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sabato 15 marzo 2025

Film 2352 - The Curious Case of Benjamin Button

Intro: A couple of months ago I was watching a video on YouTube about the Oscars and the youtuber said something like nobody really remembers this movie anymore as it wasn't that good anyway. I cannot disagree more.

Film 2352
: "The Curious Case of Benjamin Button" (2008), David Fincher
Watched on: My computer
Language: English
Watched with: No one
Thoughts: "The Curious Case of Benjamin Button" has had such a massive impact on my life it's hard to explain how much I care for it. Not only it inspired the nickname I use to this day, Bengiamino Bottone, but I remember being obsessed with its soundtrack - I bought the CD - and I still listen to it to this day. Not to mention that my favourite actress Cate Blanchett plays the female lead character, which adds to this movie's appeal (to met).
Rewatching it almost felt like watching it for the first time all over again, as it's been a while since my last viewing. And it was probably my first time watching it in English, so in a way it felt like I was experiencing something new.
A very poetic movie, beautifully shot and, again, Alexandre Desplat's score is so good.
Film 200 - Il curioso caso di Benjamin Button
Film 1151 - The Curious Case of Benjamin Button
Film 2352 - The Curious Case of Benjamin Button
Cast: Brad Pitt, Cate Blanchett, Taraji P. Henson, Julia Ormond, Jason Flemyng, Elias Koteas, Mahershala Ali, Jared Harris, Tilda Swinton.
Box Office: $335.8 million
Worth a watch?: One of my favourite movies, I never get tired of it. It is a bit long for sure, but I never really minded. Always a nice watch.
Awards: 3 Oscar wins for Best Art Direction, Makeup, and Visual Effects out of 13 nominations (Picture, Director, Acotr for Brad Pitt, Supporting Actress for Taraji P. Henson, Original Score, Adapted Screenplay, Cinematography, Costume Design, Editing, and Sound Mixing). 3 BAFTA wins for Best Makeup & Hair, Production Design, and Visual Effects out of 11 noms (Film, Director, Actor, Adapted Screenplay, Cinematography, Editing, Costume Design, and Music). 5 Golden Globe nominations in the Drama category (Film, Director, Actor, Screenplay, and Score). 1 MTV Movie + TV Awards for Best Female Performance (Taraji P. Henson). Nominated for Best Score Soundtrack Album for a Motion Picture, Television or Other Visual Media at the Grammys.
Key word: Aging.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

domenica 9 ottobre 2022

Film 2137 - Three Thousand Years of Longing

Intro: Ultimo film prima delle due settimane di stop italiane (finalmente!), decido di recuperare l'ultimo film di George Miller di cui non avevo sentito parlare fino a quando, un paio di settimane prima, ne avevo per caso visto il trailer al cinema.

Film 2137: "Three Thousand Years of Longing" (2022) di George Miller
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: assolutamente non il film che mi aspettavo, questo "Three Thousand Years of Longing" mi ha lasciato in parte soddisfatto, anche se avrei preferito un racconto meno fiabesco e, diciamo, più dinamico.
Non che manchi l'azione o la storia sia raccontata con eccessiva lentezza, ma sicuramente si percepisce una differenza di "passo" quando la trama si concentra su Tilda Swinton e la sua personale avventura moderna puttosto che sui racconti del genio Idris Elba, decisamente più interessanti sia a livello narrativo che estetico. E' nei momenti in cui il magico abitante della lampada (in questo caso vasetto) ripercorre il suo passato e le vicissitudini che lo hanno costretto alla prigionia di vetro che la storia prende davvero vita, lasciando lo spettatore desideroso di vedere e scoprire di più.
Questo binomio moderno/fiabesco è forse l'aspetto che mi ha lasciato più perplesso rispetto al film di Miller, magistrale nel mettere in scena la fiaba, i suoi protagonisti e le loro vicende ma che, inavvertitamente, conferisce al resto della storia un'allure meno desiderabile e interessante. Anche perché, diciamocelo, Alithea (Swinton) non è esattemente un personaggio carismatico.
Poi, per carità, ho trovato inaspettatamente piacevole la quota romantica del finale - una piega che credo in pochi avessero previsto - ma questo non riesce in ogni caso a salvare il risultato finale dalla sensazione di aver assistito alla narrazione di due differenti storie che corrono parallele senza mai davvero incontrarsi o amalgamarsi.
Senza contare che la promessa dei 3 desideri, la presenza di un genio della lampada, la famosa creatività di Miller come storyteller e una certa potenza evocativa del trailer, a inizio film farebbero pensare a tutt'altro tipo di film che, nella realtà, mai si concretizza. E se potenzialmente questo non dovrebbe rappresentare un problema o un ostacolo, qui finisce per lasciare lo spettatore più confuso che soddisfatto. Perché, con l'inebriante prospettiva di 3 desideri e l'infinito come limite, passiamo più di metà del film in una camera d'albergo? La caratterizzazione di Alithea e del suo personaggio funziona come scusa fino a un certo punto, diciamocelo. Si sarebbero potute esplorare altre vie per implicare la sua caparbietà e risolutezza, ribadire quanto sia a suo agio con sé stessa e le sue scelte di vita riuscendo comunque a farla uscire dalle quattro mura cui la sceneggiatura la confina per troppo tempo del film. E, non fosse per gli esotici racconti del genio, si sarebbe rischiato di suscitare nello spettatore un certo senso di claustrofobia.
Un po' un peccato, insomma, perché chiaramente i due protagonisti sono attori meravigliosi, Miller ha un modo di raccontare tutto suo che incanta e affascina e la storia, in generale, avrebbe potuto espandersi e raccontare meraviglie purtroppo qui solo marginalmente esplorate (e comunque sempre declinate al passato).
Sicuramente una parte di me è rimasta delusa dall'esperienza "Three Thousand Years of Longing" dalla quale mi aspettavo molto, molto di più e decisamente qualcosa di diverso. Poi, lo ammetto, certi aspetti della visione di questo film mi hanno comunque conquistato, principalmente l'approccio fiabesco, che onestamente avrei preferito costituisse la maggior parte del racconto.
Non il film che mi aspettavo, non quello che desideravo veder,e ma certamente un'esperienza cinematografica diversa rispetto al solito. Non basterà a tutti, ma per qualcuno potrebbe valere la visione (non per molti, visto il gigantesco flop commerciale che questo film è stato, partito da un budget $60 milioni).
Ps. Per gli amanti della cultura pop, nel film compare in un cameo muto una delle figure chiave dell'advertisment italiano anni '90-'00, ovvero nientemeno che Megan Gale.
Non è la prima volta, però, che Miller e Gale collaborano, avendo già visto l'attrice australiana prendere parte in un ruolo decisamente marginale (ma quantomeno non muto) nel precedente "Mad Max: Fury Road". Pps. Non so quanto rilevante per i più, ma nelle mie note a fine visione ho scritto: Tilda Swinton ricorda una combo tra Miranda di "Sex and the City" e la costumista Sandy Powell.
Sulla scia di questo pensiero, mi sento di aggiungere che il personaggio di Alithea mi ha ricordato quella della protagonista del film "Nim's Island" interpretato da Jodie Foster.
Cast: Tilda Swinton, Idris Elba, Aamito Lagum, Lachy Hulme, Megan Gale, Melissa Jaffer, Anne Charleston.
Box Office: $17.5 milioni
Vale o non vale: Non l'ho amato, non l'ho detestato. O, per essere forse più precisi, ho adorato certe parti e trovato più faticose certe altre. Ed è un po' questa la caratteristica più evidente di "Three Thousand Years of Longing", una pellicola troppo evidentemente divisa a metà e difficilmente "incollata" insieme.
Non per tutti, ma sicuramente un'esperienza cinematografica diversa dal solito.
Premi:
Parola chiave: Desideri.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 19 agosto 2020

