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martedì 13 agosto 2024

Film 2224 - The Nest

Intro: Ne avevo sentito parlare da tempo e mi ero ripromesso di recuperarlo quanto prima. Mi ci è voluto più di un anno per decidermi a vederlo.

Film 2224: "The Nest" (2020) di Sean Durkin
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: come al solito, mi aspettavo un film diverso e, per questo motivo, non ho del tutto goduto della visione.
Lo dico fin da subito, "The Nest" è sicuramente un prodotto ben fatto e pensato, stilisticamente molto curato e recitato benissimo dai due protagonisti, dei quali mi sento particolarmente di lodare la performance di Carrie Coon. Ciò detto, non è comunque quello che stavo cercando e, lo ammetto, avevo anche in parte frainteso la trama.
Da quello che mi era parso di capire dal trailer + vari estratti della critica che avevo letto, mi era parso di capire che si trattasse quasi di un thriller psicologico che facesse l'occhiolino addirittura ad atmosfere esoteriche. C'è una vecchia casa gigantesca nel mezzo del nulla, gli interni sono bui, la relazioni interprersonali che si sgretolano dal momento in cui la famiglia si trasferisce nella nuova proprietà, la casa quasi come altro protagonista del racconto. Quest'ultimo punto è anche vero, ma non nel senso in cui avrei preferito.
Invece di misterioso c'è solo il personaggio di Rory (Jude Law) e il suo ambiguo comportamento che inevitabilmente lo metterà nei guai. Tra l'altro questa ambiguità del suo personaggio mi ha ricordato a tratti il mood di un altro iconico film con Law, "The Talented Mr. Ripley" (e il recente adattamento televisivo di Netflix, "Ripley", a dire il vero).
Insomma, il risultato finale è generalmente buono, ma non il film per me.
Cast: Jude Law, Carrie Coon, Charlie Shotwell, Oona Roche, Adeel Akhtar, Anne Reid.
Box Office: $2.1 milioni
Vale o non vale: Non c'è tanto mistero se non per quanto riguarda il suo protagonista. Dal trailer sembra quasi che la casa sia posseduta o la famiglia incorra in qualche sorta di maledizione, ma niente di tutto questo: "The Nest" è un dramma psicologico che niente c'entra con il soprannaturale. In generale un po' lento, vale per i due protagonisti, ma non lo consiglierei per una serata spensierata.
Premi: /
Parola chiave: UK.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 31 marzo 2022

Film 2099 - Downfall: The Case Against Boeing

Intro: Tornato dal cinema dopo la visione di "The Batman", avevo ancora voglia (e tempo) di vedere qualcosa. Così mi sono ricordato di questo documentario Netflix che avevo salvato nella mia lista dei preferiti.

Film 2099: "Downfall: The Case Against Boeing" (2022) di Rory Kennedy
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: interessante e scioccante, "Downfall: The Case Against Boeing" è un documentario ben fatto che racconta la tragedia dei due disastri aerei che hanno coinvolto la compagnia Boeing e il loro modello 737 MAX.
Perfettamente spiegato e ricco di dettagli esaustivi che aiutano lo spettatore a comprendere l'accaduto, questo documentario riesce nel suo intento di mettere in luce l'accaduto rispetto a questa tragedia, equilibrando perfettamente gli aspetti tecnici, le testimonianze dei parenti delle vittime e una ricostruzione dei fatti tanto dettagliata quanto sconcertante. Un ottimo documentario.
Cast: Chesley Sullenberger, Donald Trump, Ted Cruz, Lester Holt, Peter Jennings, Richard Blumenthal.
Box Office: /
Vale o non vale: Per chiunque abbia paura di volare, decisamente un film da evitare di vedere, anche se in termini di qualità e competenza del lavoro svolto "Downfall: The Case Against Boeing" è un ottimo documentario, pur su una vicenda spaventosa.
Premi: /
Parola chiave: MCAS.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

sabato 7 gennaio 2017

Film 1275 - The One I Love

Mi ha incuriosito la locandina, della quale non riuscivo a decifrare il senso. Così quando Netflix ha messo a disposizione il film, ho voluto dargli una possibilità.

