giovedì 30 giugno 2022

Film 2115 - Jurassic World Dominion

Intro: Eventone estivo di questo 2022, in realtà non nutrivo grandi speranze per questo prodotto. Sarò stato smentito?

Film 2115: "Jurassic World Dominion" (2022) di Colin Trevorrow
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Oisin
In sintesi: con la nuova serie di parchi giurassici eravamo partiti belli carichi, io compreso.
Il primo film l'avrò visto 3 o 4 volte: non un capolavoro, ma sicuramente ottimo intrattenimento da cervello spento. Poi è uscito il secondo episodio, che per qualche motivo non andai a vedere al cinema, ma recuperai su qualche volo intercontinentale: una delusione immensa. Tanto brutto che non l'ho mai più rivisto, né ho mai sentito l'esigenza di farlo.
E dato che si era rotta la magia, ammetto che fossi un po' titubante rispetto a questo terzocapitolo della saga. Beh, non avevo tutti i torti.
Anche se tutto sommato "Jurassic World Dominion" non è una me*da totale - e scusate il francesismo - non è sicuramente un degno capitolo conclusivo di una sagra monster. Con un budget di 185 milioni di dollari (senza contare il marketing) e un cast stellare che riporta in sala addirittura i 3 protagonisti del franchise originale (Sam Neill, Laura Dern e Jeff Goldblum), il film non riesce comunque a centrare l'obiettivo, mancando di epicità e virando troppo spesso di genere.
Infatti troppo spesso pare che si tratti più di un thriller, di un inseguimento alla James Bond o una caccia al tesoro e quasi mai ci si sofferma a parlare di dinosauri. Che ci sono, per carità, ma principalmente per una componente estetica o come marchingegno bellico. Ed è un vero peccato, perché il film lo dovrebbero fare loro. Qui, invece, sono assolutamente elementi accessori.
Per quanto riguarda la storia, invece, sono rimasto particolarmente deluso dal finale, che manca totalmente di pathos e ci rifila l'ennesimo, ultimo scontro di boxe tra i vari giganti giurassici giusto perché tutti gli altri film della saga terminano così, non perché la trama giustificasse l'incontro-scontro tra il Giganotosaurus, il T-rex e il Therizinosaurus.
Senza contare che la storia tira un po' in ballo i vari personaggi secondari a caso o in maniera estremamente conveniente, ovvero quando i protagonisti Chris Pratt e Bryce Dallas Howard ne hanno più bisogno o quando la narrazione ha bisogno di una spinta per andare avanti (tipo la pilota che aiuta i due portagonisti a cercare la figlia dopo un minuto che li ha conosciuti...).
Insomma, decisamente non mi aspettavo la redenzione, ma nemmeno una conclusione così piatta e priva di passione per quella magnifica saga che è stata "Jurassic Park". O almeno il primo film.
Cast: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Laura Dern, Jeff Goldblum, Sam Neill, DeWanda Wise, Mamoudou Athie, BD Wong, Omar Sy, Campbell Scott, Isabella Sermon, Justice Smith.
Box Office: $756.3 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Se si è visto il resto della saga, tanto vale concluderla. Decisamente un terzo capitolo sottotono, che predilige gli effetti speciali alla sostanza. Questo era vero anche per i film precedenti, anche se qui la cosa è un po' sfuggita di mano. Si può vedere, ma niente di che.
Premi: /
Parola chiave: DNA.
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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 28 giugno 2022

Film 2114 - Fire Island

Intro: Critiche positive per questa pellicola di Hulu che mi aveva incuriosito per le tematiche LGBT, per cui l'ho recuperata qualche weekend fa.

Film 2114: "Fire Island" (2022) di Andrew Ahn
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: di per sé il film mi è piaciuto, anche se c'è un certo tono malinconico di fondo che rende questo "Fire Island" meno spensierato di quanto non mi sarei immaginato. Poi, per carità, ci sono i party, il sesso casuale, l'amicizia, il divertimento, le follie da vacanza... però ci sono anche elementi più seri che connotano una storia che mi sarei immaginato più spensierata, visto l'idea di base (vacanza di una settimana di un gruppo di amici che vanno a Fire Island fondamentalmente per bere, sballarsi e fare sesso).
Allo stesso tempo, dato che il film prende una piega più seria, mi ha lasciato un po' stupito il finale da fiaba - o da commedia romantica - che di fatto ribalta il tono simil reale fino a quel momento assunto dalla trama, per rifilarci il solito tutto bene quel che finisce bene. Perché sì, anche il ragazzo meno palesemente bello o in forma può far innamorare il bono della spiaggia e sì, anche l'amico tutto fisico e niente relazioni serie può finire per innamorarsi e volere qualcosa di più.
Insomma, i cliché ci sono e di sicuro "Fire Island" non riscrive la storia del cinema omosessuale, però ha certamente il grande pregio di presentare un cast variegato che riflette con più attenzione la realtà multietnica della società odierna e della sempre più consapevole e autodeterminata comunità LGBTQIA+.
In generale, comunque, un risultato finale positivo.
Cast: Joel Kim Booster, Bowen Yang, Conrad Ricamora, James Scully, Margaret Cho, Matt Rogers, Tomas Matos, Nick Adams, Torian Miller, Zane Phillips, Peppermint.
Box Office: /
Vale o non vale: Forse non per tutti i palati, ma per chi apprezza le nuove commedie romantiche con un piglio più moderno (e meno anacronista), sicuramente "Fire Island" non mancherà di lasciare soddisfatti. Non un capolavoro, ma funziona.
Premi: /
Parola chiave: House.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 23 giugno 2022

Film 2113 - Senior Year

Intro: Avevo iniziato a guardare questo film su Netflix, per poi dover interrompere. Nel mezzo ho visto "Alex Strangelove", per poi ritorna a questo per finirlo. Che confusione...

Film 2113: "Senior Year" (2018) di Craig Johnson
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: "Senior Year" è una gran boiata, ma ha due assi nella manica: la protagonista Rebel Wilson e qualche momento musicale al sapore di nostalgia che risollevano un po' tutta l'operazione.
Nello specifico, la Wilson si rivela sempre di più un'ottima protagonista per questo tipo di produzioni commerciali di facile consumo, brillante e sempre sufficientemente "stramba" da suscitare una certa dose di tenerezza. Non è un tipo di comicità per tutti, mi rendo conto, ma in questo caso sono contento di vederle riconosciuto un ruolo che vada oltre l'essere (stata) in sovrappeso e che le regali il ruolo da protagonista al di là dell'aspetto fisico e della comicità legata a quest'ultimo che per anni ne ha contraddistinto i ruoli cinematografici. In questo senso "Senior Year" ricorda un po' il film "Isn't It Romantic" sempre con la Wilson e sempre di Netflix, a sua volta simile per tematica alla pellicola "I Feel Pretty" con Amy Schumer (e probabilmente "Amore a prima svista" con Gwyneth Paltrow e Jack Black).
Inoltre la scena in cui viene ricreato l'iconico video di "(You Drive Me) Crazy" di Britney Spears è una chicca da non sottovalutare (e onestamente la ragione che mi ha spinto a recuperare il film).
Per il resto, diciamocelo pure, "Senior Year" ricade perfettamente in tutta quella serie di stereotipi da commedia facile facile in cui il sogno di una vita della protagonista trascina la storia fino a quando la vita non le farà capire che tutto quello che stava cercando era in realtà altro.
Non certo orginale, ma si è visto di peggio.
Cast: Rebel Wilson, Sam Richardson, Zoë Chao, Mary Holland, Justin Hartley, Chris Parnell, Angourie Rice, Avantika, Michael Cimino, Jeremy Ray Taylor, Brandon Scott Jones, Alicia Silverstone.
Box Office: /
Vale o non vale: Sicuramente c'è qualche momento simpatico, anche se la storia non regala niente che non si sia già visto mille volte. Innocuo, si lascia guardare.
Premi: /
Parola chiave: Prom.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 21 giugno 2022

Film 2112 - Alex Strangelove

Intro: Di recente avevo salvato su Netflix qualche pellicola leggera da vedere in momenti in cui avessi avuto bisogno di qualcosa di spensierato. Due weekend fa mi sono lanciato su questo titolo.

Film 2112: "Alex Strangelove" (2018) di Craig Johnson
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: non che mi aspettassi grandi cose, però devo dire che questo "Alex Strangelove" non mi ha particolarmente convinto.
Per essere una pellicola incentrata sul coming out del suo protagonista, si passa un eternità di tempo a parlare della relazione di amicizia/amore/amicizia tra i due protagonisti Alex (Daniel Doheny) e Claire (Madeline Weinstein), relegando la questione omosessuale di fatto a sottotrama. Il che è un po' un peccato, anche perché avevo scelto di vedere il film più che altro per la sua tematica LGBT e non perché cercassi una storia di amicizia liceale. Anche perché se si fosse approfondito un po' di più questo nuovo aspetto della vita di Alex, si sarebbe evidato di dover relegare la parte più importante - e, se vogliamo, interessante - al finale con ballo di fine anno di rito.
Al di là di questo, poi, devo ammettere che ho trovato la storia un po' deludente anche a causa del protagonista, francamente piuttosto antipatico. Si fa fatica ad apprezzare il personaggio - e non è certo colpa di Doheny, quanto più per come è stato scritto Alex - e non si capisce come mai tutti siano apparentemente interessati a lui, perché sia costantemente al centro dell'attenzione. Alex è decisamente troppo popolare per come lo hanno caratterizzato nel film o troppo "sfigato" per essere così popolare. Mettetela come volete, di fatto i conti non tornano. Pure i suoi amici sono ossessionati dalle sue vicende sessuali o sentimentali, tanto da prendersi addirittura un pugno in faccia per Alex che, codardo, scappa lasciando l'amico - che lo ha difeso! - steso per terra. Mah.
Insomma, per quanto ci potrebbero essere certi elementi anche salvabili, "Alex Strangelove" non fa comunque abbastanza per elevarsi sopra la media.
Cast: Daniel Doheny, Antonio Marziale, Madeline Weinstein, Joanna Adler, William Ragsdale, Daniel Zolghadri, Nik Dodani, Fred Hechinger.
Box Office: /
Vale o non vale: Troppo debole come commedia, troppo poco focalizzato sulla questione LGBT, di fatto "Alex Strangelove" è poco quello che ci aspetterebbe e troppo qualcos'altro che, però, non ha sufficiente spinta per risultare originale. Si può vedere, per carità, ma non è certo niente di che.
Premi: /
Parola chiave: Sessualità.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 10 giugno 2022

Film 2111 - Everything Everywhere All at Once

Intro: Da settimane sulla bocca di tutti, ero curiosissimo di recuperare la pellicola indie più popolare di questo 2022. Senza contare che molti critici hanno decretato essere questo il multiverso che ci meritavamo (e non quello del Dottor Strange)... Insomma, non potevo perdermi questa pellicola!

Film 2111: "Everything Everywhere All at Once" (2022) di Daniels (Dan Kwan, Daniel Scheinert)
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: devo dire che dal trailer mi aspettassi qualcosa di leggermente diverso, forse più ritmato. Non che il film sia carente di un passo incalzato in generale, ma di sicuro ci vuole un attimo perché la storia prenda il via. O quantomeno affinché il montaggio si faccia serrata. Perché lo devo ammettere, se c'è qualcosa che mi attirato e incuriosito rispetto a questa pellicola, è sicuramente il montaggio (magnifico).
La storia funziona molto bene, anche se certe parti specifiche del trasporto nelle altre dimensioni ho fatto a tratti fatica a comprenderle; devo anche ammettere che la spiegazione del problema alla base di tutta la trama (*Spoiler* ovvero la relazione tra madre e figlia) mi abbia convinto così così, ma in generale ho trovato "Everything Everywhere All at Once" un piccolo gioiellino.
Non fosse anche solo per la presenza della magnifica e finalmente riscoperta Michelle Yeoh, da anni attrice di primo livello e di gran classe, che qui non è solo una gioia da vedere recitare*, ma anche una meravigliosa attrice d'azione. Ma lo sapevamo già, del resto, considerando il suo curriculum cinematografico (per citare alcuni esempi action: "Wo hu cang long" o "La tigre e il dragone", "Tomorrow Never Dies", ma anche i recenti "Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings" e "Star Trek: Discovery"). Inutile dire che il film è suo, è perfettamente in parte e porta sulle sue spalle il peso di tutta questa avventura.
Va detto, però, che non mancano sorprendenti protagonisti, a cominciare da uno Ke Huy Quan che non vedevo dai tempi dei "Goonies". Pur essendo mancato dal grande schermo per un'eternità cinematografica (o quantomeno da progetti mainstream), l'attore non ha certo perso il suo magnetismo, un po' per via di quella faccia da buono e quello spirito gentile combinato alle acrobazie da combattimento (ah, se quel marsupio potesse parlare), un po' perché non si può fare a meno di chiedersi dove si abbia già visto quel sorriso.
Oltre a lui, una sorprendentemente inquietante Jamie Lee Curtis gioca alla parte della cattiva e lo fa ingranando la quarta. Non so se sia merito del trucco e parrucco (e protesi, decisamente) particolarmente riusciti, di fatto ho trovato il suo personaggio spaventoso.
Curioso - ma meno efficace per me - il personaggio della figlia, che parte in sordina in modalità personaggio-spalla finendo piano piano per guadagnarsi la scena, trascinato da una storia che, pur rimanendo saldamente ancorata alla fantascienza, verso il finale propende più per un classico conflitto familiare-generazionale. Non c'è niente di male, ci mancherebbe, ma sicuramente non era quello che mi sarei aspettato.
In generale, comunque, "Everything Everywhere All at Once" è stata una gran bella sorpresa. E, sì, probabilmente il vero multiverso che ci meritiamo.
Ps. Momento assolutamente cult con doppia citazione cinematografica ("Ratatouille" e "Guardiani della Galassia") la scena in cui Harry Shum Jr. ("Glee"), è uno chef segretamente "pilotato" da un procione.
* Su tutti il momento in cui la protagonista finisce per la prima volta nello sgabuzzino della realtà parallela e dice al suo alter-marito che non ha tempo per ascoltarlo perché è troppo occupata. Una piccola scena che da sola vale oro.
Cast: Michelle Yeoh, Stephanie Hsu, Ke Huy Quan, Jenny Slate, Harry Shum Jr., James Hong, Jamie Lee Curtis.
Box Office: $81.9 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Sicuramente la sorpresa indie del 2022, "Everything Everywhere All at Once" non delude le aspettative e si piazza prepotentemente tra i migliori film della stagione finora. E poi c'è Michelle Yeoh, che altro possiamo desiderare? Assolutamente da vedere.
Premi: /
Parola chiave: Bagel.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi