martedì 5 gennaio 2010

Film 48 - Un amore sotto l'albero

Mi sono fidato, per la prima volta da anni, di qualcosa che mi ha proposta la tv, alla cieca. Eccone il risultato. Dopo un bel film al cinema, io e Ale - e per un po' pure Luca&Ilaria - ci siamo lasciati coinvolgere da una proposta televisiva di seconda serata...


Film 48: "Un amore sotto l'albero" (2004) di Chazz Palminteri
Visto: in tv
Lingua: italiano
Compagnia: Ale, Ilaria e Luca
Pensieri: Si può fare un brutto film sul Natale? E, soprattutto, si può coinvolgere, per farlo, la Hollywood che conta? Sì, a quanto pare.
Colpevole di aver acceso la televisione dopo essere tornato dal cinema, su Canale 5 in seconda serata davano questo gioiellino di film per famiglie. Ecco le mie domande.
1) Ok, Susan Sarandon non ha più una vera carriera da anni, quindi che lei abbia accettato lo posso capire. Ma Penelope Cruz? Alan Arkin? Robin Williams?!?!?!?! Mi sono dato come risposta che a) Penelope aveva bisogno di farsi conoscere meglio in America (e bisogna ammettere che non avesse torto dato che, dopo 2 nomination, nel 2009 ha vinto l'Oscar); b) Alan Arkin è come il prezzemolo, c'è praticamente in ogni film. Dopo averlo visto in "The Private Lives of Pippa Lee" e questo film, me lo sono pure ritrovato in un altro - moooolto giovane - la mattina successiva. Risveglio traumatico; c) ormai Robin Williams gliel'ha data su, come Susan Sarandon, e pensa solo ai soldi. Sadness.
2) Si suppone che un film debba avere una trama. Perchè questo no? Solo perchè si parla di Natale tutto può succedere? Robin Williams prima è un ex prete, poi un malato e, di conseguenza, il fantasma del malato. Scusa?! Alan Arkin va in giro per la strada ogni Natale a dire alla gente che è la reincarnazione della moglie morta. Pardon?! (Non continuo, potrei rovinare il divertimento all'eventuale spettatore).
3) Perchè utilizzare neve fintissima digitalizzata al computer che si vede lontano un chilometro che è fatta in digitale?! Tutti i vari "Signore degli Anelli" sono precedenti al 2003: vuoi che in questo filmetto del cavolo non si potesse rappresentare della neve quantomeno seria?
4) Un film sul Natale senza alcuno spirito del Natale, che senso di esistere ha? Nessuno lo festeggia in famiglia, sono tutti sempre incazzati, delusi, depressi o sull'orlo del suicidio. Qual è il messaggio positivo? Che poi le cose si aggiustano? A sì? E quanto, per la precisione? Tanto vale guardarsi un qualsiasi "Natale a..."...
Traiamo le nostre conclusioni. Se da un film come "L'isola delle coppie" mi aspetto una cagata, almeno lo so e mi metto il cuore in pace. Ma che questo qui mi venga spacciato come film - blockbuster? - per famiglie con presunzione di raccontare qualcosa di particolare o nuovo, beh, proprio non ci sto. Una boita pazzesca.
Ps. Non c'entra niente, ma dopo il film, prima di andare a letto, chi mi è capitato di guardare su Italia 1? 'TvModa', con Jo Squillo. E come si è conclusa la mia serata? Con questo video: .
Jo, sei tutti noi. O almeno tutti quelli fuori di testa. Poraccia...
Consigli: Lasciate stare. Godetevi altri film natalizi, se proprio ne sentite il bisogno.
Parola chiave: Alan Arkin, prezzemolino del cinema hollywoodiano.


Ric