mercoledì 16 dicembre 2009

Film 36 - State of play

Un film che mi sarebbe interessato vedere al cinema e mi ero perso. Grazie ad Ale me lo sono visto lunedì pomeriggio!


Film 36: "State of play" (2009) di Kevin Macdonald
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Questo film è un po' del genere 'niente è come sembra'. Chi è colpevole di cosa? Chi sa cosa? Chi sa che cosa ha fatto chi? Mah.
Ho trovato l'intreccio un po' troppo ingarbugliato per i miei gusti. Fino all'ultimo non capisci una mazza (o almeno io non capivo una mazza, che sono una frana a ricordare i nomi dei personaggi...) e poi non è che la spiegazione finale sia il top. Comunque ho apprezzato Rachel McAdams, sempre più inserita nel mondo di Hollywood, deve solo trovare il ruolo che la consacri a icona dato che bella e brava già lo è. Russel Crowe, invece, mi pare un po' osceno nella versione slavata con capello lungo alla figlio dei fiori e la pancetta da birra. Non riuscivo troppo a concentrarmi sull'espressività di quel volto rotondetto che sicuramente un tempo era affascinante. Peccato, prima o poi quasi tutti perdono smalto.
Chi ne guadagna sempre di più con l'età è Helen Mirren, una che è più figa da vecchia che da giovane. Gente come Joan Collins e Gina Lollobrigida dovrebbe imparare da chi sa portare con tale classe la propria età. E poi il fatto che reciti sempre in maniera impeccabile la rende ancora più affascinante! Qui il suo ruolo è un po' sacrificato, donna manager in carriera con una rivista da portare avanti nonostante i nuovi capi che pretendono di stritolare un giornale alle leggi del mercato che richiede vendite super per rimanere quantomeno a galla. Un po' scontato forse, ma almeno c'è lei a rendere tutto più interessante.
Nota estremamente positiva per Robin Wright Penn (ma ormai dicono senza Penn), bellissima e quasi irriconoscibile. Non ero sicuro fosse effettivamente lei all'inizio. Una 43enne stupenda, estremamente sottovalutata e forse un po' schiacciata dal peso del marito 2 volte premio Oscar Sean Penn. Le auguro di trovare una voce tutta sua, perchè il talento non le manca.
Ben Affleck al suo solito è insipido.
In definitiva direi che è un film carino (tra l'altro ripreso da una serie tv inglese della BBC), ma forse non ha centrato totalmente l'obiettivo. Manca suspance, atmosfera. Tranne, forse, per la scena del parcheggio: lì si sfocia quasi nell'horror. E ci piace!
Consigli: Adatto a una serata in cui non si ha voglia di spegnere totalmente il cervello.
Parola chiave: Sonia Baker


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