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sabato 20 febbraio 2021

Film 1958 - Les crevettes pailletées

Intro: Mi è capitato per caso tra i suggerimenti di Netflix e ho avuto la sensazione fin da subito che potesse essere il tipo di film che facesse per me!
Film 1958: "Les crevettes pailletées" (2019) di Cédric Le Gallo, Maxime Govare
Visto: dal computer portatile
Lingua: French
Compagnia: nessuno
In sintesi: tra il nuoto sincronizzato ("Swimming with Men", ma anche "Le grand bain" o il documentario "Men Who Swim" a cui molte pellicole di fiction si sono ispirate) e la pallanuoto, pare che i titoli sugli sport acquatici ultimamente non manchino al cinema (o nel mondo dello streaming, quantomeno). Questo "Les crevettes pailletées" non è da meno.
Partendo da una premessa molto simile a quella di "Non ci resta che vincere", un campione olimpionico di nuoto fa un commento omofobico in diretta televisiva e viene costretto dalla federazione a fare ammenda allenando una squadra amatoriale di pallanuoto composta da uomini gay. Inutile dire che non mancheranno le soprese, le disavventure e - abbastanza inaspettatamente, ammetto - un finale agrodolce che non siamo troppo abituati a trovare in commedie sfacciate e dal tono leggero come questa. Ma, hey, è pur sempre un film su un gruppo di omosessuali, figurati se ci regalavamo un happy ending...
In ogni caso devo dire che questo "Les crevettes pailletées" è un esempio simpatico e riuscito di prodotto europeo a basso budget che punta tutto su un'idea interessante e un cast azzeccato che da solo fa metà del lavoro. Non un capolavoro, certo, ma comunque un esempio di come al giorno d'oggi si possa pensare di puntare su un prodotto a tematica LGBTQI, renderlo sufficientemente commerciale e riuscire pure a far ragionare su omofobia, equal rights e, più importante, che quelli etero e gay non sono mondi impossibili da far incontrare. E che lo sport unisce, ovviamente... yeah yeah yeah...!
Cast: Nicolas Gob, Alban Lenoir, Michaël Abiteboul, David Baïot, Romain Lancry, Roland Menou, Geoffrey Couët, Romain Brau, Félix Martinez.
Box Office: $4,619,077
Vale o non vale: Simpatico e piacevole, estremamente gay, colorato e a tratti strambo, "Les crevettes pailletées" è un buon prodotto cinematografico europeo a tema LGBTQI che mantiene le premesse del trailer e non manca di citare il grande classico queer "Priscilla - La regina del deserto". A tratti ho fatto un po' fatica a capire i dialoghi, principalmente perché parlano così veloce in francese e non facevo sempre in tempo a leggere i sottotitoli (in inglese). In ogni caso un titolo a cui dare una chance che non mancherà di mettervi di buon umore.
Premi: /
Parola chiave: Croazia.

Trailerp
#HollywoodCiak
Bengi

sabato 8 febbraio 2014

Film 667 - Dallas Buyers Club

Ero sinceramente molto scettico e impreparato rispetto a questo film.

Film 667: "Dallas Buyers Club" (2013) di Jean-Marc Vallée
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ma che bella, bella sorpresa che è "Dallas Buyers Club"! Entra prepotentemente nella lista dei migliori film della scorsa stagione cinematografica e, devo ammetterlo, è una cosa assolutamente inaspettata!
Matthew McConaughey e Jared Leto trasformano completamente i loro corpi per dar vita a Ron Woodroof e Rayon, improbabili leali amici, entrambi con l'AIDS ed entrambi disperatamente alla ricerca di qualcosa (o qualcuno) che possa curarli. Il destino li farà incontrare quando Ron, incallito cawboy da rodeo dedito a ogni sorta di vizio, dovrà accettare la sua malattia da "finocchio" che lo porterà ad essere un emarginato dipendente da farmaci. Il Messico, grazie a prescrizioni illegali in America, lo farà stare meglio e tornato in patria comincerà un business illegale di farmaci assieme proprio al travestito Rayon. Entrambi sono accomunati da disperazione, emarginazione sociale, una certa dose di tendenza all'autodistruzione e, inevitabilmente, un limite temporale che solo la malattia può influenzare.
Da queste premesse - molto vaghe, perché non voglio veramente rovinare nulla del film a chi volesse vederlo - nasce "Dallas Buyers Club", una pellicola che tratta il tema dell'AIDS dal punto di vista del texano medio anni '80 tutto omofobia ed imposizione dello status di macho. L'amicizia con Rayon sarà tra le cose più paradossali che Ron dovrà affrontare, ma, accettando la sfida, dimostrerà di essere molto di più di uno stereotipo della paura e dell'ignoranza. Quando non si ha niente da perdere si gioca con più audacia.
Una pellicola che mi ha sorpreso e inizialmente non particolarmente coinvolto, tra rodei, cose a tre e tanta di quella cocaina che pareva nevicasse. La svolta inaspettata della trama ha subito destato il mio interesse e non ho più smesso di staccare gli occhi dallo schermo. Le scheletriche trasformazioni dei due attori mi hanno spaventato ed impressionato, riuscendo a farmi realmente immaginare come dovesse essere in quegli anni lottare contro una malattia assoluta e totalmente debilitante con una serie di ciechi tentativi per tentare di sopravviverle. Doloroso e durissimo in certe scene, eppure perfettamente equilibrato nel mostrare ciò che andava mostrato. Credo si possa dire che "Dallas Buyers Club" sia forte e delicato allo stesso tempo.
Non pensavo lo avrei detto, ma a questo punto vedo Matthew McConaughey spingere prepotentemente via Leonardo DiCaprio dal podio dell'Oscar, sia per la difficoltà del ruolo - e la sincerità spiazzante con cui è rappresentato - sia per la trasformazione fisica che ha certamente richiesto un enorme sacrificio. Lo stesso vale per Jared Leto che, però, non ha altri rivali tanto forti nella sua categoria di non protagonisti. Sono molto contento di aver visto questo film perché adesso so che, vincessero entrambi, sarebbe un riconoscimento del tutto meritato.
Ps. Due Golden Globes come Miglior attore protagonista e Miglior attore non protagonista. Agli Academy Awards, invece, il film ha ricevuto 6 nomination tra cui, oltre quelle per i due attori, quella per Miglior film e sceneggiatura originale.

[EDIT]: Un mio ulteriore pensiero a proposito di questo film nella recensione per "IL MURO mag": DALLAS BUYERS CLUB, LA DELICATEZZA DI UN PUGNO NELLO STOMACO

Box Office: $22,586,000
Consigli: Temi forti (AIDS e omofobia sono solo due dei macrotemi) e grandi interpretazioni per una pellicola ben realizzata che spiazza ma piace. Non sarà facile da digerire, eppure credo che la visione valga il tentativo. E' una storia vera.
Parola chiave: AZT.

Trailer

Bengi