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venerdì 4 dicembre 2015

Film 1043 - Lila & Eve

E insomma... eccomi di nuovo attratto da sicuri fallimenti al botteghino, prodotti sicuramente bannati dalla critica e conseguentemente sconosciuti ai più. Ma che ci posso fare se mi piace avventurarmi sempre più a fondo nel mondo delle sicure boiate?

Film 1043: "Lila & Eve" (2015) di Charles Stone III
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Attenzione, attenzione: "Lila & Eve", progetto alla prima occhiata scellerato e insensato, con scelte di cast inspiegabili - Viola, mi senti? Cosa ci fai qui?! - e sicure virate trash della trama... dopotutto non è così terribile! E lo dico coscientemente.
E' chiaro che si tratta di una pellicola così così, mediocre nei passaggi e nelle scelte narrative, eppure qualcosa di buono c'è e tutta l'operazione non è vana. Il merito è soprattutto delle due - e sì, ho detto due - protagoniste Viola Davis e Jennifer Lopez, strana coppia sulla carta, ma di fatto efficace duo dal grilletto facile. Se qualcosa qui funziona è solo grazie a loro. Che la Davis sia brava lo sappiamo tutti e vederla qui ci da solo confermaci quanto noto: è un'attrice che, non so bene come faccia, si mette a nudo per ogni personaggio intenso che deve impersonare, riesce a mostrare una vulnerabilità che tutte le volte mi colpisce. In questo caso è una madre single alla quale uccidono il figlio per errore e, non trovando pace, si mette alla ricerca di quella giustizia che le autorità sembrano volerle negare; la Lopez, anche lei madre di una bambina uccisa, è la sua sponsor al gruppo che le donne frequentano per superare il lutto: tra le due scatta subito l'intesa, poi fatale, che darà il via alla vicenda. E' proprio JLo del ghetto a stupirmi, ovviamente, riuscendo a rendere credibile un personaggio altrimenti ridicolo e fuori controllo, visto ciò che si scoprirà nel finale.
Finale che, va detto, non è niente di inimmaginabile, ma tutto sommato conclude una vicenda già per molti versi impossibile da concludere altrimenti. L'espediente è già visto, ma funziona e anche se non ho apprezzato il buonismo del detective in ultima battuta, alla fine... tutto è bene quel che finisce bene. Banale? Scontato? Dal mio punto di vista, più che altro, direi funzionale a questo caso specifico: "Lila & Eve" non è certo un capolavoro ed era inevitabile che sbrodolasse da qualche parte. Perciò la vedo così: poteva essere un film orrendo e stupido, privo di appeal e recitato in maniera imbarazzante. Invece, semplicemente, è un prodotto sufficiente che non ha troppo da offrire se non due brave protagoniste e un aggancio emotivo di sicuro impatto sul pubblico. Non so se sia abbastanza per tutti, ma sicuramente è molto di più di quanto io mi aspettassi.
Ps. E' presente anche il vero marito della Davis, Julius Tennon, nei panni dell'uomo che saprà conquistarne il cuore.
Cast: Viola Davis, Jennifer Lopez, Shea Whigham, Julius Tennon, Lisa Maffia, Chris Chalk, Andre Royo, Yolonda Ross, Ron Caldwell, Aml Ameen.
Box Office: $38,263
Consigli: Presentato al Sundance di quest'anno, "Lila & Eve" è un prodotto che, sorprendentemente, non mi ha deluso. Ero assolutamente prevenuto nei suoi confronti, per cui scoprire che non era la sciocchezza che mi aspettavo è stata una vera sorpresa in positivo. La cosa che più mi ha colpito è stata la capacità di Jennifer Lopez di risultare in parte e credibile, spogliandosi di un glamour che solitamente non le è richiesto scrollarsi di dosso in nessuna delle sue pellicole. Qui, con poco trucco, anche invecchiata, con un accento marcatissimo e una buona interpretazione, ha saputo davvero convincermi. Forse proprio per questo sono rimasto colpito da questa pellicola. Non so se basti per tutti, ovviamente, ma per me è stato certamente uno dei punti a favore. Poi, in totale onestà, non posso dire che si stia parlando di alcunché di eclatante o indimenticabile: è solo un film che vuole raccontare una storia che già sappiamo, aggiungendo un espediente già visto, ma che riesce ancora a stuzzicare lo spettatore. Non indimenticabile, ma inaspettatamente passabile.
Parola chiave: Ristrutturazione.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 12 maggio 2011

Film 255 - The Cove

Con un buono regalo di compleanno da utilizzare alla Feltrinelli, non ho saputo resistere all'idea di comprarmi un bel cofanetto dvd. Che poi siano diventati due è un'altra questione. Ma questo è, ufficialmente, il regalo di compleanno di Ale&Leo (Nob).


Film 255: "The Cove" (2009) di Louie Psihoyos
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: I documentari sul mare trovo che siano veramente affascinanti. Con lo stesso spirito con cui mi interessavo ai documentari 'acquatici' quando ero bambino, mi sono avvicinato a questa pellicola, anche grazie al richiamo Oscar che questo film ha vinto nella categoria miglior documentario.
Diciamo che, purtroppo, l'argomento non è dei più felici: la mattanza dei delfini. In Giappone è normale cibarsi della carne di questi mammiferi che, a loro dire, sono buoni (del resto se mangiano lo squalo...) e fanno bene (ma il documentario dimostra un'elevata concentrazione di mercurio nella carne dell'animale).
In effetti, visto lo spirito che mi ha mosso verso questo "The Cove", credo di non poter dire di aver trovato ciò che mi aspettassi. Visto l'argomento già di per sé difficile e considerando poi gli sviluppi che si portano in evidenza, sono rimasto senza parole per la violenza inaudita compiuta su esseri viventi (di fatto più intelligenti di quanto non ci faccia comodo ammettere).
Mi era già capitato di seguire documentari che parlassero del cibo e di come viene 'reperito' dall'uomo (leggere le sconcertanti condizioni di allevamento e conseguente uccisione di maiali, polli, mucche) in "Food, Inc.". In questo caso, animali non in cattività vengo spinti all'interno di una baia dove vengo prima selezionati per i delfinari, poi (quelli che non vengono scelti) uccisi. Le immagini della telecamera subacquea che rappresentano il cambiamento di colore dell'acqua marina durante il macello fanno rabbrividire.
La struttura narrativa, comunque, è differente rispetto ad un classico documentario e presenta, invece, una certa tensione di fondo costante. Il rischio di arresto ed espatrio per la crew è sempre altissimo a causa delle attività assolutamente illegali legate alla produzione di questo film. Quindi riprese notturne con rilevatori di calore, telecamere nascoste, spionaggio da film poliziesco, insulti dai locali. Girare "The Cove" non dev'essere stato facile da nessun punto di vista.
Più toccante che appassionante, doloroso come un pugno nello stomaco, svela una verità che, a chi non proviene dalla cittadina della mattanza (Taiji), sarebbe rimasta probabilmente celata per sempre. Smuove dentro.
Ps. Nel film anche le immagini di Hayden Panettiere che, giovanissima, si batte in loco per la causa. Sarà fatta espatriare.
Consigli: Impossibile rimanere distaccati. Bisogna essere preparati.
Parola chiave: Flipper.

Trailer

Ric