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venerdì 19 agosto 2022

Film 2124 - Minions: The Rise of Gru

Intro: Non ero sicuro di volerlo vedere, onestamente. Poi, però, con Ciarán una sera abbiamo deciso di andare al cinema e, per l'appuntamento, abbiamo scelto qualcosa che sapevamo ci avrebbe intrattenuto senza necessariamente richiederci grandi sforzi mentali...

Film 2124: "Minions: The Rise of Gru" (2022) di Kyle Balda, Brad Ableson, Jonathan del Val
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: se lo si prende per quello che è, ovvero un pellicola d'animazione estramemente leggera, devo dire che "Minions: The Rise of Gru" sorprende per simaptia e una certa dose di dolcezza che non mi aspettavo.
Sarà che la compagnia di Ciarán ha un po' influenzato in positivo il mio giudizio finale rispetto a questa pellicola, sarà che non mi aspettavo davvero niente di che da questo prequel dei "Minions" (un film che, di per sé, non aveva nemmeno troppo di esistere, però...), di fatto la visione è stata sorprendentemente piacevole e il risultato finale un coloratissimo e velocissimo spettacolo per gli occhi.
Insomma, nonostante un linguaggio incomprensibile, personaggi clone e una serie di avventure senza capo né coda, "Minions: The Rise of Gru" riesce comunque a portare a casa la sufficienza, strappando qualche risata e non pochi sorrisi. Il che, ogni tanto, è esattamente quello che ci vuole.
Film 187 - Cattivissimo me
Film 609 - Cattivissimo me 2
Film 1011 - Minions
Film 2124 - Minions: The Rise of Gru
Cast: Steve Carell, Pierre Coffin, Taraji P. Henson, Michelle Yeoh, Russell Brand, Julie Andrews, Alan Arkin, Lucy Lawless, Jean-Claude Van Damme, RZA, Danny Trejo.
Box Office: $794.6 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Divertente, colorato, folle, quasi rocambolesco, "Minions: The Rise of Gru" è l'avventura per tutta la famiglia che non ha alcun interesse a prendersi sul serio e si lancia nelle più strampalate avventure, riuscendo a conquistare lo spettatore. Insomma, perfetto per spegnere il cervello.
Premi: /
Parola chiave: Vicious 6.
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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 5 dicembre 2020

Film 1750 - Get Smart

Intro: Ritorno indietro nel tempo, questa volta non di decade, ma rispetto alla mia lista di film arretrati che mesi fa ho lasciato indietro. Ho deciso di progredire con i titoli rimasti indietro nel mentre che completo i vari assignments di fine semestre qui all'università, sia perché mi stanno rubando tanto di quel tempo che riesco a malapena a trovare del tempo per me (ho visto un solo nuovo film nelle utlime 2 settimane), sia perché il prossimo film che avrei dovuto recensire è incluso nel mio final essay per il corso di Understanding Social Media e mi farebbe piacere pubblicare qui (almeno in parte) quello che ho scritto. In attesa di finire di mettermi in pari con le scadenze, quindi, torno a dove avevo lasciato ad agosto.
Film 1750: "Get Smart" (2008) di Peter Segal
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: boiatona adorabile che trovo onestamente divertente e riuscita (anche se non perfetta), "Get Smart" riesce ad intrattenere con leggerezza grazie alle ottime performance di Steve Carell e Anne Hathaway, inaspettatamente, adorabilmente affiatati e a una storia che mette alla berlina l'idea cinematografica dell'agente segreto. Primo vero ruolo "serio" di Dwayne Johnson (che non si fa più chiamare The Rock) e grandissimo cast di comprimari a comporre una squadra (ahimè) tutta al maschile che porta a casa il risultato. Sembra per certi versi "Spy" al maschile (agente segreto che nessuno si aspetta capace per il ruolo, coprotagonisti competenti e belli, ambientazione est-europea, agenti corrotti, ecc) mentre si mischiano tanti elementi classici di Bond con un pizzico di "Entrapment". In ogni caso, per me sempre spassoso.
Film 56 - Agente Smart - Casino totale
Film 964 - Agente Smart - Casino totale
Film 1750 - Get Smart
Cast: Steve Carell, Anne Hathaway, Dwayne Johnson, Alan Arkin, Terence Stamp, James Caan, Masi Oka, Dalip Singh, Ken Davitian, Terry Crews, David Koechner, Bill Murray, Patrick Warburton, Larry Miller.
Box Office: $230.7 milioni
Vale o non vale: Scemo e senza pretese, "Get Smart" vive di una comicità fisica non certo innovativa, ma che funziona alla grande. Hathaway si mette in gioco nel suo primo ruolo veramente comico (ma anche sexy, va detto) e Carell la aiuta e supporta grazie alla sua esperienza: si vede che i due funzionano. Insomma, un prodotto comico che funziona e diverte, perfetto per spegnere il cervello. La scena della sfida di ballo a coppie è qualcosa di geniale.
Premi: /
Parola chiave: Inno alla gioia.
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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 31 ottobre 2020

Film 1942 - Vice

Intro: Avevo sempre voluto recuperarlo, ma onestamente mi mancava la motivazione. Questo periodo di quarantena irlandese ha portato ispirazione.
Film 1942: "Vice" (2018) di Adam McKay
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: il motivo principale per cui volevo vedere questo film è, naturalmente, Amy Adams, qui alla sua sesta nomination all'Oscar, nona ai Golden Globes, settimana ai BAFTA. Non che l'argomento in sé non mi interessasse, però ammetto che recuperare la performance di una delle attrici più dotate in circolazione al momento fosse il mio personale main goal. E non sono rimasto deluso.
Diversamente da tanti biopic con declinazione da drammone politico, "Vice" scorre piuttosto agevolmente. Lo stile narrativo e di regia di Adam McKay - qui molto simile al suo precedente "The Big Short" - è incisivo e caratteristico e trovo che il maggiore punto a suo favore sia quello di incorporare nel racconto elementi esplicativi per quel pubblico che non abbia familiarità con il soggetto della storia, qui nella fattispecie la biografia di Dick Cheney.
Cheney, politico americano schivo - ma figura chiave rispetto alla guerra in Iraq post 11 settembre - è stato due volte vice presidente degli Stati Uniti sotto l'amministrazione Bush junior nonché, mi informa Wikipedia, uno dei politici con il tasso di approvazione più basso (13%) nel momento in cui la sua carica istituzionale è terminata. Insomma, non esattamente una figura amata dal poplo americano.
Al di là dei giudizi personali inevitabilmente suscitati da questo film, quello che mi ha colpito è come un uomo apparentemente così mediocre sia riuscito - e probabilmente riesca ancora - ad avere in pugno la gestione di una nazione intera e con così ampio spazio di manovra. Pur tenendo conto della drammatizzazione dei fatti che necessariamente un prodotto di fiction porta con sé, è impossibile non rimanere quantomeno colpiti da quanto quest'uomo riesca a fare e influenzare sulla sola base del fatto che, se una cosa la dice o la fa un'alta carica dello stato (come il presidente), allora tale cosa diventa moralmente accettabile. Sicuramente Cheney ha dimostrato del genio nel saper individuare e sfruttare così bene a suo vantaggio un area troppo poco definita del diritto americano.
Detto questo, "Vice" rimane un prodotto interessante, anche se onestamente un po' troppo lungo. Christian Bale è un magnifico protagonista a prescindere dalle sue capacità mimetiche e camaleontiche e questa performance dimostra ancora una volta il suo talento. Amy Adams qui ha un ruolo apparentemente più marginale e sicuramente più pacato, eppure è la spinta che dà propulsione a tutto il racconto. Senza Lynne Cheney non ci sarebbe il Dick Cheney politico di successo, per cui ho trovato che nel suo essere il +1 di questa storia, Adams sia riuscita con successo a ritagliarsi la visibilità giusta per il suo personaggio calibrando perfettamente la sua performance. Da Oscar? Forse no, ma il riconoscimento ci sta tutto. (In ogni caso battere Regina King a qualsiasi premio di categoria pare impossibile negli ultimi tempi.) Sono rimasto molto meno colpito dalla performance di Sam Rockwell, invece, qui un aitante George W. Bush per il quale non mi pare ci sia troppo spazio di approfondimento che vada oltre il dipingere il suo personaggio come stupido o una sorta di causa persa. In generale, invece, avrei preferito un po' più di spazio rispetto ad altre figure chiave dell'amministrazione Bush come Condoleezza Rice o Colin Powell.
In ogni caso, per quanto non sia rimasto tanto colpito da "Vice" quanto come dal precedente titolo di McKay, l'ho trovato comunque interessante, probabilmente più un punto di partenza per un futuro approfondimento sul soggetto che un elemento esaustivo sulla figura di Dick Cheney a tutto tondo.
Cast: Christian Bale, Amy Adams, Steve Carell, Sam Rockwell, Tyler Perry, Alison Pill, Lily Rabe, Jesse Plemons, LisaGay Hamilton, Justin Kirk, Eddie Marsan, Alfred Molina, Naomi Watts.
Box Office: $76.1 milioni
Vale o non vale: Gli appassionati di biopic o di politica americana dovrebbero gradire questo prodotto ben fatto e che non tenta nemmeno per un secondo di nascondere la sua natura critica rispetto al suo oggetto d'indagine. In generale non un film per tutte le occasioni, ma il soggetto è interessante e i due protagonisti valgono la visione.
Premi: Candidato a 8 Oscar (Miglior film, regia, sceneggiatura originale, attore protagonista Bale, attrice non protagonista Adams, attore non protagonista Rockwell e montaggio), ha vinto quello per il Miglior trucco; delle 6 nomination ai Golden Globes (tra cui Miglior film), Bale ha vinto quello per il Miglior attore protagonista musical o commedia; 6 candidature ai BAFTA e vittoria per il montaggio. Tyler Perry candidato al Razzie per il Redeemer Award.
Parola chiave: Unitary executive theory.
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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 14 giugno 2020

Film 1724 - Beautiful Boy

Intro: Volevo vedere questo film sia perché Timothée Chalamet è tra i protagonisti, sia perché era stato candidato a qualcuno dei premi che contano. E si sa che io gli award show li adoro...
Film 1724: "Beautiful Boy" (2018) di Felix van Groeningen
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: personalmente ho trovato questo film noiosissimo, ma non tanto in termini di realizzazione, quanto rispetto all'idea di base che presenta.
Il processo autodistruttivo e autolesionista di un tossicodipendente è stato ripreso, riadattato e riproposto ormai in tutte le salse, per cui mi rendo anche conto che non sia facile produrre qualcosa di nuovo sull'argomento, eppure ho trovato "Beautiful Boy" non solo banale nella sua idea centrale, ma anche maledettamente arrogante.
C'è una strafottenza nel personaggio di Nic (Chalamet) che fa venire voglia di prenderlo a schiaffi e un'impotenza frustrante in quello di David (Carell) che si riversa completamente sullo spettatore, tanto che ci si chiede più volte durante la visione perché questa famiglia non faccia qualcosa di concreto per riprendere in mano le redini della propria vita. Sì, ci sono i litigi, i confronti, le riabilitazioni, le buone intenzioni, eppure sembra che tutti si siano arresi all'idea che questa sia la loro vita, che non ci sia una via d'uscita e che l'unico modo di affrontare tutto questo dolore sia riconoscerlo e trovare un modo per accomodarcisi dentro.
Ho voluto finire di vedere "Beautiful Boy" perché trovo Timothée Chalamet un bravissimo attore e, onestamente, mi sono dovuto sforzare per trovare la forza di non mollare la visione per ben più di una volta. Detesto quei titoli che ti mettono di fronte ad una situazione difficilissima con il solo scopo di renderti testimone di un disagio. E' troppo facile ritrarre il dolore in questo modo, troppo banale e passivo. E' come se questo film, al pari della famiglia di cui parla, si sia arreso in partenza e trovi piacere nel solo fatto di mettere in scena una dramma che abbia l'unico scopo di fare pietà (e quindi sollecitare le simpatie emotive del pubblico o della critica). Non ci siamo. Ps. Tratto dalla storia vera - e relative opere letterarie - di David Sheff ("Beautiful Boy: A Father's Journey Through His Son's Addiction") e Nic Sheff ("Tweak: Growing Up on Methamphetamines").
Cast: Steve Carell, Timothée Chalamet, Maura Tierney, Amy Ryan, Kaitlyn Dever, LisaGay Hamilton, Timothy Hutton.
Box Office: $16.6 milioni
Vale o non vale: In inglese con il termine crowd-pleaser ci si riferisce a qualcosa o qualcuno che piace alla gente, che esercita un fascino positivo sulle persone. Estendendo il termine a questa pellicola, credo che uno degli intenti di fondo (voluto o no) fosse quello di proporre al pubblico un drammone che conquistasse le simpatie dello spettatore e, per estensione, di quella critica che ha forte potere persuasivo rispetto alle premiazioni che contano. Qualche risultato concreto c'è stato, ma il box-office è stato disastroso - il film è costato tra i 19.3 e i 25 milioni di dollari - e tutto sommato in pochi si ricordano dell'esistenza di "Beautiful Boy". Ed è un peccato, per il cast è assolutamente perfetto e ci sarebbero molti spunti sui quali poter lavorare con serietà, però la sceneggiatura sceglie di intraprendere una strada banale e passiva, tanto gratuitamente complicata quanto frustrante.
Ci sono film sulla droga o la dipendenza sicuramente più interessanti e riusciti, uno su tutti "Trainspotting".
Premi: Candidato al Golden Globe e BAFTA per il Miglior attore non protagonista (Chalamet).
Parola chiave: Riabilitazione.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 30 ottobre 2017

Film 1428 - Battle of the Sexes

Ultimo film visto al cinema ad Adelaide prima di trasferirmi a Melbourne, ero determinato a non lasciarmi sfuggire questo titolo da cui ero particolarmente incuriosito per svariati motivi...

Film 1428: "Battle of the Sexes" (2017) di Jonathan Dayton, Valerie Faris
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Chi fosse Billie Jean King non lo sapevo proprio, ma c'è da dire che non sono un attento osservatore della competizione sportiva del mondo del tennis. Per quanto sia uno sport che trovo piacevole da guardare, rimango comunque tendenzialmente indifferente all'aspetto agonistico o alla sua rappresentazione. Per capirci, l'ultimo e forse unico film sul tema che abbia visto risale al 2004 e si riferisce a quel "Wimbledon" con Kirsten Dunst e Paul Bettany che non ha esattamente spopolato. Nonostante ciò il tema sportivo mi è familiare e ancora di più le biografie, per cui non ho avuto alcuna esitazione relativamente alla scelta di vedere questo film; senza contare che era la prima prova d'attrice post Oscar di Emma Stone, per cui l'ho sentita quasi come una tappa obbligata. Devo dire che, fortunatamente, "Battle of the Sexes" è stata una buona scelta.
Per quanto non un capolavoro, sicuramente la storia permette alla Stone di mettersi alla prova e spingersi ben oltre i personaggi che le abbiamo visto interpretare, regalandole un bel personaggio, complesso e ricco di sfumature che lei rende magnificamente. L'ho trovata matura e assolutamente in parte.
Il risultato finale di questa pellicola è piuttosto godibile. La narrazione è in grado di costruire il crescere della tensione con particolare consapevolezza, cosicché si arriva al momento del match decisivo con la stessa dose di ansia e preoccupazione che assale la King, in quanto lo spettatore è trasportato sia da un racconto emotivamente coinvolgente che dal fatto (in parte sconcertante) che si tratti di fatti realmente accaduti. E sì, il risultato dello storico incontro è scontato, ma questo non diminuisce in alcun modo le sofferenze del percorso fatto per arrivarci. Da questo punto di vista la sceneggiatura è molto coinvolgente e a mio avviso particolarmente riuscita; d'altro canto ho trovato che il racconto della vita amorosa della tennista fosse spesso più una distrazione che un valore aggiunto. Non sto assolutamente dicendo che andasse tralasciato, ma per troppo tempo, soprattutto nella prima parte della pellicola, la sensazione che si ha è che le storie d'amore dell'atleta siano il centro del racconto, cosa che non dovrebbe essere. Il fulcro di questa storia è lo storico match contro lo spaccone misogino Bobby Riggs (Steve Carell) e il percorso che porta la King su quel campo, per cui ho trovato a volte fastidioso l'eccessivo spazio dato alla love story con la parrucchiera quando, per esempio, si sarebbe esplorare più approfonditamente il successivo sviluppo del campionato di tennis solo femminile e l'impatto sociale direttamente conseguente. Anche perché un altro dei temi portanti della trama è proprio il ruolo della donna nella società americana anni '70 e, in particolare, la sua condizione all'interno dell'ambiente sportivo, per cui un maggiore sviluppo in questa direzione non avrebbe di certo guastato. Si è scelto, invece, di dare risalto all'aspetto sentimentale - che non è certo un difetto - qui ritenuto forse più intrigante per l'affaire saffico con, in aggiunta, il tacito consenso coniugale in nome dell'amore verso la partner e la consapevolezza che per la King il tennis fosse non solo una vocazione, quando il vero e proprio scopo della vita. Considerato che le storie omosessuali sul grande schermo sono state sdoganate da tempo e che qui non si analizzano i fatti dal punto di vista della comunità LGBT se non con una scritta nel finale prima dei titoli di coda, forse ci si sarebbe potuti davvero concentrare su altri temi e dare più risalto alla figura pubblica del personaggio, qui mi pare data un po' per scontato.
A parte questo aspetto, comunque, il film mi ha molto appassionato e ho trovato particolarmente efficace la rappresentazione della condizione femminile dell'epoca e della scioccante arroganza maschilista e misogina che contraddistingueva tutto il tessuto sociale. Risulta incredibile pensare che poco più di 40 anni fa fosse plausibile dichiarare pubblicamente la superiorità mentale e fisica dell'uomo rispetto alla donna e anche se siamo ben lontani da una parità di fatto, sono contento di vivere in un tempo fatto di ben altri credo e consapevolezze.
E' in quest'ultimo aspetto che ritengo risieda la potenza e lo spirito rivoluzionario e coraggioso di "Battle of the Sexes" che, quando dipinge ed affronta questi temi, riesce a risultare asciutto ed efficace quanto pochi altri titoli simili. Anche per questo motivo penso la sceneggiatura avrebbe dovuto concentrarsi maggiormente sull'aspetto sociale parlando di sessismo, femminismo, omofobia e presa di coscienza, lasciando solo in secondo piano le questioni coniugali della protagonista. Detto ciò, un bel film, un bel messaggio, una bella storia. Vera.
Cast: Emma Stone, Steve Carell, Sarah Silverman, Andrea Riseborough, Bill Pullman, Natalie Morales, Alan Cumming, Elisabeth Shue, Austin Stowell, Eric Christian Olsen, Fred Armisen, Jessica McNamee.
Box Office: $14.5 milioni
Consigli: Un buon titolo, solido nella sua costruzione, perfettamente interpretato da due protagonisti davvero in parte. La storia è interessante e istruttiva e ci ricorda quanto basti poco non solo per migliorare noi stessi e l'ambiente che abbiamo intorno, ma anche per peggiorare.
La storia della tennista Billie Jean King diventa uno strumento per raccontare numerosi aspetti collegati e solo apparentemente secondari: sessismo, maschilismo, emarginazione, omofobia, ma anche credere in se stessi, accettare le sfide del nostro tempo e portare avanti le battaglie in cui si crede. La vita di una persona può essere analizzata e raccontata in tanti modi, qui si sceglie un po' troppo di concentrarsi sull'aspetto romantico, anche se nel complesso il film funziona e risultata particolarmente efficace nel veicolare il suo messaggio. Un prodotto ben fatto che spicca per cast, costumi e scenografia e la storia che decide di raccontare. Da vedere.
Parola chiave: Parità.

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Bengi

lunedì 7 novembre 2016

Film 1234 - Café Society

Un film di Allen è sempre una buona ragione per tornare al cinema. Un motivo in più l'ha fornito la Cineteca che ha proposto in versione originale il film, invogliandomi a recarmi presso il cinema Lumière nonostante la pioggia battente.

Film 1234: "Café Society" (2009) di Woody Allen
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Non fosse che cambia il cast e ogni tanto le location, si potrebbe pensare che ogni nuovo film di Woody Allen sia semplicemente la continuazione del precedente. Il regista ormai ha dato un'impronta riconoscibile ad ogni suo lavoro che comincia non appena si illumina lo schermo: musiche e titoli di testa sono sempre gli stessi come lo sono, del resto, a fine pellicola i titoli di coda e le rispettive musiche. Una dopo l'altra, le pellicole degli ultimi anni si possono quasi considerare come una standardizzata collezione sul regista newyorkese, una sorta di retrospettiva autoprodotta che è certamente un aspetto interessante dal punto di vista della riconoscibilità. Del resto rimango un po' perplesso da questo fatto quando penso che, teoricamente, ogni nuovo progetto è un'opera a sé, quindi dovrebbe presentare anche negli aspetti più tecnici una sorta di differenziazione che la distanzi dal prodotto precedente; se poi si aggiunge che, in quanto ad atmosfere e toni, Allen tende spesso a ripropore quelli che preferisce, la somiglianza diventa anche più evidente.
"Café Society" non è da meno: location lussuone, sfondi patinati, anni '30, Hollywood e stelle del cinema, ambienti raffinati, protagonista nevrotico, vero amore e difficoltà nell'affrontarlo e conservarlo, pressioni sociali, scherzi del destino, ambizioni del protagonista, ecc ecc. Inutile continuare la lista, è evidente che sul piano della storia le novità sono relative. Per quanto riguarda il risultato finale, però, devo dire che il film è una bella, piacevole sorpresa. Jesse Eisenberg è un grandissimo protagonista, perfetto nell'incarnare le ansie alleniane da manuale e Blake Lively, per quanto semi muta, è perfetta nel ruolo di musa, quasi donna da esporre in un ruolo relativamente importante ma certamente d'effetto. Steve Carell al cinema nell'ultimo paio d'anni pare essere riuscito a trovare spazio solo nel ruolo dell'eccentrico un po' simpatico e un po' disperato, mentre Kristen Stewart (che ha una voce particolarmente profonda e devo dire sexy), non è una scelta malvagia anche se qualche volta l'ho trovata troppo nel tentativo di replica di nevrosi alla Allen (penso all'episodio del guardaroba). In ogni caso il cast è scelto bene e vedere il film in versione originale mi ha davvero soddisfatto.
Per il resto si tratta di un prodotto ben confezionato, bello da vedere e affascinante nei modi e nei toni, spesso simpatico e a volte surreale, in ogni caso in linea con gli ultimi titoli del regista e comunque molto, molto meglio di "Magic in the Moonlight". Dunque un buon Allen che, a 80 anni compiuti, sembra non perdere (molti) colpi.
Ps. Il film ha aperto, fuori concorso, il Festival del Cinema di Cannes 2016.
Cast: Jeannie Berlin, Steve Carell, Jesse Eisenberg, Blake Lively, Parker Posey, Kristen Stewart, Corey Stoll, Ken Stott, Anna Camp, Paul Schneider, Sari Lennick.
Box Office: $24.9 milioni
Consigli: Francamente non mi aspettavo granché, mentre questo "Café Society" è un film molto raffinato e delicato, piacevole. Forse l'Allen degli ultimi anni non piace a tutti, ma è innegabile che si tratti sempre di un lucido narratore capace di evocare le atmosfere giuste oltre che un'aura glam e chic non comune. Di sicuro questo suo ultimo titolo si può vedere senza alcun tipo di controindicazione, carino e spensierato.
Parola chiave: Rodolfo Valentino.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 20 gennaio 2016

Film 1077 - The Big Short

Al cinema in Lussemburgo ho visto il mio primo film del 2016!
Film 1077: "The Big Short" (2015) di Adam McKay
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Glo, D.
Pensieri: Un film sulla crisi del mercato immobiliare USA prima che scoppi la bolla speculativa dei mutui subprime... visto tutto in inglese? Ebbene sì, anche io mi sto dando da fare quest'anno.
Inaspettatamente spassoso, molto, molto tecnico - grazie esame di economia all'università! -, ben girato, di grande intrattenimento e con un cast pazzesco, "The Big Short" è stata un'altra delle belle sorprese che mi ha riservato questa stagione. Non la migliore, anche se ammetto che rivederlo in italiano è tra i miei prossimi progetti, più che altro per integrare quelle parti troppo specifiche che mi sono perso (i sottotitoli erano in francese).
In generale devo dire che trovo assolutamente meritate le varie nomination per Christian Bale e, francamente, mi sarei aspettato la candidatura all'Oscar anche per Steve Carell, qui irresistibile. I toni dinamici, l'atmosfera spesso giocosa, il cast pazzesco, i personaggi fuori dal comune e, soprattutto, gli intermezzi esplicativi in cui compaiono vip random (Margot Robbie, Selena Gomez, Richard Thaler, Anthony Bourdain) a spiegare i concetti chiave e più difficili della storia, offrono un'immagine estremamente patinata di una vicenda che, invece, non ha avuto alcuna connotazione positiva. Certamente la scelta di rendere questa pellicola così frizzante aiuta il pubblico, che per la maggior parte non avrà familiarità con le terminologie specifiche, a sopravvivere all'universo economico-finanziario altrimenti inaffrontabile per noia e incomprensibilità (Oliver Stone, mi senti?).
Dunque un ottimo risultato che mi ha lasciato davvero soddisfatto. E, ammetto, che non me lo sarei proprio aspettato.
Ps. 5 candidature all'Oscar e ai BAFTA, 4 ai Golden Globes, tra cui Miglior film, regia e sceneggiatura.
Cast: Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling, Brad Pitt, Hamish Linklater, Rafe Spall, Jeremy Strong, John Magaro, Finn Wittrock, Karen Gillan, Max Greenfield, Billy Magnussen, Margot Robbie, Selena Gomez, Richard Thaler, Anthony Bourdain.
Box Office: $69.8 milioni (ad oggi)
Consigli: Una vera sorpresa in positivo. Estremamente tecnico, eppure per nulla noioso, questo film riesce bene a intrattenere pur non evitando le questioni spinose della vicenda. Anzi, passo dopo passo racconta con coscienza gli snodi di una vicenda partciolarmente delicata, ovvera la storia di chi, sulla disperazione altrui, è riuscito a fare una montagna di soldi. L'argomento è estremamente controverso, riguarda una ferita evidentemente ancora aperta, ma credo valga la pena di dare una chance a questo titolo, in grado di spiegare molto chiaramente le dinamiche che si sono susseguite e hanno portato all'effettivo scoppio della bolla speculativa. Di sicuro aiuta a farsi un'idea più concreta su quello che è successo e anche solo per questo può valere la pena vedere questo film.
Parola chiave: Mercato immobiliare.

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Bengi

lunedì 23 novembre 2015

Film 1033 - Ortone e il mondo dei Chi

Trovato il dvd in super offerta l'ho subito comprato perché avevo un bel ricordo di questa pellicola. E sapevo perfettamente chi l'avrebbe apprezzata insieme a me...

Film 1033: "Ortone e il mondo dei Chi" (2008) di Jimmy Hayward, Steve Martino
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Licia
Pensieri: Piacevolmente divertente proprio come la prima volta che lo avevo visto, "Horton Hears a Who!" è un gioiellino dell'animazione contemporanea che a mio avviso ha ottenuto meno successo di quanto non se ne sarebbe in realtà meritato.
Insieme a "Lorax - Il guardiano della foresta", queste pellicole costituiscono gli adattamenti cinematografici più recenti delle pubblicazioni del Dr. Seuss, autore legato alla narrativa per l'infanzia. E, nonostante il target, devo ammettere che entrambe riescono perfettamente a compiacere anche il pubblico adulto grazie a personaggi simpatici e accattivanti, un mondo coloratissimo e molto particolare - pur mantenendo una serie di elementi che replicano la realtà -, una storia semplice, eppure perfettamente riuscita e soddisfacente.
Dunque Ortone e il Sindachì saranno perfetti compagni d'avventura per chiunque volesse scoprire nuove favole dai toni gentili e costruttivi, senza obblighi di politically correct, ma semplicemente oneste e con un messaggio di fondo che spinge al valore del singolo, della singolarità e all'importanza di stare insieme, pur senza sovrastarsi. A me è piaciuto. br/> Film 53 - Ortone e il mondo dei Chi
Film 1033 - Ortone e il mondo dei Chi
Cast: Jim Carrey, Steve Carell, Carol Burnett, Seth Rogen, Jesse McCartney, Will Arnett, Isla Fisher, Jonah Hill, Amy Poehler, Jaime Pressly, Niecy Nash, Selena Gomez; (versione italiana) Christian De Sica, Paolo Conticini, Veronica Pivetti.
Box Office: $297.1 milioni
Consigli: Carino, divertente, spensierato e con messaggio edificante, "Ortone e il mondo dei Chi" è una pellicola educata, pacata e piacevolissima ad ogni età. Ortone è maledettamente simpatico e devo dire che il doppiaggio romanesco di De Sica non è nemmeno così insopportabile, per cui fatevi sotto e scoprite o riscoprite questo prodotto d'animazione ben confezionato e assolutamente perfetto per questo periodo di feste alle porte.
Parola chiave: Granello.

