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lunedì 20 dicembre 2021

Film 2069 - Eternals

Intro: Curioso di vedere questo film, alla fine mi convinco ad andare al cinema per recuperarlo.

Film 2069: "Eternals" (2021) di Chloé Zhao
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: ci hanno provato tantissimo a spacciare questa pellicola per qualcosa che non è, ovvero un piccolo gioiellino di qualità. La realtà è che "Eternals" è probabilmente uno tra i peggiori esordi Marvel da tempo.
Prima di tutto il fatto che si volesse a tutti i costi produrre qualcosa di al contempo artistico e intrattenimento a mio avviso ha rovinato il progetto. Non c'era sicuramente bisogno di una regia premio Oscar per catturare l'inizio dell'avventura di questo nuovo gruppo di supereroi (ci hanno già provato col primo "Thor" e anche allora era andata così così, più che altro perché pure all'epoca si provò a legare la storia della divinità nordica a qualcosa di non necessario come un dramma shakespeariano) e, sicuramente, il pubblico non stava cercando niente di qualitativamente troppo elevato nel momento in cui ha deciso di recarsi al cinema. La verità è che questa smania di elevare prodotti di massa a qualcosa "di più" mortifica in origine l'esperienza principale che ha reso i prodotti Marvel - e quelli dei tanti altri supereroi - così popolari, ovvero la ricerca di svago. Anche perché non sarà un premio Oscar a decretare il successo commerciale di un film come "Eternals" (non che abbia alcuna possibilità di aggiudicarsene uno che non sia per una categoria tecnica).
In aggiunta a questi elementi già elencati, la pellicola della Zhao ha un grandissimo problema alla radice: ci sono troppi personaggi mai presentati prima e di cui, onestamente, ci frega ben poco. Nonostante le oltre 2 ore e mezza di durata - francamente sprecate per infiniti momenti di stallo ed attesa - sono pochissimi gli aspetti narrativi votati alla crescita dei personaggi sia perché seguirli tutti è impossibile, sia perché gli sbalzi temporali da un'epoca all'altra confondono lo spettatore che è chiamato non solo a decodificare quello che sta succedendo nel presente, ma anche nei millenni passati, oltre che tentare di ricordarsi quale Eternal faccia cosa e come sia connesso alla trama principale. E nonostante tutta questa carne al fuoco, ho rischiato di addormentarmi almeno in un paio di occasioni durante la visione.
Da ultimo, aggiungo che il contesto pandemico non ha certamente aiutato. Dalla riapertura più o meno generale di cinema e teatri, la Marvel ci ha letteralmente bombardato di suoi prodotti: "Black Widow" a luglio, "Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings" a settembre, "Eternals" a novembre e "Spider-Man: No Way Home" a dicembre con, in mezzo, "WandaVision" a gennaio, "The Falcon and the Winter Soldier" a marzo, "Loki" a giugno, "What If...?" ad agosto e, infine, "Hawkeye" partito a novembre e vicino alla messa in onda dell'ultimo episodio tra 2 giorni. Insomma, dire che siamo stati bombardati è dire poco.
In tutto questo marasma di contenuti è chiaro che quello più debole finisce inevitabilmente per venire penalizzato, soprattutto quando non ha trovato il tempo di venire sufficientemente interiorizzato dai fans. Perché voglio dire, non so voi, ma io sicuramente non sentivo l'esigenza o l'urgenza di una storia sugli "Eternals", specialmente considerato quanta carne al fuoco già ci fosse nell'universo MCU e che il predecessore "Black Widow" non fosse stato proprio granché.
Ecco, preso in considerazione tutto questo calderone di coincidenze e conseguenze, bisogna proprio ammettere che "Eternals" sia stato una delusione nonostante un cast stellare e potenzialità innegabili. La verità è che il tutto profuma di progetto spilla soldi privo di troppa ispirazione mascherato da progetto pseudo-artistico che in realtà è solo un generico film di supereroi a malapena spassoso.
Cast: Gemma Chan, Richard Madden, Kumail Nanjiani, Lia McHugh, Brian Tyree Henry, Lauren Ridloff, Barry Keoghan, Don Lee, Harish Patel, Kit Harington, Salma Hayek, Angelina Jolie, Bill Skarsgård, Harry Styles.
Box Office: $399.7 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Il cast pazzesco e la regia della premio Oscar Chloé Zhao non salvano un prodotto mediocre, molto lento e sovrappopolato di personaggi e linee temporali, il tutto per un pasticcio a tratti noioso che non aggiunge niente all'universo Marvel se non in termini di profitto (che poi nemmeno tanto, visto che il film è costato 200 milioni di dollari solo per produrlo...). Solo per i fan.
Premi: /
Parola chiave: Uni-Mind.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 29 giugno 2021

Film 2021 - Those Who Wish Me Dead

Intro: Molto interessato a recuperare questa pellicola, non appena disponibile l'ho scelta per una tranquilla serata casalinga.

Film 2021
: "Those Who Wish Me Dead" (2021) di Taylor Sheridan
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: Keith
In sintesi: mi pare chiaro che non basti più puntare tutto e solo sulla presenza di Angelina Jolie allo stato attuale delle cose (nonostante un cast qui piuttosto ricco), considerato l'evidente insuccesso di questa pellicola che sì, è stata promossa sia al cinema che su HBO Max, ma altri titoli che hanno subito lo stesso trattamento a causa del Covid-19 sono riusciti in ogni caso a portare a casa risultati commerciali estremamente soddisfacenti (vedi "Cruella", "Godzilla vs Kong" o "The Conjuring: The Devil Made Me Do It").
Va aggiunto alla considerazione, poi, che questa pellicola non sia davvero niente di che nonostante le spettacolari scene promesse dal trailer ed un anima thriller che si fatica ad individuare per la maggior parte del racconto. E' come se "Those Who Wish Me Dead" sia indeciso su che strada prendere: racconto di sopravvivenza, percorso di formazione/redenzione, thriller, disaster movie? Non c'è una scelta ben delineata, il che mina ampiamente il risultato finale lasciando lo spettatore confuso e, in ultima istanza, non particolarmente soddisfatto. C'è decisamente troppa carne al fuoco - ah ah ah - e troppo poco tempo per analizzare tutte le sottotrame che la storia mette in scena: il passato del personaggio di Angelina è a malapena accennato, il mistero legato alle informazioni consegnate al ragazzino protagonista è solo una scusa per far avanzare la trama, la maggior parte dei personaggi è bidimensionale, tanto che si scomoda addirittura Tyler Perry per un'unica scena isolata a metà film. Ma perché?
Insomma, considerate le premesse e le promesse, "Those Who Wish Me Dead" fallisce nel consegnare al pubblico un prodotto che vada oltre il minimo sindacale anche per un prodotto uscito in tempi di pandemia. Il che, tutto sommato, è un vero peccato.
Cast: Angelina Jolie, Finn Little, Nicholas Hoult, Aidan Gillen, Jake Weber, Medina Senghore, Jon Bernthal, Tyler Perry.
Box Office: $23.4 milioni
Vale o non vale: Si lascia vedere, ma il risultato finale non è niente di che. Se siete alla ricerca di qualcosa facile facile probabilmente questa pellicola può fare al caso vostro, ma non aspettatevi niente di più di un'oretta e quaranta a cervello spento. Senza contare che la connessione tra titolo e trama è davvero labilissima (parrebbe che tutti vogliano fare fuori il ragazzino, ma di fatto sono solo due sicari... boh).
Premi: /
Parola chiave: Data.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 25 marzo 2020

