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martedì 25 febbraio 2020

Film 1815 - Joker

Intro: Ammetto che non avessi una grande voglia di vederlo, ma dopo la vittoria a Venezia come Miglior film e le ottime recensioni sulla performance di Phoenix, non potevo esimermi dal farmi una mia idea.
Film 1815: "Joker" (2019) di Todd Phillips
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Karen, Lucas
In sintesi: c'era euforia, c'era attesa, c'erano molte aspettative e, come sempre accade in questi casi, alla fine il film non mi è piaciuto. Sì sì, Joaquin Phoenix è bravissimo, è da Oscar, è un grande, è tutto quello che volete, ma "Joker" come prodotto cinematografico di impatto globale non mi ha colpito nemmeno un po'. O meglio, mi ha colpito, ma più che altro per una certa noia di fondo che ha caratterizzato la visione. Arthur Fleck è pazzo, è disturbato, è marginalizzato e scartato dalla società, è un deriso, è insoddisfatto, ha dei sogni calpestati, ha delle ferite, ha tanti motivi per sentirsi male legittimamente. Bene.
Detto ciò, la storia non porta molto altro in scena, nel senso che di tutti questi elementi insieme ne fa una storia un po' banalotta e prevedibile - a parte, ammetto, il confronto con il presentatore De Niro e conseguente epilogo - che sì, ci regala la nascita del Joker come antagonista e cattivo di Batman, ma allo stesso tempo non ci aggiunge molto a tutto quello che avremmo potuto immaginarci già da soli sulla genesi di questo personaggio.
Quindi cos'è che di "Joker" ha tanto colpito il mondo? Francamente non me lo so spiegare se provo a prescindere dalla performance di Phoenix: è lui che chiaramente porta tutto il film sulle spalle - e gli fa gioco una buona colonna sonora - e dà un senso a tutta l'operazione. Anche perché ultimamente si sta sfruttando ampiamente il personaggio a distanza ravvicinata nel tempo (Ledger, Leto, Galifianakis e qui Phoenix) e con il successo planetario ottenuto da "The Dark Knight" non era impensabile ritenere difficile un riscontro positivo da parte di pubblico e critica. E, invece, eccoci a dover fare i conti con il titolo più candidato agli Oscar 2020, il primo e unico film R-rated (vietato ai minori) a superare il miliardo di dollari d'incasso, un fenomeno globale che ha riportato il suo protagonista fra gli attori di serie A e, in aggiunta, gli ha fornito una vetrina globale attraverso la quale veicolare messaggi importanti su ecologia, sostenibilità, cambiamento climatico, razzismo, omofobia e chi più ne ha più ne metta. Insomma, un vero e proprio fenomeno che ha polarizzato attenzione mediatica e opinioni; relativamente a queste ultime, ripeto, la mia non è particolarmente favorevole nel complesso, considerato che la prima parte del racconto mi è sembrata poco dinamica e che, in generale, il risultato finale non mi ha lasciato impressionato o colpito. L'ho visto, posso passare oltre.
Cast: Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz, Frances Conroy, Brett Cullen, Shea Whigham, Bill Camp, Douglas Hodge.
Box Office: $1.073 miliardi
Vale o non vale: Sono sicuro che in tantissimi amano e ameranno questa pellicola, m a me proprio non ha convinto. E' mancata empatia col personaggio, non c'è stata quella dose di azione che mi aspettavo, partivo in partenza con l'idea che il film avrebbe dovuto stupirmi (considerate le critiche entusiaste). In realtà è un prodotto che non rivedrei, molto pesante sia per toni che per tempi della narrazione, e fondamentalmente mi sento di salvare la grande interpretazione di Phoenix, la colonna sonora e una certa dose di iconicità che è impossibile non riconoscere a tutta l'operazione cinematografica. Direi che è da vedere per farsi una propria opinione, poi io personalmente passo oltre.
Premi: Candidato a 11 Oscar - il maggior numero dell'edizione 2020 - tra cui Miglior film, regia, sceneggiatura non originale e montaggio, ha vinto per il Miglior attore protagonista (Phoenix) e colonna sonora; stesse vittorie ai Golden Globes (su 4 nomination, anche film e regia) e 3 premi ai BAFTA (per attore, colonna sonora e la nuovissima categoria Miglior casting) su 11 nomination. A Venezia il film ha vinto il Leone d'Oro per la Miglior pellicola oltre che il premio per la colonna sonora e la Graffetta d'Oro. Candidato ai César (questa domenica) e ai David di Donatello (3 aprile) come Miglior film straniero. La pellicola è anche candidata a 1 Razzie Award per Worst Reckless Disregard for Human Life and Public Property (più o meno Peggiore disprezzo per la vita umana e la proprietà pubblica).
Parola chiave: Metropolitana.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

domenica 29 agosto 2010

Film 131 - Roma

Partita in luglio la serie di film proiettati in centro in piazza, quest'anno un'intera settimana era dedicata a Fellini. Ottima occasione per recuperare le mie lacune e godere di una manifestazione che ha saputo conquistare la città!


Film 131: "Roma" (1972) di Federico Fellini
Visto: in Piazza Maggiore a Bologna
Lingua: italiano
Compagnia: Claudia
Pensieri: Al cinema in piazza non ero mai stato a seguire per intero un film in programma. C'ero passato, sì, più volte durante le varie edizioni, ma non mi ispiravano troppo le seggioline che chi organizza la manifestazione mette a disposizione del pubblico interessato.
Cominciare a 'frequentare' seguendo un film di 128 minuti, quindi, non è stata esattamente una savia idea. Complice Claudia (che non ho saputo trovare nel fitto della folla), ho assistito - seduto per terra - alla visione di un film felliniano a sorpresa in quanto, in realtà, sarebbe dovuto andare 'in scena' "Il Casanova di Federico Fellini", cambiato col film di questa recensione senza avvisare il pubblico che attendeva ben altra storia.
Poco male, il film è bello, anche se indecentemente lungo. Racconta Roma e i suoi cittadini, luoghi e abitudini, ritrovi, stramberie, VIP (tra i più famosi che si vedono Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi e lo stesso Fellini)... Insomma, tutto ciò che può aver richiamato l'interesse di chi non è cittadino romano.
A tratti è quasi documentario (le scene degli scavi per la metropolitana), lascia un'idea meno patinata e sicuramente più inedita della Capitale che nel tempo ha attirato l'occhio dello straniero futuro turista.
Ammetto di averlo trovato, comunque, un film non semplice e di certo non del genere 'svago' cui siamo più che mai abituati. Nonostante la sconnessione tra una descrizione del mondo romano e l'altra, il disorientamento, il chiasso, la lunghezza non semplificano. E' richiesta attenzione e una fortissima propensione a lasciarsi guidare e accompagnare alla cieca per una serie (che sembra quasi infinita) di situazioni che, a volte, potranno sembrare al limite dell'assurdo (sfilada di moda clericale in primis. Ma sicuramente di grande impatto!).
Una delle scene più belle? Certamente quella del Raccordo Anulare!
Consigli: E' un mondo a parte, non sempre facile da capire, quello di Fellini. Va visto perchè non si può assolutamente trascurare una parte di storia del cinema italiano così importante. Che la si apprezzi o meno.
Parola chiave: Città di Roma.


Ric