martedì 12 gennaio 2010

Film 57 - Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro

Uscito nel 2005 e vincitore del premio Oscar come miglior film d'animazione, non vedevo l'ora di vederlo da quando ne avevo sentito parlare! Ma, come al solito, tra il dire e il fare...


Film 57: "Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro" (2005) di Steve Box, Nick Park
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Wallace & Gromit, da una serie a un film. Ultimamente va di moda, ci sono cascati un po' tutti ("I Simpson", "Charlie's Angels", "Miami Vice", "Star Treck", ecc) e non tutti con risultati eccelsi. Ora, per quanto mi riguarda, non ho mai visto un episodio della serie, ma quello che so è che ogni volta che esce un nuovo corto... SBAM! Arriva un Oscar. Qualcosa vorrà dire...
Quindi, non avendo idea di cosa aspettarmi e sapendo del grande successo di questa pellicola, desideravo vederla da molto. Le mie aspettative (elevate) non sono state totalmente soddisfatte, ma non posso dire che il film non mi sia piaciuto. Già dall'inizio non puoi fare a meno di pensare che l'abbiano girato, fotogramma per fotogramma, costruendo a mano ogni scena, pupazzo, espressione del volto modellando la plastilina. Sono dei mostri di bravura! Meritano la mia stima, credo. Non che la stipa di un incapace sia granché.
Anyway, credo si possa dire che "Wallace & Gromit" vada visto. Non tanto perchè è essenziale agli occhi della cinematografia mondiale, ma per esplorare un mondo dell'animazione a cui non siamo effettivamente tanto abituati. A parte "La sposa cadavere" e "Nightmare Before Christmas" (prego tutti di smetterla di dire che sia di Tim Burton quando è solo sceneggiatore mentre il regista è Henry Selick) io non ho esempi estremamente famosi che mi ricordino quanto sia bello un film animato su pupazzi di plastilina. Questo valore aggiunto andrebbe, forse, un attimo ripreso. Tra l'altro i successi al botteghino di queste pellicole dovrebbero invogliare a riprendere in mano il genere. Capisco che non sia di immediata realizzazione, però forse varrebbe la pena.
Qui, in particolare, mi sono piaciute le scene con il coniglio mannaro (pelosissimo!), la festa degli ortaggi e, ovvio!, il prete! Quest'ultimo è un personaggio fantastico, fa veramente sbellicare. Crede in Dio, ma conserva armi anti-vampiro come aglio e paletti nella cripta e, in più, possiede l'unica arma per sconfiggere un coniglio mannaro: proiettili d'oro. Forse, ma dico SOLO forse, una vaga critica alla chiesa delle superstizioni, che predica la sicurezza di un mondo spiegato in un Libro, ma non si vergogna di seguire e portare avanti credenze svelate in quei libri su occulto o mostri.
In oltre, alcune citazioni piuttosto evidenti: King Kong primo fra tutti, con la scena del rapimento dell'amata e la scalata del campanile/costruzione più alta; e poi "La bella e la bestia", con tanto di caccia al mostro sopra i tetti, come tra Gaston e, appunto, la Bestia.
Insomma, bello e da riscoprire!
Consigli: Non è un cartone animato solo per bambini!
Parola chiave: Manipola mente.


Ric