Film 1851 - Maleficent: Mistress of Evil

Intro: Tornato ad Ushuaia dalle vacanze natalizie a Cordoba ho recuperato questo film che avrei teoricamente dovuto vedere assieme ad Eric, ma che lui, ovviamente, ha visto mentre ero via...
Film 1851: "Maleficent: Mistress of Evil" (2019) di Joachim Rønning
Visto: dalla tv di Eric
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: c'era bisogno di un sequel del noiosissimo "Maleficent"? No, considerato che non ci fosse necessità nemmeno del primo capitolo. Chiaro che per la Disney, dopo i 750+ milioni di dollari incassati nel 2014 era troppo ghiotta la possibilità di fare un bis del ricco bottino. 
La realtà è che questa nuova avventura di Malefica (Jolie) e Aurora (Fanning) non ha portato a casa i risultati sperati e, a mio avviso, con giusta ragione.
La pellicola non ha una trama ed è sconcertante constatare che un prodotto di due ore di durata non sia in grado di costruire una trama banalmente interessante o regalare al proprio pubblico una storia che valga la pena di seguire anche solo per un qualche motivo che vada oltre la spettacolarità della realizzazione tecnica - che poi pure lì, gli effetti speciali sono orribili -. 
"Maleficent: Mistress of Evil" è un prodotto di plastica stucchevole e poco interessante, una vera e propria occasione persa considerati cast e budget ($185 milioni) oltre che una debolissima fiaba che cerca di mixare inefficacemente gli elementi del primo racconto con un piglio più dark, un'approfondimento del personaggio principale e dei colpi di scena che sanno, nell'ordine, di non riuscito, inutilmente sciocco e ampiamente già visto. Insomma, una disfatta.
Film 734 - Maleficent
Cast: Angelina Jolie, Elle Fanning, Chiwetel Ejiofor, Sam Riley, Ed Skrein, Imelda Staunton, Juno Temple, Lesley Manville, Michelle Pfeiffer.
Box Office: $491.7 milioni
Vale o non vale: Forse i fan del primo film apprezzeranno, ma credo sia chiaro a tutti che questo secondo episodio sia assolutamente inutile. Trama inesistente, battaglia finale che delude e un'avventura che non prende mai veramente vita, il tutto per un paio d'ore soporifere che - addirittura! - fanno rimpiangere l'originale "Maleficent" (che già non aveva niente da raccontare). Assolutamente perdibile.
Premi: Candidato all'Oscar per il Miglior trucco.
Parola chiave: Cena.

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#HollywoodCiak
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mercoledì 14 agosto 2019

Film 1648 - Lara Croft: Tomb Raider

Intro: In preparazione del reboot con Alicia Vikander, siamo tornati indietro a quel tempo in cui i capezzoli di Angelina Jolie riuscivano ancora a fermare il traffico.
Film 1648: "Lara Croft: Tomb Raider" (2001) di Simon West
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: più videogioco che film, questo primo "Tomb Raider" si piazza nella categoria tentativo-di-estorcere-soldi-ai-fan-del-videogame (e della Jolie), mancando totalmente di fantasia, appeal e - peggio che peggio - qualcosa da dire. Non che ci si potesse aspettare granché da una storia che mixa allineamenti planetari, tombe egizie ed eclissi di sole, ma la speranza che si trattasse più di un'esperienza cinematografica visivamente interessante che di una boiata pazzesca era la premessa che mi ha spinto a recuperare questo titolo. Ed è andata così bene che il secondo non l'ho nemmeno guardato.
Cast: Angelina Jolie, Jon Voight, Iain Glen, Noah Taylor, Daniel Craig, Leslie Phillips.
Box Office: $297.7 milioni
Vale o non vale: Non saprei dire se i fan del gioco possano apprezzare la visione; sicuramente i fan della Jolie dovrebbero godere della performance ampiamente agonistica della loro beniamina. Ciò detto, tutti gli altri possono anche evitare di recuperare il film.
Premi: Angelina Jolie candidata al Razzie come Peggior attrice (anche per "Original Sin").
Parola chiave: Illuminati.

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domenica 12 maggio 2019

Film 1581 - Changeling

Intro: La prima volta che l'ho visto al cinema mi ha talmente colpito e lasciato senza parole, che ho pianto. Non vedevo l'ora di rivederlo!
Film 1581: "Changeling" (2008) di Clint Eastwood
Visto: dal pc portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: straziante e bellissimo, "Changeling" racconta in modo toccante la traumatica storia (vera) di Christine Collins, madre single di fine anni '20 a cui viene rapito il figlio. Non bastasse questo trauma, la polizia, che si vanterà su tutti i giornali di averlo ritrovato, la accuserà di essere pazza e la rinchiuderà in un istituto psichiatrico nel momento in cui la donna comincerà a far pressione mediatica contro la polizia stessa. Il motivo? Le hanno riportato un ragazzino che non è suo figlio;
sconvolgente e sconcertante, un racconto durissimo che mette in mostra i meccanismi corrotti di LAPD, la polizia di Los Angeles, oltre che evidenziare fino a che punto ci si possa spingere pur di fare bella figura con la stampa e i cittadini, all'epoca già particolarmente irrequieti proprio a causa dei comportamenti illeciti dell'organo di prevenzione della criminalità. In uno scenario così complesso si ritrova, suo malgrado, a doversi giocare tutto proprio la povera Christine, il cui unico scopo sarebbe quello di capire che fine abbia fatto suo figlio. Le viene in aiuto il reverendo Gustav Briegleb che, fortunatamente, prende a cuore la vicenda.
Cast: Angelina Jolie, John Malkovich, Jeffrey Donovan, Michael Kelly, Colm Feore, Jason Butler Harner, Amy Ryan, Denis O'Hare.
Box Office: $113 milioni
Vale o non vale: Durissimo per ciò che racconta, ma estremamente delicato nella messa in scena, "Changeling" vive fondamentalmente della magistrale performance di una Angelina Jolie mai così in parte. Da vedere.
Premi: Candidato a 3 premi Oscar (Miglior attrice protagonista, fotografia e scenografie), 2 Golden Globe (regia e attrice) e 8 BAFTA (tra cui regia, attrice protagonista e sceneggiatura).
Parola chiave: Polizia.

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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 12 dicembre 2015

Film 1048 - By the Sea

Dopo "Lo stagista inaspettato" mi sono fondato direttamente in un'altra sala, fortunatamente senza pagare...
Film 1048: "By the Sea" (2015) di Angelina Jolie
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Uno dei peggiori film di questa stagione, ambizioso e pretenzioso ma privo di alcunché da raccontare, questo film scritto, diretto, prodotto e recitato da Angelina Jolie (qui anche) Pitt è stata una noia mortale da seguire.
Se da un lato le belle location sembrerebbero suggerire una buona ricerca qualitativa almeno a livello tecnico (fotografia, scenografia), in realtà man mano che scorre la pellicola ci si accorge del vuoto cosmico cui gira attorno questa storia. La delusione non è poca, è inutile nasconderlo, soprattutto perché si scomodano atmosfere retrò, temi importanti e scene di nudo che, in altri contesti più maturi e qualitativamente interessanti, avrebbero saputo aggiungere qualcosa alla storia. La realtà è che la Jolie sembra ma di fatto non ha nulla da raccontare e, così, decide di allungare la minestra riscaldatissima riempiendo la sua creatura di silenzi e primi piani intensissimi, per la verità rovinati da una sua magrezza tanto al limite da disturbare la visione.
in definitiva, a parte la noia, questo "By the Sea" non porta con sé null'altro.
Cast: Brad Pitt, Angelina Jolie, Mélanie Laurent, Melvil Poupaud, Niels Arestrup, Richard Bohringer.
Box Office: $1.9 milioni
Consigli: Evitabilissima pellicola finto impegnata che sul dramma di una coppia in crisi ricama una storia inconsistente e sciocca. La realtà è che in mezz'ora si poteva risolvere il racconto, senza la necessità di sbrodolare in 122 minuti di silenzi e paesaggi. I costumi sono orrendi, le tette di Angelina onnipresenti, Pitt è un finto scrittore maledetto, il doppiaggi italiano in francese è imbarazzante e, in generale, il risultato finale è soporifero. Un vero buco nell'acqua (10 milioni di dollari per produrlo), naturalmente da evitare.
Parola chiave: Buco nel muro.

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Bengi

lunedì 30 marzo 2015

Kids' Choice Awards 2015: nomination e vincitori

Presentati da Nick Jonas, i Kids' Choice Awards 2015 si sono svolti il 28 marzo per la gioia dei giovani votanti e non solo sul canale Nickelodeon. Giunti ormai alla loro 28esima edizione, questi premi sanciscono i favoriti degli spettatori del canale a pagamento e, più che per un valore reale, posso avere quantomeno un'importanza nello stabilire quali siano gli attuali gusti di un certo target di persone (o meglio di ragazzini).
Le categorie sono suddivise in cinema, televisione e musica e qui, naturalmente, riportiamo solo le appartenenti al primo gruppo. Ecco i candidati e i vincitori!

Nickelodeon's 28th Annual Kids' Choice Awards
Favorite Movie
The Amazing Spider-Man 2
Guardians of the Galaxy
The Hunger Games: Mockingjay – Part 1
Maleficent
Teenage Mutant Ninja Turtles
Transformers: Age of Extinction

Favorite Movie Actor
Will Arnett (Teenage Mutant Ninja Turtles, The Lego Movie)
Steve Carell (Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day)
Jamie Foxx (The Amazing Spider-Man 2)
Hugh Jackman (X-Men: Days of Future Past)
Ben Stiller (Night at the Museum: Secret of the Tomb)
Mark Wahlberg (Transformers: Age of Extinction)


Favorite Movie Actress
Cameron Diaz (Annie)
Elle Fanning (Maleficent)
Megan Fox (Teenage Mutant Ninja Turtles)
Jennifer Garner (Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day)
Angelina Jolie (Maleficent)
Emma Stone (The Amazing Spider-Man 2)

Favorite Male Action Star
Chris Evans (Captain America: The Winter Soldier)
Andrew Garfield (The Amazing Spider-Man 2)
Liam Hemsworth (The Hunger Games: Mockingjay – Part 1)
Hugh Jackman (X-Men: Days of Future Past)
Chris Pratt (Guardians of the Galaxy)
Channing Tatum (Jupiter Ascending)

Favorite Female Action Star
Halle Berry (X-Men: Days of Future Past)
Scarlett Johansson (Captain America: The Winter Soldier)
Jennifer Lawrence (X-Men: Days of Future Past, The Hunger Games: Mockingjay – Part 1)
Evangeline Lilly (The Hobbit: The Battle of the Five Armies)
Ellen Page (X-Men: Days of Future Past)
Zoe Saldana (Guardians of the Galaxy)

Favorite Animated Movie
Big Hero 6
How to Train Your Dragon 2
The Lego Movie
Penguins of Madagascar
Rio 2
The SpongeBob Movie: Sponge Out of Water

Favorite Villain
Cameron Diaz as Miss Hannigan (Annie)
Jamie Foxx as Electro (The Amazing Spider-Man 2)
Angelina Jolie as Maleficent (Maleficent)
Lee Pace as Ronan the Accuser (Guardians of the Galaxy)
Meryl Streep as The Witch (Into the Woods)
Donald Sutherland as President Snow (The Hunger Games: Mockingjay – Part 1)

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Bengi

giovedì 12 marzo 2015

Film 889 - Kung Fu Panda 2

E subito dopo il primo, il secondo era d'obbligo...

Film 889: "Kung Fu Panda 2" (2011) di Jennifer Yuh Nelson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Lontano dall'essere un sequel privo di idee, questo "Kung Fu Panda 2" ci porta indietro nel tempo e racconta, di fatto, la storia di Po e della sua (evidente) adozione, nonché la triste storia che coinvolge la sua famiglia a causa del guerrafondaio Lord Shen che, per contraddire la profezia che lo vuole sconfitto in futuro da un guerriero nero e bianco, finirà per decimare i panda, rendere orfano Po e minacciare tutto il regno con i suoi nuovi, violentissimi cannoni.
Questo, in breve, ciò che accade nella nuova avventura al sapore orientale del guerriero dragone e degli ormai amici cinque cicloni, stavolta attaccati dalla pericolosa volontà di regnare su tutto e tutti di un tremendo pavone armato.
E' curioso l'appiglio narrativo utilizzato che, di fatto, ci catapulta in una realtà storica relativamente realistica (nonostante i personaggi siano animali personalizzati) in cui la sconosciuta e potente arma di sterminio di massa - il cannone - è ancora sconosciuta al popolo che, vedendola e scoprendone il misterioso e quasi illitato potere finirà assoggettarsi impotente al volere del malvagio Shen. Gli stessi Po & co. non sapranno come reagire alla novità che fuoco e polvere da sparano portano con sé. Curioso, dicevo, perché in una favola per famiglie si inserisce una tematica storica e tragica che, nel concreto, si è vericata sul serio (basti solo pensare all'impari confronto indigeni-conquistatori del periodo coloniale); ma non solo, perché appunto anche la crudeltà portata a galla da certi snodi della trama è al contempo piuttosto insolita per un franchise che si rivolge ad un target certamente non del tutto adulto.
A parte questo, "Kung Fu Panda 2" resta un piacevole secondo episodio, anche se ammetto di aver preferito il primo, più che altro perché più concentrato sulla goffaggine simpatica del rotondo protagonista, mentre qui la singolarità del nuovo mezzo di combattimento e le mire dominatrici del suo creatore sono elementi che rubano spesso la scena.
In ogni caso questo film riesce perfettamente nel suo intento di non far rimpiangere l'originale da cui è tratto, intrattenre e piacere con belle immagini ad effetto e sequenze spettacolari piuttosto riuscite. Staremo a vedere se "Kung Fu Panda 3", in uscita tra esattamente un anno, sarà in grado di replicare il responso positivo di pubblico e critica.
Ps. Come il suo predecessore, una candidatura all'Oscar per Miglior film d'animazione.
Film 888 - Kung Fu Panda
Box Office: $665.7 milioni
Consigli: Carina, divertente, molto colorata, questa nuova avventura di Po e soci riesce nell'intento di non far rimpiangere la precedente, portando avanti la storia in maniera intelligente e furba in vista di un (altro) sequel che vedrà la luce a 5 anni da questo titolo. Chiaramente nell'ottica di un'idea complessiva sarebbe meglio vedere "Kung Fu Panda 2" dopo il predecessore, però va detto che il film funziona bene anche visto singolarmente. Adatto a una serata di svago, magari tra amici.
Parola chiave: Pace interiore.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 10 marzo 2015

Film 888 - Kung Fu Panda

Non ero proprio sicurissimo di volerlo vedere...

Film 888: "Kung Fu Panda" (2008) di Mark Osborne, John Stevenson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Successone al box office mondiale, ho sempre un po' snobbato questo franchise d'animazione a causa del doppiaggio imbarazzante di Fabio Volo. Io non mi capacito di come si possa pensare a lui per dare la voce al protagonista di della pellicola quando abbiamo fior fior di professionisti capaci e adatti all'incarico. Ciò detto, ho comunque acconsentito alla visione, di fatto la seconda dopo quella al cinema di ormai qualche anno fa: non ricordavo nulla della storia, quasi niente sui protagonisti.
Prescindendo dal contesto italiano che sa sempre trovare la maniera di infastidirmi, ammetto che in ogni caso "Kung Fu Panda" sia un titolo divertente e di buon intrattenimento nonostante la scocciatura dei personaggi-spalla che all'inizio sono insopportabili. La pacioccona goffaggine di Po (in orginale doppiato da Jack Black) compensa ampiamente le prime scene di rifiuto e derisione e la storia procederà in maniera molto simpatica dal momento che si scoprirà come far imparare il kung fu a Po, ovvero facendolo mangiare.
La trovata, insomma, è già di per sé carina. In aggiunta ci sono le spettacolari scene di combattimento e i suggestivi scenari che l'ambientazione orientale richiede. Il tutto è condito con molta ironia e la storia è un'avventura per tutta la famiglia che funziona (a parte Fabio Volo). Insomma, diciamo che dopo questa seconda occasione al film mi sono ricreduto, o meglio sono riuscito ad andare oltre la questione del doppiaggio e a farmi semplicemente coinvolgere da quello che stavo vedendo. Il risultato finale convince e si passa un'ora e mezza di piacevole disimpegno all'insegna delle arti marziali e di un dolcissimo, disastroso panda mangione.
Ps. Una nomination all'Oscar come Miglior film d'animazione (ma ha perso contro "WALL·E").
Film 889 - Kung Fu Panda 2
Box Office: $631,744,560
Consigli: In America si accorre a doppiare i film d'animazione e ne è dimostrazione lampante il cast ingaggiato per dare le voci ai personaggi di questa storia: Black, Dustin Hoffman, Angelina Jolie, Ian McShane, Jackie Chan, Seth Rogen, Lucy Liu, David Cross! La pellicola è divertente e il risultato finale funziona e sicuramente, anche a distanza di 7 anni dalla data di uscita, questo prodotto rimane un valido esempio di film per tutti adatto veramente ad ogni occasione. Una bella favola colorata e divertente, frenetica e sicuramente ricolma di personaggi facili da ricordare (Po, ma anche Tigre, Scimmia, Mantide, Vipera e Gru); il tutto è riuscito così bene che hanno anche girato un sequel nel 2011, a questo punto imperdibile se si sceglie di vedere questo "Kung Fu Panda".
Parola chiave: Pergamena.

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Bengi

martedì 3 marzo 2015

Film 885 - Unbroken

L'esordio bomba al botteghino, il nome della regista, il fatto che sia tratto da una storia vera... Troppi elementi intriganti!

Film 885: "Unbroken" (2014) di Angelina Jolie
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Alcune precisazioni in prima battuta: il film mi è piaciuto, la regia mi è sembrata in linea con il prodotto finale, la storia è troppo pesante. Queste, a caldo, le prime impressioni.
In generale buon cast, le scelte mi sono sembrate tutte appropriate, giuste per i ruoli per niente facili da interpretare, in particolare i due veri protagonisti di tutta la vicenda, Jack O'Connell e Takamasa Ishihara: praticamente mi erano entrambi sconosciuti, ma di certo hanno saputo come lasciare il segno. Inutile dire, poi, che parte del merito va a una storia vera che ha a dir poco dell'incredibile.
Quest'ultima è, man mano che si sviluppa il racconto, una sorta di gioco al rincaro, dove il prezzo della sopravvivenza e
della salvezza diventa così alto che penso chiunque si sarebbe arreso all'evidenza di una morte inevitabile, per non dire auspicabile. E, invece, l'ex campione olimpico Louis Zamperini supera ogni prova che il destino gli impone, in un costante faccia a faccia con la violenza e la crudeltà della guerra e del mondo.
Curiosamente anche in questa pellicola il tema dell'alterità ricopre uno spazio importante, considerato che Zamperini e il suo compagno Phil/Domhnall Gleeson, dopo un ammaraggio in mezzo all'oceano (e agli squali) e 47 giorni passati su una scialuppa di salvataggio - alla "Vita di Pi", ma molto meno onirico -, vengono recuperati dai giapponesi (nemici degli americani durante la Seconda Guerra Mondiale) e finiscono nei loro campi per i prigionieri di guerra. L'incontro/scontro sarà durissimo, un pungo nello stomaco veramente molto letterale, una specie di campo di concentramento nipponico dove il crudele Mutsuhiro Watanabe prenderà fin da subito in antipatia Zamparelli, tanto da vessarlo continuamente per i motivi più disparati. Insomma, un confronto culturale che passa per il rifiuto dell'altro e la sua mortificazione, il vincitore che tiene sotto scacco il vinto, seppure quest'ultimo non farà altro che tenere testa al suo carceriere.
Va sottolineato che la successione di sfighe - perché sfighe sono - che il povero protagonista dovrà affrontare sarà una violenza visiva ed emotiva anche per lo spettatore che, come Zamperini, è costretto ad un crescendo di eventi sciagurati che nella guerra, l'ammaraggio, gli squali e i quasi 50 giorni di scialuppa in mezzo al nulla, vedranno solo un incipit ancora all'acqua di rose. Ciò che viene dopo sarà molto, molto più duro.
Onore al merito, dunque, e soprattutto onore alla persona che questa storia l'ha vissuta giorno dopo giorno, supplizio dopo supplizio. Fino a dove può spingersi la volontà umana? Fino a quanto la forza del singolo individuo gli può bastare come fede incrollabile per attaccarsi alla vita? Zamperini in questo diventerà maestro, esempio impressionante di quanto si possa resistere, nonostante tutto. Il suo animo testardo certamente influisce, ma non si può pensare che il tutto sia stato
semplicemente vissuto come sfida.
Quindi è chiaro che la figura umana - anzi le figure - qui rappresentata è il valore aggiunto di una storia che, altrimenti, sarebbe il semplice elenco di una serie di sfortunati eventi in fila uno dietro l'altro. Nei due personaggi chiave della vicenda sta lo specchio di due società agli antipodi e in guerra tra loro, incarnate in corpi pensanti che riflettono nelle proprie azioni le convinzioni che la vita e il Paese di appartenenza ha loro lasciato in eredità. Il rapporto tra i due è un micromondo speculare a quello gigantesco in cui, al di fuori del campo, infuria la guerra.
Ma, come sappiamo, anche la guerra finirà e perfino Zamperini incontrerà il suo lieto fine, sancito per noi da qualche video originale prima dei titoli di coda che ci svelerà brevemente cosa è successo alle figure chiave della vicenda: curiosamente Louis Zamperini muore proprio nel 2014, anno di uscita del film che proprio di lui tratta.
Insomma, in definitiva mi sento di dire che "Unbroken" è stato un viaggio difficile e spesso complesso da gestire, ma sicuramente ne è valsa la pena. Angelina Jolie ha fatto un buon lavoro, meno scontato di quanto mi sarei aspettato. Sorpresa.
Ps. 3 candidature agli Oscar 2015: Miglior fotografia (francamente molto bella), montaggio sonoro e missaggio sonoro.
Box Office: $161.1 milioni
Consigli: Di certo non una pellicola leggera, va vista consci che il viaggio che racconta questa storia è tanto violento e straziante quanto commovente e non risparmierà nulla allo spettatore. E', dunque, una scelta non per tutti, non per tutte le occasioni. Se si è preparati e predisposti può essere un buon titolo da tenere in considerazione, la prova tangibile che Angelina Jolie sia effettivamente capace anche a dirigere. Lo consiglio soprattutto per lo spunto inedito (i campi di reclusione per prigionieri di guerra in Giappone), un episodio della storia umana che certamente merita lo spazio di un racconto approfondito. Scuote e fa male "Unbroken", eppure alla fine non ti penti di averlo visto.
Parola chiave: Trave di legno.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 12 gennaio 2015

Film 854 - Il collezionista di ossa

Un salto nel passato!

Film 854: "Il collezionista di ossa" (1999) di Phillip Noyce
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ricordo ancora quando andai a vederlo al cinema con i miei genitori, molto più nitidamente di quanto non ricordassi il film in sé. Ecco perché mi era tornata un po' la voglia di recuperare questo titolo che, all'epoca, aveva riscosso un discreto successo e confermato ulteriormente Angelina Jolie nei panni di star mondiale.
Il vero problema di ciò che si ricorda rispetto al passato, specialmente se si era piuttosto piccoli, è che tutto sembra o migliore o peggiore in termini assoluti. "Il collezionista di ossa", all'epoca, mi era piaciuto e, come penso sia normale, ne conservavo un ricordo piuttosto positivo. Oggi, a distanza di 14 anni e con ben più di un migliaio di film alle spalle, posso dire che la mia opinione relativamente a questa pellicola sia meno nettamente positiva e più relativa, se così possiamo dire.
Non che "The Bone Collector" non sia un buon titolo di intrattenimento, ma rimane un blockbuster più interessato a mostrare la straordinaria condizione di svantaggio del suo pratagonista (quadriplegico), le sensuali carnosità di Angelina Jolie e le creative efferatezze dell'insospettabile assassino piuttosto che propendere per un approccio realistico (tutta la tecnologia che Lincoln Rhyme/Denzel Washington usa è molto figa e molto "Bond style", però realisticamente è veramente poco plausibile che venga tutta affidata nelle mani di un solo uomo sempre sull'orlo di una crisi potenzialmente fatale se troppo sotto stress).
In ogni caso, se guardi "Il collezionista di ossa" è più per quello che sai che ti mostrerà che per il piglio creativo, la natura autoriale della regia o simili, quindi è inutile spendersi in critiche troppo facili. Dirò solo che, preso per quello che è, è un titolo in grado di fare il suo dovere nonostante sia stato prodotto 15 anni fa. E Angelina ha saputo fermare il tempo.
Ps. Tratto dal romanzo omonimo di Jeffery Deaver.
Box Office: $151,493,655
Consigli: Leggermente in anticipo rispetto a "CSI", questo film mostra il lavoro della polizia scientifica all'opera in un momento in cui la mania da scena del crimine era ancora relativamente contenuta. Quasi alla stregua di un manuale, questa storia insegna ad Angelina Jolie e a noi come si raccolgono le prove e le si mettono assieme per riuscire ad incastrare il serial killer di turno. Che qui non fa troppo paura, una volta che lo scopri, ma finché rimane chiuso nel suo taxi e mette in scena le sue follie malate, riesce ad inquietare. Il risultato finale nel suo complesso è sufficiente e funziona nell'ottica dell'intrattenimento che si propone di fornire. Fuori da questo contesto è deboluccio.
Parola chiave: Romanzo.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 30 giugno 2014

Film 734 - Maleficent

Un sacco di attese e promesse per questa pellicola. Ne è valsa la pena?

