martedì 29 dicembre 2009

Film 45 - La signora mia zia

Dopo averne sentito parlare, aver letto una pessima recensione del libro e aver visto il suddetto libro praticamente in ogni negozio del centro di Bologna, mi sono dedicato alla visione della versione cinematografica.


Film 45: "La signora mia zia" (1958) di Morton DaCosta
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Zia Mame? E chi non la vorrebbe come parente?! E' ricca, bazzica le star e le personalità di spicco, è divertente, intelligente, bellissima e, soprattutto, un vulcano in attività! Non c'è da stupirsi se Patrick, nipotino orfano (il padre è il fratello di Mame), la adorerà dal primo istante! Io pure, in effetti.
La stranezza di Mame è adorata dagli amici, temuta da parenti e nobili (o aspiranti tali) perchè il diverso non si uniforma, non cerca quello che cerchi tu ed è maledettamente imprevedibile. Del resto se non condividi niente con una persona, non puoi sapere cosa aspettarti da lei. Mame è così, amata e odiata, a seconda dei punti di vista. Anche perchè, diciamolo pure, eccessiva è eccessiva. Spende e spande, egocentrica da morire, adora gli hobby usa e getta e getta gli uomini per hobby... Insomma, davvero uno spirito libero. Peccato che il periodo non lo fosse per niente. Siamo negli anni del proibizionismo (cito Wikipedia, fonte di saggezza popolare: "Con il termine Proibizionismo s'intende per antonomasia il periodo fra il 1919 ed il 1933 in cui negli Stati Uniti, tramite il XVIII Emendamento e il Volstead Act, venne sancito il bando sulla fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di alcool per il consumo umano") e Mame si ritrova al verde come moltissimi dei suoi nobili amici. Prova a recitare, lavorare, sopravvivere, ma solo il ricchissimo amore per il petroliere Jackson Pickett Burnside la rimette in condizioni economiche favorevoli. L'amore nasce dopo la moneta, ma tutto si perdona a Mame, eccentrica e anticonformista. Qui si scivola un po'.
Ma il petroliere muore, Patrick cresce bigotto e Mame si ritrova con tre futuri parenti di una burinaggine (esiste?) impensabile. E Patrick che temeva di far brutta figura presentando la zia tanto strana... Comunque, tutto si risolverà - ovviamente - per il meglio e il piano anti-cafoni (o parvenue?) dell'energica Mame andrà a buon fine! E noi lo sapevamo...
Il film mi è piaciuto molto, ha dei bellissimi titoli di testa caleidoscopici e sbrilluccicanti, dei costumi fantastici, una prima attrice divina (mi ha ricordato un po' la Gloria Swanson di "Viale del tramonto" per classe e bellezza senza tempo) e un ritmo tutto suo davvero intrigante. E' intuibile la derivazione teatrale di questa pellicola per alcuni aspetti: moltissimi interni - anche se, grazie al cielo, gli esterni sono girati all'aperto e non in studio come in "My Fair Lady" - e una divisione per 'capitoli' delle scene che terminano sempre con l'oscuramento del set, attori immobili come statuine dopo l'ultima battuta, e luce a occhio di bue su Mame/Rosalind Russell. Questo aspetto particolare suppongo riprenda anche la suddivisione interna del libro stesso da cui è tratto questo film, che, mi dice sempre Wiki, è narrato per storielle quasi separate una dall'altra.
Infine, curiosità: 6 nomination all'Oscar tra cui miglior film e attrice protagonista. Quest'ultima è decisamente da riscoprire!
Consigli: Da guardare avvolti da una stola di pelliccia (sintetica) e una tiara di diamanti (vera, possibilmente)! Oppure in smoking. Très chic.
Parola chiave: Vivi, vivi, vivi!


Ric