Ho passato gli ultimi mesi in una sorta di bolla. Tutti i giorni, per non so quanti, ho recuperato tutti gli episodi di questa serie cult, dal primo della prima stagione del 1993 fino all'ultimo della rinnovata decima stagione conclusasi 3 giorni fa. In mezzo, esattamente tra la fine della quinta serie e l'inizio della sesta c'è questo film. Che, ovvio, non mi sono lasciato sfuggire.
Film 1075: "X-Files - Il film" (1998) di Rob Bowman
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Rivedere tutto "X-Files" è stato più che un ripasso, una vera e propria scoperta. Nel '93 avevo 6 anni, non mi era permesso vedere certe cose in tv e per lungo tempo la situazione è rimasta invariata. La serie si è conclusa nel 2002, quindi qualche episodio qua e là lo avevo accidentalmente visto, pur non avendo pienamente idea di quali fossero le varie trame e sottotrame, i punti cardine, i tempi principali di questa serie assolutamente cult. Ecco perché ho deciso che, all'alba di un nuovo inizio - una sorta di revival proposto da Fox - avrei recuperato tutti e 201 gli episodi così da arrivare preparato alle 6 puntate speciali che sarebbero state trasmesse all'inizio di questo 2016 (24 gennaio - 22 febbraio). La verità è che sono arrivato leggermente lungo, per cui ho finito i vecchi episodi domenica 21 e, con un po' di tristezza, terminato anche quelli speciali nella mattinata di oggi. In mezzo c'è stato, appunto, "X-Files - Il film" (per la verità ce ne sarebbe un secondo di capitolo cinematografico, "X-Files: Voglio crederci", che ricordo vidi al cinema un'estate a Porto Recanati, ma fu così brutto che mi rifiuto di rivederlo, anche perché diversamente da questo, non è collegato agli eventi della serie).
Il discorso sugli X-Files e sulla pellicola in questione va preso nella sua interezza, perché è stato, appunto, una sorta di ritiro spirituale nell'ambito delle serie tv, un mio personalissimo progetto che mi ha costretto ad un isolamento volontario e catapultato indietro nel tempo di un ventennio, con tutte le conseguenze annesse. La prima stagione del telefilm, infatti, è quasi più un esperimento, acerba e spesso lunga nei tempi, a volte noiosa. Con il passare degli anni, alternando episodi che Wikipedia definisce "Monster-of-the-Week" - ovvero quelli che presentano i casi paranormali scollegati - a quelli che seguono la trama principale, lo show prende sempre più una forma autonoma e matura che culminerà con le serie centrali, per poi un po' perdersi nel momento in cui Duchovny deciderà di apparire meno spesso nella serie per perseguire la sua carriera personale. Ciononostante lo show rimane un prodotto di qualità interessante e certamente innovativo per l'epoca, senza contare la quantità inimmaginabile di dettagli e indizi che vengono spiegati anche a distanza di anni, ripresi e rimpolpati di elementi che vanno ad infittire una trama già di per sé particolarmente articolata e complessa. I casi con la "X" sono quelli irrisolti e inspiegabili, per i quali una spiegazione razionale dell'accaduto parrebbe non essere possibile e ai quali è assegnata una squadra speciale dell'FBI che vi investighi. Sappiamo tutti chi sono perché negli anni '90 sono stati gli agenti speciali più famosi del pianeta: Fox Mulder e Dana Scully (rispettivamente David Duchovny e Gillian Anderson).
E anche qui i due si daranno da fare per sgominare complotti, scoprire verità nascoste, riportare alla luce i vari insabbiamenti da parte di cattivi e burattini dei cattivi, il tutto col rischio concreto di non rivedere più aperta l'unità dell'FBI dedicata agli X-Files. Con questa spada di Damocle sulla testa, Mulder e Scully passeranno dal Texas allo Utah, da Washington all'Antardite, inseguendo le tracce di una colonizzazione aliena e di virus iniettato dalla puntura delle api. Siamo alle prese, insomma, con i classici casi della serie tv, pur con l'innesto testosteronico di quei 66 milioni di dollari di budget che permettono alla sceneggiatura di Chris Carter di permettersi non solo cospirazioni più grandi, ma anche effetti speciali di un certo livello. La verità, però, è che il risultato finale è solo parzialmente riuscito: nonostante tutta la buona volontà, il salto dal piccolo al grande schermo è sempre un azzardo e non permette di rispettare quelle atmosfere e quegli elementi particolari che fanno affezionare il pubblico alla serie tv. Pur mantenendo quelli che possiamo definire i toni di "X-Files", questo primo capitolo cinematografico non riesce a regalare al pubblico quel qualcosa in più di spettacolare e che vale assolutamente la pena di vedere che, invece, ci si sarebbe aspettati. O almeno io mi aspettavo assolutamente. Per cui "X-Files - Il film" è certamente un buon esempio di trasposizione cinematografica di un prodotto che nasce televisivo ("Sex and the City" mi senti?), ma non è una pellicola del tutto riuscita.
