sabato 5 dicembre 2009

Film 27 - Le cronache di Narnia: Il principe Caspian

Ieri avevo iniziato a vedere il film tv di Sky "Moana", ma dopo un quarto d'ora circa il pc si è ribellato e il browser riavviato da solo, quindi ciao ciao streaming. Allora ho deciso di finire di guardare un film che avevo cominciato quest'estate senza mai decidermi a terminarne la visione...


Film 27: "Le cronache di Narnia: Il principe Caspian" (2008) di Andrew Adamson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: No no no. Brutto. Noioso. Non mi è proprio piaciuto. Un caos di effetti speciali e nullità. Questo film è solo la brutta copia di tanti altri, ma senza la capacità di crearsi una sua "voce". Come tutta la saga, del resto. Non ci sono battaglie epiche, non ci sono personaggi veramente eroici, non c'è pathos, non c'è atmosfera. Ci sono solo quattro ragazzini relativamente capaci di recitare (l'unica brava è la più piccola) più alcuni nuovi personaggi (Castellitto e Favino?!), tantissime comparse di flora e fauna e il principe del titolo. Caspian è talmente inutile che anche se non ci fosse stato non me ne sarei reso conto. Ben Barnes, l'attore che lo interpreta, è veramente incapace a recitare e ad esprimere decentemente un'emozione che sia una.
Quello che è veramente sprecato in questa pellicola è il potenziale. Poteva essere una grandissima produzione, diventare "Il Signore degli Anelli" o l'"Harry Potter" della Disney e, invece, hanno realizzato il tutto basandosi unicamente sull'effetto speciale. Ricordo che anche il primo capitolo non mi era piaciuto, ma qui proprio non ci siamo. E' tutto una brutta copia del già visto, del banale. La natura che si ribella all'uomo? "Le due torri". Il fiume che, tramite la magia, si risveglia e affonda i nemici? "La compagnia dell'anello". I centauri? Qualsiasi "Harry Potter". Il duello all'ultimo sangue tra l'eroe e il suo rivale con tanto di maschere e spade? Cito solo "Il gladiatore", ma ce ne sarebbero tanti altri. Le aquile giganti che combattono in battaglia? "Il ritorno del re". Le frecce lanciate verso l'alto come un unico corpo nero che colpisce il nemico a chilometri di distanza? "King Arthur" o "300". Ma insomma, dov'è la novità, in questo film? Lo so che è tratto da un libro, scritto da un amico di Tolkien e che la Rowling è venuta molto dopo. Però questo non vuol dire che non si possa proporre la stessa roba con metodologie diverse, con un qualche accorgimento per evitare di sembrare la copia del cinema fantasy o storico.
Tra l'altro il regista Andrew Adamson non è uno sprovveduto, prima della saga di Narnia è stato regista di "Shrek" e "Shrek 2", film che mescolano storie di tradizione fiabesca con l'innovazione di un racconto non convenzionale. Qui, invece, l'effetto Shrek manca decisamente.
Nota positiva il fatto che in una produzione così ampiamente pubblicizzata ci siano anche due attori italiani. Favino, poi, sta cominciando a inserirsi lentamente in produzioni hollywoodiane a grande budget, ottimo modo per farsi conoscere all'estero. Incrociamo le dita! Nota positiva (2) il ritorno anche in questo capitolo, seppure molto relativamente, di Tilda Swinton. Nel 2005 l'attrice ha ottenuto un grande riscontro di fama, con una pubblicità veramente enorme per sé stessa. La Swinton è una vera attrice, già affermata professionalmente da anni, ma prima non trovava mai un grande successo a livello di pubblico. Non so nemmeno se a lei interessasse, a dire il vero. Comunque, grazie al successo de "Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio", all'Oscar nel 2007 per "Michael Clayton", la collaborazione coi Coen in "Burn After Reading" e la parte nel film "Il curioso caso di Benjamin Button", l'attrice si è fatta conoscere e apprezzare (finalmente) a livello mondiale. Altro attore scoperto da Narnia è James McAvoy, visto recentemente in "Wanted - Scegli il tuo destino", "L'ultimo re di Scozia" ed "Espiazione".
Consigli: Questo film ha senso solo come seguito al precedente. E' meglio vederlo in successione al primo.
Parola chiave: Lucy: "Chissà chi viveva qui", Susan: "Io credo noi..."




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