Film 1275: "The One I Love" (2014) di Charlie McDowell
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Un film fatto di due protagonisti e praticamente un unico set per un risultato finale che testa la pazienza dello spettatore e gli regala qualche scherzetto della mente che è anche un bel gioco delle coppie.
Tutto sommato, per quanto non lo rivedrei, è stato un esperimento non male da seguire che, per certi versi, mi ha ricordato la solitudine in termini di cast di "Sleuth - Gli insospettabili" e per quanto riguarda la storia una certa dose di contorta macchinazione alla "Black Mirror". Dunque, più che un film esercizio per lo sceneggiatore: cosa accadrebbe a una coppia in crisi che, mandata in "esilio" presso un cottage in campagna, si ritrovasse a doversi confrontare con i propri doppi che vivono nell'adiacente casa per gli ospiti? E le copie di sé fossero, neanche a dirlo, più interessanti, sexy e stimolanti?
Le domande che troveranno risposta sono molte e certamente la trama non si risparmia dall'affrontare tutta una serie di possibilità così da diversificare e rendere più ricca una storia altrimenti esaurita nella stessa idea di partenza; inoltre è ovvio che ci sia un piccolo mistero che troverà spiegazione nel finale il quale, tra l'altro, non mancherà di un ultimo colpo di scena scontato, ma sufficientemente "maligno" da risultare piacevole.
Inutile dire, infine, che molto, se non l'intero merito va alla coppia di attori - Mark Duplass ed Elisabeth Moss - entrambi piuttosto bravi a rendere due versioni dello stesso personaggio e ai quali va il merito di supportare tutta questa cerebrale operazione. Con due attori privi di talento o ispirazione il risultato finale sarebbe stato una noia intollerabile.
"The One I Love" è un film che non è un film e sarebbe forse più interessante sperimentarne una versione teatrale. In ogni caso è, in un certo senso, un'esperienza che ha il pregio di rimanere impressa.
Cast: Mark Duplass, Elisabeth Moss, Ted Danson, Mary Steenburgen.
Box Office: $583,264
Consigli: Sicuramente non è un titolo per tutti i giorni, né per tutti i gusti. Richiede una certa pazienza e fiducia in una trama che prevede tre soli personaggi (dei quali uno ha una sola scena), una sola location e tutta una serie di stramberie tra il paradossale e il fantascientifico mixato a un deragliamento amoroso cui siamo ampiamente abituati. Di fatto si tratta di un film strano e non così semplice da collare, il che a mio avviso lo rende un buon candidato a una serata alternativa, fatta di "come sarebbe se..." e "cosa accadrebbe se..." e che non preveda i classici diktat delle produzioni mainstream. Diciamo una sorta di "Sliding Doors" casalingo che prende una piega paranormale.
Parola chiave: Bacon.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 4 dicembre 2015

Film 1043 - Lila & Eve

E insomma... eccomi di nuovo attratto da sicuri fallimenti al botteghino, prodotti sicuramente bannati dalla critica e conseguentemente sconosciuti ai più. Ma che ci posso fare se mi piace avventurarmi sempre più a fondo nel mondo delle sicure boiate?

Film 1043: "Lila & Eve" (2015) di Charles Stone III
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Attenzione, attenzione: "Lila & Eve", progetto alla prima occhiata scellerato e insensato, con scelte di cast inspiegabili - Viola, mi senti? Cosa ci fai qui?! - e sicure virate trash della trama... dopotutto non è così terribile! E lo dico coscientemente.
E' chiaro che si tratta di una pellicola così così, mediocre nei passaggi e nelle scelte narrative, eppure qualcosa di buono c'è e tutta l'operazione non è vana. Il merito è soprattutto delle due - e sì, ho detto due - protagoniste Viola Davis e Jennifer Lopez, strana coppia sulla carta, ma di fatto efficace duo dal grilletto facile. Se qualcosa qui funziona è solo grazie a loro. Che la Davis sia brava lo sappiamo tutti e vederla qui ci da solo confermaci quanto noto: è un'attrice che, non so bene come faccia, si mette a nudo per ogni personaggio intenso che deve impersonare, riesce a mostrare una vulnerabilità che tutte le volte mi colpisce. In questo caso è una madre single alla quale uccidono il figlio per errore e, non trovando pace, si mette alla ricerca di quella giustizia che le autorità sembrano volerle negare; la Lopez, anche lei madre di una bambina uccisa, è la sua sponsor al gruppo che le donne frequentano per superare il lutto: tra le due scatta subito l'intesa, poi fatale, che darà il via alla vicenda. E' proprio JLo del ghetto a stupirmi, ovviamente, riuscendo a rendere credibile un personaggio altrimenti ridicolo e fuori controllo, visto ciò che si scoprirà nel finale.
Finale che, va detto, non è niente di inimmaginabile, ma tutto sommato conclude una vicenda già per molti versi impossibile da concludere altrimenti. L'espediente è già visto, ma funziona e anche se non ho apprezzato il buonismo del detective in ultima battuta, alla fine... tutto è bene quel che finisce bene. Banale? Scontato? Dal mio punto di vista, più che altro, direi funzionale a questo caso specifico: "Lila & Eve" non è certo un capolavoro ed era inevitabile che sbrodolasse da qualche parte. Perciò la vedo così: poteva essere un film orrendo e stupido, privo di appeal e recitato in maniera imbarazzante. Invece, semplicemente, è un prodotto sufficiente che non ha troppo da offrire se non due brave protagoniste e un aggancio emotivo di sicuro impatto sul pubblico. Non so se sia abbastanza per tutti, ma sicuramente è molto di più di quanto io mi aspettassi.
Ps. E' presente anche il vero marito della Davis, Julius Tennon, nei panni dell'uomo che saprà conquistarne il cuore.
Cast: Viola Davis, Jennifer Lopez, Shea Whigham, Julius Tennon, Lisa Maffia, Chris Chalk, Andre Royo, Yolonda Ross, Ron Caldwell, Aml Ameen.
Box Office: $38,263
Consigli: Presentato al Sundance di quest'anno, "Lila & Eve" è un prodotto che, sorprendentemente, non mi ha deluso. Ero assolutamente prevenuto nei suoi confronti, per cui scoprire che non era la sciocchezza che mi aspettavo è stata una vera sorpresa in positivo. La cosa che più mi ha colpito è stata la capacità di Jennifer Lopez di risultare in parte e credibile, spogliandosi di un glamour che solitamente non le è richiesto scrollarsi di dosso in nessuna delle sue pellicole. Qui, con poco trucco, anche invecchiata, con un accento marcatissimo e una buona interpretazione, ha saputo davvero convincermi. Forse proprio per questo sono rimasto colpito da questa pellicola. Non so se basti per tutti, ovviamente, ma per me è stato certamente uno dei punti a favore. Poi, in totale onestà, non posso dire che si stia parlando di alcunché di eclatante o indimenticabile: è solo un film che vuole raccontare una storia che già sappiamo, aggiungendo un espediente già visto, ma che riesce ancora a stuzzicare lo spettatore. Non indimenticabile, ma inaspettatamente passabile.
Parola chiave: Ristrutturazione.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 3 agosto 2015

Film 966 - The Kings of Summer

Uscito due anni fa, ne scopro l'esistenza solo oggi. COn molto ritardo recupero.

Film 966: "The Kings of Summer" (2013) di Jordan Vogt-Roberts
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non è un caso che questo film sia seguito alla visione di "Jurassic World" dato che l'ho scoperto solo perché mi sono documentato su uno dei ragazzi protagonisti della pellicola con i dinosauri, Nick Robinson. Incuriosito dal cast (in particolare Nick Offerman e la moglie Megan Mullally), dalla trama e dai toni indipendenti, alla fine mi sono ritagliato un momento per scoprire "The Kings of Summer".
Nonostante certe dinamiche famigliari dipinte dalle storie all-American mi lascino un tantino perplesso (se io fossi sparito di casa per un mese i miei mi avrebbero probabilmente chiuso in collegio a vita, per non dire ai lavori forzati), questa storia è carina e racconta in maniera anche divertente un personalissimo percorso di formazione di un gruppetto di adolescenti che scappano di casa perché insofferenti nei confronti dei loro genitori e si rintanano in mezzo al bosco, dove costruiscono letteralmente la loro casa. A parte i complimenti per l'abilità progettuale-manuale, l'idea di fuggire da casa per sottrarsi alle grinfie dei genitori penso sia venuta in mente un po' a tutti nel corso della (in quel momento luuuuunga) adolescenza, per poi finire in un misero buco nell'acqua. I ragazzi, invece, qui si lanciano nel progetto a tutto spiano, scappando verso una libertà cui non sono preparati, ma che profuma di sogni, promesse e ribellione a non finire. E' un po' la versione cinematografica di come potrebbe essere stato scappare se solo lo avessimo fatto (e se solo abitassimo di fiancoa d un bosco e avessimo le palle per dormire al suo interno).
Il film è stato presentato con successo al Sundance Film Festival (uno dei più grandi di cinema indipendente) del 2013. Non c'è da stupirsi, quindi, che per toni e realizzazione questa produzione rispecchi lo standard (sempre che ne esista uno) del prodotto un po' di nicchia, conosciuto da pochi, praticamente sconosciuto fuor idai confini nazionali di origine. Io per primo non lo avrei mai visto non fosse stato per la mia curiosità e, soprattutto, per lo streaming che rende disponibile prodotti altrimenti inaccessibili in Paesi come l'Itala, dove a parte le commedie nostrane e i blockbuster anglofoni fatica ad arrivare altro (ma stiamo migliorando). Ed è un peccato, perché anche se "The Kings of Summer" non è un capolavoro, è comunque un film piacevole, meno incline a conformarsi allo standard cinematografico contemporaneo e dal sapore giovane e fresco, una sorta di "Stand by Me" senza drammi. Sentimenti amorosi a parte.
Box Office: $1,315,590
Consigli: Storia carina, una sorta di avventura moderna dove tre ragazzi (Nick Robinson, Gabriel Basso, Moises Arias) decidono di lasciarsi casa, genitori e obblighi vari alle spalle per rifugiarsi in mezzo al bosco dove cominciano a vivere alla giornata. La realtà della vita senza adulti sarà più complicata di quanto non avessero previsto e, come è ovvio, le cose non andranno proprio come erano state immaginate. Un racconto sull'adolescenza, quindi, sui riti di passaggio e sulle esperienze che cambiano te e chi ti sta intorno. Se questo genere di storie piace, "The Kings of Summer" è un titolo perfetto. Per non parlare del fatto che è estate, e ogni scusa è buona per lasciarsi trasportare da qualche racconto che ci parla di puntare i piedi contro qualche regola, reglarci l'emozione di mandare tutto e tutti a quel paese alla ricerca di chi si è veramente e di una vita più leggera. Sbagliare è lecito quanto lo è procedere per tentativi. Soprattutto se a pagarne le conseguenze non siamo noi direttamente, ma i protagonisti di un film.
Parola chiave: Serpente.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 19 gennaio 2015

