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giovedì 29 agosto 2024

Film 2231 - The Birds

Intro: Inaspettata serata a teatro. Tramite le pubblicità di Instagram scopro che il National Concert Hall di Dublino ha in programma la proiezione di questo film in occasione del 60esimo anniversario dell'uscita in sala. La novità? L'accompagnamento musicale dal vivo appositamente composto per l'occasione.

Film 2231: "The Birds" (1963) di Alfred Hitchcock
Visto: a teatro
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: ho sempre adorato questo film che, per pura casualità, ho già visto un paio di volte sul grande schermo nonostante si tratti di un pellicola degli anni '60.
Questa nuova visione, ovviamente, racchiudeva qualcosa di particolare che le precedenti non avevano: l'inclusione di una colonna sonora. "The Birds", infatti, non ne prevede una, enfatizzando così ancora di più il potere della "voce" degli uccelli ed esasperandone ulteriormente la componente malvagia che presentano in questa storia. Ho sempre trovato questo particolare aspetto geniale, per cui ero estremamente curioso di vedere che effetto mi avrebbe fatto seguire la pellicola con un accompagnamento musicale e per di più dal vivo.
Ad essere onesti, per quanto abbia apprezzato l'idea e la performance, trovo che una colonna sonora non sia necessaria per un titolo come questo. Cateogrizzerei questa visione come un curioso esperimento, più che un necessario miglioramento dell'esperienza cinematografica nel suo complesso.
Per quanto riguarda tutto il resto, invece, "The Birds" rimane a mio parere un capolavoro.
Film 110 - Gli uccelli
Film 2231 - The Birds
Cast: Rod Taylor, Jessica Tandy, Suzanne Pleshette, Veronica Cartwright, Tippi Hedren.
Box Office: $11.4 milioni
Vale o non vale: "The Birds" va visto, con orchestra o meno. E' un thriller meraviglioso a tinte vagamente horror, Hitchcock è come sempre magistrale nel costruire la suspense e onestamente trovo Tippi Hedren sempre magnetica in questo film. Un cult.
Premi: Candidato all'Oscar per i Migliori effetti speciali. Vincitore del Golden Globe per la Miglior attrice esordiente per Tippi Hedren (vittoria condivisa, però, con Ursula Andress per "Dr. No" e Elke Sommer per "The Prize").
Parola chiave: Love birds.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 8 luglio 2024

Film 2293 - Who's That Girl

Intro: Una pellicola che non pensavo avrei mai recuperato, ma Michael ha il dvd ed è un mega fan di Madonna, quindi perché no?

Film 2293: "Who's That Girl" (1987) di James Foley
Visto: dalla tv
Lingua: inglese
Compagnia: Michael
In sintesi: non sono partito assolutamente prevenuto e, anzi, mi aspettavo avrei gradito la visione. invece ho trovato questo "Who's That Girl" indigesto.
Due aspetti in particolare non ho gradito: il personaggio interpretato da Madonna e tutto il susseguirsi di imprevisti raccontato dalla storia. Ma andiamo per ordine.
Madonna. Premesso che non ho mai pensato fosse un'attrice così tremenda come l'hanno descritta negli anni (forse in "The Next Best Thing", ma non in generale diciamo), devo dire che qui il suo personaggio - o come l'ha interpretato - mi ha dato davvero sui nervi. Mi rendo conto che rendere Nikki Finn seccante ed irritante (soprattutto all'inizio della storia) fosse intenzionale, specialmente in contrasto con la seconda parte della trama in cui i due protagonisti ovviamente si innamorano, però ho davvero faticato a tollerarla. Anche solo la voce mi dava sui nervi.
In combinazione con questo primo aspetto, il fatto che la sceneggiatura sia concentrata su questa serie di (chiamiamoli) equivoci tutti causati da Nikki e che quest'ultima sia per la maggior parte del tempo insopportabile, di fatto per me ha rovinato tutto il film.
Ora, non voglio dire che ho odiato "Who's That Girl", questo no, e ho assolutamente visto di peggio, ma non mi aspettavo avrei così tanto faticato a digerire il personaggio interpretato da Madonna. Intorno a lei, poi, il caos: c'è un puma tra i personaggi principali, una foresta amazzonica su un tetto di New York, arresti, armi, incidenti in macchina, un matrimonio da organizzare e un'innocente da salvare (già, proprio il peronsaggio di Madonna). Insomma, un calderone di elementi che ho trovato estremamente caotico e difficile da digerire, per un risultato finale quasi da mal di testa.
Cast: Madonna, Griffin Dunne, Haviland Morris, John McMartin, Stanley Tucci, John Mills.
Box Office: $7.3 milioni
Vale o non vale: I fan di Madonna sicuramente avranno visto e rivisto questo film, che negli anni si è aggiudicato addirittura lo status di cult. Personalmente non ho gradito granché, quindi non mi sendo di caldeggiare una visione. La colonna sonora però, quella sì che è un cult!
Premi: Candidato al Golden Globe per Miglior canzone originale ("Who's That Girl") e al Grammy per Best Song Written Specifically for a Motion Picture or Television. 5 candidature ai Razzie Awards per peggior film, regia, sceneggiatura, canzone ("El Coco Loco (So, So Bad)") e una vittoria per la peggior attrice (Madonna).
Parola chiave: Chiave.
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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 6 giugno 2019