Film 734: "Maleficent" (2014) di Robert Stromberg
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Erika, Licia
Pensieri: La Disney deve ringraziare Angelina Jolie e il suo potere magnetico perché di questi 180 milioni di dollari spesi per produrre il film, davvero pochissimi sono stati destinati a scrivere una buona storia. O anche solo una storia.
Senza la Jolie, infatti, Malefica avrebbe forse avuto quell'aspetto intrigante, misterioso e leggermente spaventoso? No. Sarebbe, forse, riuscita a caratterizzarsi in maniera così spiccata, rendendosi iconica e già riconoscibilissimo personaggio che dal cartoon è diventato realtà? Di nuovo, no.
Ecco, allora sarebbe meglio davvero che alla Disney prendessero seriamente in considerazione di ringraziare Angie e i quasi 600 milioni di dollari d'incasso portati a casa grazie a lei e, veramente, pochissimo/i altro/i. Già, perché se lei funziona bene - senza neanche impegnarsi troppo nella recitazione, a dire il vero - tutto il resto è piuttosto carente: pochissima trama, altri personaggi davvero poco interessanti, stravolgimento di un classico.
Sinceramente non credo che la mia delusione risieda nel totale stravolgimento di una storia che per decenni ha funzionato benissimo ("La bella addormentata nel bosco"); semplicemente la storia che qui si racconta non è niente di straordinario o mai visto. Anzi, il racconto si sarebbe potuto esaurire in ben minor tempo. I canonici passaggi della fiaba ci sono tutti (con anche la redenzione del cattivo, chiaramente) e non ci risparmiamo nemmeno la caratterizzazione psicologica più banale della nostra protagonista, tradita in amore e dunque vendicativa nei confronti di colui che - vero cattivo della storia - le ha voltato le spalle e spezzato il cuore. Ci sta, per carità: l'intento non era certo di documentare la discesa agli inferi di uno dei cattivi più glam e intriganti della storia dei cartoni animati, però a mio avviso ci si poteva mettere più impegno o fantasia (premessa di partenza: angelica presenza dei boschi di natura fatata, candida e pura bambina, il suo nome qual è? Malefica. Non fa una piega).
Sono rimasto deluso, sì, perché mi aspettavo che anche la Disney avrebbe optato per uno svecchiamento o quantomeno cambio direzionale, diciamo verso una sorta di realismo che legittimasse la protagonista a più reale possibile e che, finalmente, si abbandonasse l'approccio 'fatato'. La realtà è che, nonostante i trailer facessero intuire uno sfondo dark inusuale per la casa di produzione, tra ombre, sussurri, creature magiche inquietanti, una Lana Del Rey al suo gotico massimo in "Once Upon a Dream" e mostri ricreati grazie alla computer grafica, la realtà è che, come al solito, la Disney ha optato per il terreno sicuro della favolata, senza arrischiarsi davvero per un percorso più inedito o maturo. L'happy ending c'è e anche il sospiro di sollievo finale da parte dello spettatore di 10 anni. Bene così, evidentemente i risultati ottenuti confermano che target e direzione presa erano giusti, però rimango del parere che questo "Maleficent", pompato, pubblicizzato, reso già cult dalla sua protagonista, sia un film certamente ben realizzato, ma privo di concretezza e originalità. Peccato.
Film 1851 - Maleficent: Mistress of Evil
Box Office: $585,571,000 (ad oggi)
Consigli: E' una favola Disney e rimane tale. Il mascheramento dark funziona solo per un po', ma il film finirà per rimangiarsi tutte le buone premesse iniziali (oltre che voltare le spalle al classico da cui ha trascinato fuori l'antagonista di Aurora). La conclusione con 'atto di amore' è imbarazzante al pari della banalità della conclusione, anche se non posso dire non sia una pellicola che si possa vedere con piacevole serenità. Priva di veri sbalzi narrativi in grado di colpire gli spettatori (se non forse il tradimento dell'amato), questa storia è perfetta per una serata all'insegna delle sinapsi spente e della pura celebrazione di Angelina Jolie in grado, da sola, di sostenere l'intera - troppo lunga per quello che accade - pellicola.
Parola chiave: Ali.

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Bengi

martedì 5 marzo 2013

Film 504 - Scherzi del cuore

Da quando l'anno scorso ho cominciato a vedere il telefilm "Revenge", ho trovato veramente affascinante il personaggio di Victoria Grayson interpretato da Madeleine Stowe, una che per anni ha fatto film dai titoli importanti ("L'ultimo dei Mohicani", "America oggi", "L'esercito delle 12 scimmie") e poi è fondamentalmente sparita. Mi sono incuriosito e ho sbirciato la sua filmografia e, mio malgrado, questa è la prima pellicola che la coinvolge che ho deciso di guardare. Per lei e per il numeroso cast di attori decisamente famosi.


Film 504: "Scherzi del cuore" (1998) di Willard Carroll
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: In ordine alfabetico abbiamo: Gillian Anderson, Ellen Burstyn, Sean Connery, Angelina Jolie, Ryan Phillippe, Dennis Quaid, Gena Rowlands, Jon Stewart, Madeleine Stowe. Si capisce già cosa mi ha attratto di qeusta pellicola, suppongo.
Peccato che, nonostante i tanti attori, le numerose storie che si intrecciano e una di quelle trame molto Hollywood anni '90 (al pari della colonna sonora, che più furbetta non si può: ricordate, giusto per citarne una, "Drinkin In LA" dei Bran Van 3000?), il risultato finale funzioni a malapena. Giusto perchè, appunto, il cast salva tutto in extremis. Come è intuibile fin dall'inizio, tutti i personaggi sono connessi tra di loro in qualche modo, a partire dalle tre protagoniste femminili (Anderson, Jolie, Stowe) che si scopriranno essere sorelle, figlie della coppia Rowlands-Connery. Quest'ultima, che potrebbe sembrare da subito la più solida, scoprirà un universo d'insicurezze alla vigilia del 40esimo anniversario di matrimonio (c'è, però, anche il cancro di lui in mezzo). Le figlie sono messe peggio dei genitori: una anaffettiva e insicura, una che non ama più il marito e lo tradisce e una pazza scatenata che non riesce a stare zitta un secondo. In particolare quest'ultimo personaggio (di una giovane e proporzionata Angelina Jolie) è al tempo stesso il più incisivo e riuscito, ma anche il meno credibile. Già, perchè quando si innamora di Keenan/Ryan Phillippe, scopre che lui ha l'AIDS e, di conseguenza, non potranno avere mai rapporti, ma qual è la soluzione della sceneggiatura? Che sono felici di abbracciarsi e strusciarsi vicendevolmente, perchè il sentimento d'amore colma l'assenza dell'atto fisico. Ora, ok essere romantici, ma idioti (noi pubblico) non lo siamo.
Quindi a parte questo tram tram di storie ai limiti dell'assurdità-mixata-romanticismo (certamente di una superficialità spiazzante), non rimane molto di una pellicola dal titolo "Playing by Heart" che, tutto sommato, mostra amori noiosi, improbabili o ai limiti del plausibile. Non c'è alcuna volontà a indagare la psicologia dei personaggi, men che meno a fornire uno spaccato familiare o sociale dal punto di vista affettivo. Credo che l'obiettivo fosse attirare al cinema un buon numero di spettatori vendendo una locandina patinata con un buon numero di bei/bravi attori di richiamo, 'regalare' emozioni facili e di ampia condivisibilità.
Il risultato è moscio e flop ($3,970,078 di incasso per una spesa di 14 milioni di dollari). Salvo solo (parzialmente) la Jolie.
Consigli: Ci sono altri film sull'amore più completi e meno semplificati. Qui l'unico motivo plausibile per seguire le vicende di "Scherzi del cuore" è voler vedere all'opera il grande cast. Ma ripeto: è stato prodotto di meglio.
Parola chiave: "Parlare di musica è come ballare sull'architettura".

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Ric

martedì 28 febbraio 2012

Oscar 2012: something went wrong

84 edizioni e, diciamocelo, sentirle tutte. In mancanza di novità si torna indietro invece di puntare al futuro e, purtroppo il risultato fatica a decollare. Ma andiamo con ordine...
Partiamo con il contenitore degli Oscar, quello fisico: bella location esterna, ma, a dire il vero, piuttosto deludente l'interno. Tornati allo stile anni '80 - di cui si è rispolverato anche il conduttore - il tutto è più simile ad un pesante ed ovattato teatro piuttosto che ad un futuristico palcoscenico che faccia da cornice ad una delle manifestazioni più famose al mondo. San Remo 2012 era più scenografico, per capirci.
Male, bisogna dirlo, anche Billy Crystal (foto sopra) - classe 1948 - che per l'occasione non ha riproposto (né svecchiato) il suo humor più punzecchiante ed è caduto, invece, nel cliché del numero di apertura con canzone: se non sai cantare, non balli e non hai alcuna coreografia dietro di te, direi che è piuttosto inutile preparare un numero musicale. Ancora meno originale il dire alla platea che nessuno si sarebbe immaginato avrebbe avuto il coraggio di farlo (suppongo a causa della cattiva intonazione...). Per il resto della serata, poi, condurrà tra battute a cui lui stesso riderà senza alcun mascheramento (a volte ride anche prima di dirle, il che è snervante) e tempi comici di una pesante lentezza: tra il sorrisetto pre-battuta e l'enunciazione della battuta possono passare anche 5-6 secondi. E poi sfumano i discorsi di chi viene premiato...
Gravi problemi anche sul fronte dello svolgimento in sé: dov'è la novità?
Vorrei ragionare un secondo. Tutti chiedono, io per primo, che si punti a realizzare un prodotto più fresco e meno preconfezionato (tutte le edizioni che ho visto sono più o meno identiche, solo quella con Hugh Jackman mi aveva sorpreso per via dei bellissimi numeri musicali), che dimostri davvero la creatività del mondo delle Arti - il nome per esteso è (American) Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS) mica per niente - che uno show come questo intende promuovere. E allora perchè si riduce tutto alla scommessa su chi saranno i vincitori, quali vestiti indossano i divi e come sarà il discorso di apertura del presentatore? Quest'anno ho trovato noioso anche il red carpet...
Comunque, ragionandoci un po', non posso dire di aver trovato una vera soluzione al problema. Certo, tutta la macchina 'Oscar' ha un meccanismo collaudato a cui fedelmente ci si abbandona ogni edizione, forse timorosi di apportare cambiamenti o, forse, troppo pigri anche solo per pensarne. Magari un numero minore di presentatori VIP che si accalcano sul palco o una minor rigidità da parte di tutti potrebbe, intanto, giovare al risultato finale. Ma credo che, più di tutto, sarebbe necessario regalare a chi guarda davvero il brivido del dubbio: chi sta per vincere l'Oscar?!
Capisco che non sia facile tra previsioni e anticipazioni, indiscrezioni e supposizioni e, soprattutto, un mondo di altri premi concorrenti o collaterali, tutti finalizzati a far vedere che possono essere capaci di "prevedere" i migliori dell'anno anche prima dell'autorevole Academy. E così Golden Globes, Bafta, Critics Choice, Directors Guild, SAG Awards, Spirit Awards e moltissimi altri fanno da contorno all'unico evento davvero importante per il mondo cinematografico rovinandone, di fatto, la suspance prima della grande notte. Per questo, forse, sarebbe necessario che i giurati degli Oscar scegliessero di 'sconvolgere' più radicalmente i pronostici che anticipano la gara. Premesso che è evidente che non si possa votare se non chi si ritiene il migliore, è plausibilmente il momento per domandarsi se davvero chi ha vinto un po' di tutto quest'anno sia davvero il migliore. "Hugo Cabret" è tecnicamente buono su tanti aspetti, ma possiamo davvero dire che fosse da considerare superiore ad altri tanto da finire nella categoria Miglior film? E "War Horse", che pure non ha vinto niente, doveva necessariamente ricevere quelle 6 nomination? E potremmo continuare.
Il punto è questo: prima di interrogarsi su cosa non vada della messa in scena di uno show che avrebbe tanti buoni motivi per sbancare gli ascolti (star mondiali, eco mediatica annuale, un ruolo sociale tanto radicato da essere bollino di qualità), forse bisognerebbe fare un pochino di autocritica. Non posso dire che la stagione 2011 mi abbia regalato grandi perle filmiche, ma sicuramente non ritengo che "The Artist" sia il migliore dell'anno. E allora perchè non osare un pelino di più? Non nella finta maniera di questa edizione, della serie: "Ok, quest'anno Allen ha sorpreso incassando tantissimo con il suo film, quindi non possiamo non premiare lui e chi ha detto che ha apprezzato, visto che tra l'altro non vince da un sacco di tempo. Poi dobbiamo metterci una commedia, quindi prendiamo quella delle damigelle, anche se un po' volgare, e durante lo show ci sbattiamo tutti i momenti più triviali, così ci accaparriamo anche la fetta 'young' di pubblico. Poi accontentiamo i più snob, quelli che ci criticano di essere troppo commerciali, e candidiamo anche Malick per coprire un po' tutti i generi filmici. Ah, e anche un film sullo sport, che dopo quello con la Bullock di un paio di anni fa non ne abbiamo più candidati. Infine mettiamoci i soliti 'che-ci-devono-essere': Spielberg, Scorsese e tutto il suo team, Brad Pitt (che ultimamente ci piace perchè si porta dietro Angelina e fa audience), George "stropicciato" Clooney e, inevitabilmente Meryl Streep, anche lei a secco dagli anni '80. Magari la premiamo... Per tutte quelle nomination 'di cortesia', invece, vediamo strada facendo". E le cortesie ci sono state. Per Glenn Close (foto), Demián Bichir, Gary Oldman, Nick Nolte, Melissa McCarthy e Janet McTeer. E mi attengo solamente alle categorie attoriali...
Questo, e non smetterò mai di pensarlo, è uno dei più gravi difetti della manifestazione: sono troppo evidenti i 'tappa buchi'. C'è enorme disparità rispetto ai favoriti e chi rimarrà a mani vuote e non si può far leva solamente sull'onore che comporta ricevere anche solo la nomination. Se, di base, non c'è gara, allora è inutile istituire un sistema basato su 5 contendenti - o peggio ancora su 10 o, ridicolo, su 2 come quest'anno -. Che si annuncino i vincitori senza proporre una rosa di candidati, che si sommino voti liberi di spaziare tra tutti i partecipanti della stagione in oggetto e che i giurati possano esprimere nominalmente la propria libera opinione senza dover limitarsi ad un circuito di nomi preconfezionati. Utopia? Caos? Sacrilegio? Probabilmente, ma forse si otterrebbe un maggior effetto sorpresa che, finalmente, tornerebbe a dare un senso ad una manifestazione come questa che, non potendo contare più sulla sicurezza di aver premiato il migliore di ogni categoria - ci sono in mezzo troppi interessi, troppi significati e troppe implicazioni -, giocherebbe almeno il suo asso con l'effetto-sorpresa.
Tutto questo per dire che, inevitabilmente, anche questa edizione è stata all'insegna del 'come avevo immaginato'.
Insomma, da quello che si vede possiamo fare qualche considerazione.
Questa è la stagione dei primati. 3 attori sui 4 premiati sono al loro primo Oscar, due addirittura alla prima nomination.
Dopo quasi 30 anni, Meryl viene finalmente premiata con la sua terza statuetta. Christopher Plummer, quasi coetaneo della manifestazione, a 82 anni è il più vecchio vincitore di sempre. Jean Dujardin, invece, è il primo francese a vincere come attore protagonista (tra le attrici abbiamo già Marion Cotillard), tra l'altro senza proferire parola nella pellicola. Curioso, poi, che un gran numero di pellicole quest'anno riguardino direttamente il mondo del cinema: "The Artist", "Hugo Cabret", "My Week with Marilyn" e, alla lontana, "Midnight in Paris" di cui i primi due - nonché unici veri trionfatori di questa edizione - entrambi sul cinema muto. E, a proposito di ciò, "The Artist" è anche il primo film muto dai tempi di "Ali" (premiato nella prima edizione degli Academy per la stagione 1927/28) a vincere come Miglior film.
Altrettanto particolare che tutte e due le pellicole più premiate abbiano vinto 5 premi, come a sottolineare la netta divisione tra la qualità puramente artistica ("The Artis") e quella tecnica ("Hugo Cabret"). I francesi spopolano, dopo gli inglesi dell'anno scorso, ma anche l'Italia rosicchia qualcosa, ossia il terzo Oscar consecutivo della coppia Ferretti-Lo Schiavo. Hollywood li ama ufficialmente.
Secondo anno di fila anche per i montatori Angus Wall e Kirk Baxter che, dopo il primo riconoscimento l'anno scorso per "The Social Network" di Fincher ricevono il secondo per "Millennium - Uomini che odiano le donne" (dello stesso regista).
Finite, invece, le possibilità di ottenere un qualche riconoscimento per la saga di Harry Potter che, con 12 nomination spalmate su 8 film (ma due non sono stati candidati), chiudono la loro decennale presenza agli Oscar senza portare a casa nulla.
Nell'inspiegabile duo della Miglior canzone originale vince Bret McKenzie per "I Muppet". Le canzoni non sono state eseguite, quindi non posso giudicare, ma dalla clip di presentazione direi che la selezione dei titoli musicali di quest'anno sia stata condotta da un gruppo di sordi.
Premi di "consolazione", invece, per gli altri due film più forti della serata, "Midnight in Paris" e "Paradiso amaro", trionfatori nelle categorie per la sceneggiatura. Sia Allen che Payne erano candidati alla regia ed entrambe le loro pellicole in quella per Miglior Film. Il giochetto, quindi, è stato quello di dare il 'contentino' (per Payne, tra l'altro, è il secondo di fila dopo quello per "Sideways - In viaggio con Jack") a due prodotti che, altrimenti, avrebbero perso su tutti i fronti quando, invece, la loro qualità evidente sarebbe stata da premiare.
"The Iron Lady" vince due premi su due nomination mentre il favorito nelle categorie attoriali "The Help" (4 nomination), porta a casa solo il premio di Octavi(on)a Spencer (foto). Avrei preferito Jessica Chastain per via del ruolo sicuramente meno convenzionale o ammiccante verso il pubblico (non certo in senso sessuale!).
Per concludere, i super-loser: della serie 'ho perso su tutti i fronti'. Niente di niente per "War Horse" (6), "L'arte di vincere" (6), "Molto forte, incredibilmente vicino" (2), "My Week with Marilyn" (2), "The Tree of Life" (3), "La talpa" (3), "Albert Nobbs" (3), "Le amiche della sposa" (2).
Concludiamo con qualche curiosità da gossip.
Chiacchieratissima sul red carpet la gamba destra (molto) scoperta di Angelina Jolie (foto).
Sul web le foto fanno il giro del mondo e, in poche ore, anche l'appendice corporea ottiene un suo personalissimo profilo Twitter.
Chiacchierata e, anche, molto contestata la scelta di Emma Stone per il suo abito particolarmente simile a quello che Nicole Kidman indossò agli Oscar di qualche edizione fa (foto).
Sulla pagina Twitter di questo blog (twitter.com/HollywoodCiak) era stato fatto presente l'episodio appena la Stone è apparsa sul tappeto rosso e, dopo qualche ora, la stessa news è stata riportata dalle testate internazionali. (vedi sotto)

Altro momento da red carpet: Viola Davis, negli ultimi giorni di pre-gara data per favorita, oltre ad aver palesato una certa delusione al momento dell'annunciata vincita della Streep sua rivale, ha sfoggiato una rinnovata chioma afro fresca fresca di tinta arancione. Uno strano cambiamento decisamente inaspettato.

Tra gli altri look più particolari (e più riusciti) Gwyneth Paltrow, Jessica Chastain (seconda foto in alto) e Glenn Close - decisamente le mie preferite - e, per quelli del settore, Michelle Williams e Rooney Mara, Bérénice Bejo, Jennifer Lopez (qui il link alla foto).


Ric

Oscars 2012: i vincitori

Ed è fatta: tutte le statuette sono state consegnate e, strano ma vero, è stata l'edizione più noiosa che io ricordi. Non c'era molto da dire né molto da vedere. E, soprattutto, nessuna sorpresa.

Stagione all'insegna del passato, premiazione che non è da meno. Vincono divi attempati e signori del muto in bianco e nero. Non affascina e non brilla per alcuna particolarità, questa 84esima edizione degli Academy Awards che si è tenuta poco più di 24ore fa all'Hollywood & Highland Center Theatre di Los Angeles.
Poche previsioni sfumate e, troppe azzeccate. Io non sono un indovino, eppure un buonissimo numero di vincitori l'ho centrato. Un caso? Ma andiamo a vedere nel dettaglio... (Per il commento sulla cerimonia in sé rimando qui: "Oscar 2012: something went wrong")
Per accorciare la lista lascerò solamente i nomi di chi avevo votato e l'effettivo vincitore. Come sempre il meccanismo è il seguente: chi secondo me vincerà (*) e chi vorrei veder trionfare (§). Il punteggio si calcola allo stesso modo:
* = 1 punto;
§ = 1/2 punto;
*§ = 1 punto.

The 84th Annual Academy Awards
Best Motion Picture of the Year
Nominees:
* The Artist (2011): Thomas Langmann
§ Midnight in Paris (2011): Letty Aronson, Stephen Tenenbaum

Best Performance by an Actor in a Leading Role
Nominees:
* Jean Dujardin for The Artist (2011)
§ Gary Oldman for La talpa (2011)

Best Performance by an Actress in a Leading Role
Nominees:
* Meryl Streep for The Iron Lady (2011)
§ Michelle Williams for My Week with Marilyn (2011)

Best Performance by an Actor in a Supporting Role
Nominees:
§ Kenneth Branagh for My Week with Marilyn (2011)
* Christopher Plummer for Beginners (2010)

Best Performance by an Actress in a Supporting Role
Nominees:
§ Melissa McCarthy for Le amiche della sposa (2011)
* Octavia Spencer for The Help (2011)

Best Achievement in Directing
Nominees:
§ Woody Allen for Midnight in Paris (2011)
* Michel Hazanavicius for The Artist (2011)

Best Writing, Screenplay Written Directly for the Screen
Nominees:
* The Artist (2011): Michel Hazanavicius
§ Midnight in Paris (2011): Woody Allen

Best Writing, Screenplay Based on Material Previously Produced or Published
Nominees:
* Paradiso amaro (2011): Alexander Payne, Nat Faxon, Jim Rash
§ La talpa (2011): Bridget O'Connor, Peter Straughan

Best Animated Feature Film of the Year
Nominees:
§ Une vie de chat (2010): Alain Gagnol, Jean-Loup Felicioli
* Rango (2011): Gore Verbinski

Best Foreign Language Film of the Year
Nominees:
§ Monsieur Lazhar (2011): Philippe Falardeau (Canada)
* Una separazione (2011): Asghar Farhadi (Iran)

Best Achievement in Cinematography
Nominees:
* The Artist (2011): Guillaume Schiffman
Hugo Cabret (2011/II): Robert Richardson
§ War Horse (2011): Janusz Kaminski

Best Achievement in Editing
Nominees:
§ The Artist (2011): Anne-Sophie Bion, Michel Hazanavicius
Millennium - Uomini che odiano le donne (2011): Angus Wall, Kirk Baxter
* Hugo Cabret (2011/II): Thelma Schoonmaker

Best Achievement in Art Direction
Nominees:
§ Harry Potter e i doni della morte: Parte 2 (2011): Stuart Craig, Stephenie McMillan
* Hugo Cabret (2011/II): Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo

Best Achievement in Costume Design
Nominees:
The Artist (2011): Mark Bridges
* Jane Eyre (2011): Michael O'Connor
§ Edward e Wallis: Il mio regno per una donna (2011): Arianne Phillips

Best Achievement in Makeup
Nominees:
§ Harry Potter e i doni della morte: Parte 2 (2011): Nick Dudman, Amanda Knight, Lisa Tomblin
* The Iron Lady (2011): Mark Coulier, J. Roy Helland

Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original Score
Nominees:
* The Artist (2011): Ludovic Bource
§ Hugo Cabret (2011/II): Howard Shore

Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original Song
Nominees:
§ I Muppet (2011): Bret McKenzie("Man or Muppet")
* Rio (2011): Sergio Mendes, Carlinhos Brown, Siedah Garrett("Real in Rio")

Best Achievement in Sound Mixing
Nominees:
§ Hugo Cabret (2011/II): Tom Fleischman, John Midgley
* Transformers 3 (2011): Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush, Peter J. Devlin

Best Achievement in Sound Editing
Nominees:
§ Drive (2011): Lon Bender, Victor Ray Ennis
Hugo Cabret (2011/II): Philip Stockton, Eugene Gearty
* Transformers 3 (2011): Ethan Van der Ryn, Erik Aadahl

Best Achievement in Visual Effects
Nominees:
* Harry Potter e i doni della morte: Parte 2 (2011): Tim Burke, David Vickery, Greg Butler, John Richardson
Hugo Cabret (2011/II): Robert Legato, Joss Williams, Ben Grossmann, Alex Henning
§ Transformers 3 (2011): Scott Farrar, Scott Benza, Matthew E. Butler, John Frazier

Best Documentary, Features
Nominees:
§ Hell and Back Again (2011): Danfung Dennis, Mike Lerner
* Pina (2011): Wim Wenders, Gian-Piero Ringel
Undefeated (2011): Daniel Lindsay, T.J. Martin, Rich Middlemas

Best Documentary, Short Subjects
Nominees:
§ God Is the Bigger Elvis: Rebecca Cammisa, Julie Anderson
Saving Face (2011/II): Daniel Junge, Sharmeen Obaid-Chinoy
* The Tsunami and the Cherry Blossom (2011): Lucy Walker, Kira Carstensen

Best Short Film, Animated
Nominees:
* Dimanche (2011): Patrick Doyon
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore (2011): William Joyce, Brandon Oldenburg
§ La Luna (2011): Enrico Casarosa

Best Short Film, Live Action
Nominees:
The Shore: Terry George, Oorlagh George
* Time Freak (2011): Andrew Bowler, Gigi Causey
§ Tuba Atlantic (2010): Hallvar Witzø

Infine il risultato delle previsioni mie e della fidata Livia (considerando che lei non ha votato per le sezioni 'documentary' e 'short' che, tra l'altro, io ho sbagliato in toto)!
R: 13,5
L: 13,5
Meglio della parità non poteva esserci alcun risultato!

#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 24 gennaio 2011

Film 206 - The Tourist

Befana a Milano tra shopping e freddo, più una scusa per scaldarsi ed evitare un po' di massa. Durante le feste si diventa un po' più buoni, pare. Sarà per questo che, alla fine, ho visto anche questo film...


Film 206: "The Tourist" (2010) di Florian Henckel von Donnersmarck
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Giuseppe
Pensieri: Non posso parlare totalmente male di questo film, condizionato com'ero dalla bella giornata che stavo passando. Nonostante un viaggio in treno con un coro cristiano di filippini adolescenti, il brio da shopping (e gli svariati euro spesi) ha decisamente attutito ogni negatività.
Di base questo film sarebbe potuto essere il "Mr. & Mrs. Smith" del 2010, considerando i due protagonisti, entrambi al vertice della classifica dei più influenti attori hollywoodiani. In realtà il problema credo stia fondamentalmente nella tempistica del montaggio.
Non si può certo dire che Angelina Jolie e Johnny Depp (5 nomination all'Oscar in due) non siano bravi a recitare, o che i comprimari non siano di buon livello (Paul Bettany, Timothy Dalton e i nostri Alessio Boni, Daniele Pecci, Neri Marcorè, Christian De Sica e Raoul Bova in un cameo). Semplicemente non c'è ritmo, non c'è azione. Il che, per un film su spie e intrighi internazionali non è esattamente il massimo. Fondamentale a capire questo potrebbe risultare la scena dell'inseguimento in motoscafo: io, in bicicletta, vado più veloce.
E allora, domanda, che senso ha fare un film del genere, ma lento? Che senso ha riempire di dialoghi tra due attori messi a fare le statuine una pellicola che si autopromuove come d'azione? Il troppo parlare smorza la tensione, l'adrenalina non sale, lo sbadiglio arriva.
Di per sé non è brutto questo "The Tourist", ma dal regista de "Le vite degli altri" (Oscar 2007 al miglior film straniero) e dalla coppia Jolie-Depp ci si aspettava inevitabilmente di più. Lei è bella, ma non può essere solo questo per 103 minuti. Johnny Depp è Johnny Depp, ma la cosa non può bastare, fine a sé stessa. Non a caso l'incasso è stato veramente basso. In America ha guadagnato solamente $64,562,555 a fronte dei 100 milioni spesi.
Ps. Curiosa la 'versione' pulita di Venezia. Non una cartaccia per terra, non un rifiuto che galleggi nell'acqua. Acqua che, tra l'altro, risulta stranamente cristallina. Gli spazzini americani fanno miracoli.
Pps. 3 nomination ai recenti Golden Globes: miglior film (musical - commedia), miglior attrice protagonista (musical - commedia) e miglior attore protagonista (musical - commedia).
Consigli: Agli appassionati della coppia di attori questo film non può sfuggire. Agli altri, se hanno del tempo libero, potrebbe anche piacere. Potrebbe...
Parola chiave: Cassaforte.


Ric

giovedì 11 novembre 2010

Film 182 - Salt

Primo film del dopo anniversario del blog è un adrenalinico groviglio di tradimenti, spionaggio e volta faccia. Partiamo in quarta!


Film 182: "Salt" (2010) di Phillip Noyce
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Nicola
Pensieri: Dopo un primo tempo adrenalinico e carico di suspance (nonché di molteplici dubbi nello spettatore), il film prende una piega, oltre che smisuratamente assurda, anche decisamente blanda.
La nostra Angelina Jolie/Evelyn Salt scalpita - e non poco - fino all'ultimo minuto di pellicola, ma non convince in pieno. L'interpretazione è buona, la Jolie ormai è esperta di ruoli d'azione (dopo i due "Lara Croft: Tomb Raider", "Mr. & Mrs. Smith" e "Wanted - Scegli il tuo destino") spacca ossa e spara-a-tutto, quindi non è certo lei l'elemento a sfavore di questa pellicola. E' che, alla lunga, perfino le trovate sensazionalistiche atte a eccitare lo spettatore, a farlo saltare sulla sedia, come si suol dire, non reggono più, perchè si tollera l'esagerazione solo quando ne vale la pena per la trama. Qui la trama lascia alquanto insoddisfatti, con un finale aperto che lascia campo libero ad un secondo capitolo che, si spera - nel caso non potessero fare a meno di girarlo - sia meno scontato di questo originale.
Il resto del cast è altamente intercambiabile. I volti noti sono quelli di Liev Schreiber ("X-Men le origini - Wolverine", "Il velo dipinto" e regia di "Ogni cosa è illuminata") e Chiwetel Ejiofor ("2012", Inside Man", "American Gangster"). Nella categoria dei 'visi familiari' troviamo August Diehl, visto in "Bastardi senza gloria" e Olek Krupa, che ritroviamo in piccoli ruoli in film come "Mamma ho preso il morbillo", "Burn after reading - A prova di spia" e "Behind enemy lines - Dietro le linee nemiche".
Dirige Phillip Noyce, famoso per aver girato pellicole come "The Quiet American", "Il collezionista di ossa" (sempre con la Jolie), "Sotto il segno del pericolo" e "Giochi di potere" (entrambi con Harrison Ford) e "Ore 10: Calma piatta" (con una giovanissima Nicole Kidman). La sceneggiatura, invece, è affidata a Kurt Wimmer, colpevole di aver scritto e diretto quell'abominio scriteriato e senza senso di "Ultraviolet", colossale ciofeca nonché uno dei film più orrendi di tutti i tempi.
Insomma, per tornare al film e concludere, direi che è un lavoro di onesto intrattenimento che mantiene le aspettative solo fino ad un certo punto. Piaciuto? Direi ni.
Consigli: Dolby e alta definizione. Poi mente sgombra e cervello spento. Fidatevi, altrimenti non reggerete certe 'americanate'.
Parola chiave: Copertura.



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