martedì 29 dicembre 2009

Film 44 - Harold e Maude

Non conoscevo questo film. Cercando i regali di Natale qualche tempo fa sono passato per un negozio che ne vendeva il dvd e mi ha incuriosito la locandina. Nel retro veniva descritta come la pellicola meno convenzionale che si fosse mai vista: non potevo non vederlo!


Film 44: "Harold e Maude" (1971) di Hal Ashby
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Diciamocelo subito! Io non ho mai visto un ragazzino così brutto in tutta la mia vita. Siccome non potevo capacitarmene - speravo che fosse semplicemente sotto l'effetto degli anni '70 - ho sbirciato qualche fotografia su internet: a) oggi ha la stessa faccia di un maniaco sessuale (quelli con l'impermeabile e nient'altro) b) la folta chioma che sfoggia nel film è decisamente sparita col passare del tempo c) è del '48, quindi nel film aveva 23, ma ne dimostrava 12. Un disastro. Davvero, non lo dico per massacrarlo, ma tale è l'evidente mancanza di qualunque tipo di bellezza nel suo viso, che distrae dal film stesso. Due occhi a palla - SEMPRE sgranati all'inverosimile - pensavo potessero essere unico frutto dell'evidente mano chirurgica che ha plasmato, una su tutti, quella monoespressiva della Carfagna. E, invece, ecco che la nostra eroina si fa battere da un (ex) giovincello che di chirurgico a solo il taglio a zampa dei pantaloni.
Il film, comunque, è particolare davvero! Ragazzino a casa autistico tendente al finto suicidio (per far incacchiare la madre), fuori le sontuose mura domestiche scopre un mondo insieme alla vecchia Maude. Dove si conoscono? Ai funerali. Già, più di uno. Loro amano frequentarli. E poi sono asociali, vivono in una loro realtà parallela, non seguono i dettami della società. Maude è fantastica, davvero un gioiellino di vecchietta. Harold non potrà fare a meno di innamorarsene, fino a volerla sposare. Peccato che lei abbia altri piani da attuare al compimento del suo 81esimo anno di età.
Mentre Harold mi è risultato di un'antipatia infinita, Maude è riuscita a farmi divertire nonostante il film non sia assolutamente una commedia. E' triste, malinconico. La gabbia sociale che opprime i due protagonisti, quando sembra finalmente stia per scardinarsi, incombe più che mai. Nonostante questo, rimangono certamente impresse le corse in macchina della vecchia (ma non è mai la sua macchina, ne ruba sempre una!), l'episodio col poliziotto e lo stranissimo aggeggio per gli 'odorifici', bombolette di odore da annusare a godimento del naso.
Il resto, devo dire, mi ha soffocato. Come la moquette, la carta da parati, i ninnoli ovunque in casa di Maude, la desolazione dello studio dello psicologo o dello zio militare e, soprattutto, la madre di Harold. E' tutto già vecchio, come il protagonista maschile.
Cult o no, comunque, il mio giudizio rimane sospeso. Bello o brutto non saprei dire. Particolare.
Consigli: Godetevi la vitalità di un'attrice come Ruth Gordon, una che sapeva VERAMENTE recitare. Sua l'interpretazione premio Oscar di Minnie Castevet in "Rosemary's Baby". Fantastica!
Parola chiave: Suicidio.


Ric