sabato 29 febbraio 2020

Film 1817 - Booksmart

Intro: Avevo letto buonissime recensioni e una certa indignazione per un mancato successo commerciale legato ad una campagna di marketing poco pressante. Curiosità.
Film 1817: "Booksmart" (2019) di Olivia Wilde
Visto: dalla tv di Eric
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: simpatico, fresco quanto basta, con un'ottima coppia di protagoniste, "Booksmart" si inserisce perfettamente in quel genere di pellicole indie che riescono a ritagliarsi una fetta di pubblico mainstream per una serie di ragioni. In questo caso direi che, al di là dei meriti artistici, parte dell'attenzione ricevuta derivi anche da quella ondata di positivo interesse per prodotti cinematografici a principale componente femminile: Olivia Wilde dirige, Emily Halpern, Sarah Haskins, Susanna Fogel e Katie Silberman scrivono, Kaitlyn Dever e Beanie Feldstein recitano. 

In un mondo di risvegli di coscienza, movimenti e battaglie per diritti egualitari, l'attenzione dei media è stata in parte anche attratta da questo fattore, all'inizio dedicando particolare attenzione al sempre più numeroso numero di registe che riescono ad ottenere non solo buoni risultati al botteghino, ma anche una sempre maggiore considerazione e opportunità dai grandi studios (Kasi Lemmons con "Harriet", Lulu Wang con "The Farewell", Lorene Scafaria con "Hustlers", Nisha Ganatra con "Late Night", Greta Gerwig con "Lady Bird" e "Little Women", Patty Jenkins con "Wonder Woman" 1 e 2, Ava DuVernay con "Selma", "13th", "A Wrinkle in Time" e la serie "When They See Us", Sam Taylor-Johnson con "Fifty Shades of Grey", Elizabeth Banks con "Pitch Perfect 2" e "Charlie's Angels", per quanto il risultato di quest'ultimo sia stato disastroso) e successivamente per una certa dose di disinteresse relativamente a questo e ad alcuni dei film sopracitati da parte dei premi della Hollywood che conta (ad oggi solo 5 donne sono state candidate all'Oscar per la Miglior regia: Lina Wertmüller per “Pasqualino Settebellezze”, Jane Campion per “The Piano”, Sofia Coppola per “Lost in Translation”, Greta Gerwig per “Lady Bird” e Kathryn Bigelow per “The Hurt Locker”, la prima e unica ad aver vinto).
In tutto questo parlare e dibattere è finito in mezzo anche "Booksmart" che, vuoi o non vuoi, ha beneficiato di una certa visibilità che forse altrimenti non lo avrebbe spinto tanto in là al box-office (il film è costato $6 milioni). Con questo non voglio dire che sia un prodotto che non meriti il successo riscontrato, ma mi è parso che ci sia tanto di già visto nonostante il piacevole e godibilissimo risultato finale. Di amiche teenagers sfigate che realizzano troppo tardi che la baldoria senza conseguenze si può fare una volta sola nella vita, di quei racconti che ci fanno sentire bene, di quelle storie tanto americane quanto sopra le righe ne abbiamo già visti e ascoltati un bel po'; e non c'è niente di male in questo, semplicemente non confondiamo un buon risultato finale con un capolavoro.
Cast: Kaitlyn Dever, Beanie Feldstein, Jessica Williams, Lisa Kudrow, Will Forte, Jason Sudeikis, Billie Lourd, Skyler Gisondo, Maya Rudolph.
Box Office: $24.9 milioni
Vale o non vale: la storia funziona e le due protagoniste valgono da sole la visione del film che, nel suo complesso, non è male. Non particolarmente originale, ma comunque godibile e ben costruito. Una commedia del genere coming-of-age che si lascia guardare volentieri.
Premi: Candidato al Golden Globe per la Miglior attrice protagonista commedia o musical (Beanie Feldstein) e al BAFTA per la Miglior sceneggiatura originale.
Parola chiave: Malala.

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martedì 25 febbraio 2020

Film 1815 - Joker

Intro: Ammetto che non avessi una grande voglia di vederlo, ma dopo la vittoria a Venezia come Miglior film e le ottime recensioni sulla performance di Phoenix, non potevo esimermi dal farmi una mia idea.
Film 1815: "Joker" (2019) di Todd Phillips
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Karen, Lucas
In sintesi: c'era euforia, c'era attesa, c'erano molte aspettative e, come sempre accade in questi casi, alla fine il film non mi è piaciuto. Sì sì, Joaquin Phoenix è bravissimo, è da Oscar, è un grande, è tutto quello che volete, ma "Joker" come prodotto cinematografico di impatto globale non mi ha colpito nemmeno un po'. O meglio, mi ha colpito, ma più che altro per una certa noia di fondo che ha caratterizzato la visione. Arthur Fleck è pazzo, è disturbato, è marginalizzato e scartato dalla società, è un deriso, è insoddisfatto, ha dei sogni calpestati, ha delle ferite, ha tanti motivi per sentirsi male legittimamente. Bene.
Detto ciò, la storia non porta molto altro in scena, nel senso che di tutti questi elementi insieme ne fa una storia un po' banalotta e prevedibile - a parte, ammetto, il confronto con il presentatore De Niro e conseguente epilogo - che sì, ci regala la nascita del Joker come antagonista e cattivo di Batman, ma allo stesso tempo non ci aggiunge molto a tutto quello che avremmo potuto immaginarci già da soli sulla genesi di questo personaggio.
Quindi cos'è che di "Joker" ha tanto colpito il mondo? Francamente non me lo so spiegare se provo a prescindere dalla performance di Phoenix: è lui che chiaramente porta tutto il film sulle spalle - e gli fa gioco una buona colonna sonora - e dà un senso a tutta l'operazione. Anche perché ultimamente si sta sfruttando ampiamente il personaggio a distanza ravvicinata nel tempo (Ledger, Leto, Galifianakis e qui Phoenix) e con il successo planetario ottenuto da "The Dark Knight" non era impensabile ritenere difficile un riscontro positivo da parte di pubblico e critica. E, invece, eccoci a dover fare i conti con il titolo più candidato agli Oscar 2020, il primo e unico film R-rated (vietato ai minori) a superare il miliardo di dollari d'incasso, un fenomeno globale che ha riportato il suo protagonista fra gli attori di serie A e, in aggiunta, gli ha fornito una vetrina globale attraverso la quale veicolare messaggi importanti su ecologia, sostenibilità, cambiamento climatico, razzismo, omofobia e chi più ne ha più ne metta. Insomma, un vero e proprio fenomeno che ha polarizzato attenzione mediatica e opinioni; relativamente a queste ultime, ripeto, la mia non è particolarmente favorevole nel complesso, considerato che la prima parte del racconto mi è sembrata poco dinamica e che, in generale, il risultato finale non mi ha lasciato impressionato o colpito. L'ho visto, posso passare oltre.
Cast: Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz, Frances Conroy, Brett Cullen, Shea Whigham, Bill Camp, Douglas Hodge.
Box Office: $1.073 miliardi
Vale o non vale: Sono sicuro che in tantissimi amano e ameranno questa pellicola, m a me proprio non ha convinto. E' mancata empatia col personaggio, non c'è stata quella dose di azione che mi aspettavo, partivo in partenza con l'idea che il film avrebbe dovuto stupirmi (considerate le critiche entusiaste). In realtà è un prodotto che non rivedrei, molto pesante sia per toni che per tempi della narrazione, e fondamentalmente mi sento di salvare la grande interpretazione di Phoenix, la colonna sonora e una certa dose di iconicità che è impossibile non riconoscere a tutta l'operazione cinematografica. Direi che è da vedere per farsi una propria opinione, poi io personalmente passo oltre.
Premi: Candidato a 11 Oscar - il maggior numero dell'edizione 2020 - tra cui Miglior film, regia, sceneggiatura non originale e montaggio, ha vinto per il Miglior attore protagonista (Phoenix) e colonna sonora; stesse vittorie ai Golden Globes (su 4 nomination, anche film e regia) e 3 premi ai BAFTA (per attore, colonna sonora e la nuovissima categoria Miglior casting) su 11 nomination. A Venezia il film ha vinto il Leone d'Oro per la Miglior pellicola oltre che il premio per la colonna sonora e la Graffetta d'Oro. Candidato ai César (questa domenica) e ai David di Donatello (3 aprile) come Miglior film straniero. La pellicola è anche candidata a 1 Razzie Award per Worst Reckless Disregard for Human Life and Public Property (più o meno Peggiore disprezzo per la vita umana e la proprietà pubblica).
Parola chiave: Metropolitana.

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lunedì 24 febbraio 2020

Film 1777 - Rocketman

Intro: Subito corso al cinema a recuperarlo!
Film 1751: "Rocketman" (2019) di Dexter Fletcher
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Cobi
In sintesi: diciamoci la verità, dopo i fasti di "Bohemian Rapsody" non era scontato che un altro film su un altro gigantesco artista della musica mondiale, sempre gay e sempre - per così dire - coloratissimo, avrebbe ottenuto successo. E, invece, "Rocketman" ha fatto la magia. Non tanto a livello di incasso, che è stato nettamente inferiore, quanto più che altro sul piano della storia e dell'autenticità. Già perché dove la pellicola sui Queen fallisce sono proprio il piano narrativo e quello della credibilità, proponendo Freddie come uno scalmanato eccentrico bisessuale a cui il successo accade facile nei primi 20 minuti di storia; qui, invece, partiamo a tribolare già dall'inizio, tra sessioni in riabilitazione, complicate relazioni familiari e un necessario lavoro su se stessi per accettarsi e regalarsi al mondo in maniera autentica. Un lavoro di uomo e di artista che passa anche attraverso la perfetta interpretazione di Taron Egerton, capace di una trasformazione non solo fisica: è lui che ingrassa, è lui che canta, è lui che ci mette l'anima. E si vede.
Mi rendo conto che l'analisi di una storia attraverso la negazione di un'altra non sia la maniera migliore di proporre un qualcosa che sia piaciuto. Una parte di me ha gradito quella spensierata giocosità che è stato "Bohemian Rapsody", pur rimanendo profondamente scioccato dalla mancanza di approfondimento di alcune tematiche (la questione omosessuale in primis) e la banalità con cui è descritta la scalata al successo del gruppo; diversamente qui mi sono trovato di fronte ad un racconto completo e maturo che affronta senza inibizioni i demoni di un uomo che si è messo in gioco dopo anni di difficoltà e perdizione e che ha trovato la sua forma di centro. Ed è proprio qui che, mi sembra, "Rocketman" sbaragli la concorrenza, proponendosi non solo come un musical o un biopic, ma proprio come un riassunto sensato e patinatissimo di un percorso di vita e dell'affermazione di un essere umano e del messaggio che vuole portare con sé. Elton John è un artista talentuoso, un omosessuale fiero, una persona che ha sofferto, qualcuno che ha avuto e ha qualcosa da dire. Piacciano o meno le sue canzoni, piaccia o meno lui, è innegabile una certa potenza carismatica di fondo che, anche grazie a questo film, ce lo fa amare (ancora) un pochino di più.
Cast: Taron Egerton, Jamie Bell, Richard Madden, Bryce Dallas Howard, Gemma Jones, Stephen Graham, Tate Donovan.
Box Office: $195.2 milioni
Vale o non vale: Colorato, cantato benissimo, interessante e ben raccontato, il biopic su Elton John è molto meglio di quanto non ci si sarebbe aspettati. Ironico e onesto, racconta la vita di Reginald Kenneth Dwight mettendone in luce i fasti, ma anche tutte le cadute e le difficoltà, per un quadro generale molto umano e per il quale non si fatica a provare empatia. Un grandissimo Taron Egerton vince il Golden Globe ma viene scippato di una nomination all'Oscar nonostante canti e si trasformi completamente per la parte e ne esca da assoluto vincitore. Un bel film, meno scontatamente legato a certi cliché di quanto ci si immaginerebbe.
Premi: Vincitore dell'Oscar e del Golden Globe per la Miglior canzone originale (Elton John and Bernie Taupin for "(I'm Gonna) Love Me Again"); Taron Egerton ha vinto il Golden Globe come Miglior attore protagonista musical o commedia. 4 nomination ai BAFTA (Miglior film britannico, attore protagonista, trucco e sonoro). In concorso a Canne per la Queer Palm e 1 nomination ai Grammy per Best Compilation Soundtrack for Visual Media.
Parola chiave: Rehab.

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sabato 15 febbraio 2020

Razzie Awards 2020: nomination e vincitori

40th Golden Raspberry Awards

Worst Picture
Cats – Debra Hayward, Tim Bevan, Eric Fellner, Tom Hooper
The Fanatic – Daniel Grodnik, Oscar Generale, Bill Kenwright
The Haunting of Sharon Tate – Lucas Jarach, Daniel Farrands, Eric Brenner
A Madea Family Funeral – Ozzie Areu, Will Areu, Mark E. Swinton
Rambo: Last Blood – Avi Lerner, Kevin King Templeton, Yariv Lerner, Les Weldon

Worst Director
Fred Durst – The Fanatic
James Franco – Zeroville
Adrian Grünberg – Rambo: Last Blood
Tom Hooper – Cats
Neil Marshall – Hellboy

Worst Actor
James Franco – Zeroville as Vikar
David Harbour – Hellboy as Hellboy / Anung Un Rama
Matthew McConaughey – Serenity as Baker Dill
Sylvester Stallone – Rambo: Last Blood as John J. Rambo
John Travolta – The Fanatic and Trading Paint as Moose and Sam Munroe

Worst Actress
Hilary Duff – The Haunting of Sharon Tate as Sharon Tate
Anne Hathaway – The Hustle and Serenity as Josephine Chesterfield and Karen Zariakas
Francesca Hayward – Cats as Victoria
Tyler Perry – A Madea Family Funeral as Mabel "Madea" Simmons
Rebel Wilson – The Hustle as Penny Rust

Worst Supporting Actor
James Corden – Cats as Bustopher Jones
Tyler Perry – A Madea Family Funeral as Joe
Tyler Perry – A Madea Family Funeral as Uncle Heathrow
Seth Rogen – Zeroville as Viking Man
Bruce Willis – Glass as David Dunn / The Overseer

Worst Supporting Actress
Jessica Chastain – Dark Phoenix as Vuk
Cassi Davis – A Madea Family Funeral as Betty Ann "Aunt Bam" Murphy
Judi Dench – Cats as Old Deuteronomy
Fenessa Pineda – Rambo: Last Blood as Gizelle
Rebel Wilson – Cats as Jennyanydots

Worst Screen Combo
Any two half-feline/half-human hairballs – Cats
Jason Derulo & his CGI-neutered "bulge" – Cats
Tyler Perry & Tyler Perry (or Tyler Perry) – A Madea Family Funeral
Sylvester Stallone & his impotent rage – Rambo: Last Blood
John Travolta & any screenplay he accepts

Worst Prequel, Remake, Rip-off or Sequel
Dark Phoenix (20th Century Fox)
Godzilla: King of the Monsters (Warner Bros.)
Hellboy (Lionsgate)
A Madea Family Funeral (Lionsgate)
Rambo: Last Blood (Lionsgate)

Worst Screenplay
Cats – Lee Hall and Tom Hooper; based on the musical by Andrew Lloyd Webber, which was based on Old Possum's Book of Practical Cats by T. S. Eliot
The Haunting of Sharon Tate – Daniel Farrands
Hellboy – Andrew Cosby; based on the Dark Horse Comics character by Mike Mignola
A Madea Family Funeral – Tyler Perry
Rambo: Last Blood – Matthew Cirulnick and Sylvester Stallone; based on the character created by David Morrell

The Razzie Redeemer Award
Jennifer Lopez – Hustlers
Eddie Murphy – Dolemite Is My Name
Keanu Reeves – John Wick: Chapter 3 – Parabellum and Toy Story 4
Adam Sandler – Uncut Gems
Will Smith – Aladdin

Worst Reckless Disregard for Human Life and Public Property
Dragged Across Concrete
The Haunting of Sharon Tate
Hellboy
Joker
Rambo: Last Blood

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Film 1751 - BlacKkKlansman

Intro: Avevo voglia di recuperarlo, anche se non sapevo cosa aspettarmi sinceramente.
Film 1751: "BlacKkKlansman" (2018) di Spike Lee
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: il secondo film di Spike Lee visto nella mia vita mi è molto piaciuto. E' ben scritto e recitato, geniale nella sua esecuzione e tagliente quanto basta per rendere Ku Klux Klan e supremazisti bianchi derisibili e imbarazzanti. E il pretesto è molto semplice: cosa succede quando il primo poliziotto di colore della contea di Colorado Springs per un'indagine sotto copertura decide di spacciarsi non solo per bianco, ma oltretutto per fervente credente di quella stessa ideologia che lo vuole inferiore per razza e colore della pelle?
Sta tutta qui la genialata di "BlacKkKlansman" - tratto dal libro "Black Klansman" di Ron Stallworth che a sua volta si rifà ad una storia vera -, una faccenda che ha dell'incredibile e che intriga lo spettatore dall'inizio alla fine grazie alle grandi performance di John David Washington (Ron Stallworth) e Adam Driver (Flip Zimmerman) e una sceneggiatura che bilancia bene momenti comici e drammatici e sa mettere alla berlina con intelligenza gli aspetti più brutali e raccapriccianti che hanno coinvolto il Ku Klux Klan e i suoi seguaci. Insomma, un titolo interessante e ben realizzato.
Cast: John David Washington, Adam Driver, Laura Harrier, Topher Grace, Jasper Pääkkönen, Ryan Eggold, Corey Hawkins, Alec Baldwin.
Box Office: $93.4 milioni
Vale o non vale: Si tratta chiaramente di una storia drammatica, eppure per toni e realizzazione il film presenta una certa leggerezza e un divertimento che difficilmente ci si aspetterebbe da un racconto su razzismo, intolleranze, diritti civili e Ku Klux Klan. Sta proprio qui la grande forza comunicativa di "BlacKkKlansman", capace di coinvolgere lo spettatore e interessarlo, pur mantenendo quell'umorismo tagliente che caratterizza tutta la narrazione. Da vedere.
Premi: Candidato a 6 premi Oscar (tra cui Miglior film, regia e attore non protagonista), ha vinto quello per la sceneggiatura non originale; 4 nomination ai Golden Globe (film, regia, attore protagonista e attore non protagonista); 5 nomination ai BAFTA (tra cui film, regia e attore non protagonista) e 1 premio per la Miglior sceneggiatura non originale. Gran premio della giuria a Cannes 2018.
Parola chiave: Bomba.

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lunedì 10 febbraio 2020

Film 1740 - How to Train Your Dragon: The Hidden World

Intro: Non che sentissi il bisogno di vederne un terzo, ma ogni tanto un cartoon per distrarmi ci sta.
Film 1740: "How to Train Your Dragon: The Hidden World" (2019) di Dean DeBlois
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: Ma diciamocelo: l'ho visto e l'ho dimenticato. Sicuramente non un brutto film né un brutto sequel, ma assolutamente innecessario. Specialmente nel panorama dei film d'animazione 2019, a mio avviso non particolarmente ispirato. I sequel hanno anche un po' stufato.
Cast: Jay Baruchel, America Ferrera, Cate Blanchett, Craig Ferguson, F. Murray Abraham, Jonah Hill, Christopher Mintz-Plasse, Kristen Wiig, Kit Harington, Gerard Butler, Ashley Jensen.
Box Office: $522 milioni
Vale o non vale: Per tutta la famiglia. Apprezzerà chi ha amato anche i due titoli precedenti.
Premi: Candidato all'Oscar e al Golden Globe per il Miglior film d'animazione.
Parola chiave: Libertà.

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