Film 1909 - Suspiria

Intro: A Pasqua con Erika abbiamo visto l'originale proprio per preparaci alla visione di questo remake. Che, diciamocelo, è più che altro un omaggio.
Film 1909: "Suspiria" (2018) di Luca Guadagnino
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
In sintesi: onestamente non capisco che percorso stia facendo guadagnino e cosa voglia raccontare. "Io sono l'amore" è stato un colpo di fulmine, "Call Me by Your Name" una storia che ho imparato ad apprezzare e capire, mentre questo "Suspiria" mi ha disorientato.
Avendo visto poco prima l'originale di Dario Argento, la mia aspettativa si basava sul fatto che la storia qui avrebbe ricalcato quella del 1977, ma mi sbagliavo: la pellicola di Guadagnino parte dal presupposto di Argento e Nicolodi (scuola di ballo e congrega di streghe) per poi prendere tutt'altra direzione e arrampicarsi per scene splatter, danze erotiche e una divisione in capitoli di una pesantezza che non mi aspettavo. Insomma, la storia prende in prestito alcuni elementi per poi decidere di dirigersi altrove. Il che di per sé non sarebbe assolutamente un problema, non fosse che si decidere di mettere in scena un remake quando, a mio avviso, sarebbe bastato dirigere semplicemente un nuovo film.
"Suspiria" di Guadagnino non mi ha fatto impazzire, lo devo ammettere, nonostante un'evidente appeal stilistica che pervade tutta la produzione e che ho trovato in linea con il progetto: i colori, le atmosfere, le musiche, le scenografie si sposano alla perfezione con la storia ambientata nella Berlino del '77 (durante il cosiddetto Autunno tedesco) e i costumi della scena del ballo finale forniscono un ottimo contrasto con tutto ciò che la scuola Markos Tanz ha rappresentato fino a quel momento. La sensualità della danza e l'occhio invadente della telecamera, insieme a un montaggio ben realizzato, sono un aiuto prezioso a contrastare quei momenti più soporiferi che di quando in quando prendono il sopravvento durante le 2 ore e mezza abbondati di durata.
Per il resto "Suspiria" rimane incastrato tra le varie anime che sembra voler a tutti i costi ricoprire, un po' remake, un po' horror, un po' thriller, un po' film impegnato, un po' pellicola sulla danza d'avanguardia, un po' spettacolo per gli occhi (dico solo che Tilda Swinton qui interpreta 3 ruoli e vi sfido a riconoscerli tutti!). Avessero intrapreso qualche percorso in meno, forse il risultato finale sarebbe stato più riuscito e meno pesante. O tutta un'altra storia.
Cast: Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth, Angela Winkler, Ingrid Caven, Elena Fokina, Sylvie Testud, Renée Soutendijk, Christine LeBoutte, Fabrizia Sacchi, Małgosia Bela, Jessica Harper, Chloë Grace Moretz.
Box Office: $7.7 milioni
Vale o non vale: Nonostante il disastroso esito al botteghino (il film è costato 20 milioni di dollari solo per realizzarlo), bisogna dire a favore di questa pellicola che il risultato finale, se si considerano aspetti più tecnici come make-up, effetti speciali e costumi, è piuttosto ragguardevole. Sicuramente Guadagnino ha una sua estetica precisa che prende forma di volta in volta differentemente in ogni suo progetto - un aspetto che trovo molto interessante - e anche qui ogni immagine è ben studiata, ogni inquadratura pensata come parte di un insieme.
Detto ciò, rimane il fatto che "Suspiria" sia troppo lungo, spesso troppo lento e a tratti difficile da decifrare. Sicuramente non una scelta per ogni occasione, certamente non un titolo dell'orrore convenzionale. Quindi, choose wisely.
Premi: Candidato al Grammy per Best Song Written for Visual Media ("Suspirium" di Thom Yorke). Candidato a 6 David di Donatello per Miglior scenografo, truccatore, acconciatore, effetti speciali, canzone e musicista (Thom Yorke). In concorso a Venezia 75 per il Leone d'Oro, ha vinto il Premio Soundtrack Stars per la Miglior canzone originale e il premio La Pellicola d'Oro per gli effetti speciali.
Parola chiave: Voto.

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Bengi

martedì 28 maggio 2019

Film 1600 - Hail, Caesar!

Intro: Non morivo esattamente dalla voglia di vederlo, ma non so perché alla fine qualcosa mi ha convinto a recuperarlo.
Film 1600: "Hail, Caesar!" (2016) di Ethan Coen, Joel Coen
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: non il miglior Coen, ma sicuramente godibile. Surreale come solo i due registi riescono, con un cast da sogno e una Hollywood da Golden Era ricreata alla perfezione, "Hail, Caesar!" riesce a intrattenere il suo pubblico a dovere tra qualche battuta e colpi di scena. Scarlett Johansson colpisce per il suo accento e Alden Ehrenreich riesce perfettamente a rendersi ridicolo. Nell'insieme non male.
Cast: Josh Brolin, George Clooney, Alden Ehrenreich, Ralph Fiennes, Jonah Hill, Scarlett Johansson, Frances McDormand, Tilda Swinton, Channing Tatum, Alison Pill, Wayne Knight, Christopher Lambert.
Box Office: $63.6 milioni
Vale o non vale: Sinceramente? Pensavo molto, molto peggio. E, invece, questa pellicola riesce ad equilibrare i suoi momenti comici e di satira grazie ad un cast stellare e bene in parte e una messa in scena onestamente molto bella da guardare.
Premi: Candidato all'Oscar e al BAFTA per le Migliori scenografie.
Parola chiave: Rapimento.

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mercoledì 8 novembre 2017

Film 1433 - Doctor Strange

Ho visto questo film al cinema esattamente il 3 novembre 2016, una delle giornate più lunghe, faticose, belle ed emozionanti della mia vita. Dopo aver discusso la tesi in facoltà, brindato al bar, pranzato con i miei e - finalmente - riposato un po', sono andato al cinema con Poe a vedere questa pellicola e poi a mangiare una pizza. Dunque un titolo che ha particolarmente valore per me e che penso legherò per sempre ad uno dei momenti più speciali che riesca a ricordare. Una bella soddisfazione per una stupenda, sfibrante giornata.
Senza contare, poi, che è il primo film che ho visto in casa nuova...

Film 1433: "Doctor Strange" (2016) di Scott Derrickson
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Rivedo questo film e mi chiedo nuovamente come sia possibile che non abbia vinto l'Oscar per gli effetti speciali. E' stato davvero un pensiero che mi sono portato dietro dall'inizio alla fine.
Detto ciò, il nuovo eroe Marvel ci mette forse un po' a carburare, ma quando l'avventura comincia l'adrenalina non smette di pompare. Giusta l'introduzione al personaggio, per carità però è innegabile che dal momento in cui si entra nel vivo della storia il tutto si faccia molto più interessante, affascinante e certamente accattivante.
Visivamente potente, di grande intrattenimento e con un cast particolarmente ricco di star, "Doctor Strange" risulta un altro pezzo riuscito del puzzle della famiglia di supereroi di Stan Lee e sicuramente la curiosità di rivedere il protagonista in azione in una nuova avventura c'è. Prossimi appuntamenti col Dottore sono adesso al cinema con "Thor: Ragnarok" e il prossimo aprile con "Avengers: Infinity War".
Ps. Candidato agli Oscar 2017 per i Migliori effetti speciali e a 3 BAFTA per Miglior scenografia, trucco ed effetti speciali. - The Avengers
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 1568 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 1571 - Avengers: Age of Ultron
Film 1613 - Avengers: Infinity War
Film 1757 - Avengers: Endgame
- Captain America
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 1660 - Captain America: The First Avenger
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 1395 - Captain America: Civil War
- Thor
Film 268 - Thor
Film 1191 - Thor
Film 1659 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 1193 - Thor: The Dark World
Film 1447 - Thor: Ragnarok
- Iron Man
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
- Ant-Man
Film 1004 - Ant-Man
Film 1195 - Ant-Man
- Doctor Strange
Film 1250 - Doctor Strange
Film 1433 - Doctor Strange
- Spider-Man
Film 1394 - Spider-Man: Homecoming
Film 1653 - Spider-Man: Homecoming
Film 467 - The Amazing Spider-Man
Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro
- Black Panther
Film 1612 - Black Panther
Guardiani della Galassia
Film 817 - Guardiani della Galassia
Film 974 - Guardiani della Galassia
Film 1054 - Guardiani della Galassia
Film 1358 - Guardiani della Galassia Vol. 2
Cast: Benedict Cumberbatch, Chiwetel Ejiofor, Rachel McAdams, Benedict Wong, Michael Stuhlbarg, Benjamin Bratt, Scott Adkins, Mads Mikkelsen, Tilda Swinton.
Box Office: $677.7 milioni
Consigli: Bello e ben fatto, esteticamente curatissimo e particolare (anche se un po' ricorda "Inception"), fonde bene la doppia filosofia Marvel del supereroe dalla battuta cinica e facile ch fronteggia però pericoli insidiosi e mortali. Ottimi comprimari tra cui spicca una Swinton tibetana che non ha mancato di sollevare critiche per la questione della razza (vedi whitewashing) e un Mads Mikkelsen che ad Hollywood dovrebbe trovare più spazio. Davvero un buon blockbuster.
Parola chiave: Tempo.

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Bengi

lunedì 31 luglio 2017

Film 1393 - Okja

Crusiosissimo di recuperare questo titolo, mi sono messo in pari appena lo streaming me lo ha concesso!