Film 861 - Frank

Film di Natale parte quarta: l'atto finale.

Film 861: "Frank" (2014) di Leonard Abrahamson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Strana, strana, strana, strana, strana storia su un ragazzo che vorrebbe fare il musicista, la strampalata band che per caso lo accoglie e il criptico frontman che indossa tutto il giorno un enorme maschera a forma di testa gigante (ha il certificato!).
Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da questo "Frank", ma dalle critiche entusiaste e i toni da commedia del trailer, pensavo di andare sul sicuro. Ora, non che lo abbia detestato o simili, ma di sicuro non posso dire di sentire una spasmodica voglia di rivederlo. E' una pellicola indie abbastanza strana e straniante, certamente non per tutti i gusti. Per non parlare, poi, della musica che fa la band, una roba che mi ha ricordato l'imbarazzante risultato musicale raggiunto da Scarlett Johansson quando ha voluto realizzare il suo album di cover di Tom Waits ("Anywhere I Lay My Head"). Cercando di non esprimere troppo il mio giudizio personale, direi che assolutamente non è il mio genere.
In generale, comunque, la storia di Frank/Michael Fassbender, la sua band e il nuovo arrivato Jon/Domhnall Gleeson non è malaccio ed è interessante, a dire il vero, scoprire come procedano per la creazione del loro album, tra particolari idee, suoni inusuali e strumenti inimmaginabili, per un processo creativo che è certamente piacevole da veder rappresentato. Per il resto, l'insofferenza generale di Clara, Nana e Baraque (Maggie Gyllenhaal, Carla Azar, François Civil), gli altri membri del gruppo, rndono piuttosto difficile seguire serenamente questa storia. E per serenamente intendo con un genuino interesse a scoprire come evolverà la trama. I 3, già di per sé strani, mixati alla follia di Frank, in aggiunta alla smania di integrazione - senza motivo, diciamocelo - di Jon, sono un connubio non facile da digerire per i 95 minuti di pellicola.
Insomma, questo "Frank" non è per nulla come me lo immaginavo e non è stata un'esperienza cinematografica che rifarei/consiglierei a tutti. E' un viaggio strampalato all'interno di un modo di vedere il mondo e le cose che non mi appartiene e che alla lunga fatico a digerire. Direi che l'estremismo alternativo, la naturale propensione al dramma, l'instabilità generale e l'antipatia particolare di alcuni sono tutti elementi che, fossero stati conditi con un tipo di humor meno nero e più evidente, probabilmente sarebbero riusciti a soddisfarmi. Per come, invece, questa pellicola è stata costruita, non posso dire che mi sia piaciuta o che si avvicini a ciò che ammiro in un film indie.
Box Office: £1,176,721
Consigli: Alcuni volti noti (Michael Fassbender, Domhnall Gleeson, Maggie Gyllenhaal), molte sessioni musicali, un evento cui partecipare (South by Southwest) e una testa di cartapesta per un film che, certamente, ha delle caratteristiche inusuali. Se piacciono le storie indipendenti un po' borderline, questo è assolutamente un titolo imperdibile. Per gli altri che, invece, preferiscono qualcosa di meno eccentrico o più positivo o anche solo con meno musica o più simpatia, forse "Frank" è un prodotto meno adatto o congeniale. Non è malvagio e la realizzazione tecnica è buona, come le performance degli attori - Gleeson è sempre più bravo -, ma la trama è stramba e non per tutti.
Parola chiave: Soronprfbs.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi