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martedì 11 maggio 2021

Film 1993 - The Croods: A New Age

Intro: Ricordo che il primo film mi fosse piaciuto, pur non avendomi fatto impazzire. Però ho accolto con piacere la notizia del sequel perché, di questi tempi, ogni nuova uscita è una piccola conquista.
Film 1993: "The Croods: A New Age" (2020) di Joel Crawford
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: coloratissimo, veloce e simpatico come il primo film, "The Croods: A New Age" è un perfetto diversivo da quarantena che non richiede particolare impegno cerebrale e funziona per tutta la famiglia. Non c'è veramente molto altro da dire.
Ps. In questa pellicola uno degli ultimi ruoli di Cloris Leachman - magnifica Frau Blücher di "Frankenstein Junior" e premio Oscar per "The Last Picture Show" di Peter Bogdanovich - scomparsa il 27 gennaio di quest'anno.
Film 653 - I Croods
Film 1993 - The Croods: A New Age
Cast: Nicolas Cage, Emma Stone, Ryan Reynolds, Catherine Keener, Clark Duke, Cloris Leachman, Peter Dinklage, Leslie Mann, Kelly Marie Tran.
Box Office: $164.9 milioni
Vale o non vale: Picavole e divertente, perfetto per un diversivo di disimpegno adatto a tutte le età. C'è molto de "L'era glaciale" nell'estetica di questo franchise.
Premi: Candidato al Golden Globe per Il Miglior film d'animazione.
Parola chiave: Bananas.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 6 agosto 2019

Film 1641 - The Other Woman

Intro: Lo trovo sempre divertente.
Film 1641: "The Other Woman" (2014) di Nick Cassavetes
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: Film 742 - Tutte contro lui
Film 907 - Tutte contro lui
Film 1641 - The Other Woman
Cast: Cameron Diaz, Leslie Mann, Kate Upton, Nikolaj Coster-Waldau, Nicki Minaj, Taylor Kinney, Don Johnson.
Box Office: $196.7 milioni
Vale o non vale: Sufficientemente stupido da risultare innocuo con un trio di comprimarie affiatate e una Leslie Mann davvero in forma. Non certo un capolavoro, ma perfetto per un momento di disimpegno.
Premi: Peggior attrice ai Razzie 2015 per Cameron Diaz (ex aequo per "Sex Tape")
Parola chiave: Bahamas.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 22 marzo 2016

Film 1105 - Single ma non troppo

Un po' di leggerezza!
Film 1105: "Single ma non troppo" (2016) di Christian Ditter
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Forse il trailer promette cose leggermente diverse, ma dai, tutto sommato questa pellicola non è male.
I momenti divertenti, neanche a dirlo, li regala tutti Rebel Wilson, vera forza della natura anche se ormai bloccata sempre sullo stesso identico ruolo (ma non credo a lei importi troppo). Senza di lei non so se il film sarebbe riuscito a portare a casa un risultato decente.
Insieme a lei le due sorelle sullo schermo Dakota Johnson, fresca di Razzie Award, e la sempre fantasticamente nevrotica Leslie Mann, qui futura madre single inseminata artificialmente che trova l'amore quando meno se lo aspetta. Diversa sorte capita alla sorella piccola, invece, single come ci annuncia il titolo e in giro per New York a cercare di capire che ne sarà della sua vita (sentimentale). La Johnson dimostra, glielo bisogna concedere, di essere in grado di reggere le fatiche di un intero film con sufficiente autonomia. Grazie a Dio qui non c'è il Sig. Grey a sculacciarla, per cui la ragazza può anche divertirsi un po' senza la preoccupazione di violare qualche clausola del contratto.
"How to Be Single", comunque, è un prodotto commerciale abbastanza riuscito, meno scontato di quanto non ci si aspetterebbe, simpatico e divertente, con un cast giovane e fresco. Un titolo che promette solo ciò che può mantenere e, in definitiva, riesce nel suo intento di intrattenere in maniera giocosa e un po' volgare. Onesto.
Cast: Dakota Johnson, Rebel Wilson, Alison Brie, Leslie Mann, Nicholas Braun, Jason Mantzoukas, Damon Wayans, Jr., Colin Jost, Jake Lacy.
Box Office: $95.1 milioni
Consigli: Perfetto per una serata senza pensieri e alla ricerca di divertimento. Il cast tutto al femminile è affiatato, la Wilson come sempre una pazza fantastica e il tutto funziona. Non so come sia il libro da cui è tratto (scritto da Liz Tuccillo), ma sicuramente il film è un buon esempio di cinema facile e simpatico.
Parola chiave: Alcol.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 28 dicembre 2015

Film 1057 - Come ti rovino le vacanze

Non ero del tutto convinto della scelta, ma ero rimasto incuriosito quando, qualche mese fa, avevo seguito l'uscita di questa pellicola nelle sale americane.
Film 1057: "Come ti rovino le vacanze" (2015) di John Francis Daley, Jonathan M. Goldstein
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Grandissima boiata, eppure estremamente divertente. Non so se me la sia goduta più del solito perché ero particolarmente predisposto, sta di fatto che questa stupida, sciocca pellicola mi ha fatto ridere a crepapelle. Inaspettatamente.
Sequel di una saga piuttosto prolifica (5 film compreso questo) di cui non avevo mai sentito parlare, mi sono convinto a scegliere questo "Vacation" solo per la presenza di Christina Applegate, attrice che nel comico sa dare moltissimo e, a mio avviso, molto sottovalutata. In aggiunta a lei, il cast da grandi occasioni, in aggiunta ai numerosi cameo (tra i tanti: Ron Livingston, Keegan-Michael Key, Regina Hall, Norman Reedus, Michael Peña, Johnny Galecki) e l'atmosfera divertente mi hanno convinto a dare almeno una possibilità a questo titolo. Non mi sono minimamente pentito della scelta e anche se stiamo ovviamente parlando di un filmetto buono solo a divertire in maniera volgarotta, il risultato finale è, per chi apprezza, assolutamente riuscito.
Cast: Ed Helms, Christina Applegate, Skyler Gisondo, Steele Stebbins, Chris Hemsworth, Leslie Mann, Chevy Chase, Beverly D'Angelo, Charlie Day, Ron Livingston, Keegan-Michael Key, Regina Hall, Norman Reedus, Michael Peña, Colin Hanks, Nick Kroll, Johnny Galecki, Anthony Michael Hall, Ethan Embry.
Box Office: $104.7 milioni
Consigli: Dopo "National Lampoon's Vacation", "National Lampoon's European Vacation", "National Lampoon's Christmas Vacation" e "Vegas Vacation" arriva il quinto episodio di un franchise prolifico, ma francamente non troppo conosciuto. Chi ama le commedie americane volgari e molto fisiche non rimarrà deluso da questa avventura familiare on the road carica di allusioni sessuali, sfighe clamorose e personaggi surreali. Un mix che, se non si ha pretese particolari, intrattiene e diverte.
Parola chiave: Walley World.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 27 aprile 2015

Film 907 - Tutte contro lui

Una commedia vista l'anno scorso che mi aveva sorprendentemente fatto molto ridere... da recuperare subito!

Film 907: "Tutte contro lui" (2014) di Nick Cassavetes
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Per quanto abbia racimolato pessime recensioni e pure "regalato" a Cameron Diaz il suo primo Razzie Award come peggior attrice (ex aequo con "Sex Tape"), io continuo a pensare che "The Other Woman" sia una commedia divertente e spensierata, meglio di come sarebbe potuta essere.
Tanto che, prima di partire per il Giappone, mi è tornata la voglia di vedere questo film e sfruttare quindi il dvd che mi ha regalato Lu tra un allenamento di tapis roulant e l'altro. La scelta è stata perfetta, un perfetto strumento di distrazione dalla fatica dell'impegno fisico. Anche per questo, quindi, direi che "Tutte contro lui" può essere considerato come un perfetto titolo di intrattenimento, perfetto per distrarsi un po' dalle fatiche quotidiane facendosi qualche risata senza pretese. Che, suppongo, fosse anche l'intento principale di chi ha realizzato la pellicola. In quest'ottica, missione compiuta!
Film 742 - Tutte contro lui
Film 907 - Tutte contro lui
Film 1641 - The Other Woman
Box Office: $196,781,193
Consigli: Un po' sulla falsa rica de "Il club delle prime mogli", questa pellicola racconta la storia di 3 donne che si scopriranno amiche non prima di aver scoperto che condividevano segretamente lo stesso uomo. Cameron Diaz, Leslie Mann e Kate Upton decideranno così di allearsi contro il traditore fedifrago, mettendo in piedi un piano per fargliela pagare. Come si vede ci sono tutti i presupposti per una serie di ottimi momenti da commedia, tra gag (alcune piuttosto divertenti) e momenti di amicizia che porteranno necessariamente ad un happy ending tanto scontato quanto necessario. Insomma, una buona scelta per un momento spensierato, meglio se in compagnia!
Parola chiave: Bahamas.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 31 ottobre 2014

Film 806 - Mr. Peabody e Sherman

Un po' curioso di vederlo l'ho recuperato e... imposto a Luigi!

Film 806: "Mr. Peabody e Sherman" (2014) di Rob Minkoff
Visto: dal portatile di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: La cosa strana di questo film è che né Mr. Peabody né Sherman sono particolarmente simpatici, eppure tutto sommato la storia è divertente. Meno di quanto mi aspettassi, ma ha qualche buon momento.
Sicuramente un pregio sta nel fatto di spaziare tra epoche e civiltà differenti nel passato, andando a pescare territori esotici o passaggi storici fondamentali (dagli egizi alla Rivoluzione Francese passando per Leonardo da Vinci). Insomma, davvero un ampio respiro per un cartoon d'animazione che rispolvera una vecchia serie televisiva anni '60.
Dall'altra parte, invece, credo che il troppo tirato in ballo dalla storia abbia leggermente sfavorito questo titolo. Troppi cenni storici sia banali che colti, troppe a volte incomprensibili spiegazioni scientifiche per i viaggi nel tempo e - anche se apprezzabili - troppa importanza alla questione cane che adotta bambino. Non perché non sia importante (se ampliando un attimo la visione, la applicassimo per esempio ai gay che adottano figli) ma perché aumenta ulteriormente il carico di informazioni che la storia solleva, tutti elementi che il target di questa pellicola, ovvero i bambini, alla lunga potrebbero faticare a sopportare. Ecco, per sintetizzare direi che la trama è davvero troppo articolata e forse un pelino mal organizzata nel complesso, fatto che si avverte man mano che procede la visione del film. Ed è maggiormente strano se si pensa che la pellicola dura solo 92 minuti!
Insomma, direi che tutto sommato "Mr. Peabody & Sherman" sia un titolo carino, certamente adatto a tutti, anche se tutto sommato non fa centro. Si vede volentieri, si sorride e ci si gode qualche buon momento per tutta la famiglia, ma nulla di più.
Box Office: $272.9 milioni
Consigli: Apprezzabile poiché capace di portare al cinema molti elementi di storia antica e combinarli in modo simpatico e giocosamente istruttivo, oltre al fatto che suggerisce un messaggio di tolleranza per le diversità altrui. E' un film per tutti, ma non un capolavoro né un (ormai) classico prodotto Disney-Pixar. La differenza si sente e si vede, il che non è né male né bene, solo un elemento da tenere presente prima della visione. I bambini sicuramente apprezzeranno questo coloratissimo e certamente spassoso viaggio di "Mr. Peabody e Sherman"; anche gli adulti, ma forse con meno entusiasmo.
Parola chiave: Tornindietro.

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Bengi

mercoledì 16 luglio 2014

Film 742 - Tutte contro lui

Commedia commedia commedia!!!

Film 742: "Tutte contro lui" (2014) di Nick Cassavetes
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika, Luigi, Carla, Claudia, Scianny, Francesco
Pensieri: Attendevo dalla giterella Pasquale a New York di vederlo (usciva il 25 aprile lì), perché una commedia con Cameron Diaz, di solito riesce sempre a strappare qualche risata... E infatti ho riso un sacco!
Volgare, scurrile, sciocco e con lieto fine annesso, eppure in grado di divertire e far ridere quasi alle lacrime gli spettatori, principalmente grazie ad un alano e la sua padrona pazza in fase di emancipazione Leslie Mann. Quest'ultima è la vera mattatrice, protagonista morale di tutta la pellicola e potente magnete catalizzatore per tutta la durata del film. Di solito non la sopporto - lavora troppo spesso con il marito Judd Apatow - ma qui è stata una vera rivelazione che ho amato dall'inizio alla fine. La Diaz ci prova a stare al passo, ma un po' per colpa del suo personaggio, un po' perché la Mann è davvero travolgente, è impossibile anche solo tentare il paragone. Presente anche la modella Kate Upton nei panni di quella stupidina del trio, ma tanto buona e tanto bella. Se devo essere sincero, però, riguardo all'ultimo punto non sono poi così d'accordo. In ogni caso il trio di nuove amiche si formerà per combattere l'uomo che tutte e tre amano e che le ha prese e sta prendendo in giro contemporaneamente: Nikolaj Coster-Waldau. Esatto, proprio lo sterminatore di re di "Game of Thrones" finisce, qui, per essere messo spalle al muro da tre delle sue donne più ferite.
Al di là del pretesto della trama che non è certo tra i più originali, "The Other Woman" è comunque un prodotto che riesce nell'intento di far divertire ben oltre la media solita di pellicole del genere. Il trio di amicizia & follia funziona, le torture inflitte al fedifrago sono davvero divertenti e l'emancipazione del personaggio della Mann vale da sola la visione. Ho onestamente apprezzato.
Box Office: $191,502,400
Film 742 - Tutte contro lui
Film 907 - Tutte contro lui
Film 1641 - The Other Woman
Consigli: Tra il cast, oltre ai già citati, compaiono anche Don Johnson, la rapper Nicki Minaj e il fidanzato di Lady Gaga Taylor Kinney, riprova del fatto che l'intento commerciale di questa commedia è stato ampiamente perseguito, cercando di andare a parare un po' in ogni ambito. Risultato riuscito e, comunque, prodotto commerciale cui vale la pena di dare una chance in queste (più o meno) calde serate estive! Divertente, irriverente, pazzo.
Parola chiave: Tradimento.

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Bengi

lunedì 2 dicembre 2013

Film 625 - 17 again - Ritorno al liceo

Cineforum dell'incidentato capitolo XI: film in streaming gratuito grazie un concorso. Potevo rifiutare?

Film 625: "17 again - Ritorno al liceo" (2009) di Burr Steers
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Commediola discreta sulle seconde possibilità, ovvero quando un ex attore di successo ormai fallito finisce in una pellicola per teenagers dove il suo personaggio da giovane viene interpretato da una delle giovani superstar più sulla cresta dell'onda. Per non far nomi, Matthew Perry VS Zac Efron.
L'idea alla base di "17 Again" non ha nulla di originale e, anzi, ricalca una tipologia di trama già affrontata ad Hollywood, ovvero il ritorno al passato mixato al passato che ritorna ed è ambientato nel presente. Nel caso specifico di questa pellicola, il Mike adulto si trasforma in quello adolescente che torna dal passato ad influenzare (in positivo, ovvio) il presente. Quindi dove sta la novità? Non c'è di fatto, ma la pellicola ha i suoi momenti e bisogna ammettere che Zac Efron è capace di reggere sulle sue spalle i 102 minuti di durata.
E' tutto puramente a scopo di lucro, ma non può certo nuocere nessuno un prodotto commerciale come questo all'insegna dei buoni sentimenti, del vero amore (per la donna della vita e la famiglia) e della seconda chance che fa tanto riscatto e comprensione dei propri errori.
Insomma, se si prende "17 again - Ritorno al liceo" per quello che è, ovvero la solita commedia americana destinata al pubblico giovane + le fans ormonate dell'idolo (all'epoca) adolescente Zac Efron, si può facilmente assimilare, digerire e dimenticare senza che alcunché di spiacevole capiti a chi guarda. Se, invece, si prende tutto un po' di petto - ovvero con uno spirito critico anche solo vicino al minimo sindacale - questo film è una gran cavolata.
Ps. 40 milioni di dollari per produrlo e $136,267,476 di incasso al botteghino mondiale.
Consigli: Si guarda in maniera spensierata, lo si dimentica senza controindicazioni. Niente più che una commediola facile facile senza alcuna pretesa.
Parola chiave: Seconda possibilità.

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Bengi

giovedì 10 ottobre 2013

Film 596 - Bling Ring

Curiosità a mille per questa pellicola!


Film 596: "Bling Ring" (2013) di Sofia Coppola
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Sofia trae da un fatto di cronaca l'ispirazione per la sua ultima sceneggiatura, riuscendo a catalizzare subito l'attenzione grazie all'argomento curioso e attuale: un gruppetto di ragazzini annoiati ricerca emozioni forti derubando le case dei vip per indossare i loro vestiti e potersi permettere uno stile di vita da vere superstar (disco, alcol, droga).
Bene Sofia, ti sto seguendo. Sono molto curioso, poi cosa succede?
La storia prosegue - ci fa vedere Sofia - con il gruppetto di ragazzini annoiati che continua a ricercare emozioni forti derubando le case dei vip per indossare i loro vestiti e potersi permettere uno stile di vita da vere superstar (disco, alcol, droga).
Ah, ok Sofia. Poi cosa succede ancora?
Nel finale, dopo che il gruppetto di ragazzini annoiati continua a ricercare emozioni forti derubando le case dei vip per indossare i loro vestiti e potersi permettere uno stile di vita da vere superstar (disco, alcol, droga), vengono arrestati e processati. Titoli di coda, appare il nome di Sofia. Fine.
Questa, in gran sintesi, la trama di "The Bling Ring" che, in 90 minuti di pellicola, riesce a raccontare l'idea al centro della trama - no, adesso la smetto con il copia/incolla - trascinandola in una spirale infinita di rallenty e musica da discoteca.
Da questo punto di vista direi che la Coppola sforna un altro prodotto che rasenta solamente la superficie di una storia altrimenti esplosiva se approfondita con cognizione di causa. Invece il risultato è tiepidino perché se all'inizio tutto lo sbrilluccichio, le trasgressioni e la curiosità di un fatto di cronaca (fuori contesto anche) divertente rende l'insieme gradevole, ma con il passare del tempo e del replicarsi delle scene precedenti si finisce per lasciare molto spazio agli sbadigli.
Non è che il risultato sia brutto, semplicemente si potevano rappresentare meno furti in casa di Paris Hilton e prendere in considerazione, per esempio, sia come evolvono dopo l'arresto i rapporti tra gli amici di furto sia come questi vengono visti dai loro coetanei. Si sarebbe rappresentato un quadro più interessante e ricco, ma soprattutto meno ripetitivo.
In questo guazzabuglio di strisce di coca, foto al cellulare e mazzette di soldi sbandierate su Facebook, Emma Watson riesce a spiccare sui compagni di set, sexy ragazzina dalla minigonna facile e imbecillemente attaccata ad un'idea di fama che di fatto riflette sia il suo comportamento sia i personaggi che idolatra (e sceglie di derubare).
Il mondo che fa da sfondo alla vicenda è agghiacciante e reso con lucidità dalla Coppola che, tra l'altro, richiama in un cameo quella stessa Hilton che, a ben vedere, dovrebbe sentirsi più scema di quegli scemi che l'hanno rapinata - il solo fatto che possieda cuscini con la sua faccia stampata sopra è indicativo di quali priorità si addicano a tale personaggio - e che vengono qui rappresentati. Tuttavia l'accurata ricostruzione della società che vive per il brand non è sufficiente a salvare il risultato globale di questa pellicola che, alla fine, funziona solo a metà e lascia un tantino insoddisfatti.
Pare che a lungo andare Sofia Coppola stia finendo per vivere di una fama che non la rappresenta più. I ragazzini ladri drogati sono un tema forte che sicuramente suscita scalpore, ma poi bisogna saperci fare qualcosa con la loro storia. Di fatto mi sembra che, invece, ci si sia limiti a raccontare il tutto in maniera piuttosto prevedibile e superficiale. Sarà anche colpa delle alte aspettative che avevo, ma secondo me "Bling Ring" doveva essere tutta un'altra cosa.
Ps. Cameo di Kirsten Dunst che è stata protagonista del primo lungometraggio della Coppola, "Il giardino delle vergini suicide".
Consigli: Un altro ruolo interessante per Emma Watson, già cult con la scena del labbro leccato durante uno scatenato ballo in discoteca.
La pellicola può essere interessante perché racconta una storia vera, anche se personalmente mi aspettavo qualcosa di diverso e forse più trasgressivo. In un certo senso, se si conoscono i precedenti lavori, si può dire che è un film in stile Sofia Coppola.
Parola chiave: Fama.

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Bengi

lunedì 26 agosto 2013

Film 575 - Questi sono i 40

In generale i film con Paul Rudd mi piacciono sempre abbastanza e di base sono sempre curioso di vedere i nuovi personaggi in cui si è calato. Inoltre Leslie Mann è un'attrice che non riesco ancora ad inquadrare, ergo vedere questa pellicola sembrava una buona idea. Sembrava...


Film 575: "Questi sono i 40" (2012) di Judd Apatow
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: No, ma... sul serio? Che cosa sarebbe questo film? Di che cosa mi si sta narrando? Quale lezione dovrei trarne?
Volgarmente e volutamente sbroccato, con un tocco nonsense talmente forzato da essere imbarazzante e con scene divertenti inaspettatamente mancanti, "This Is 40" è certamente tra i film che quest'anno hanno deluso maggiormente le mie aspettative.
Partendo dal fatto che odio chi scrive, produce e realizza tutto in famiglia (in Italia abbiamo i Castellitto) come in questo caso, con Judd Apatow regista e sceneggiatore e sua moglie e le sue figlie alla recitazione (Leslie Mann, Maude Apatow e Iris Apatow), questa pellicola è comunque qualcosa di veramente brutto.
Se queste sono le crisi di mezza età targate USA possiamo, a mio avviso, anche evitare di raccontarle. Sinceramente l'occhio ilare di Apatow non sempre funziona e, anzi, penso il suo difetto più grande sia quello di prendere una buona idea di partenza e svilupparla in maniera deludente. Qui avviene lo stesso e, se all'inizio l'idea di descrivere senza sdolcinati filtri la realtà della famiglia media americana era decisamente interessante, la piega tentato-divertente non funziona davvero. Il cinismo infinito e le battute acide, l'odio represso sviscerato all'improvviso e la marmorea staticità di spessore dei personaggi di contorno rende nell'insieme "Questi sono i 40" una pellicola davvero fine a sé stessa e sinceramente priva di alcunché di interessante.
L'autocelebrazione di Apatow che scrive Apatow è alla lunga sfinente e invece di dipingere con occhio critico e disincantato una realtà potenzialmente vissuta da chiunque di noi, finisce per inciampare in una serie di step narrativi grotteschi e antipatici, francamente pesanti e talmente tanto parlati da essere inaffrontabili (ma no, questo non è "Una mamma per amica").
Probabilmente avevo aspettative troppo lusinghiere o comunque differenti rispetto al prodotto finale, in ogni caso questo film è stato davvero una delusione su tutti i fronti.
Ps. I 40 anni per Apatow devono essere proprio uno strano periodo di passaggio dato che, oltre a questa pellicola, vi ha dedicato il più popolare titolo "40 anni vergine"...
Consigli: Personalmente non mi è per nulla piaciuto e lo eviterei. Ai fans di Apatow, forse, può anche piacere. Ma credo che sia difficile, in effetti, incasellare in Italia un tipo così fisico di comicità incorniciata da battute non sembre traducibili o dello stesso valore pronunciate nella nostra lingua. Gap linguistici a parte, comunque, ho visto ben di meglio.
Parola chiave: Famiglia.

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Bengi

mercoledì 18 maggio 2011

Film 258 - Rio

Non è che fossi molto attirato da questo film...


Film 258: "Rio" (2011) di Carlos Saldanha
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luca
Pensieri: Pellicola d'animazione divertente, ma non sorprendente, "Rio" rimarrà collocato in quel limbo dei belli-ma-non-capolavori che, ormai, il cinema 'animato' sta cominciando a produrre sempre più spesso. Così è stato per "Megamind", "Kung Fu Panda" o "Piovono polpette", così sarà per questo film.
La trama non sorprende, le canzoni (doppiate) non convincono del tutto, i personaggi sanno di già visto. Ma (ed è WOW!) che colori! Da lasciare a bocca aperta le geometrie dei balletti degli uccelli (vedi inizio e fine film), vero incentivo a vedere la pellicola quantomeno una volta e, forse, interessante esperimento da non sottovalutare in 3D.
Per il resto "Rio" rimane un piacevole passatempo per ogni età, innoquo tanto da proporre un pappagallo più arrapato della sua padrona frigida (ma l'animale può, è bestia...).
Tra un'avventura e l'altra (Blu/Jesse Eisenberg che non sa volare e Jewel/Anne Hathaway sono gli ultimi pappagalli della loro specie e i due umani vorrebbero che figliassero per il bene della continuità) si inseriscono gli amori umano e animale a coronare una storia che dalla fauna si rispecchia nell'umano in speculare (Blu è di Linda/Leslie Mann mentre Jewel dello scienziato Tulio/Rodrigo Santoro). Non mancano i temi forti pro-sociale (adozione, estinzione e proseguimento della specie, rispetto dell'altrui cultura) e i buoni sentimenti, tutti, però, all'insipido sapore di già visto. Un discorso inevitabile, al giorno d'oggi, con le iper-produzioni americane che sfornano una pellicola con la stessa disinvoltura con cui si respira.
Quindi questo film non è malvagio, ma non aggiungerà nulla di che alla vostra filmografia.
Ps. Le voci italiane di Blu, Jewel e Miguel sono rispettivamente di Fabio De Luigi, Victoria Cabello e Mario Biondi.
Consigli: Bellissimi colori, visivamente accattivante. Ma niente più che una simpatica avventura tra le strade (animate) di Rio.
Parola chiave: Volo.

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Ric

mercoledì 7 aprile 2010

Film 100 - Colpo di fulmine: il mago della truffa

E ci siamo arrivati, FINALMENTE!!! La centesima recensione è qui!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Per festeggiare, un po' di novità!
Il film n°100 l'ho visto in ANTEPRIMA NAZIONALE (se la fanno a Bologna non è un buon segno...) al cinema Oden giovedì 1° aprile. Ed è anche il primo film per cui ho preso appunti sulla nuovissima agenda che la Sini mi ha regalato pro recensioni blog! Ecco la prima persona che ha investito un piccolo capitale per la causa HollywoodCiak! Ho uno sponsor?


Film 100: "Colpo di fulmine: il mago della truffa" (2009) di Glenn Ficarra, John Requa
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Ale
Pensieri: Non posso non cominciare a parlare di questo film senza tirare subito fuori la questione del titolo: "I Love You Phillip Morris" non si può in alcun modo tradurre con questa cazzata che ricorda solo il programma tv di Italia1 targato anni '90. Io mi RIFIUTO. Questa è palese censura, perfino mio padre voleva andarlo a vedere credendo che fosse una roba tipo azione-poliziesco. Ma gente, sveglia!!! No, questo film è gay ovunque! Ma perchè solo in Italia si cambiano i titoli ai film? Mi ripeterò, ma non è mai chiaro abbastanza, evidentemente: se uno sceneggiatore sceglie un titolo per la sua opera, quello DEVE rimanere! Non si cambia il titolo alla 'Divina Commedia', no? Boh, sono sempre di più senza parole. E poi la censura in Italia non c'è...
Comunque in questo film ho trovato la recitazione di Jim Carrey funzionale al personaggio sopra le righe. Le smorfie che un tempo appartenevano a "The mask - da zero a mito" (e anche su questo titolo ce ne sarebbe da dire...) oggi sono sul viso decisamente invecchiato del super-checca Steven Russell, che nella vita, dopo la sua dichiarazione gay a moglie e figlia, ha deciso di dedicarsi al lusso più sfrenato. Ma come fare, se la vita omosex costa tanto cara? Si truffa. L'escamotage è divertente, il film sorprende e piace nel primo tempo, sbanda nel secondo e fa sbadigliare un po'. Sicuramente è un film dai toni surreali e decisamente non è convenzionale. In molti momenti mi ha ricordato chiaramente alcuni film di Carrey, come "Bugiardo bugiardo" e "Dick e Jane - operazione furto", ma anche il "Prova a prendermi" con DiCaprio o il recente "L'uomo che fissa le capre" con Glooney e McGregor. Lo stesso McGregor che qui interpreta un ruolo so so gay! Sembra uno dei Village People con quell'orecchino. E' maledettamente anni '80 secondo me.
Per il resto, comunque, non mi ha particolarmente sorpreso o lasciato soddisfatto. All'uscita del cinema Claudio mi ha suggerito di scrivere nel blog che questo film faceva schifo. A me, personalmente, non ha proprio schifato perchè certe battute o gag le ho trovate divertenti, però sicuramente mi aspettavo qualcosa di più frizzante e glitterato, colorato e arcobaleno. Invece rimangono solo poche cose alla fine del film: gay = spendaccione; i soldi comprano la serenità altrui; in prigione si vive di 'servizietti'.
In sintesi direi godibile, qualche punto in più solo perchè sono entrato gratis. Altrimenti, forse, sarei stato un po' più negativo...
Ps. Ovviamente posto il trailer inglese, perchè in quello italiano sembra una commedia per famiglie...
Consigli: Non è il grande ritorno di Carrey. Per gli appassionati della sua mimica facciale questo sarà un veloce tuffo nel passato, senza toccare mai i picchi di comicità, però, cui ci aveva abituati. Ma una cosa sorprende: è una storia vera!
Parola chiave: Prigione.




Ric