Film 1393: "Okja" (2017) di Bong Joon-ho
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Edo
Pensieri: Dopo "Snowpiercer" che mi era molto piaciuto, ero davvero curioso di capire come potesse essere questo nuovo film di Bong Joon-ho a cui è addirittura stato concesso l'onore di aprire l'ultimo Festival di Cannes, con non poche polemiche. Perché a produrre, qui, è nientemeno che Netflix.
Privo di Palma d'Oro, andata a "The Square" di Ruben Östlund, "Okja" arriva disponibile in streaming a tutto il pubblico della piattaforma statunitense (che, tra l'altro, ha deciso di non distribuire la pellicola nelle sale. Comunque chi non fosse abbonato non faticherà a trovarne un link piratato che bypassi la necessità di pagare l'abbonamento) che in questa occasione può usufruire di un contenuto originale - che non è una novità - ma derivato da un contesto festivaliero. La curiosità non era poca.
L'ultima fatica del regista coreano rispecchia per atmosfere ed alcuni personaggi, oltre che una certa ideologia di fondo, il precedente sforzo a tinte americane: si ritrova Tilda Swinton nel ruolo della cattiva e l'idea di quella candida spinta dal basso a non farsi schiacciare dal più forte e prepotente; i due protagonisti della storia, invece, non faticano a rimandare a qualcuno degli eroi animati di casa Studio Ghibli.
Al di là di somiglianze e rimandi, comunque, devo dire che per quanto "Okja" sia un interessante esperimento del melting pot cinematografico odierno, il risultato finale non mi ha convinto del tutto. Il mix di fiabesco e reale non sempre si interseca alla perfezione e non tutti i personaggi sono così riusciti - l'inutilità di Johnny Wilcox (Jake Gyllenhaal) ne è esempio -, per cui alla fine non si può fare a meno di chiedersi se non si potesse fare qualcosa di meglio con quel budget da 50 milioni di dollari. L'idea del supermaiale è intrigante e la critica sociale delle penne di Bong Joon-ho e Jon Ronson non passa certo inosservata, eppure questo non basta a rendere davvero degno di nota il prodotto in questione.
Il cast è pazzesco, la produzione si toglie ogni sfizio e, tecnicamente, il film non ha nulla da rimproverarsi. Avrei preferito forse la si prendesse meno alla lontana e che, sicuramente, si approfondisse di più la questione legata alla menzogna da parte della Mirando Corporation e della fuorviante comunicazione messa in atto per ingannare le masse. Detto ciò, "Okja" rimane un interessante esperimento cinematografico che, probabilmente, senza un colosso come Netflix alle spalle, difficilmente avrebbe visto la luce, men che meno quella della sala cinematografica.
Cast: Tilda Swinton, Paul Dano, Ahn Seo-hyun, Byun Hee-bong, Steven Yeun, Lily Collins, Yoon Je-moon, Shirley Henderson, Daniel Henshall, Devon Bostick, Choi Woo-shik, Giancarlo Esposito, Jake Gyllenhaal.
Box Office: /
Consigli: Possessori di netflix, non avete scuse: il caso cinematografico di Cannes 2017 è a vostra portata, in qualità HD e per di più all'interno del vostro abbonamento, per cui guardarlo è d'obbligo. Per gli altri che, volendo, avrebbero da mettere in conto la necessità di recuperare un link più di straforo, posso dire che "Okja" è un prodotto interessante, sicuramente godibile in certe parti, impegnativo per altre. Non tutto funziona alla perfezione, ma sicuramente vale la pena da una chance a questa storia che ha qualcosa da raccontare.
Parola chiave: Mattatoio.

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Bengi

giovedì 15 dicembre 2016

Film 1260 - Constantine

L'avevo visto al cinema quando uscì e poi basta. Così, quando Netflix l'ha arruolato tra i suoi contenuti, mi ha incuriosito rivederlo.

Film 1259: "Constantine" (2005) di Francis Lawrence
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Cast particolarmente ben assortito - e lungimirante, se si pensa che la maggior parte degli attori ora sono vere e proprie star -, storia curiosa e certamente esteticamente curata, risultato finale sufficientemente interessante da valere la visione. Forse il vero difetto di questa pellicola è che per quanto è costata (100 milioni di dollari!) non riesce comunque a non sembrare un film di serie B. Non so se sia la presenza di Reeves, il fatto che all'epoca il resto del cast era praticamente sconosciuto o ancora se non sia che il risultato finale mi ha ricordato più volte "Silent Hill", di fatto la sensazione che ho avuto è stata sempre quella della produzione che prova a sfondare con l'idea furbetta, più che con i numeri per farlo. Di fatto ce n'è un po' per tutti i gusti: Paradiso vs Inferno, Dio e Diavolo, arcangeli, lotta fra bene e male, esplosioni e sparatorie, esorcismi, demoni e possessioni, esoterismo, gemelli omozigoti, momenti horror... Insomma, più che una storia sembra un mix di elementi eterogenei tutti mescolati assieme a sputar fuori un racconto che spazia tra il religioso e il sacrilego, giocherellando con teologia e thriller, baggianate e alcune trovate (nel contesto) geniali. Dunque l'anima del "non mi prendo troppo sul serio", ma lo faccio seriamente.
Forse è addirittura questa sorta di dualismo interno che mi ha lasciato la sensazione di un blockbuster a metà, in ogni caso per il resto "Constantine" non è un titolo malvagio e certamente riesce nell'intento di intrattenere il suo pubblico con non pochi espedienti d'effetto, il cui più efficace è certamente la scelta di Tilda Swinton nei panni dell'Arcangelo Gabriele. In ogni caso sì, non si tratta di un capolavoro e certamente alcune cose potevano essere ripensate (forse un pizzico di ironia in più, giusto per far davvero pensare che non ci si prendesse troppo sul serio), ma il risultato finale non mi sembra pessimo, ovvero conforme al ricordo che nel tempo avevo conservato: un film carino e dimenticabile.
Cast: Keanu Reeves, Rachel Weisz, Shia LaBeouf, Tilda Swinton, Pruitt Taylor Vince, Djimon Hounsou, Peter Stormare.
Box Office: $230.9 milioni
Consigli: Tratto dal fumetto "Hellblazer", questo film gioca su atmosfere dark e tinte horror, chiama moltissimo in causa la religione e sfrutta il suo protagonista a volte immergendolo nuovamente in contesti "alla Matrix" che non sempre sono funzionali. In ogni caso, sapendo a cosa si va incontro, "Constantine" non è una scelta malvagia per una serata di disimpegno e riesce nell'intento di creare un piccolo universo i cui elementi sono a volte creativamente molto elaborati. Insomma, tutto sommato non è male.
Parola chiave: Cancro ai polmoni.
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venerdì 2 dicembre 2016

Film 1250 - Doctor Strange

3 novembre 2016, giorno della discussione della tesi. Mi presento alle 9 e mi chiamano dentro intorno alle 13, quattro ore passate a gironzolare in attesa al freddo e al gelo. Dopo i 10 minuti più ansiogeni della mia vita, sono finalmente fuori e la prima scelta ovvia è quella di andare a festeggiare: aperitivo con brindisi e regalini, foto di rito, poi pranzo con la family. Nel pomeriggio relax per recuperare le forze, poi di nuovo fuori per godermi la prima serata di vera libertà da quattro anni a questa parte. In questo contesto di felicità, ansia, stanchezza e gioia si inserisce la visione di questa pellicola che, anche per via del titolo, mi sembrava il contrappasso appropriato in vista della proclamazione di laurea prevista per la settimana successiva. E poi si sa, con la Marvel non sbaglia (quasi) mai.

Film 1250: "Doctor Strange" (2016) di Scott Derrickson
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Stanchezza a parte, lo spirito era in festa, quindi penso avrei anche potuto vedere "Un Natale al Sud" e uscirne soddisfatto. Forse. Sta di fatto che non è stato necessario farmi piacere "Doctor Strange" in quanto il film me lo sono davvero gustato. E pure tanto.
Ovviamente non è un mistero che sono ben disposto di base nei confronti delle pellicole Marvel, verso le quali provo sempre una rassicurante sensazione di soddisfazione, anche se in questo caso era meno scontato portare a casa un risultato positivo. Già dal trailer si capiva che la storia avrebbe ampiamente spaziato rispetto ai soliti canoni da film sui supereroi, anche perchè "ampliare la mente" sembrava il diktat fin da subito. Inoltre questo Stephen Strange non lo avevo mai sentito nominare, ergo il primo film conosciutivo - che è sempre un po' una scommessa - avrebbe definito i termini di una nuova saga tratta da fumetti.
Dal punto di vista estetico, questa nuova avventura Marvel Studios è una bomba. Effetti speciali grandiosi al servizio di una storia che non si risparmia, producendosi in universi paralleli e possibilità oniriche che regalano allo spettatore una vera e propria esperienza visiva capace di lasciare magicamente rapiti. Un misto tra "Inception" e un trip da acido.
 Dal punto di vista dellastoria, quello che mi ha colpito della trama è stato l'inusuale iter narrativo che, in fin dei conti, è meno rimane-tutto-distrutto del previsto. Perché anche se la devastazione non manca, alla fine non è paragonabile a quella delle altre pellicole modello blockbuster incentrate sui supereori fino ad ora prodotte. Senza contare la massiccia dose di filosofia orientale di cui tutto la sceneggiatura è impregnata. Certo, rimane un prodotto commerciale ad alto tasso di esportazione, ma il risultato finale mi sembra particolarmente curato e per nulla scontato. Insomma, potrebbe pure essere un film non di un supereroe Marvel e funzionare lo stesso benissimo.
Cumberbatch si conferma ancora una volta un grande attore, oltre che un grande protagonista, capace di dar vita al personaggio in maniera credibile e riesumando, per l'occasione, un po' della spocchia comune a certi suoi personaggi (Sherlock Holmes in primis). Mi sembra che la sua sia stata davvero un'ottima scelta di casting. Personalmente ho trovato particolarmente efficaci anche Mads Mikkelsen come cattivo - che un po' la faccia ce l'ha - e Tilda Swinton, anche se riguardo a lei avevo letto di non poche critiche in quanto il suo personaggio nel fumetto è di origine tibetana e la produzione ha scelto comunque di scritturare un'attrice caucasica. Il termine usato è sempre quello: whitewashing. Francamente mi interessa il giusto dell'aderenza al prodotto originale che, di fatto, non conoscevo e non conosco. Basandomi su quello che ho visto qui, "Doctor Strange" mi è sembrato un blockbuster coi fiocchi, una bella avventura capace di catturare sia dal punto di vista narrativo che estetico. Trucco e costumi sono efficacissimi e la regia si destreggia con scene ed effetti speciali particolarmente complessi e il risultato finale è un'avventura che passa attraverso l'immaginazione e lo sforzo di regalare al pubblico qualcosa che, fino ad ora, non si era ancora visto nel mondo dei supereroi. Missione compiuta. - The Avengers
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 1568 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 1571 - Avengers: Age of Ultron
Film 1613 - Avengers: Infinity War
Film 1757 - Avengers: Endgame
- Captain America
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 1660 - Captain America: The First Avenger
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 1395 - Captain America: Civil War
- Thor
Film 268 - Thor
Film 1191 - Thor
Film 1659 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 1193 - Thor: The Dark World
Film 1447 - Thor: Ragnarok
- Iron Man
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
- Ant-Man
Film 1004 - Ant-Man
Film 1195 - Ant-Man
- Doctor Strange
Film 1250 - Doctor Strange
Film 1433 - Doctor Strange
- Spider-Man
Film 1394 - Spider-Man: Homecoming
Film 1653 - Spider-Man: Homecoming
Film 467 - The Amazing Spider-Man
Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro
- Black Panther
Film 1612 - Black Panther
Guardiani della Galassia
Film 817 - Guardiani della Galassia
Film 974 - Guardiani della Galassia
Film 1054 - Guardiani della Galassia
Film 1358 - Guardiani della Galassia Vol. 2
Cast: Benedict Cumberbatch, Chiwetel Ejiofor, Rachel McAdams, Benedict Wong, Michael Stuhlbarg, Benjamin Bratt, Scott Adkins, Mads Mikkelsen, Tilda Swinton.
Box Office: $619.4 milioni (ad oggi)
Consigli: L'ottimo inizio di una nuova avventura tragata Marvel per uno dei suoi personaggi più interessanti ed intriganti, oltre che per un universo in grado di spaziare praticamente all'infinito. Un bell'esempio di cinema di disimpegno ben fatto e tecnicamente impeccabile, scritto con il giusto humor (capito DC Comics?! Ma quando imparerete?) e assolutamente godibile. Adatto ad ogni occasione e sicuramente da rivedere.
Parola chiave: Dormammu.

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martedì 23 agosto 2016

Film 1199 - Snowpiercer

Dopo averlo visto al cinema un paio di anni fa, ho comprato il dvd e attendevo da qualche tempo di farlo vedere a Poe...

Film 1199: "Snowpiercer" (2013) di Bong Joon-ho
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Esperimento cinematografico interessante che mixa una buona dose di aura hollywoodiana con canoni della narrazione meno mainstream e più marcatamente asiatici. L'azione, molto violenta, viene spesso intervallata da lunghi dialoghi o momenti di pathos amplificati da rallenty o preamboli ben architettati che creano un effetto di contrasto rispetto a scene di violenza molto dinamiche e momenti di "quiete" in cui spesso si assiste storditi alla messa in scena dell'ennesimo nuovo mondo.
Ogni carrozza è, infatti, un pianeta a sé stante di cui all'inizio conosciamo solo la morfologia della coda, ovvero dove alloggiano i più poveri. La scalata verso la testa, che è anche la dura salita verso il riscatto e l'emancipazione sociale, sarà un viaggio difficilissimo e crudele dove non mancheranno vittime e disastri. Il tutto per incontrare il misterioso Wilford, sorta di divinità all'interno di un treno della vita che percorre l'intero globo nel giro di un anno e non può mai fermarsi, in quanto la Terra è ghiacciata a seguito di una catastrofe e l'arrestarsi del treno comporterebbe l'estinzione del genere umano (ovvero chi è rimasto a bordo).
L'inquietante "Snowpiercer" di Bong Joon-ho è dunque un titolo particolare, caratterizzato da colori cupi ed effetti speciali che comunicano al contempo sia lo sforzo per la realizzazione di un prodotto extra-Hollywood che vuole dimostrare il suo potenziale commerciale, sia l'evidenza della finzione che un po' danneggia il realismo d'insieme. In ogni caso, per essere una produzione sudcoreana mi pare davvero che il risultato finale sia di grande impatto, oltre che particolarmente interessante per la storia che racconta (tratta da "Le Transperceneige", graphic novel post apocalittico dei francesi Jacques Lob e Jean-Marc Rochette) e le atmosfere che riesce ad evocare. Anche questa seconda visione, quindi, mi ha soddisfatto.
Film 681 - Snowpiercer
Cast: Chris Evans, Song Kang-ho, Tilda Swinton, Jamie Bell, Octavia Spencer, Ewen Bremner, Ko Asung, John Hurt, Ed Harris, Alison Pill.
Box Office: $86.8 milioni
Consigli: Intrigante, violentissimo, post apocalittico, con un grandissimo cast e una storia che non mancherà di sorprendere, "Snowpiercer" è un buon esempio di cinema contemporaneo a grande budget pur essendo esterno al circuito produttivo americano. Lo consciglio perché piaccia o meno, rimane comunque molto impresso.
Parola chiave: Locomotiva.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 6 giugno 2016

Film 1151 - The Curious Case of Benjamin Button

Era da un po' che volevo rivederlo, ma non si era mai presentata l'occasione giusta. Bastava aspettare e sapevo che si sarebbe presentata...

Film 1151: "The Curious Case of Benjamin Button" (2008) di David Fincher
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Mio personalissimo cult, film che amo e trovo magnifico, bellissimo e molto poetico, per la prima volta ho deciso di vederlo interamente in inglese. Ottima scelta, tra l'altro, anche se la mia spavalderia iniziale - leggere: no sottotitoli - è stata velocementerimpiazzata dalla necessità di comprensione. Cavoli se è difficile l'accento del sud!
in ogni caso questa nuova visione di "The Curious Case of Benjamin Button" è stata un'esperienza che ha arricchito il mio modo di vedere questo film, in parte rivoluzionando l'idea d'insieme che mi ero fatto: le voci degli attori, cosa non sono! Blanchett e Pitt hanno fatto un lavoro incredibile (ricordiamoci che la prima è australiana) e vale davvero la pena considerare la possibilità di seguire questa storia in lingua.
Al di là del mio rinnovato stupore, comunque, trovo che questa pellicola di Fincher sia un piccolo gioiellino per arte e tecnica che, grazie ad effetti speciali strabilianti e una sceneggiatura in grado di valorizzare il racconto breve di F. Scott Fitzgerald, riesce ancora a stupire a 8 anni di distanza dall'uscita nelle sale. E cosa non è la colonna sonora di Alexandre Desplat!
Insomma, inutile continuare: Benjamin Button è un bellissimo e poetico film che vedrei e rivedrei a ripetizione.
Ps. 3 premi Oscar (scenografie, trucco ed effetti speciali) su 13 candidature, tra cui Miglior film.
Film 200 - Il curioso caso di Benjamin Button
Film 1151 - The Curious Case of Benjamin Button
Film 2352 - The Curious Case of Benjamin Button
Cast: Brad Pitt, Cate Blanchett, Taraji P. Henson, Julia Ormond, Jason Flemyng, Elias Koteas, Tilda Swinton, Elle Fanning, Jason Flemyng, Mahershala Ali, Jared Harris.
Box Office: $333.9 milioni
Consigli: Poetico, strano, avvincente, lunghissimo e con un sacco di storie da raccontare, vera e propria avventura che si prende beffa del tempo e riesce a raccontare la storia di un amore non convenzionale attraverso i suoi mille personaggi. Bello, ben fatto e con due grandissimi protagonisti (e una stupenda colonna sonora). Di certo qui non manca la fantasia. Da recuperare!
Parola chiave: «My name is Benjamin Button, and I was born under unusual circumstances.»

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 5 novembre 2015

Film 1026 - Un disastro di ragazza

La visione di questa pellicola è stata veramente complessa: bruttissima giornata per me, audio dello streaming fuori sincro, impossibile trovare link alternativi e la pazienza ai limiti storici...

Film 1026: "Un disastro di ragazza" (2015) di Judd Apatow
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Anche se devo ammettere che non ricadiamo per un pelo in quei casi in cui il trailer è più efficace di tutta la pellicola, devo dire che in generale questo "Trainwreck" non è stato niente male. Lo dico perché ho appena rivisto il trailer e mi sono fatto un paio di belle risate, nonostante nel complesso la pellicola sia meno totalmente omogenea. A mio avviso, dunque, già il fatto di farsi almeno un paio di sane risate grazie ad un commedia prodotta in un altro paese per un altro pubblico, è un ottimo risultato. Ecco perché alla fine non posso dire di non essere rimasto soddisfatto dell'esordio da protagonista di Amy Schumer sul grande schermo (tra l'altro la sceneggiatura è sua, complimenti).
La trama non è certo innovativa: la classica ragazza incasinata che cambia uomo ogni sera, vive alla giornata e per divertirsi, si gode la sua giovane età senza curarsi troppo del futuro - disillusa a causa di una figura paterna poco incline alla monogamia - finirà per incontrare il suo personale grande amore e dovrà fare i conti tra la novità e l'incapacità di gestire il nuovo sentimento e le vecchie abitudini dure a morire. Nel mezzo c'è il quotidiano newyorkese di vita, famiglia, lavoro, amici, locali e, elemento vincente, una scatenata Schumer veramente in grado di fare la differenza. Mimica perfetta, comicità corporea efficacissima, la ragazza è davvero una da tenere d'occhio per quanto riguarda le nuove leve comiche femminili USA (suo lo show "Inside Amy Schumer", viciniore un paio di mesi fa dell'Emmy per Outstanding Variety Sketch Series). Personalmente per me è stata una sorpresa, non avendola mai troppo considerata fino ad ora.
In definitiva, quindi, una pellicola comico-romantica totalmente contemporanea che ha qualche buona battuta efficace, una perfetta protagonista e un effetto d'insieme che tutto sommato funziona. Da non dimenticare, poi, il buon cast tra cui spiccano un John Cena molto comico e molto nudo e una Tilda Swinton che così bella (e stronza) non avevamo mai visto. Per non parlare dei camei di Marisa Tomei e Daniel Radcliffe in versione dogsitter! Vedere per credere.
Cast: Amy Schumer, Bill Hader, Brie Larson, John Cena, Tilda Swinton, Vanessa Bayer, Colin Quinn, Mike Birbiglia, Ezra Miller, LeBron James, Jon Glaser, Marisa Tomei, Daniel Radcliffe, Matthew Broderick, Chris Evert, Marv Albert.
Box Office: $138.3 milioni
Consigli: In cerca di una commedia divertente, politicamente scorretta e con protagonista una ragazza normale che fa cose normali e vive (più o meno) come un qualunque giovane di oggi? Questa è la pellicola perfetta, un mix tra i migliori film di Apatow e la scorrettezza irriverente de "Le amiche della sposa". Inutile dire che certi snodi della trama potrebbero non piacere a tutti, ma assicuro che tutto sommato si tratta di un prodotto piacevole e spensierato, divertente al punto giusto.
Parola chiave: Cheerleader.

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Bengi

martedì 9 giugno 2015

Film 934 - Orlando

Un altro film sul tempo dopo "Adaline - L'eterna giovinezza", un'altra protagonista femminile che non invecchia. Anche se cambia di sesso...

Film 934: "Orlando" (1992) di Sally Potter
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Uno dei film più strani che abbia mai visto, forse il più strano. A volte sembra di essere a teatro, a volte non si capisce dove ci si stia trovando, né dove si voglia andare, a volte ci si chiede se non sia tutto uno scherzo. Insomma, "Orlando" sei inaspettato.
Una giovane Tilda Swinton interpreta il/la protagonista attraverso i secoli e i sessi, già all'epoca capace di spaziare tra il maschile e il femminile, tra una bellezza aristocratica, antica, vezzosa e una più prettamente contemporanea. Inoltre parliamo qui di qualcosa di estremamente inusuale per il cinema mainstream, un cambio di sesso seppur d'autore (il romanzo da cui è tratta la pellicola è di Virginia Woolf) che lascia disorientato chi non ha idea di cosa si parlerà in questa storia. Come, del resto, per quanto riguardai vari salti temporali.
Insomma, c'è un bel po' di carne al fuoco per un unico film e nonostante questa pellicola abbia ormai 23 anni e non sia certo un titolo di puro, ludico intrattenimento, mi sono goduto il viaggio. Innanzitutto perché la Swinton è magnifica ed era un po' che volevo recuperare, curioso, questo "Orlando", uno dei suoi primi lavori da protagonista. Poi perché ha dei costumi pazzeschi, che definire stupendi è riduttivo. Un lavoro non facile quello di Sandy Powell, tra l'altro, dovendo spaziare tra periodo elisabettiano e giorni nostri ('90), motivo per cui la sua nomination all'Oscar è più che meritata.
In generale, comunque, pur non essendo una narrazione che ho trovato facilissima da seguire - sia perché non conoscevo il romanzo e la sua storia, sia perché di fatto tutti i salti temporali tendono a frammentare il racconto -, sono rimasto da subito affascinato e rapito da questo film, incuriosito dalle svolte narrative e dalle sue sorprese non solo a livello di trama (Sally Potter ha iniziato a scriverne la sceneggiatura alla fine degli anni '80; bisogna tenere presente, quindi, che all'epoca si era certamente meno "preparati" a un bacio saffico sullo schermo, seppure celato dal fatto che il bacio in questione nella storia è dato tra una donna e un in-quel-momento-uomo. Quest'ultimo cambierà sesso e a comprovarlo vi è una scena di nudo integrale della Swinton. Inoltre, a mescolare ulteriormente le carte, all'inizio del film è un uomo, Quentin Crisp, a interpretare Elisabetta I di Inghilterra). Come si capisce, dunque, "Orlando" è una piccola sorpresa in un panorama a me francamente un po' sconosciuto: della filmografia della Potter questo è l'unico titolo momentaneamente visionato e della Woolf so ancora meno. Per cui questo connubio artistico distillato cinematograficamente è stato per me non solo esplosivo, inaspettato e piacevole, ma anche qualcosa da dover codificare, del quale ho faticato ad appropriarmi del linguaggio. Insomma, è stata una sfida, una di quelle che ogni tanto bisognerebbe concedersi per non perdersi nel torpore delle produzioni a grosso budget o di quelle, comunque, contemporanee i cui meccanismi, linguaggi, messaggi e tematiche ci sono immediati e conosciuti.
Box Office: £1,519,690 (UK) + $5,319,445 (USA)
Consigli: Un bell'esperimento cinematografico, un titolo certamente non facile da seguire e inizialmente faticoso da "inquadrare" in qualcosa di conosciuto. Ho apprezzato la performance di Tilda Swinton, già grande 20 anni fa, capace di rapportarsi ad un doppio personaggio, oltretutto senza tempo, uscendone come un'amazzone in sella alla motocicletta.
Bellissimi anche i costumi e le scenografie, insieme capaci di creare atmosfere suggestive e visivamente potenti che certamente rimangono impresse anche finita la visione del film. Tutto sommato direi che "Orlando", pur non essendo qualcosa di adatto a tutti, può soddisfare pienamente chi cerca qualcosa di diverso, di meno convenzionale. O anche solo un salto nel passato.
Parola chiave: Proprietà.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 3 luglio 2014

Film 736 - Grand Budapest Hotel

Orso d'argento all'ultima Berlinale, Miglior film straniero ai David di Donatello e Nastro d'argento ai Migliori costumi: insomma, anche solo per queste premesse non potevo assolutamente perdermi questo film!

Film 736: "Grand Budapest Hotel" (2014) di Wes Anderson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Tipicamente in stile Wes Anderson, ma questa volta meglio di "Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore": più ritmato, divertente, intrigante e stravagante.
Il fascino decadente del Grand Budapest Hotel, il cast stellare, la trama così ben scritta, la solita cura maniacale per i dettagli, le inquadrature, la realizzazione che è una continua ricerca di stile. Veramente un bel film, che vive di tutti questi aspetti e finisce per essere un vero gioiellino.
Non riesco a fare a meno di chiedermi tutte le volte che vedo un film di Anderson come riesca a ricreare queste atmosfere pastello, a pensare a così tanti dettagli dando ad ognuno lo spazio che richiede, ad inventarsi storie da collocare in contesti così particolari, a caratterizzare così tanti personaggi. E' innegabile che, piacciano o meno i suoi film, sia un artista che persegue un suo progetto d'insieme.
Insomma, trovo che "The Grand Budapest Hotel" meriti davvero il successo ottenuto in quanto esempio di cinema ben fatto e con uno scopo, in grado di sopravvivere alla prima ondata di euforia da weekend d'uscita in sala, di crescere e guadagnare consensi e spettatori in quanto opera realizzata con stile, classe e spiccata 'personalità'. Oltre agli aspetti tecnici, naturalmente, buona parte dell'ottimo risultato finale è da accreditare anche agli ottimi attori coinvolti: Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Edward Norton, Mathieu Amalric, Saoirse Ronan, Adrien Brody, Willem Dafoe, Léa Seydoux, Jeff Goldblum, Jason Schwartzman, Jude Law, Tilda Swinton, Harvey Keitel, Tom Wilkinson, Bill Murray, Owen Wilson, Tony Revolori.
Insomma, davvero una bella pellicola, originale, visivamente intrigante e ben scritta. Da non perdere!
Box Office: $164,742,585
Consigli: Ogni pellicola di Anderson è un'immersione totale nel suo mondo particolarissimo, a tratti ingenuo a tratti crudissimo. Bello, ben recitato, decadente e per certi aspetti molto cool, raffinato e dall'ottimo ritmo. Ci si fa trascinare ben volentieri nella storia del Gran Budapest e del suo proprietario Zero Moustafa, finendo per vivere una bella avventura tra qualche mistero, scenari 'plastici', una colonna sonora del sempre perfetto Desplat, costumi di Milena Canonero e un'atmosfera che solo le storie del regista americano riescono ad avere.
Parola chiave: .

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Bengi

venerdì 14 marzo 2014

Film 681 - Snowpiercer

Una pellicola che ero curiosissimo di vedere sia per la storia, tratta dal fumetto "Le Transperceneige", che per il nutrito cast di star alle prese con una produzione sudcoreana.

Film 681: "Snowpiercer" (2013) di Joon-ho Bong
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Erika, Riccardo
Pensieri: Un treno come arca della salvezza, metafora sociale e spietato mietitore. Ecco che cos'è in soldoni lo "Snowpiercer" del titolo.
Neanche a dirlo, in coda i poveri e, man mano che si risale verso testa, i passeggeri diventano sempre più facoltosi, puliti, ben vestiti e ricchi. I poveri, al solito, alla base della piramide sociale che, su questo treno, è in realtà in linea prettamente verticale e teoricamente impossibile da risalire: tutte le rivolte condotte dal popolo nei confronti dei ricchi abitanti della prima classe sono state sedate con violentissima fermezza, tanto da averli indotti ad una muta schiavitù.
Per controvertire quest'ordine considerato naturale da chi sta più vicino alla locomotiva, ci vorrà un eroe tutto d'un pezzo (Chris Evans, già Torcia Umana e Capitan America) che, per la missione, sarà capace di sacrificare tutto ciò che ha, tranne quello in cui crede: tostissimo.
Protagonista a parte, trovo che questa sia una pellicola vincente per altri motivi, più legati ad un'analisi sociologica ben svolta rispetto al contesto che ritrae. L'angusto treno, che viaggia all'infinito su una rotaia della salvezza che percorre ininterrottamente il giro del ghiacciatissimo globo, è un ottimo spazio di confronto, dove le variabili del racconto si combinano a formare una trama mai scontata per quasi tutti i 126 minuti di pellicola. Certo, il finale è come spesso accade il punto più debole di tutto l'insieme, anche qui un po' troppo votato alla consacrazione aulica, piuttosto che all'approccio pratico o, come sarebbe stato preferibile (per rimanere fedeli allo stile fino a quel momento intrapreso e seguito) violento-spietato. Ciononostante trovo che il risultato finale sia apprezzabile, anche perché riprende spunti narrativi vicini ad Hollywood, ma li stravolge lasciando spesso spiazzati e questo mi ha veramente soddisfatto. Inoltre, da non sottovalutare assolutamente, il secondo tempo prende una piega adrenalinica che incolla letteralmente allo schermo.
Insomma, ho trovato "Snowpiercer" un interessante esperimento riuscito: tetro, violento, rivoluzionario, a tratti splatter e dall'idea di base molto intrigante. Ci fosse un seguito lo vedrei subito.
Ps. Moltissimi volti noti del cinema USA e non: i due premi Oscar Tilda Swinton e Octavia Spencer, Jamie Bell, Ed Harris, John Hurt e Alison Pill.
Film 1199 - Snowpiercer
Box Office: $67,400,000 (ad oggi)
Consigli: Un esperimento cinematografico interessante e dall'incipit certamente interessante. Parte lento, ma poi la storia ingrana e sarà in grado di sorprendere che non pochi colpi di scena. Vale la pena dargli una chance!
Parola chiave: Wilford.

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Bengi

giovedì 6 febbraio 2014

Berlinale 2014 - 64th Berlin International Film Festival

Inizia oggi il 64esimo Festival internazionale del cinema di Berlino con l'anteprima mondiale della nuova pellicola di Wes Anderson, l'attesissimo "The Grand Budapest Hotel".
Una parata all star sul red-carpet inaugurale sarà consentita proprio da questa pellicola che, tra i suoi protagonisti, annovera attori del calibro di Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Mathieu Amalric, Adrien Brody, Willem Dafoe, Jeff Goldblum, Jude Law, Harvey Keitel, Bill Murray, Edward Norton, Saoirse Ronan, Léa Seydoux, Jason Schwartzman, Tilda Swinton, Tom Wilkinson e Owen Wilson. La lista è bella lunga. Per gli interessati, streaming live direttamente da red-carpet e press conference di tutte le pellicole presentate nelle 10 giornate al link in giallo.
La manifestazione, che comincerà alle 19:30 di oggi, proseguirà fino al 16 febbraio e incoronerà, oltre il film che vincerà l'Orso d'Oro 2014, anche i vincitori nelle categorie Panorama e Berlinale Special Galas (in cui "American Hustle" di David O. Russell è in competizione); saranno inoltre offerte le anteprime fuori concorso delle pellicole "Monuments Men" di George Clooney, "Nymphomaniac" di Lars von Trier e "La bella e la bestia" di Christophe Gans. L'Orso d'Oro alla carriera quest'anno andrà al regista inglese Ken Loach.
La giuria è composta da James Schamus (Presidente di giuria), Barbara Broccoli, Trine Dyrholm, Mitra Farahani, Greta Gerwig, Michel Gondry, Tony Leung, e Christoph Waltz mentre i film in concorso per l'Orso d'Oro sono (nell'ordine titolo in inglese, titolo originale, regista e Paese d'origine della pellicola):

64th Berlin International Film Festival

"'71" ('71) - di Yann Demange, United Kingdom
"Life of Riley" (Aimer, boire et chanter) - di Alain Resnais, France
"Aloft" (Aloft) - di Claudia Llosa, Spain, Canada, France
"Die geliebten Schwestern" (Die geliebten Schwestern) - di Dominik Graf, Germany
"Stratos" (Μικρό Ψάρι Mikro psari) - di Yannis Economides, Greece, Germany, Cyprus
"The Grand Budapest Hotel" (The Grand Budapest Hotel) - di Wes Anderson, United Kingdom, Germany

[EDIT] Vince il 64esimo Festival Internazionale del Cinema di Berlino "Black Coal, Thin Ice" (Cina) di Diao Yinan.

"Black Coal, Thin Ice" (白日焰火 Bai Ri Yan Huo) - di Diao Yinan, China

"Boyhood" (Boyhood) - di Richard Linklater, United States
"The Little House" (小さいおうち Chiisai Ouchi) - di Yoji Yamada, Japan
"History of Fear" (Historia del Miedo) - di Benjamín Naishtat, Argentina, Uruguay, Germany, France
"Jack" (Jack) - di Edward Berger, Germany
"In Order of Disappearance" (Kraftidioten) - di Hans Petter Moland, Norway
"Stations of the Cross" (Kreuzweg) - di Dietrich Brüggemann, Germany
"The Third Side of the River" (La tercera orilla) - di Celina Murga, Argentina, Germany, Netherlands
"Two Men in Town" (La voie de l‘ennemi) - di Rachid Bouchareb, France, Algeria, United States, Belgium
"Macondo" (Macondo) - di Sudabeh Mortezai, Austria
"Praia do Futuro" ( Praia do Futuro) - di Karim Aïnouz, Brazil, Germany
"Blind Massage" (推拿 Tui Na) - di Lou Ye, China, France
"No Man's Land" (無人區 Wu Ren Qu) - di Ning Hao, China
"Inbetween Worlds" (Zwischen Welten) - di Feo Aladag, Germany

Bengi

lunedì 24 dicembre 2012

Film 492 - Moonrise kingdom - Una fuga d'amore

Non si poteva perdere questo film, visto e considerato il cast che ne fa parte!


Film 492: "Moonrise kingdom - Una fuga d'amore" (2012) di Wes Anderson
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Paola
Pensieri: Tutto sommato "Moonrise kingdom" mi ha lasciato un bel ricordo, come di un favola per bambini molto ben fatta. Ma pur sempre una favola, chiaramente.
Si trattano, infatti, le questioni di ragazzini da un punto di vista adulto (amore vero, matrimonio), cercando quel tono scanzonato e fiabesco che servirebbe a rendere il tutto più accettabile e - se vogliamo - stilisticamente appetibile.
In effetti per quanto riguarda gli aspetti tecnici il film risulta piuttosto curato e ben fatto. Bella la fotografia di Robert D. Yeoman, azzeccati i costumi di Kasia Walicka-Maimone, titoli di testa e di coda ricercati come del resto lo è tutto il concept del film. Da lodare, come sempre, la colonna sonora di Alexandre Desplat che qui, addirittura, si supera grazie ad un finale (non andate fia appena partono i credits!) che rende giustizia a coloro che musicano ed orchestrano le pellicole di mestiere.
Detto ciò, volevo comunque sottolineare che non tutto mi ha convinto. Innanzittuto - sì, ok, ero stanco - all'inizio della proiezione mi sono un po' addormentato, il che non è un buon segno. Poi credo che la storia manchi un po' di personaggi di spessore. I due ragazzi hanno facce simpatiche e risulta sempre tenero l'amore (qui addirittura pre) adolescenziale. Però i personaggi di contorno non sono sufficientemente costruiti e, anzi, difettano di una certa bidimensionalità che li limita a rappresentare solo il cliché cui stanno dando voce.
Considerato il più che rinomato cast che questa pellicola possiede (Bruce Willis, Edward Norton, Bill Murray, Frances McDormand, Tilda Swinton, Harvey Keitel, Jason Schwartzman), credo che Wes Anderson avrebbe potuto sfruttarlo molto meglio. E molto di più.
Mi rendo perfettamente conto che il film è incentrato su Sam e Suzy, ma allora, forse, c'è un lieve affollamento di spalle/comparse che potevano essere ridimensionate/eliminate.
Ripeto che, comunque, ho trovato il film piacevole e originale, come al solito, Anderson (altre sue pellicole che ho visto sono "I Tenenbaum" e "Fantastic Mr. Fox") anche se qui ha preferito puntare sullo stile finale della pellicola, piuttosto che dare una connotazione più approfondita al racconto. Rimane, quindi, una favoletta carina.
Ps. Una sola nomination ai Golden Globes 2013 come Miglior Film - Musical o commedia. Difficilmente, però, porterà il premio a casa ("Les Misérables" e "L'orlo argenteo delle nuvole" favoriti).
Consigli: Gli appassionati della filmografia del famoso regista forse non saranno totalmente soddisfatti. Gli altri non avranno alcun problema a vedere questo film, delicato ogni tanto divertente. Sicuramente è spesso surreale.
Parola chiave: Cich-chaw.

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Ric

mercoledì 27 aprile 2011

Film 244 - Io sono l'amore

Anche se visto recentemente, il popolo del martedì ha scelto per me di (ri)vedere questo bel film italiano per la solita cena.


Film 244: "Io sono l'amore" (2009) di Luca Guadagnino
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea Puffo, Andrea, Marco, Diego, Titti, Pier, Michele
Pensieri: Ammetto che non lo avrei rivisto così presto, un film come questo. Dovevo ancora 'digerire' la precedente visione di qualche mese fa. Non perchè il film non mi sia piaciuto, anzi(!), ma perchè per il disimpegno del martedì avrei preferito vedere (o dover rivedere) qualcosa di un attimino più leggero. Ma, lo devo ammettere, questa seconda rapida visione non è stat per nulla pesante e, anzi, mi ha fatto apprezzare di più elementi che la prima volta avevo perso.
Quello che consideravo essere un film dal ritmo piuttosto lento è diventato, invece, scorrevole e la pesantezza che temevo di incontrare lungo la visione è svanita. Bellissimo, musiche fantastiche e coinvolgenti, azzeccatissime per lo squarcio della Milano 'alta' che propone la pellicola. Tra l'altro ho dato uno sguardo più 'interessato' all'interpretazione della Berenson (attrice newyorkese famosissima per film come "Morte a Venezia", "Barry Lyndon" o "Cabaret") che, in italiano, recita piuttosto bene. Ottime la Swinton e la Rohrwacher, molto fisico il cuoco Antonio Biscaglia/Edoardo Gabbriellini.
Il film è sicuramente molto interessante e inusualmente interculturale per un film italiano. Vale veramente la pena di vederlo per un'infinità di ragioni.
Consigli: La scena d'amore in mezzo al campo è bellissima e molto 'naturale'. Da vedere pensando agli odori del prato in maggio...
Parola chiave: Famiglia.

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Ric

lunedì 24 gennaio 2011

Film 207 - Io sono l'amore

Dopo un cinema a Milano, un film su Milano. Uno dei rari casi in cui l'Italia è riuscita a conquistare l'estero.

Film 207: "Io sono l'amore" (2009) di Luca Guadagnino
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Solitamente non amo i film italiani, ma questo mi aveva incuriosito già in partenza grazie alla partecipazione di Tilda Swinton (miglior attrice non protagonista agli Oscar del 2008), attrice che adoro e qui recita perfino in italiano! La Rohrwacher, poi, pare essere una delle più promettenti attrici italiane. Le critiche che avevo letto parlavano decisamente bene della pellicola. La nomination ai Golden Globes come miglior film straniero, infine, ha decretato come necessaria la visione di quest'opera di Guadagnino.
Strano, devo dirlo, il primo impatto. Svariati rimandi e coincidenze alla giornata passata a Milano esattamente 24 ore prima mi hanno coinvolto molto nella visione.
Grande famiglia benestante, profusione di sentimenti, amori nascosti quasi adolescenziali, un respiro internazionale, musiche azzeccate. Questo "Io sono l'amore" è davvero molto bello.
A differenza dei nostri film più 'tipici', l'aria che si respira non è quella solita, chiusa, magari provicinciale, magari volgare (penso ai cinepanettoni vari), ma, al contrario, l'idea è quella di una pellicola dinamica, capace di fluttuare su diverse realtà in maniera sofficie e garbata, lasciando sempre aperte mille strade da percorrere. La rigidità composta della russa Emma/Swinton viene dolcemente incrinata dall'amore per il giovane cuoco Antonio/Edoardo Gabbriellini e per il ritrovato senso della vita. Le musiche di John Adams - compositore laureato ad Harvard - accompagnano le immagini a volte fredde (della città o della quotidianità famigliare, la vita solitaria di Emma) e a volte calde e sensuali (gli incontri amorosi) con una buona simbiosi tra immagini e suoni.
Un ottimo candidato per rappresentarci all'estero, insomma, sperando che, quantomeno, domani arrivi la nomination all'Oscar come film straniero (ma l'Italia non aveva proposto "La prima cosa bella"?!) o, meglio, in molteplici categorie!
Consigli: Uno dei film da vedere per presentarsi preparati alla cerimonia degli Oscar 2011! Qualche nomination, speriamo, dovrebbe conquistarla. In ogni caso, rimane comunque un film da vedere. Bello e bravissima la Swinton.
Parola chiave: Cucina.


