Visualizzazione post con etichetta Morgan Spurlock. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Morgan Spurlock. Mostra tutti i post

venerdì 19 giugno 2015

Film 941 - Come ti vendo un film

Curiosando in internet ho ritrovato questo documentario che all'epoca mi ero perso e ho voluto recuperare.

Film 941: "Come ti vendo un film" (2011) di Morgan Spurlock
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Morgan Spurlock mi aveva già interessato al suo lavoro con "Super Size Me" qualche anno fa, perciò dedicarmi a questo suo (relativamente) nuovo documentario mi è sembrata una continuazione naturale. Senza contare il mio interesse per l'argomento: product placement, marketing, comunicazione e pubblicità, tutto in un unico documentario che è al contempo un metafilm. Il suo intento, infatti, è documentare il mondo della pubblicità tramite il documentario cinematografico, da finanziare proprio tramite una raccolta di fondi da parte dei vari marchi che decidono di aderire all'iniziativa. Dunque un film che spia e documenta le dinamiche più evidenti e quelle più nascoste di un mondo che, per vendere i prodotti, utilizza ogni tipo di stratagemma e, al contempo, lo stesso film che aderisce alle dinamiche che riporta. Sembra contorto, ma di fatto si segue bene.
Spurlock riesce nell'accattivante proposito di "piazzare" proprio qualunque cosa, a partire dal titolo che, in originale, recita così: "POM Wonderful Presents: The Greatest Movie Ever Sold". Poi spot inseriti durante la narrazione, product placement a pioggia, strategie di comunicazione e chi più ne ha più ne metta.
Diciamo che per chi di base si interessa già a questi argomenti o chi fosse interessato a capire le dinamiche di produzione e distribuzione di una pellicola, può trovare davvero interessante "Come ti vendo un film". E' un documentario leggero, dal tono spesso canzonatorio e comunque mai pesante. In definitiva, però, mi sembra che nonostante tutte le buone intenzioni, il prodotto - è proprio il caso di chiamarlo così - è meno riuscito di "Super Size Me", forse anche perché nel concreto va a toccare una questione meno problematica o, se vogliamo, collaterale del nostro quotidiano. Per uno spettatore che viva in Italia, in cui marketing, brandizzazione, product placement sono meno aggressivi che in America, il richiamo verso questa pellicola può essere più legato all'interesse personale, mentre il precedente documentario di Spurlock toccava una questione - anche se in maniera poco convenzionale - più vicina a un problema generale: l'obesità e le problematiche riguardo il cibo spazzatura (in particolare McDonald), qualcosa "a più largo raggio", un argomento comprensibile in quasi ogni parte del globo. Qui, invece, si va anche abbastanza sul tecnico o sullo specifico, per quanto ben argomentato.
In definitiva mi sono interessato a questo strano esperimento cinematografico, anche se forse mi aspettavo qualcosa di più.
Ps. Tra i vari personaggi che appaiono i più famosi sono J. J. Abrams, Peter Berg, Big Boi (degli Outkast), Gilberto Kassab (sindaco di São Paulo, Brasile), Jimmy Kimmel, Damian Kulash (degli OK Go, che hanno sritto la canzone portante del film "The Greatest Song I Ever Heard"), il duo Matt and Kim (che ha scritto la colonna sonora), Brett Ratner, L.A. Reid, Quentin Tarantino e Donald Trump.
Box Office: $638,476 (solo USA)
Consigli: Studenti di comunicazion e marketing, accorrete! Un film che fa assolutamente per voi. Gli altri, appassionati di documentari, del lavoro di Spurlock o di ciò che non conoscono o conoscono poco, ne rimarranno comunque interessati, pur mancando il colpo di fulmine. Per tutti quelli che rimangono, forse questo non è esattamente un film da ogni tipo di occasione. Parla di cose vere, che accadono quotidianamente e che, a tratti, sono disturbanti. Per cui "The Greatest Movie Ever Sold" potrebbe non essere il titolo adatto per una serata relax a cervello spento. In generale, comunque, varrebbe la pena di vederlo, anche solo per aprirsi un po' gli occhi su ciò che ci accade attorno.
Parola chiave: Marchio.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

domenica 11 aprile 2010

Film 102 - Food, Inc.

Candidato agli ultimi Oscar, ma risultato perdente, il titolo mi aveva colpito tra i vari nominati della cotegoria 'Best Documentary, Features'. E allora ho deciso di vederlo. In inglese e non sottotitolato. E qualcosa l'ho capita...


Film 102: "Food, Inc." (2008) di Robert Kenner
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Crudo e senza pietà per lo spettatore, la mia fortuna è stata non capire al 100% tutte le parole usate. Ma questo documentario è potente e meno ruffiano di quelli di Michael Moore, anche se evidentemente il regista e sceneggiatore Kenner ha avuto meno successo e richiamo di pubblico. Dubito che in Italia vedremo mai questo "Food, Inc.", molto simile per tematiche al "Super Size Me" di Morgan Spurlock, ma meno dannoso dal punto di vista della salute per il suo protagonista. Quello che sta male, qui, è lo spirito! Mamma mia che viaggio intenso nel profondo abisso, quasi inferno, della catena alimentare americana. Un perverso meccanismo di supremazia umana su quella animale, che impedisce alle vittime o futuri pasti di - addirittura! - godere della luce diretta del sole. O di crescere secondo ritmi naturali. O di mangiare alimenti naturalmente sani e adatti. O, più di tutto, di morire degnamente.
Io non sono vegetariano, ma ho davvero sofferto alla vista delle immagini rubate dagli allevamenti delle multinazionali che obbligano i proprietari degli stabilimenti locali a seguire regole fuori dalla minima decenza, ammassando il bestiame in angusti 'contenitori' bui dove faticano a crescere, si ammalano per le polveri o nascono con malformazioni.
Altrettanto orrende le immagini dei maiali che vengono uccisi schiacciati da un muro che li stritola fino alla morte. Le urla sono allucinanti.
Ovviamente questo documentario non è stato concepito per allarmare o spaventare, ma educare a comportamenti quantomeno sensati nei confronti di bestie da noi allevate col solo scopo di divenire cibo.
Da spettatore europeo, devo ammettere, ho subito meno l'allarme suscitato dalle immagini, ma rimane comunque difficile restare indifferenti. E' vero, che il McDonald non serva il meglio del meglio lo sappiamo già da tempo. Manca, però, l'educazione o l'indignazione per far cambiare le cose. Se il cibo spazzatura è buono allora va bene così. Il problema, però, è che per certe schifezze che ci propinano come fresche o sane, c'è chi ne paga un prezzo altissimo. Un caso tra tutti, quello del piccolo Kevin, ucciso in 12 giorni dalla salmonellosi.
Fa male questo documentario, va dritto al cuore della questione e centra il bersaglio, perchè lo spettatore non può che continuare a pensare alle questioni sollevate dalla pellicola. Sta solo a noi capire quanto ci interessa approfondire e quanto, invece, rimanere all'oscuro.
Consigli: Preparatevi. Non a caso la tagline del film è 'You'll never look at dinner the same way again' (non vedrete mai più la cena allo stesso modo).
Parola chiave: Kevin's Law.




Ric