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venerdì 5 novembre 2010

Film 164 - The September Issue

Weekend milanese per lo shopping sfrenato insieme all'amica autoctona: comprata neanche una sciarpa, ma imparato a dirigere una rivista di moda!


Film 164: "The September Issue" (2009) di R.J. Cutler
Visto: dalla tv di Serena
Lingua: inglese
Compagnia: Serena
Pensieri: Deluso dai retroscena semplicemente amorosi (e furiosi) del Valentino di "Valentino - L'ultimo imperatore", mi sono approcciato con diffidenza a questo documentario tutto americano sulla preparazione di quella che viene definita la bibbia della moda: il numero di settembre di Vogue. Per riflesso, ovviamente, una scusa (o una trovata geniale?) per intrufolarsi nella routine quotidiana di uno dei personaggi più controversi della moda mondiale: Anna Wintour.
Chi sia questa signora dal caschetto sempre perfetto lo sanno in molti. Forse altrettanti sanno che è anche la diretta ispiratrice del personaggio, non proprio 'role model', di Miranda Priestly (Meryl Streep) ne "Il diavolo veste Prada". In pochi, invece, conoscono la 'vera' Anna, quella che, da sola, è riuscita a mantenere stabile il potere di una rivista commerciale per oltre 20 anni.
Qui, a mio avviso, la ghiotta occasione di umanizzare un personaggio molto criticato, pubblicamente sbeffeggiato in un libro prima e in un film poi (il già citato 'diavolo'), portando l'occhio dello spettatore più vicino di quanto non possa fare un articolo di gossip. E, per quanto la Wintour non si possa considerare persona affabile o coinvolgente, non si rimane con la sensazione che sia totalmente una stronza. Come dice la tagline del film di prossima uscita (11 novembre) "The Social Network": you don't get to 500 million friends without making a few enemies (adattando: non puoi fare il direttore di Vogue senza prendere decisioni a volte impopolari).
L'aspetto più piacevole di questo film risulta sicuramente quel 'dietro le quinte' che un documentario come questo riesce ad offrire. Per chi è interessato a questo mondo non può che essere un tassello fondamentale per respirare quell'aria di eccitazione-tensione che sta dietro la preparazione di una grande rivista. E', inoltre, un ottimo prodotto filmico in sé, che dosa saggiamente interviste e momenti vissuti, portando alla luce un insieme di meccanismi che, altrimenti, lo spettatore non avrebbe mai avuto modo di venire a conoscere.
La mia impressione è stata totalmente positiva.
Ps. Cameo dell'attrice Sienna Miller: è suo il volto della copertina del famoso numero di settembre del titolo.
Consigli: Per gli appassionati di moda e di riviste che ne trattano. Ma anche per chi ama godersi un documentario ben realizzato.
Parola chiave: Soldi.




Ric

lunedì 12 aprile 2010

Film 103 - Valentino - L'ultimo imperatore

'Scrivere di cinema - Premio Alberto Farassino, edizione 2010' - In concorso

Un altro documentario per la mia collezione, questa volta giunto tramite la mia amica milanese Serena, nonché fashion icon di Zola Predosa e dintorni...


Film 103: "Valentino - L'ultimo imperatore" (2008) di Matt Tyrnauer
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano, inglese
Compagnia: Serena
Pensieri: Lo stilista e fashion icon Valentino (Garavani) consacrato anche al cinematografo con ossequiosa riverenza di chiunque lo circondi.
Pazzesca escalation di follia da inchino ed immotivata prostrazione nonostante le evidenti bizzarrie cui lo stilista ha abituato il suo staff. Sicuramente mito della moda, classica sapienza dell'abbigliamento fashion e di gusto, scivola clamorosamente su egocentrismo ed esaltazione di sé medesimo con picchi da isteria pre-mestruo.
Sono rimasto senza parole per aver udito discorsi come 'devono prostrarsi ai miei piedi' e, francamente, la delusione di aver dovuto umanizzare un mito non ha giovato alla visione del film. Di per sé i documentari mi piacciono e questo pure, ma non mi è piaciuta la mancanza di creatività e arte che mi aspettavo da un reportage sulla Moda. Chi è Valentino lo stilista? Come funziona il suo lavoro? Cosa succede quando si trova davanti ad un foglio bianco, la matita in mano? A nessuna di queste domande è data risposta.
In questa pellicola di Matt Tyrnauer c'è soprattutto una cosa: un passepartout. Per cosa? La vita privata (leggere 'sentimentale') di un uomo che per decenni è stato sulla bocca di tutti mantenendo il massimo riserbo. Chi è dunque Valentino uomo? Purtroppo non chi mi aspettavo. E' un signore abbronzato, molto consapevole del suo potere e della sua influenza, capriccioso e isterico monopolizzatore dell'attenzione, e che richiede paziente collaborazione. L'idea finale, e qui sta la mia delusione, non è quella di un genio creativo al lavoro, ma di una capricciosa personalità abituata a vivere seguendo il diktat 'Valentino is above controll'.
A mio avviso, il problema principale è che qui si celebra l'uomo, ma non la sua arte o la sua storia. Può essere interessante anche l'aspetto umano (in un basso senso del termine, purtroppo), ma avrei davvero voluto vedere e conoscere più nel dettaglio la storia e i percorsi che hanno reso questa figura una delle più influenti voci della Moda mondiale.
Valentino ridotto a un capriccio. Ovviamente rosso.
Consigli: Da vedere per gli appassionati di Moda, chi studia o vuol capire il mestiere. L'ambiente è ben reso, la reverenzialità pare l'unica caratteristica da tenere in considerazione. Prendere nota.
Parola chiave: Haute couture.




Ric