Film 1602 - Saturday Night Fever

Intro: Non lo avevo mai visto...
Film 1602: "Saturday Night Fever" (1977) di John Badham
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: devo ammettere che "Saturday Night Fever" non mi abbia particolarmente entusiasmato. Ero ben disposto e pronto a scatenarmi (mentalmente) al ritmo di musiche e balli indimenticabili, ma l'atmosfera creata da questa pellicola non mi ha convinto. Travolta è certamente bravo a creare il personaggio, ma la cafonaggine strafottente del giovane Tony Manero mi ha infastidito più che intrattenuto e la totale incapacità recitativa di Karen Lynn Gorney è assolutamente fastidiosa. Musiche epiche, ma personalmente ci fermiamo qui.
Cast: John Travolta, Karen Lynn Gorney, Barry Miller, Joseph Cali, Paul Pape, Donna Pescow, Bruce Ornstein, Val Bisoglio, Julie Bovasso, Martin Shakar.
Box Office: $237.1 milioni
Vale o non vale: Un po' come per "Dirty Dancing" e "Footloose" siamo di fronte alla pellicola musicale per adolescenti che, in un momento storico di cambiamenti, riescono a rivedere loro stessi nelle difficoltà del protagonista, incompreso dalla famiglia e desideroso di mettere in pratica le proprie scelte piuttosto che seguire le imposizioni dei genitori. Diversamente dalle altre due pellicole, qui la vicenda ha contorni più reali e meno da favola. Il risultato finale, però, non mi ha convinto. Colonna sonora pazzesca con canzoni indimenticabili di Bee Gees e non solo.
Premi: Candidato all'Oscar per il Miglior attore protagonista (Travolta), 4 Golden Globes (Miglior film, attore protagonista, colonna sonora e canzone originale) e 2 BAFTA (sonoro e colonna sonora). La colonna sonora ha vinto 5 Grammy Award fra il 1978-79: Best Pop Vocal Performance by a Group ("How Deep Is Your Love"), Album of the Year, Best Pop Vocal Performance by a Duo or Group ("Saturday Night Fever"), Best Arrangement of Voices ("Stayin' Alive"), Producer of the Year.
Parola chiave: Ballare.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 9 aprile 2013

Film 527 - Pitch Perfect

Quinto ed ultimo appuntamento con Leoo malaticcio. Migliorato di salute, ci lanciamo su una pellicola che mi incuriosiva da quando è uscita. Sulla scia di "Glee"...

Film 527: "Pitch Perfect" (2012) di Jason Moore
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Leoo
Pensieri: Scopro ora che la pellicola arriverà in Italia con il titolo veramente geniale di "Voices"...
Senza commentare passo oltre, perchè il film è carino e divertente, con canzoni azzeccate e vero ritmo (sia musicale che narrativo). Mi ha proposto esattamente quello che mi aspettavo, il che mi ha soddisfatto non poco: una commedia americana un po' teen, po' chick flick che strizza anche l'occhio a tutti coloro che hanno amato o amano la serie tv "Glee" e che apprezzano, quindi, i numeri musicali eseguiti da cori con o senza strumentazione. Nel caso particolare del film le ragazze cantano a cappella.
L'incipit della pellicola, tra l'altro, è veramente molto simile all'inizio di "Glee": dove nella serie tv Finn Hudson veniva scoperto negli spogliatoi a cantare sotto la doccia dal prof. Schuester che lo vuole nel suo coro, qui Beca/Anna Kendrick viene scelta durante la 'sua' doccia dalla futura compagna di coro Chloe/Brittany Snow.
L'obiettivo delle Bellas è quello di battere il coro maschile della loro stessa scuola, da anni capace di stracciarle grazie alle capacità del suo lead singer Bumper. Tra vomitate sul palco, duri allenamenti e, ci mancherebbe mancasse, un percorso di formazione che porta tutte le ragazze delle Bellas a diventare un vero gruppo (anche di amiche), la pellicola passa che è un piacere.
Chiaramente chi non apprezza i numeri musicali è meglio che lasci perdere fin da subito. Idem per chi non apprezza molto la musica contemporanea (anche se le Bellas per un bel po' canteranno una canzone non esattamente degli ultimi anni...). Apprezzabili i riferimenti ai film cult generazionali degli anni '80 come "Breakfast Club", un particolare di connotazione che da questa pellicola proprio non mi aspettavo.
Ironico e senza pretese, segue le storie delle sue eterogenee protagoniste riuscendo a caratterizzare simpaticamente ognuna di loro, rimanendo, sì, su un profilo superficiale, ma che riesce a rimanere senza sembrare particolarmente banale. Il punto di forza della pellicola credo proprio sia il bel gruppetto che formerà il coro, dove ognuna delle facenti parte aggiungerà qualcosa di estremamente personale al gruppo. Risaltano per simpatia la stralunata Rebel Wilson e la silenziosissima Hana Mae Lee, sorprende per la voce la Kendrick (candidata all'Oscar per "Tra le nuvole"), mentre Anna Camp l'abbiamo vista in "The Help".
Insomma, secondo me è proprio un filmetto carino e divertente.
Ps. 17 milioni di dollari per produrlo e un incasso che, ad oggi, è pari a $112,092,852. Inoltre la colonna sonora del film è andata molto bene negli USA, arrivando alla #3 della Billboard 200 vendendo 621,569 copie.
Film 527 - Pitch Perfect
Film 947 - Pitch Perfect 2
Film 948 - Pitch Perfect
Film 1008 - Pitch Perfect 2
Film 1561 - Pitch Perfect 3
Consigli: Senza pretese e spensierato, "Pitch Perfect" è il perfetto esempio di pellicola adatta a passare una bella serata in compagnia! E le canzoni sono riuscite.
Parola chiave: Treblemakers.

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Bengi

mercoledì 6 marzo 2013

Film 515 - Warm Bodies

Sinceramente un film visto per caso, di cui non sapevo proprio nulla tranne chi fosse il protagonista. Che, dopo aver incontrato per caso a Londra in un pub, seguo con maggiore interesse. E' un buon motivo? Assolutamente no, ma alla fine questo film è stato una sorpresa...


Film 515: "Warm Bodies" (2013) di Jonathan Levine
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: No, "Warm Bodies" non è il nuovo "Twilight" né ci somiglia. Anche se, va detto, ci hanno provato. La storia d'amore di lei che cambia lui grazie all'amore è identica, ma qui il tono è scherzoso, parodistico nei confronti di una classe di non morti (qui gli zombie, però) che nelle pellicole con Pattinson è presa decisamente molto seriamente. Chiaramente ho gradito di più il tono divertente e divertito, quasi si volesse appositamente ridicolizzare ciò che sui non morti è stato prodotto nell'ultimo periodo - ovvero dei film che li vendono come i più cool - mantenendo, però, un tono non sbroccato da film demenziale e/o parodia.
Ciò specificato, ho trovato questa pellicola carina in quanto nulla di speciale; ai miei occhi - ovvero uno che di "Warm Bodies" prima di vederlo non ne sapeva nulla - poteva essere addirittura una pellicola a basso budget. E invece scopro che ci sono voluti 35 milioni di dollari per realizzarlo, non esattamente una cifra da film indipendente. Quindi sorge il dubbio che il tentativo post-"Twlight" fosse effettivamente nelle mire dei produttori. Bene, ripeto, no. Questo a mio avviso non è paragonabile al primo (e unico) film della saga tratta dai libri di Stephenie Meyer che ho visto. Né per toni né per tematiche.
Comunque, per quanto abbia gradito inaspettatamente questa pellicola, non si può certo dire sia un capolavoro. Per esempio, all'inizio gli zombie sembrano incapaci di fare qualunque cosa che non sia camminare. Poi, però, all'improvviso sono più agili, parlano, corrono. E la trasformazione - in particolare del protagonista R/Nicholas Hoult - non è così graduale. Ancora: R nasconde Julie/Teresa Palmer tra gli altri zombie per proteggerla da loro. Invece di portarsela con sé all'aeroporto (nascondiglio zombie) non poteva semplicemente farla scappare? E una volta lì, non può sporcarla di sangue più spesso, così eviterebbero le due o tre volte in cui lei rischia quasi di essere scoperta per via del suo 'odore umano', tanto invitante e succulento per l'orda di morti? Così, giusto per chiedere.
Per il resto non c'è granché da segnalare. A mio avviso la trama inciampa spesso in imprecisioni o superficialità lasciate un po' correre, però nel complesso il prodotto tiene abbastanza. Il finale è sdolcinato, ma la voce fuori campo di R tiene compagnia per buona parte della durata della pellicola e aiuta a rendere divertenti certi passaggi molto sdolcinati, teen o, diciamocelo, disgustosi. Della serie: come ragiona uno zombie adolescente che ha mangiato il cervello del fidanzato di colei di cui si è innamorato. Contorto e surreale, lo so, ma alla fine la premessa è anche intrigante.
Da aggiungere, e non sottovalutare affatto, che la colonna sonora è stupenda! Guns N' Roses, Scorpions, Bruce Springsteen, M83, Broken Bells e molti altri ancora a comporre una soundtrack che non riesco a smettere di ascoltare da una settimana a questa parte! Da questo punto di vista sono veramente entusiasta. E non capita spesso.
Insomma, tra la buona musica, la buona recitazione di Hoult (la Palmer è a malapena sufficiente) e i momenti divertenti, direi che "Warm Bodies" è riuscito a ricrearsi un microcosmo a sé che tutto sommato, senza essere nulla di che, non è male.
Ps. Il personaggio di John Malkovich è altamente trascurabile. Il fidanzato di Julie all'inizio del film, invece, è Dave Franco, fratello del più famoso James.
Consigli: Un po' per teenagers, un po' chick flick, un po' splatter e un po' apocalittico. C'è un po' di tutto... diciamo per lui e per lei. In fin dei conti piacevole e a tratti divertente. La trama non sempre regge, ma la colonna sonora è fantastica. Si può vedere.
Parola chiave: Battito del cuore.

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Ric

mercoledì 30 gennaio 2013

Film 500 - The Deep Blue Sea

Ultimo film del 2012 e... 500esimo del blog!!! Per finire un 2012 sostanzialmente andato di merda, con (degli ultimi) quattro giorni inaspettatamente fantastici. E del buon vino rosso siciliano.


Film 500: "The Deep Blue Sea" (2011) di Terence Davies
Visto: dai computer di Leo e mio
Lingua: inglese
Compagnia: Leoo
Pensieri: Toccante e intenso, questo film è, tuttavia, discontinuo.
Nonostante la meravigliosa recitazione della protagonista Rachel Weisz e la buona prova di Tom Hiddleston ("Thor", "War Horse", "The Avengers"), la trama è spesso disfunzionale al prodotto finito.
Non so se per scelte stilistiche del regista (qui anche sceneggiatore) Terence Davies, ma di fatto i flashback e il conseguente montaggio utilizzati per la narrazione sono più un elemento di confusione che un vezzo creativo. Tralasciando lo spaesante inizio che, oltre a faticare a decollare, si ricollega alla vicenda narrata solo nel finale, tutto ciò che viene mostrato è un incastro a puzzle di un insieme narrativo che, trattato in questo modo, finisce per risultare in più passaggi incomprensibile.
Non è certo indicativo, ci mancherebbe, ma subito dopo la visione mi è stato necessario ricercare in internet info e spiegazioni in merito a questo progetto.
Il film si ispira all'omonimo testo teatrale di Terence Rattigan e racconta la storia di storia è Hester Collyer, benestante e sposata, che si innamora perdutamente di un ex-pilota della RAF, Freddie Page, e per lui lascia in marito senza attendere il divorzio trasferendosi a vivere in un appartamentino con l'amante. La passione iniziale li brucia, ma con il passare del tempo incorrono i meccanismi della vita, i problemi con l'alcol di lui, la situazione irrisolta del matrimonio di lei... e tutto finisce per complicarsi. Fino ad arrivare al momento in cui Hester tenta il suicidio, che coincide con l'inizio della narrazione della pellicola, ma in realtà a livello temporale è uno degli ultimi episodi prima della conclusione.
Al di là della non poca confusione riguardo al tempo del racconto, sono rimasto molto colpito dalla profondità emotiva che la Weisz riesce a evocare sullo schermo. Essendo un film basato fondamentalmente su di lei, la scommessa di puntare su di lei per 98 lunghi minuti è risultata vincente. Cosa che non si può dire, invece, per la colonna sonora: chiassosa, inopportuna e frastornante nella prima parte, contribuisce a creare una sensazione di pesantezza ad un evento (il tentato suicidio) già di per sé drammatico. I lunghissimi tempi che il regista si prende, poi, non giustificano un così sovrabbondante utilizzo delle note. Nella seconda parte, come di contrappasso, la colonna sonora quasi sparisce. L'ho trovato insensato.
Tutto sommato, quindi, credo che questo adattamento dell'opera teatrale di Rattigan sia solo parzialmente riuscito perché la prova attoriale di Rachel Weisz (nominata ai Golden Globes per questo ruolo) è veramente potente, ma sprecata da una realizzazione se vogliamo anche un po' pretenziosa. Una linea narrativa pulita e sequenziale, oltre che un tentativo di ritmo più incalzante (per quanto possibile, chiaro), avrebbero sicuramente favorito il risultato finale di questo "The Deep Blue Sea". Insomma, è un ni.
Consigli: Se amate la Weisz questa parte è sicuramente una di quelle da vedere (al contrario di "Dream House" che si può serenzamente saltare).
Lascio a voi la curiosità di scoprire il significato che ha, in inglese, il titolo del film. Giusto un indizio: "The film takes its title from her dilemma of being caught between the Devil and the deep blue sea". [Wikipedia]
Parola chiave: Relazione.

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Ric

domenica 27 novembre 2011

Film 333 - This Must Be the Place

Si parla da un bel po' di questa pellicola. Era impossibile ignorarla!


Film 333: "This Must Be the Place" (2011) di Paolo Sorrentino
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Claudia, Ramona
Pensieri: Ultimamente mi sono accorto che seguo con più attenzione progetti cinematografici italiani. Per quanto questa pellicola sia di ben più ampio respiro, rimane il fatto che la regia è del napoletano Paolo Sorrentino ("Le conseguenze dell'amore", "Il divo"), la sceneggiatura, oltre che del regista stesso, è di Umberto Contarello ("Questione di cuore", "Lascia perdere, Johnny!"), il montaggio di Cristiano Travaglioli ("Il divo", "Fascisti su Marte") e la fotografia di Luca Bigazzi (5 David di Donatello per la Miglior fotografia di film come "Pane e tulipani", "Le conseguenze dell'amore", "Romanzo criminale", "Il divo"). Insomma, non manca l'impronta nostrana.
Più simile ad una pellicola indipendente per taglio e storia - ma non certo per budget (€25,000,000) - "This Must Be the Place" è un film dalla trama non facile, raccontata però con una certa leggerezza infantile di fondo. Non vengono sminuiti gli avvenimenti, ma si segue il protagonista Cheyenne/Sean Penn, ex rock star in ritiro, probabilmente bruciato da anni di droghe e alcol (molto Ozzy Osbourne style), che procede nella sua vita seguendo ritmi tutti suoi.
Ragazzino per molti aspetti, necessita delle cure della moglie Jane/Frances McDormand che lo segue e lo ama quasi da non capacitarsene. I loro ritmi sono sincroni e si capisce fin da subito che affetto e stima sono incondizionati. Entrambi hanno bisogno dell'altro per andare avanti. Anche per questo sarà difficile intraprendere il cammino - da alcuni definito 'on the road' - per Cheyenne verso New York fino alla casa del padre morente che non vede da decenni. Rapportarsi con una realtà ormai estranea e dimenticata, ripercorrere il problema dell'accettazione in famiglia e riprendere in mano dopo tanto tempo il rapporto con il genitore - ma all'arrivo il padre sarà già morto - saranno solo gli spunti iniziali della storia.
La pellicola tratta essenzialmente il percorso di formazione del nostro strambo eroe, alla ricerca del nazista che per anni ha ossessionato la memoria del padre che desiderava ritrovarlo dopo gli anni passi nei campi di concentramento. L'atteggiamento leggero di Cheyenne aiuterà a portare avanti la storia senza la pesantezza che ci si potrebbe aspettare da tematiche così difficili. Non si parla di superficialità, chiaramente, ma di un atteggiamento verso la vita che riflette un approccio disilluso e calmo, basato sulla certezza delle cose concrete (amore, amicizia, musica) che ci aspettano una volta compiuta la 'missione'.
Simpatico ed antieroe quanto basta, Sean Penn riesce a non risultare ridicolo in abiti così sopra le righe e, anzi, fa tenerezza e piace proprio per la sua caparbietà e bontà di adulto regredito a bambino. Una prova difficile che l'attore, forse già formato dall'esperienza di "Mi chiamo Sam" di 10anni fa, supera facendo davvero la differenza per il film. Se, infatti, il campionario di attori-spalla non fa mancare niente (c’è anche David Byrne che interpreta sé stesso), è anche vero che senza l’attore due volte premio Oscar l’opera di Sorrentino non sarebbe mai risultata tanto interessante e piacevole da seguire, nonostante il ritmo non certo incalzante.
Appassionandosi a Cheyenne, alle sue stramberie, i suoi riti e i suoi demoni, si percorre insieme la strada fino al momento in cui, sul finire della storia, ci si accorgerà che il nostro protagonista è davvero cresciuto, tanto da non necessitare più della maschera che per anni ha dovuto indossare per affrontare una quotidianità che, senza alcol o droghe, non è poi tanto ‘rock’. Senza mai dimenticare, però, l’amore, gli amici e la (buona) musica.
Consigli: Quasi, biografia romanzata di un vero rockettaro, tra lavoro di introspezione e ricerca di demoni del passato (non per forza solo interiori), un piacevole film che si costruisce tutto sul fantastico lavoro di Sean Penn. Per chi ama l’America ‘da strada’ non può che essere un film da vedere.
Parola chiave: Mordecai Midler.

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Ric

lunedì 7 novembre 2011

Film 324 - Cowboys & Aliens

Sabato sera al cinema...


Film 324: "Cowboys & Aliens" (2011) di Jon Favreau
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Giuseppe
Pensieri: In effetti questa pellicola mixa due generi piuttosto lontani l'uno dall'altro: western e fantascienza. Non che ci sia nulla di male nel vederli accostati, ma comunque di primo acchito rimane un pò strano.
Nell'insieme il film è piacevole, i toni da far west ci sono tutti. L'avventura non manca, come i combattimenti e gli effetti speciali. Bene la colonna sonora di Harry Gregson-Williams che mi ha colpito specialmente in apertura (link).
Protagonisti della pellicola 007 Daniel Craig, il redivivo Harrison Ford, l'anoressica Olivia Wilde (tutta mascella), Sam Rockwell (di solito più outsider) e il Paul Dano di "Little Miss Sunshine". Il cast è buono e Craig è duro quanto basta per uccidere alieni, conquistare la bella e riuscire sempre a cavarsela da bravo paladino protagonista. Ha un viso poco armonioso, ma la presenza fisica c'è tutta.
Ford - che pare più sveglio del solito - è una buona spalla, finto burbero dal cuore tenero per un ruolo facilotto, ma che strappa più di un sorriso agli affezionati del leggendario Indi. La Wilde, invece, interpreta uno strano personaggio. Prima piace, poi perde punti quando si rivela per ciò che realmente è. Ma non è colpa dell'attrice, è la sceneggiatura che è scontata.
Insomma, l'insieme è buono e - ripeto - strano, ma non è male per passare una buona serata tra amici. Abbiamo capito che alieni e cowboy posso convivere. Ma non facciamone un sequel.

Consigli: Strano film e strano mix di generi. Ma non è male e si vede volentieri in compagnia.
Parola chiave: Bracciale.

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Ric

sabato 21 maggio 2011

Film 259 - TRON: Legacy

Un film che non si poteva non vedere! Ottimo per la serata del martedì cinema+insalata!


Film 259: "TRON: Legacy" (2010) di Joseph Kosinski
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Marco, Alice, Andrea Puffo, Titti
Pensieri: Mia grande pecca è quella di non aver guardato il primo capitolo della saga ("Tron" del 1982) per introdurmi a questo secondo capitolo (di 28 anni posteriore). Non avendo idea di cosa parlassero questi due film, ho giusto vagamente reperito qualche informazione per non giungere totalmente 'vergine' al capitolo "Legacy".
L'idea del videogico che intrappola all'interno della realtà virtuale (rete) il suo creatore è interessante e dimostra un'occhio visionario. Peccato che le trovate geniali terminino praticamente qui.
Perché questo secondo episodio - se non consideriamo la cornice della vicenda che si svolge nella realtà contemporanea - si può suddividere in tre parti, nessuna di queste particolarmente originale: ingresso nel mondo virtuale + sfida in moto, bar e tradimento di Castor, raggiungimento della via d'uscita.
Nonostante la spettacolarità sbalorditiva delle immagini proposte (nel destino della saga non ricevere - clamorosamente - alcuna nomination all'Oscar per gli effetti speciali), un film non può basarsi solamente sull'immagine patinato-glam-futurista che gli è stata costruita intorno.
La sceneggiatura è scarsa e prova nel tentativo di vivere di rendita (etichettando come 'di culto' la saga, non si può fare a meno di alimentare una certa aspettativa molto 'cool' che oggi va di moda per rilanciare progetti - magari - all'epoca risultati stantii). Ma se guardare Jeff Bridges con il lifting digitale a confronto con l'originale è davvero divertente, non può essere solo questo l'effetto a sorpresa o motivo trainante per pensare di riproporre al pubblico un prodotto.
Tecnicamente la pellicola è perfetta (effetti speciali, fotografia, sonoro e costumi da 10 e lode, colonna sonora dei Daft Punk superlativa), manca un cuore pulsante che la distacchi da una mera operazione commerciale.
Volendo analizzare semplicemente quest'ultimo aspetto, tra l'altro, si noterà che, a posteriori, il revival di "Tron" non è stato così redditizio. $170,000,000 di spesa e un incasso di $400,062,763, che, per un film pubblicizzato e sponsorizzato come questo, sono effettivamente pochini, non lo portano nemmeno tra i primi 100 film più visti della storia del cinema (superato, tra gli altri, da pellicole come "Alvin Superstar 2", "Pretty Woman", "Twister", "Una notte al museo" o "New Moon"...).
Insomma, se visivamente è un film che vale la pena vedere, a livello di contenuti siamo carenti. Bene, comunque, i protagonisti da Jeff Bridges ("Il grande Lebowski", "Il Grinta") a Olivia Wilde ("The Next Three Days"), Michael Sheen ("Frost/Nixon - Il duello", "The Queen - La regina"), Bruce Boxleitner (già nell'originale "Tron") e il protagonista Garrett Hedlund ("Four Brothers", "Country Strong"). Non segnalato il cameo di Cillian Murphy.
In definitiva lo rivedrei, ma mi aspettavo decisamente molto di più.
Consigli: Innovativo per gli effetti speciali come lo fu "Guerre stellari" nel 1977, non può essere perso dagli amanti del genere fantasy che gradiscono immagini decisamente spettacolari. Nel complesso carino, da vedere in compagnia, avvolti dal dolby surround per non perdersi niente di effetti sonori e - soprattutto - della colonna sonora perfetta dei Daft Punk.
Parola chiave: Rete.

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Ric

lunedì 9 maggio 2011

Film 251 - Burlesque

Ormai addicted a questa pellicola...


Film 251: "Burlesque" (2010) di Steve Antin
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Stranamente un film che non mi affatica rivedere. Sarà che è sempre disponibile il file sul pc, sarà che è un disimpegno totale o che ormai le musiche le so a memoria, ma di fatto è una pellicola capace di distrarmi lasciandomi di buon umore.
Non c'è molto da aggiungere rispetto alle precedenti due recensioni, perciò passo i due link per non ripetermi troppo. Buona visione o lettura!
Film 209 - Burlesque
Film 226 - Burlesque
Film 251 - Burlesque
Film 376 - Burlesque
Film 1161 - Burlesque
Film 1643 - Burlesque
Film 2253 - Burlesque
Film 2402 - Burlesque
Consigli: Poche pretese e un'attenzione speciale per alcune canzoni/tormentone: rimangono impresse.
Parola chiave: Louboutin.

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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 30 aprile 2011

Film 246 - The School of Rock

Secondo appuntamento cinematografico con Licia.


Film 246: "The School of Rock" (2003) di Richard Linklater
Visto: dal computer di Licia
Lingua: italiano
Compagnia: Licia
Pensieri: Perfetto connubio di comicità e buon cinema al ritmo di una trascinante ed azzeccatissima colonna sonora. E così una probabile teen-comedy si trasforma, grazie al talento di Jack Black, in un'opera interessante sia dal punto di vista musicale, sia perchè divertente e ben riuscita. Considerando, poi, la banda di ragazzini assoldata, il irschio di ricadere in un target troppo giovane era alto, ma visto il risultato si può considerare questo film come davvero per tutti.
Simpatica l'idea del fallito fanatico di rock 'n' roll che, fingendosi un suo amico, finisce a fare il supllente in una scuola elementare. Da lì i guai non tarderanno ad arrivare, considerando che l'"insegnante" Jack Black impartisce solo lezioni di musica (rock, ovviamente).
Ottimo Black per il ruolo (costruito per e su di lui da Mike White, l'attore che nel film interpreta il vero supplente Ned Schneebly) come fantastica risulta la nevrotica preside Joan Cusack ("Una donna in carriera", "In & Out", "La famiglia Addams 2"), davvero divertente. Perfetto ogni ragazzino nella sua parte e, da notare, spicca già nel gruppo la stella di Miranda Cosgrove, oggi piuttosto conosciuta negli USA per ruoli in "Drake & Josh" e "I tuoi, i miei e i nostri".
Insomma, una pellicola piacevole e riuscita, capace di intrattenere e strappare più di un sorriso, accompagnata da una valanga di grandissimi della tradizione rock. Un mix esplosivo da non perdere!
Ps. Curiosamente, la comica Sarah Silverman ha qui il ruolo serio e impostato della fidanzata/tiranna di Schneebly.
Consigli: Gli appassionati di musica non sottovalutino questo film! Potrebbe essere una piacevole sorpresa...
Parola chiave: Let's rock!

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Ric

martedì 8 marzo 2011

Film 226 - Burlesque

Dopo una cena in centro, il finale giusto di una serata piacevole con gli amici!


Film 226: "Burlesque" (2010) di Steve Antin
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco, Andrea
Pensieri: Visto la seconda volta è meglio. Forse perchè conscio di quanto abbiano toppato in certi punti e preparato a quanto avrei visto, mi sono goduto molto di più questa pellicola di Antin.
Ormai sono fan della colonna sonora e conosco a memoria certe canzoni che, in effetti, al momento di vederle rappresentate nel film hanno avuto il loro impatto. Piacevole, insomma, senza riserve.
Ovvio, bisogna essere preparati: il film è una ciofeca. Ma se vi piace il genere, o vi piacciono le popstar, o siete in vena di perdere qualche oretta tra un numero musical e l'altro, allora avete trovato il film che fa per voi!
L'Aguilera, rispetto ad oggi, è decisamente magrissima e, mi spiace dirlo, antipatica come pochi su questa terra. Non c'è nulla da dire sulla voce (oddio, forse che spesso urla lo possiamo dire), ma quanto è odiosa è inevitabile non constatarlo.
Cher e Tucci, invece, se la cavano decisamente bene e sono il duo geriatrico divertente del film. Peccato, però, che sia un film sul burlesque che non rende l'idea stessa del burlesque. E' più un videoclip di un'ora e mezza dove possiamo ammirare l'estensione vocale della popstar bionda che tenta di diventare attrice (Christina, perfino Britney ha fallito. E lei ha fans molto più devoti...) piuttosto che un'espressione cinematografica dell'anima burlesque del locale di Cher/Tess. La canzone più vicina al genere è sicuramente 'But I Am A Good Girl', davvero ben riuscita.
Insomma, un film leggero leggero, ma davvero innocuo.
Film 209 - Burlesque
Film 226 - Burlesque
Film 251 - Burlesque
Film 376 - Burlesque
Film 1161 - Burlesque
Film 1643 - Burlesque
Film 2253 - Burlesque
Film 2402 - Burlesque Consigli: In compagnia è meglio. Si ride di più!
Parola chiave: Panorama.



#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 24 maggio 2010

Film 115 - Sherlock Holmes

Mi era tornata voglia di vederlo...


Film 115: "Sherlock Holmes" (2009) di Guy Ritchie
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Stefano (prima parte), nessuno (seconda parte)
Pensieri: Nonostante lo avessi già visto all'inizio di quest'anno, dopo il viaggio a Londra mi era tornata la voglia di vedere questo film, decisamente blockbuster adrenalinico e ben realizzato.
Rispetto alla prima volta, ho gradito ancora di più alcuni aspetti tecnici, primo tra tutti la colonna sonora. Il motivetto dei titoli di coda mi ha decisamente conquistato, tanto che ho dovuto aggiungerlo alla playlist del mio iPod. Col senno di poi, ammetto che la nomination all'Oscar per le musiche di Hans Zimmer ha ora molto più senso, sicuramente di più del Golden Globe vinto da Downey Jr. per la sua interpretazione di Holmes.
Molto interessante anche il montaggio, con rallenty e flashforward (già cult il combattimento nell'arena, con spiegazione anticipata del come e perché verranno sferrati i colpi), molto funzionali alla narrazione, che riescono a creare un ritmo particolare, quasi marchio di fabbrica e simbolo di un certo svecchiamento di genere (non è che ultimamente Holmes andasse per la maggiore...).
Non solo riuscita di un personaggio, comunque, ma anche della persona Guy Ritchie (Robert Downey Jr. ormai è tornato ad essere una star) che, con questo colpaccio, si è assicurato nuova (e positiva) visibilità, popolarità e consensi e un sequel già in preparazione.
Intrattiene e piace, non annoia e lascia soddisfatti se le aspettative non presupponevano altro che due ore trascorse tra divertimento e zero pensieri.
Azzeccatissimo il cast, tutti perfetti per i ruoli che interpretano con, in testa a tutti, il duo principale, atipici quanto azzeccati insieme, che mai ti immagineresti fianco a fianco in una pellicola, eppure perfetti nella resa sullo schermo.
Il tutto funziona e sappiamo che, finché attirerà ($ 518,419,489 di incasso), avremo dei sequel da vedere. Speriamo solo che i progetti non si perdano per strada.
Film 47 - Sherlock Holmes
Film 311 - Sherlock Holmes
Film 615 - Sherlock Holmes
Film 1341 - Sherlock Holmes
Film 367 - Sherlock Holmes - Gioco di ombre
Film 769 - Sherlock Holmes - Gioco di ombre
Consigli: In gruppo è un film perfetto!
Parola chiave: Lord Blackwood.

Se ti interessa/ti è piaciuto

Ric

giovedì 6 maggio 2010

Film 110 - Gli uccelli

Questo film è e sarà per sempre legato ad un evento troppo cool della mia vita: il primo articolo per un blog non mio!


Film 110: "Gli uccelli " (1963) di Alfred Hitchcock
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Gloria, Erika, Gian
Pensieri: Chi l'avrebbe mai detto che sarei riuscito a scrivere prima o poi per un blog non mio? E, invece, la fortuna ha voluto che il 'Goldmine' blog necessitasse di nuovi collaboratori per l'ampliamento dei settori di interesse del sito. Avrei mai potuto lasciarmi sfuggire questa occasione? NO! E, allora, se vi va, beccatevi il mio primissimo articolo, dedicato ad uno dei capolavori più popolari di Hitchcock!
http://www.goldminefactory.com/blog/hitchcock-il-volto-e-la-cosa/
Film 110 - Gli uccelli
Film 2231 - The Birds
Consigli: Ascoltate molto bene, non c'è colonna sonora!
Parola chiave: Bodega Bay.



#HollywoodCiak
Bengi