Cast: David Duchovny, Gillian Anderson, Martin Landau, Blythe Danner, Armin Mueller-Stahl, Mitch Pileggi, John Neville, William B. Davis, Terry O'Quinn, Dean Haglund, Bruce Harwood, Tom Braidwood.
Box Office: $189.2 milioni
Consigli: I fan della saga lo avranno amato e lo ameranno ancora, specialmente se lo si confronta con quell'orrore noioso che è il secondo episodio al cinema. I nostalgici di Mulder e Scully apprezzeranno la piacevolezza del tornare a investigare coi due detective dell'FBI più famosi del mondo e, anche, del ritornare a giocare col paranormale, tra alieni e vaccini, virus misteriosi e uomini che fumano incessantemente sigarette. Questo film-ponte tra la quinta e la sesta stagione è ricco di tutti quegli elementi che hanno fatto innamorare di "X-Files" milioni di persone in tutto il mondo. Tutti gli altri ne saranno meno entusiasti e, forse, lo catalogheranno come il solito film fantascientifico più adatto ai veri appassionati del genere. E' carino, ma non molto di più.
Parola chiave: Api.
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Bengi
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giovedì 25 febbraio 2016
Film 1075 - X-Files - Il film
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giovedì 17 dicembre 2015
Film 1055 - Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto
Da mesi attendevo che arrivasse in Italia e, quando finalmente potevo andare al cinema a vederlo non sono riuscito. Così, quando finalmente lo streaming lo ha concesso, l'ho subito recuperato.
Film 1055: "Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto" (2015) di Bill Condon
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Burbero e scontroso, alla ricerca di un passato che fatica a ricordare, il Sig. Holmes, a 93 anni suonati, torna da un viaggio in Giappone con il pepe del Sichuan che intende utilizzare per rallentare gli effetti dell'invecchiamento sulla memoria. L'intenzione è quella di scrivere la sua versione dei fatti dell'ultimo racconto di Watson, a suo vedere troppo "abbellito" e arricchito, romanzato per farlo piacere al grande pubblico. E' subito questa la differenza principale che ci presenta la storia: Holmes senza l'aspetto mitico, privo di fronzoli e molto più vero, concreto, reale. Un anziano e distinto signore che, pur con grande fatica, sfrutta ancora la logica e l'intelletto per rapportarsi con la vita, spesso dimenticando cosa voglia dire rapportarsi con altri esseri umani. A questo proposito ci penserà il giovane Roger, figlio della governante Mrs. Munro (Laura Linney): non solo lo spronerà e aiuterà a ricordare, ma favorirà un suo addolcirsi.
Meno romanzato e più realistico, questo "Mr. Holmes" presenta una buona dosa di misteri da risolvere, pur concentrandosi moltissimo sulla figura del grande detective creato da Conan Doyle. E' questo il vero segreto da sviscerare, però, ed è un vero piacere seguire la trama e soprattutto Ian McKellen nei 104 minuti di pellicola che scorrono via tranquilli e senza schiamazzi molto elegantemente. Si tratta certamente di un prodotto di qualità, molto ben recitato e curioso dal punto di vista della trama, in quando regala al grande pubblico una sorta di privato di un personaggio letterario famosissimo - e di cui oggi si creano numerossissime versioni "alternative" - col quale manca inevitabilmente un contatto più concreto. Il grande Sherlock Holmes è, infatti, vera leggenda con la quale è impossibile stare al passo: qui, umano e suscettibile ai fatti della vita quanto chiunque di noi, è accessibile, vulnerabile e incerto sul da farsi e, sì, capace di sbagliare; insomma, un personaggio con il quale ci si può identificare.
Questo inedito Holmes sa di nuovo e funziona, maggiormente grazie alla grande interpretazione di McKellen, per il quale mi aspettavo qualche riconoscimento in più. In generale, comunque, il film funziona e anche se all'inizio si fatica un po' a capire dove la storia voglia andare a parare, la conclusione non lascerà delusi. Per "Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto" avevo alte aspettative che non sono rimaste disattese.
Cast: Ian McKellen, Laura Linney, Hiroyuki Sanada, Milo Parker, Frances de la Tour, Patrick Kennedy, John Sessions.
Box Office: $26.9 milioni
Consigli: Prodotto di classe, garbato e molto ben recitato, "Mr. Holmes" è un film sulla vecchiaia del famoso investigare, uno sguardo privilegiato che racconta un'intimità inedita solitamente per il personaggio. Molto più autentico nel ritrarlo, la storia giova di un'interpretazione molto realistica di McKellen (che meriterebbe quantomeno la nomination all'Oscar) e il risultato finale lascia soddisfatti. Bella fotografia
Parola chiave: Vespe.
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#HollywoodCiak
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Film 1055: "Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto" (2015) di Bill Condon
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Burbero e scontroso, alla ricerca di un passato che fatica a ricordare, il Sig. Holmes, a 93 anni suonati, torna da un viaggio in Giappone con il pepe del Sichuan che intende utilizzare per rallentare gli effetti dell'invecchiamento sulla memoria. L'intenzione è quella di scrivere la sua versione dei fatti dell'ultimo racconto di Watson, a suo vedere troppo "abbellito" e arricchito, romanzato per farlo piacere al grande pubblico. E' subito questa la differenza principale che ci presenta la storia: Holmes senza l'aspetto mitico, privo di fronzoli e molto più vero, concreto, reale. Un anziano e distinto signore che, pur con grande fatica, sfrutta ancora la logica e l'intelletto per rapportarsi con la vita, spesso dimenticando cosa voglia dire rapportarsi con altri esseri umani. A questo proposito ci penserà il giovane Roger, figlio della governante Mrs. Munro (Laura Linney): non solo lo spronerà e aiuterà a ricordare, ma favorirà un suo addolcirsi.
Meno romanzato e più realistico, questo "Mr. Holmes" presenta una buona dosa di misteri da risolvere, pur concentrandosi moltissimo sulla figura del grande detective creato da Conan Doyle. E' questo il vero segreto da sviscerare, però, ed è un vero piacere seguire la trama e soprattutto Ian McKellen nei 104 minuti di pellicola che scorrono via tranquilli e senza schiamazzi molto elegantemente. Si tratta certamente di un prodotto di qualità, molto ben recitato e curioso dal punto di vista della trama, in quando regala al grande pubblico una sorta di privato di un personaggio letterario famosissimo - e di cui oggi si creano numerossissime versioni "alternative" - col quale manca inevitabilmente un contatto più concreto. Il grande Sherlock Holmes è, infatti, vera leggenda con la quale è impossibile stare al passo: qui, umano e suscettibile ai fatti della vita quanto chiunque di noi, è accessibile, vulnerabile e incerto sul da farsi e, sì, capace di sbagliare; insomma, un personaggio con il quale ci si può identificare.
Questo inedito Holmes sa di nuovo e funziona, maggiormente grazie alla grande interpretazione di McKellen, per il quale mi aspettavo qualche riconoscimento in più. In generale, comunque, il film funziona e anche se all'inizio si fatica un po' a capire dove la storia voglia andare a parare, la conclusione non lascerà delusi. Per "Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto" avevo alte aspettative che non sono rimaste disattese.
Cast: Ian McKellen, Laura Linney, Hiroyuki Sanada, Milo Parker, Frances de la Tour, Patrick Kennedy, John Sessions.
Box Office: $26.9 milioni
Consigli: Prodotto di classe, garbato e molto ben recitato, "Mr. Holmes" è un film sulla vecchiaia del famoso investigare, uno sguardo privilegiato che racconta un'intimità inedita solitamente per il personaggio. Molto più autentico nel ritrarlo, la storia giova di un'interpretazione molto realistica di McKellen (che meriterebbe quantomeno la nomination all'Oscar) e il risultato finale lascia soddisfatti. Bella fotografia
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