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martedì 1 settembre 2015

Film 983 - Noi e la Giulia

Lo avevamo perso al cinema, così lo abbiamo recuperato una sera a cena...

Film 983: "Noi e la Giulia" (2015) di Edoardo Leo
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Lu
Pensieri: Direttamente dal canale Youtube della Warner Bros. Italia, un riassunto veloce della trama: "Diego (Luca Argentero), Fausto (Edoardo Leo) e Claudio (Stefano Fresi) sono tre quarantenni insoddisfatti e in fuga dalla città e dalle proprie vite, che da perfetti sconosciuti si ritrovano uniti nell'impresa di aprire un agriturismo. A loro si unirà Sergio (Claudio Amendola), un cinquantenne invasato e fuori tempo massimo, ed Elisa (Anna Foglietta), una giovane donna incinta decisamente fuori di testa. Ad ostacolare il loro sogno arriverà Vito (Carlo Buccirosso), un curioso camorrista venuto a chiedere il pizzo alla guida di una vecchia Giulia 1300. Questa minaccia li costringerà a ribellarsi ad un sopruso in maniera rocambolesca e lo faranno dando vita a un'avventura imprevista, sconclusionata e tragicomica, a una resistenza disperata ...quella che tutti noi vorremmo fare… se ne avessimo il coraggio". La punteggiatura non è mia, sia chiaro.
"Noi e la Giulia" è esattamente quello che mi aspettavo, finale a parte. Un buon titolo comico nostrano i cui toni sono estremamente simili al già fortunato "Smetto quando voglio" dell'anno scorso, con il quale condivide non solo Edoardo Leo, ma anche la partecipazione di Stefano Fresi. L'operazione è divertente e molto meno scontata del solito brodo italiano, il che mette Leo ancora in miglior luce dopo una serie di performance che già me lo avevano fatto apprezzare. Qui affronta anche la sfida di sceneggiatura e regia, il che probabilmente ha aiutato a strutturare bene tutta l'operazione.
Il risultato finale è più che soddisfacente, i momenti comici non mancano e il gruppo di attori, così eterogeneo e apparentemente caotico, è in realtà un mix esplosivo - in senso buono - che non solo convince, ma conquista. Inutile dire che la performance di Amendola rimane particolarmente impressa, dato che il suo personaggio è non solo il più pazzo, ma anche quello che finisce per piacere di più al pubblico, insieme a quello dell'ingenua ragazza incinta interpretato dalla Foglietta. La forza di questa storia, non a caso, è soprattutto nei suoi protagonisti, ognuno in grado di portare le sue particolarità, sfaccettature e pazzie all'interno di un racconto che già di per sé parte in quarta: cosa succede se, dopo aver aperto un agriturismo, i proprietari si ribellano al pizzo letteralmente rapendo i camorristi che tentano di estorcerglielo? Se vi interessa la risposta, questo film può fornirvela...
Ps. Il cast è composto da Luca Argentero, Stefano Fresi, Claudio Amendola, Edoardo Leo, Anna Foglietta, Carlo Buccirosso, Federico Torre, Mattia Sbragia.
Pps. La pellicola ha ricevuto 7 candidature ai David di Donatello 2015, vincendone 2: Miglior attore non protagonista (Carlo Buccirosso) e David Giovani.
Box Office: € 3.999.000
Consigli: Esempio carino di commedia italiana con un buon cast e una storia che ha qualcosa da raccontare. Il finale aperto lascerebbe pensare a un sequel - che non vedo in programma -, anche se personalmente l'ho trovato fastidioso in quanto inconcludente. Chiaramente è qualcosa con cui non si può scendere a patti preventivamente, il che mi ha leggermente guastato l'idea d'insieme della pellicola quando l'ho guardata. In generale, comunque, credo sia un titolo a cui vale la pena dare una chance, soprattutto se si aveva già apprezzato "Smetto quando voglio".
Parola chiave: Alfa Romeo Giulia 1300.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 29 gennaio 2014

Film 660 - Un boss in salotto

Fosse stato il film numero 666 sarebbe stato più rappresentativo.

Film 660: "Un boss in salotto" (2014) di Luca Miniero
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Tu provi a dare un'occasione al cinema italiano e... Niente, è sembra una grandissima cagata. No perché bisogna dirlo forte e chiaro: "Un boss in salotto" è un prodotto commerciale inutile e brutto.
Innanzitutto, nonostante un incipit anche interessante, la storia non procede verso alcun punto particolare. Gli sceneggiatori si adagiano scegliendo alcune tappe obbligate da commedia come la riconciliazione familiare senza mai fare una scelta che vada oltre il già visto (e di conseguenza idee altrui). Ma si sa che, essendo un banale prodotto di massa, non c'è motivo di sforzarsi, ci penseranno gli attori a rendere tutto più interessante. Ecco, no.
Paola Cortellesi, di solito ancora di salvezza di qualunque oscenità cui decida di partecipare - qui è qualcosa di insostenibile, anche solo per come la fanno parlare. Ma che dialetto è?! E perché continua a parlarlo anche quando ormai che è campana lo sanno tutti?
Rocco Papaleo è simpatico come un dente scheggiato e spontaneo come Manuela Arcuri in "Carabinieri", ma di fatto le sue sono le uniche battute del film, quindi tra tutti è qui è quello fortunato. Non so se rendo bene l'idea.
Infine Luca Argentero, che - a parte essere oggettivamente un bell'uomo - non è in grado nemmeno di fare da tappezzeria. Neanche far finta di arrabbiarsi o di provare soggezione del cognato. Niente, niente, niente.
Questo simpatico trio familiare + bambini - di cui il ragazzino sta alla recitazione come Valeria Marini all'abito da sposa bianco - è un concentrato di stereotipi disfunzionali e gag al sapore di nulla che per qualcosa come 90 minuti procede verso un finale che non solo è brutto, ma perfino inconcludente, lasciando aperta una storia che, temo con terrore, potrebbe proseguire verso un secondo drammatico episodio! Questo vorrebbe dire ancora Papaleo pseudo camorrista, Argentero amante dei trenini e la Cortellesi obbligata a riprodurre un accento che uccide barbaramente con insopportabile nonchalance, per non parlare di una delle coppie del cinema peggio assortite di sempre: Angela Finocchiaro e Ale (circa senza Franz). Io amo la Finocchiaro, ma tra questo orrendo ruolo e quell'altra oscenità imbarazzante di film a cui ha partecipato ("Ci vuole un gran fisico"), sta rendendo veramente difficile seguire questi nuovi risvolti pseudo comici della sua carriera.
Insomma, la tragica famiglia Coso - sì, si chiamano proprio così - e le sue mirabolanti avventure sono qualcosa che ammazza la voglia di seguire il cinema italiano leggero (non è tutta colpa di questo film, per carità) e ti fa chiedere costantemente come possano film per la tv americana essere scritti, interpretati e girati meglio di una produzione cinematografica ad alto budget italiana: quali passaggi non stiamo seguendo? Cosa si è interrotto? Perché produzioni fatte bene come "La grande bellezza" - che, naturalmente - può piacere e non piacere, ma si converrà tutti che a livello di realizzazione e recitazione è un grande prodotto di qualità - non sono all'ordine del giorno, ma solo rari esempi di eccellenza di mestiere? Perché nel 2014 si deve credere che far camminare un'assistente come Morticia Addams per farla assomigliare ad un robot dovrebbe in qualche modo divertirmi? Che tristezza.
Ps. Scopro con non poco stupore che questo illuminante esempio dello stato dell'arte del cinema italiano, uscito il 1° gennaio, ad oggi ha incassato un totale di 11.800.274€. Chapeau.
Consigli: Brutto e francamente imbarazzante esempio di commedia nostrana. Siamo ancora bloccati sulle differenze parodistiche tra nord e sud e trattiamo noi stessi come cliché da vendere in pari misura sia nella parte alta che in quella bassa del nostro Paese, in modo da non scontentare nessuno. Il risultato è un'inconcludente accozzaglia di situazioni "comiche" in pillole che, prese separatamente, sarebbero perfettamente riciclabili come serie tv alla "Love Bugs", dove le risate finte restano l'unico strumento per capire che c'è appena stata una battuta.
Parola chiave: Arresti domiciliari.

Trailer

Bengi