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giovedì 19 dicembre 2019

Film 1712 - Il ritorno di Mary Poppins

Intro: Non sono un grandissimo fan dell'originale e non ero particolarmente rapito all'idea di un sequel, men che meno di vederlo in italiano...
Film 1712: "Il ritorno di Mary Poppins" (2018) di Rob Marshall
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Tommaso
In sintesi: una volta ero pigramente soddisfatto di guardare qualsiasi pellicola doppiata in italiano, nessun problema in proposito; oggi non posso onestamente sopportare l'idea.
Vedere un musical con i numeri musicali riscritti in un'altra lingua funziona poco e nonostante l'evidente sforzo - e buon risultato, per carità -, il risultato finale è inevitabilmente compromesso. Non credo rivedrei comunque questa pellicola un'altra volta (chissà), in ogni caso sono sicuro che in lingua originale sarebbe tutta un'altra storia. Emily Blunt ha l'attitudine giusta, un accento perfetto e quel British charme che la collega perfettamente al personaggio storico di Mary Poppins: funziona ed è stata certamente la scelta giusta come protagonista (il doppiaggio in italiano è meno fermo e più tendente a una punta di dolcezza che mi sembra, vedendo il trailer, mancare all'originale). Il film in sé, però, non so quanto ricalchi i nostri tempi. "Mary Poppins Returns" suona tantissimo come un'operazione nostalgica che aggiunge poco alla magia dell'originale e che, troppo spesso, tenta di ricalcarne stile e twist narrativi. Insomma, tenta di agganciare un nuovo pubblico, ma finisce per rivolgersi principalmente a chi ha apprezzato il primo titolo (e sono in molti, ci mancherebbe). Detto questo, non ho particolarmente amato questo "Mary Poppins" numero 2 e, anzi, devo ammettere, mi sono perfino addormentato per qualche minuto.
Cast: Emily Blunt, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Julie Walters, Dick Van Dyke, Angela Lansbury, Colin Firth, Meryl Streep.
Box Office: $349.5 milioni
Vale o non vale: L'originale è l'originale, ci mancherebbe, e non credo assolutamente questo film tentasse di sostituirsi al primo "Mary Poppins", quanto più che altro fornirne una versione più moderna e contemporanea. Ci riesce in parte, nel senso che spesso rimane bloccato negli stessi meccanismi che 54 anni prima hanno reso tanto popolare il primo film. In questo senso, chi lo ha amato apprezzerà anche questo sequel, ma non sono sicuro che tutto il pubblico apprezzerà questo musical colorato e buonista. Una cosa eccellente, però, sicuramente c'è: "Mary Poppins Returns" ha riportato Angela Lansbury sul grande schermo. E anche solo per questo c'è da ringraziare (ma c'è da aspettare il finale)!
Premi: Candidato a 4 Oscar (Migliori scenografie, costumi, colonna sonora e canzone originale per "The Place Where Lost Things Go"), 4 nomination ai Golden Globes (Miglior film musical o commedia, attrice protagonista, attore protagonista e colonna sonora) e 3 ai BAFTA (costumi, scenografie e colonna sonora); 1 nomination ai Grammy 2020 per Best Score Soundtrack for Visual Media.
Parola chiave: Azioni della banca.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 6 maggio 2016

Film 1132 - Dick Tracy

Uno di quei titoli di cui hai sempre sentito parlare, eppure non hai mai visto. Così, alla prima occasione, ho rimediato.
Film 1132: "Dick Tracy" (1990) di Warren Beatty
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Lo dico già dall'inizio: questo film non mi è piaciuto.
Non so esattamente cosa mi aspettassi - anche perché non sapevo nemmeno che fosse tratto da un fumetto - e certamente lo avevo confuso con l'altro film di Beatty, "Reds", in ogni caso non ho apprezzato granché questa storia, né la sua realizzazione.
Una caratterizzazione dei personaggi che non va oltre la loro naturale bidimensionalità cartacea, un makeup forzatissimo che fronteggia una sfida per l'epoca titanica - e solo parzialmente vinta -, una miriade di personaggi-spalle-cameo che stordiscono lo spettatore insieme ad un ritmo rapido e frenetico che, sì, aiuta a non addormentarsi, ma aumenta la fatica di chi tenti di capirci qualcosa.
Ecco, io "Dick Tracy" l'ho vissuto così: con fatica e stordimento.
Mi aspettavo un classico del cinema, forse addirittura un cult del genere trasposto dai fumetti, invece non mi sono appassionato né alla vicenda né al suo protagonista.
Pur avendo apprezzato l'iconica presenza di Madonna (un po' Marilyn, un po' bomba sexy), una fotografia che riprende i colori del fumetto originale, Warren Beatty che sembra un po' Batman, insieme al fatto che "Dick Tracy" sia una sorta di predecessore di "Sin City", in ogni caso il risultato finale non mi ha soddisfatto e in tutta onestà non penso proprio che rivedrei questa pellicola.
Ps. Candidato a 7 premi Oscar, tra cui Miglior attore non protagonista (Al Pacino), il film ne ha vinti 3: Miglior scenografia, trucco e canzone originale ("Sooner or Later (I Always Get My Man)" cantata da Madonna).
Cast: Warren Beatty, Madonna, Al Pacino, Glenne Headly, Charlie Korsmo, Seymour Cassel, Michael J. Pollard, Charles Durning, Dick Van Dyke, Frank Campanella, Dustin Hoffman, William Forsythe, Ed O'Ross, Mandy Patinkin, Henry Silva, Paul Sorvino, James Caan, Catherine O'Hara.
Box Office: $162.7 milioni
Consigli: Basato sul fumetto di Chester Gould, il film racconta le avventure del detective Dick Tracy tra gangster, mafia, sparatorie, amori e un bambino che ha bisogno di protezione e di una figura paterna. Il mix colorato e ampiamente "truccato" di elementi sembra promettere bene all'inizio, ma nel complesso la storia gioco molto sulla parte visiva e meno su quella di costruzione dei personaggi. Si rimane un po' sulla superficie e il risultato finale ne risente. Meno efficace delle recenti trasposizioni dal mondo dei fumetti, questo titolo rimane certamente uno dei più rappresentativi della carriera di Beatty, pur non risultandone il migliore.
Parola chiave: Mozzafiato Mahoney.

Se ti interessa/ti è piaciuto

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

sabato 23 maggio 2015

Film 920 - Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day

Quando è uscito in America questo film ne ero rimasto incuriosito, ancora di più dopo aver visto il trailer...

Film 920: "Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day" (2014) di Miguel Arteta
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Luigi
Pensieri: Tratto dal libro per bambini scritto da Judith Viorst, questo film è una simpatica commedia per tutta la famiglia incentrata su Alexander Cooper/Ed Oxenbould, ragazzino 11enne che si sente un po' invisibile rispetto a tutti gli altri (numerosi) membri della sua famiglia. Papà (Steve Carell), mamma (Jennifer Garner), fratello e sorella maggiori (Dylan Minnette, Kerris Dorsey) e fratellino minore sono tutti, chi più chi meno, in un momento della loro vita importante, tutti vicini a una svolta o al raggiungimento di un grande obiettivo. Tutti, meno che Alexander. E' per questo che il ragazzo esprimerà come desiderio, allo scoccare della mezzanotte del suo dodicesimo compleanno, che finalmente anche agli altri membri della sua famiglia qualcosa vada storto così che anche loro si rendano conto di cosa voglia dire essere invisibili (o goffi, o sfortunati o, diciamolo pure, ridicoli).
Ecco, sostanzialmente, l'idea alla base di "Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day", titolo tutto sommato divertente e in grado di intrattenere senza annoiare nonostante un target palesemente dall'adolescenziale in giù (+ gli adulti accompagnatori). E' perfetto per lasciare soddisfatti più o meno tutti, visto che ha qualche buon momento comico, ci sono attori di fama mondiale, ma anche qualche starlette conosciuta tra i ragazzi (Bella Thorne) e il cameo rassicurante nientemeno che di Dick Van Dyke, c'è il lieto fine, la lezione da imparare, la "magia" del desiderio espresso soffiando la candelina sulla propria torta di compleanno. Insomma, questa pellicola shakera bene i suoi ingredienti principali e anche se di certo non passerà alla storia come miglior film, la visione rimane piacevole e per nulla faticosa.
Molto del merito, comunque, va riconosciuto al giovane Oxenbould, capace all'età di 12 anni di tenere le redini di questa commedia - certamente spalleggiato bene dal malleabile Steve Carell - nonostante una simpatia non innata. Jennifer Garner è sempre particolarmente ingessata e talvolta inadeguata, nonostante ormai siano anni che bazzica le commedie facili facili dove è pressoché impossibile doversi confrontare con il Metodo Stanislavskij. Ma nell'economia del film, tutto sommato, le sue inabilità passano in secondo piano.
Insomma, conferme a ciò che mi aspettavo, " Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day" mi ha lasciato sufficientemente soddisfatto. E' una commedia carina e non volgare.
Box Office: $100.7 milioni
Consigli: "Alexander e la terribile, orribile, abominevole ma veramente bruttissima giornata" (titolo italiano) è un film carino, perfetto per una serata davvero spensierata in cui l'unica fatica mentale accettabile è quella di seguire una storia elementare e divertirsi a riconoscere gli attori famosi nei vari camei (qui Megan Mullally da "Will & Grace", Jennifer Coolidge da "American Pie" e "La rivincita delle bionde" e "2 Broke Girls" e il già citato Dick Van Dyke da "Mary Poppins" (!) e "Un detective in corsia"). Insomma, il titolo ideale per evitare di affaticarsi e godersi in totale relax i veramente pochi 81 minuti di pellicola tra gag, canguri micidiali ed esami di guida a dir poco da incubo. Piacevole.
Parola chiave: Sfortuna.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi