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martedì 5 marzo 2013

Film 504 - Scherzi del cuore

Da quando l'anno scorso ho cominciato a vedere il telefilm "Revenge", ho trovato veramente affascinante il personaggio di Victoria Grayson interpretato da Madeleine Stowe, una che per anni ha fatto film dai titoli importanti ("L'ultimo dei Mohicani", "America oggi", "L'esercito delle 12 scimmie") e poi è fondamentalmente sparita. Mi sono incuriosito e ho sbirciato la sua filmografia e, mio malgrado, questa è la prima pellicola che la coinvolge che ho deciso di guardare. Per lei e per il numeroso cast di attori decisamente famosi.


Film 504: "Scherzi del cuore" (1998) di Willard Carroll
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: In ordine alfabetico abbiamo: Gillian Anderson, Ellen Burstyn, Sean Connery, Angelina Jolie, Ryan Phillippe, Dennis Quaid, Gena Rowlands, Jon Stewart, Madeleine Stowe. Si capisce già cosa mi ha attratto di qeusta pellicola, suppongo.
Peccato che, nonostante i tanti attori, le numerose storie che si intrecciano e una di quelle trame molto Hollywood anni '90 (al pari della colonna sonora, che più furbetta non si può: ricordate, giusto per citarne una, "Drinkin In LA" dei Bran Van 3000?), il risultato finale funzioni a malapena. Giusto perchè, appunto, il cast salva tutto in extremis. Come è intuibile fin dall'inizio, tutti i personaggi sono connessi tra di loro in qualche modo, a partire dalle tre protagoniste femminili (Anderson, Jolie, Stowe) che si scopriranno essere sorelle, figlie della coppia Rowlands-Connery. Quest'ultima, che potrebbe sembrare da subito la più solida, scoprirà un universo d'insicurezze alla vigilia del 40esimo anniversario di matrimonio (c'è, però, anche il cancro di lui in mezzo). Le figlie sono messe peggio dei genitori: una anaffettiva e insicura, una che non ama più il marito e lo tradisce e una pazza scatenata che non riesce a stare zitta un secondo. In particolare quest'ultimo personaggio (di una giovane e proporzionata Angelina Jolie) è al tempo stesso il più incisivo e riuscito, ma anche il meno credibile. Già, perchè quando si innamora di Keenan/Ryan Phillippe, scopre che lui ha l'AIDS e, di conseguenza, non potranno avere mai rapporti, ma qual è la soluzione della sceneggiatura? Che sono felici di abbracciarsi e strusciarsi vicendevolmente, perchè il sentimento d'amore colma l'assenza dell'atto fisico. Ora, ok essere romantici, ma idioti (noi pubblico) non lo siamo.
Quindi a parte questo tram tram di storie ai limiti dell'assurdità-mixata-romanticismo (certamente di una superficialità spiazzante), non rimane molto di una pellicola dal titolo "Playing by Heart" che, tutto sommato, mostra amori noiosi, improbabili o ai limiti del plausibile. Non c'è alcuna volontà a indagare la psicologia dei personaggi, men che meno a fornire uno spaccato familiare o sociale dal punto di vista affettivo. Credo che l'obiettivo fosse attirare al cinema un buon numero di spettatori vendendo una locandina patinata con un buon numero di bei/bravi attori di richiamo, 'regalare' emozioni facili e di ampia condivisibilità.
Il risultato è moscio e flop ($3,970,078 di incasso per una spesa di 14 milioni di dollari). Salvo solo (parzialmente) la Jolie.
Consigli: Ci sono altri film sull'amore più completi e meno semplificati. Qui l'unico motivo plausibile per seguire le vicende di "Scherzi del cuore" è voler vedere all'opera il grande cast. Ma ripeto: è stato prodotto di meglio.
Parola chiave: "Parlare di musica è come ballare sull'architettura".

Trailer

Ric

lunedì 30 novembre 2009

Film 22 - L'esercito delle dodici scimmie

Cosa potevo iniziare a guardare alle 23:30 di ieri notte? Solo qualcosa di strano. Dopo una domenica all'insegna della produzione video (maledetto CNR!) volevo stendermi sul divano per godermi in pace un film. Ma non un film qualunque! Ci voleva qualcosa di a) mai visto prima b) potenzialmente figo c) accattivante e possibilmente che mi avesse sempre attirato. Sfogliando i vari dvd casalinghi... l'ho trovato!

Film 22: "L'esercito delle dodici scimmie" (1995) di Terry Gilliam
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: No, ma scusa... sul serio? Cioè, dove sono le scimmie?!
Cavoli, che fregatura. Non tanto per il film in sé, ma per l'idea che ne avevo. Di questo film ho sempre sentito parlare, ma non ero mai riuscito a vederlo prima di ieri. E, dal titolo, pensavo fosse un qualcosa tipo "Il pianeta delle scimmie" (dove tra l'altro, a mio avviso, Tim Burton ha toppato di brutto volendone fare un remake) e, invece, non c'entra proprio niente! In pratica in due ore ho visto distruggersi tutte le mie lucubrazioni a riguardo! E, infatti, non solo niente scimmie, ma nemmeno niente dominazione delle scimmie, niente supremazia animale sull'uomo, nessuna inversione del mondo come lo conosciamo. Anzi, mi correggo, l'inversione c'è, ma non si vede (in pratica). Sappiamo che dal 1996 in poi un virus costringerà gli umani sopravvisutigli a vivere sottoterra, lasciando la flora a dominare la superficie. Più che un dato di fatto, la prenderei come metafora. Muoiono 5 miliardi di persone e le rimanenti devono nascondersi per sopravvivere, la natura regna e l'uomo è sconfitto. Preso atto di tutto ciò, rimane un film dalla trama complessa, ingarbugliata dal montaggio ad hoc. Per spiegarmi meglio si potrebbe dire che questo film è un po' l'antenato di "Lost": dal presente si torna al passato, senza poterlo modificare, e la mente deve compiere un grandissimo sforzo per non cedere alla pazzia. Il protagonista Bruce Willis viaggia a ritroso nel tempo, ma fatica a non pensare di non essersi immaginato una realtà parallela. Come fa a essere certo che il passato non sia il presente? Del resto, però, ha dei ricordi, che crede essere sogni, di quello che si scoprirà essere il suo futuro. Perchè? Perchè da bambino ha assistito alla sua morte senza saperlo. Il presente (o futuro?) contamina il passato influenzandone certi aspetti. Affascinante! Ammetto che all'inizio del film non ci capivo una mazza. Mi sforzavo di dare un senso alla trama dopo 10 minuti di film. Sbagliato! Dovevo aspettare. Così mi sono arreso a rimanere spettatore passivo degli eventi e, alla fine, tutto il casino si è risolto da solo. Insomma, mi è piaciuto. Sotto certi aspetti, tra l'altro, potremmo ri-definire questo film come "L'esercito delle dodici chiappe", visto che sia Bruce che Brad Pitt mostrano il sedere a più riprese. Quest'ultimo, poi, mi pare abbia sempre un occhio più grande dell'altro! Solo una mia impressione? Oppure un trucco di scena per farlo sembrare ancora più fuori di testa? Però devo dire che è stato bravo, mi ha ricordato una certa mimica da Joker di Heath Ledger, un pizzico di follia alla Jack Nicholson. Dunque mi sembra meritato il Golden Globe vinto e la nomination all'Oscar. Meno meritata, invece, la nomination per i costumi che, sinceramente, non mi sono sembrati così straordinari. Ma si sa, quando non c'è di meglio anche la mediocrità prende valore. Ma non parliamo di politica...
Visto a un'ora tarda della notte, questo film è riuscito a trasmettermi bene una certa inquietudine, anche grazie alla voce misteriosa che chiama Bruce Bob anche se in realtà lui si chiama James. L'atmosfera cupa, nebbiosa, quasi da horror mi ha fatto pensare ad un altro film di Gilliam di qualche anno fa: "I fratelli Grimm e l'incantevole strega". Mi aspettavo un film 'per tutti' e, invece, morti schiacciati, sangue, baruffe e atmosfere dark. Sorpresa gradita di quei film che etichetti in un modo prima di vederli e poi ti sorprendono cambiando totalmente le carte in tavola una volta che li vedi.
Qualche nota finale. Gilliam è regista di una miriade di film. Oltre ai già citati ci sono "Le avventure del Barone di Munchausen", "Monty Python", "La leggenda del re pescatore", "Paura e delirio a Las Vegas" e "Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo". In quest'ultimo film - tra l'altro famoso perchè ultimo di Heath Ledger - recita Christopher Plummer, presente anche ne "L'esercito delle dodici scimmie" quale padre scienziato di Bradi Pitt. Infine, c'è anche David Morse, attore dal viso noto, ma dal nome sconosciuto ai più: è quasi sempre il cattivo in film come "Disturbia, "Dancer in the Dark", "Il miglio verde", "Pazzi in Alabama", "Contact", ecc. Qui, però, è in versione capellone rosso un po' nerd.
Consigli: Predisposizione all'elasticità mentale: qui il tempo è questione di punti di vista!
Parola chiave: Mi avete mandato nell'anno sbagliato.



#HollywoodCiak
Bengi