di vedere questo film, la campagna pubblicitaria mi aveva colpito con quelle locandine particolari dalle parole spezzate, il titolo col punto esclamativo... Mi sembrava volessero pubblicizzare qualcosa di nuovo, non convenzionale, pungente. E invece sono rimasto deluso. Innanzitutto il personaggio di Matt Damon è, a mio avviso, estremamente antipatico. Mente perchè è malato, mente perchè gli piace, mente perchè nei casini ci sguazza. Credo che questo atteggiamento autolesionistico mi abbia indisposto. Anche da bambino non sopportavo la stupida goffaggine di Pippo nelle sue storie, alla lunga lo trovavo insopportabile per la sua incapacità di farne quantomeno una giusta. Ecco, Mark Whitacre/Matt Damon è uguale: gli dicono di non fare una cosa e lui la fa; gli dicono di non parlare con nessuno e lui chiama la stampa; gli dicono che hanno scoperto le sue bugie e lui continua a mentire nonostante gli facciano notare che l'hanno appena smascherato. Poi, per carità, è vero che se uno è malato è malato e niente ci può fare, però questo non toglie che possa risultare antipatico.
Mentre seguivo il film, comunque, mi sono chiesto più volte una cosa: essendo tratto da una storia vera (o come dice la tagline su un vero pettegolezzo) la moglie di Whitacre era davvero così stupida?! Al di là della voce da oca, non si è mai fatta qualche domandina? Tipo perchè suo marito avesse 5(?)-7(?)-9(?)-11(?) milioni di dollari o perchè l'FBI ce l'avesse tanto con lui o ancora il perchè della condanna a 9 anni di carcere...?
Insomma, mentre Ale se la dormiva sul divano, io mi sono visto questo film senza particolari guizzi di interesse. Prima di documentarmi per bene sulla regia di Soderbergh ero sicuro che avesse diretto molti altri film decisamente più interessanti, anche se più commerciali, come "Traffic" e "Erin Brockovich - Forte come la verità". Poi ho scoperto che sono suoi anche "Intrigo a Berlino", "Solaris", "Ocean's Twelve", e un segmento di "Eros"... e sono rimasto un po' deluso.
Note finali: 1) l'agente speciale dell'FBI Brian Shepard è interpretato da Scott Bakula, lo stesso che, a cavallo tra '80 e '90, interpretava il dott. Sam Beckett in "Quantum Leap" (grazie Ale!); 2) come al solito hanno cambiato i doppiatori...e Matt Damon nel film non ha la sua solita voce.
Consigli: Serve molta attenzione per seguire la trama e ricordarsi tutte le bugie che Whitacre dice: quindi stare in campana!
Parola chiave: Prenditi un tuo avvocato!




Ric