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Bengi

giovedì 23 dicembre 2010

Film 200 - Il curioso caso di Benjamin Button

Se il mio nome su facebook è Bengiamino Bottone ci sarà un motivo, no?


Film 200: "Il curioso caso di Benjamin Button" (2008) di David Fincher
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea, Titti, Marco, Andrea Puffo, Diego, Gianpaolo
Pensieri: Sono molto felice che il 200esimo film corrisponda a questa pellicola che ha, per me, un significato particolare. Ad essere sinceri, però, la prima volta che la vidi al cinema non mi aveva totalmente convinto.
Bellissime musiche, due tra le attrici più brave del cinema mondiale (Blanchett e Swinton), una storia davvero originale, ma, in definitiva, il dubbio che, con tutti quegli effetti speciali, il grande cast, la regia importante (di Fincher, lo stesso di "Se7en", "Alien³", "Panic Room", "Fight Club", "Zodiac" e il recentemente plurinominato "The Social Network") il rischio che mi fossi lasciato un po' distrarre da altro c'era. In effetti il seguito ha portato molto lontano rispetto alla pellicola.
Da un titolo ad un soprannome che è diventato nome e segno distintivo. Affezionarsi a questa pellicola, per me, era inevitabile.
Come inevitabile sarebbe stata la seconda visione. Ordinato, quindi, il dvd via internet, appena arrivato ho proposto al solito gruppo del lunedì (ormai del martedì) di vederlo assieme davanti alla consueta insalatona. Ottima scelta, è piaciuto.
Per quanto mi riguarda il film è bellissimo. Poetico e magico quanto basta, posato e mai gridato, piacevole sotto ogni aspetto. Partendo dalla recitazione sublime di Pitt-Blanchett-Swinton, proseguendo con le musiche di un Desplat sempre più romantico, continuando con una sceneggiatura ben scritta (da Eric Roth sulla base del racconto breve di F. Scott Fitzgerald) servita ad un regista capace, per finire con effetti speciali quasi sempre vicini alla perfezione (ma ringiovanire Pitt non è facile e non sempre riesce). E poi: bellissimi scenografie, costumi e fotografia, ottima scelta del cast (nomination all'Oscar per Taraji P. Henson come attrice non protagonista), prodotto finale decisamente di qualità.
Il mio ex coinquilino americano a suo tempo mi disse che l'interpretazione del personaggio di Daisy/Blanchett valeva particolarmente l'ascolto in lingua originale per via dell'accento del sud reso tanto bene dalla sua interprete (non premiata, però, con alcuna nomination). Direi che una visione in lingua sia decisamente da programmare!
Per il resto che aggiungere? Assolutamente da vedere!
Ps. 13 nomination all'Oscar 2009 (tra cui miglior film e regia) e 3 premi vinti per effetti speciali, make up e scenografie. Inoltre grande successo al botteghino mondiale con $328,890,802 incassati.
Film 200 - Il curioso caso di Benjamin Button
Film 1151 - The Curious Case of Benjamin Button
Film 2352 - The Curious Case of Benjamin Button
Consigli: Le immagini sono accompagnate da una colonna sonora strepitosa. E' davvero il caso di prestarci particolare attenzione, è bellissima.
Parola chiave: Tempo.



#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 4 gennaio 2010

Film 46 - The Private Lives of Pippa Lee

Come ci eravamo lasciati? Con l'appassionante storia di una zia zitella (ma poi neanche tanto) che sconvolge la società americana bigotta che la vorrebbe incatenare alle regole del 'buon gusto'. In realtà il mio ultimo film del 2009 non è stato "La signora mia zia", ma, bensì, questo film di cui ora scrivo con estremo ritardo (giustificato).


Film 46: "The Private Lives of Pippa Lee" (2009) di Rebecca Miller
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Storie di una Pippa qualunque. Già, avete letto bene. In America Pippa è un nome comune come Justin, anche se da noi il significato è decisamente un altro. Avevo sentito parlare di questo film qualche tempo fa, mi pare per la mostra del cinema di Berlino e mi aveva decisamente incuriosito il titolo. Nondimeno il cast era decisamente interessante: quella santa - e gnocchissima - donna di Robin Wright (Penn), il sempreverde Alan Arkin, la rediviva Winona Ryder e poi Maria Bello (quella del 'Coyote Ugly'), Keanu Reeves, Shirley Knight (mamma di Rex Van de Kamp in "Desperate Housewives"), Blake Lively (di "Gossip Girls"), Julianne Moore e la nostra Monica Bellucci. Già già già, proprio l'unica attrice italiana - con la voce più brutta del pianeta - che riesca a lavorare anche al di fuori dell'Italia. Siccome questo film nel nostro Paese non è uscito e non se ne prevede l'uscita, ho deciso di guardarmelo in inglese - sottotitolato - per vedere se valesse la pena di ricredermi anche sulla recitazione della nostra attrice da esportazione per eccellenza. Siccome i francesi l'adorano e gli americani continuano a farla lavorare, mi sono domandato se la parlata 'in straniero' agevolasse effettivamente la comprensione di quello che dice e che di solito non giunge al pubblico. Volete sapere la risposta? Ovviamente è no.
Mi sono appena riguardato la scena importante dove recita Monica - tra l'altro chiave nel film - e non solo ho avuto la pelle d'oca per quanto recita male (fino ad ora solo Ambra Angiolini in "Bianco e nero" c'era riuscita), ma poi se io fossi inglese madrelingua non la capirei! Non ho voluto apposta leggere i sottotitoli quando parlava lei, di solito l'inglese parlato da uno straniero è estremamente più facile da capire, ma con lei questo discorso non vale, fa davvero fatica a pronunciare qualunque cosa. Ma che la doppino, santo cielo!
Passiamo oltre. Ho scoperto di avere una nuova musa da aggiungere alla lista. Assieme a Cate Blanchett, Meryl Streep, Marion Cotillard, Kate Winslet, Tilda Swinton e Amy Adams adesso ci sarà lei, la fantastica Robin Wright! Ora che è divorziata finalmente non dovremo ricordarla perchè è moglie di, ma solo perchè è brava e bellissima! Non ha paura delle rughe, affronta i primi piani che è una bellezza e non è mai inappropriata nella recitazione! E che io la ami, quindi, è ovvio.
Questo film in particolare la rivede finalmente protagonista in una storia corale che racconta le numerose vite della già citata Pippa, una che prima viveva nel caos, poi nell'ordine più rigoroso. Prima festini, droghe, ragazzi a gogo, poi suora di clausura e badante full time senza compenso. La trattano tutti male e lei non si arrabbia. Giuro, una santa! Poi si rompe i coglioni e la gente se ne stupisce... Mah. Comunque si prende la sua bella rivincita, perchè conquista il cuore del super tatuato Keanu Reeves (che quanto a tardone è già molto esperto, dopo la Diane Keaton di "Tutto può succedere") e saluta moralmente tutti con un bel dito medio, specialmente chi le ha voltato le spalle tradendola.
La pellicola ha il tocco femminile della regista, racconta tutto in modo delicato e pulito, sussurra le cosacce e non strilla mai momenti particolari. Non mi ha esaltato, lo ammetto, ma non mi è neanche del tutto dispiaciuto. Direi che è guardabilissimo, specialmente per ringraziare quantomeno quei produttori che, nonostante tutto, ci fanno ancora lavorare la nostra Bellucciona!
Non trovo particolarmente azzeccate due scelte, comunque: a) Alan Arkin/Herb Lee che porta un tremendo tupé che fa rabbrividire e b) Blake Lively come Pippa da giovane. Una roba che non si regge. E poi nemmeno si somigliano le due Pippa! Herb da giovane conosce Blake/Pippa con il tupé di capelli grigi mentre lei non solo è totalmente un'altra persona, ma sembra una 16enne! E poi, invecchiati, Pippa diventa Robin sui 50 anni e Herb perde solo il parrucchino! Ma un truccatore più bravo o almeno intelligente no?!
Dimenticavo un'altra considerazione: ma Julianne Moore che fa la giovane?!
Consigli: Se non conoscete bene l'inglese, la versione sottotitolata aiuta, ma attenzione a non concentrarvi troppo se nel frattempo state facendo altro! Io, mentre guardavo il film stavo anche cucinando il sugo per la pasta. Peccato che me lo sia dimenticato sul fuoco per circa un'ora... e il sugo si è carbonizzato! Maledetti sottotitoli che richiedono il 100% della mia concentrazione!
Parola chiave: Pippa: "I'm awake!"


Ric