sabato 12 dicembre 2009

Film 33 - Will Hunting - Genio ribelle

Giovedì per cena avevo voglia di un film veloce prima di andare a casa della mia amica Claudia per fare quattro chiacchiere. Quindi ne ho visto uno che avevo cominciato qualche anno fa, senza mai finirlo.


Film 33: "Will Hunting - Genio ribelle" (1997) di Gus Van Sant
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Cosa c'è di speciale in un film come questo? Niente, non fosse che l'hanno scritto a quattro mani Matt Damon e Ben Affleck, due giovanissimi attori che grazie alla sceneggiatura di questo film hanno vinto l'Oscar. Non fosse che all'epoca erano in molti ad avere dubbi sul fatto che Affleck sapesse effettivamente scrivere, questa cosa non avrebbe fatto tanto chiasso.
Il film non è brutto, per carità, si guarda piacevolmente. Ma poi ci si ferma lì. Non ho sentito la voglia di rivederlo, per esempio. La mia curiosità iniziale era capire il valore di quest'opera e verificare se effettivamente ci fosse qualcosa di sensazionale che valesse la pena premiare. Certo, scrivere una sceneggiatura non è per tutti, ma qui ci sono tantissimi riferimenti culturali alla 'Wikipedia', ma non effettivamente granché approfonditi. Io non ce l'avrei mai fatta a scrivere una pappardella di roba del genere, quindi lode al merito, però non credo che la definizione di capolavoro sia azzeccata.
E' la storia di questo ragazzo povero, ovviamente orfano e maltrattato, che in realtà è un Einstein al quadrato. Risolve l'irrisolvibile, pensa l'inpensabile e, soprattutto, definisce Minnie Driver come 'bellissima', cosa evidentemente impossibile. Va oltre ogni limite umano, insomma. Poi però è anche estremamente odioso, antipatico, indisponente. E' geniale e mestruato. Uff, ma dov'è la novità? Nessuno lo capisce, solo lo psicologo (anche lui, ovviamente, maltrattato da piccolo) Robin Williams ci riesce perchè è fuori dal comune, lui non vuole vincere premi, vuole vivere felice e in pace con sé stesso. A sì? Nuova anche questa...
Non si va molto oltre in questo film. Will riesce a ritornare sulla retta via, addirittura si becca un lavoro vero con straordinarie opportunità future, allo psicologo torna la voglia di vivere, Ben Affleck fa una sviolinata al suo amico Matt Damon che neanche Frodo&Sam ne "Il Signore degli Anelli" e Minnie Driver non migliora esteticamente.
Tutto sommato si vede volentieri, ma è più blockbuster di quanto i 10milioni di dollari di budget non vogliano far pensare. Non ho trovato una filosofia particolarmente illuminante, né nulla che mi abbia ispirato. L'esempio del genio è una realtà che si discosta totalmente dalla mia, quindi non mi sono sentito particolarmente coinvolto. E poi non riuscivo a smettere di chiedermi se avesse scritto la sceneggiatura solo Matt Damon e poi per amicizia ci avesse aggiunto anche il nome dell'amico, come vorrebbe un pettegolezzo... Ah, i 'rumors'! ps. Qualcosa come 9 nomination agli Oscar e 2 premi vinti. A Robin Williams l'hanno dato solo perchè lo meritava da anni, ovviamente non per questa pellicola, ma meglio di niente. E, infatti, quella è stata la sua ultima nomination (ma, insieme a lui tantissimi altri attori ricevono il loro Oscar per un'interpretazione in un film che non vale, solo perchè l'Academy era in debito con loro per interpretazioni valide e non premiate. Penso a Renée Zellweger, Nicole Kidman, Judi Dench, Whoopi Goldberg, ecc ecc). pps. Casey Affleck, fratello di Ben e quindi raccomandato per un ruolo in questo film, è assolutamente identico a Mika!
Consigli: Da vedere in compagnia e deridere la faccia da maialino di Matt Damon.
Parola chiave: Problema matematico




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