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Bengi

mercoledì 29 luglio 2015

Film 964 - Agente Smart - Casino totale

Una volta avevo il dvd, ma dato che qualcuno a cui l'ho prestato se lo è tenuto, siamo stati costretti a vederlo in streaming...

Film 964: "Agente Smart - Casino totale" (2008) di Peter Segal
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Carino, carino, carino, rivederlo è stato davvero un piacere! Simpatico, idiota al punto giusto, con un Carell in gran forma che riesce a far ridere grazie a una comicità estremamente fisica e molto efficcace. Accanto a lui un'affascinante Anne Hathaway in grado di catalizzare tutta l'attenzione quando è inquadrata (la scena alla "Entrapment" è bollente). Insomma, una commedia che mi lascia soddisfatto tutte le volte che la vedo e che, tuttora mi stupisce abbia così pochi "seguaci". Non so in quanti abbiano visto "Get Smart" quando uscì al cinema in Italia, ma quando ne parlo a qualcuno difficilmente sa a che film mi riferisco - anche Luigi non lo aveva visto -. Una ragione in più per parlarne, insomma.
Ottimo cast, parodia fantastica degli agenti secreti, questo "Agente Smart - Casino totale" fa ridere in maniera non volgare e lascia assolutamente soddisfatti della visione. Un mio personalissimo cult.
Ps. Cast ricchissimo: Steve Carell, Anne Hathaway, Alan Arkin, Dwayne Johnson, Terrence Stamp, Terry Crews, David Koechner, James Caan, David Koechner, Bill Murray, Patrick Warburton, Masi Oka, Ken Davitian, Terry Crews.

Film 56 - Agente Smart - Casino totale
Film 964 - Agente Smart - Casino totale
Film 1750 - Get Smart
Box Office: $230.7 milioni
Consigli: Pellicola tratta dall'omonima serie tv anni '60, questa commedia prende in giro tutti quegli agenti 007 e fotocopie che cinema e tv ci hanno regalato negli anni per un risultato finale spassoso e divertente. Carell mattatore, Alan Arkin boss fantastico e Anne Hathaway femme fatale che picchia duro. Da non perdere la scena del ballo epica!
Parola chiave: "Inno alla Gioia".

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Bengi

giovedì 28 maggio 2015

Film 925 - Una settimana da Dio

Ormai ho capito che certe cose che vorrei vedere a Luigi non sono gradite. Per recuperarle dovevo solo capire quale fosse l'occasione perfetta...

Film 925: "Una settimana da Dio" (2003) di Tom Shadyac
Visto: dal portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Era da un po' che volevo rivederlo, quasi non ricordavo più quale fosse la trama. L'occasione giusta si è presentata grazie alla quotidiana corsa serale, che mi ha concesso di vedere primo e secondo tempo durante due allenamenti: è stato piacevole distrarsi dalla fatica grazie a qualche risata e una storia rilassante.
Ho rivisto volentierissimo questo "Bruce Almighty" infatti, era esattamente quello che mi ci voleva, connubio di leggerezza e spensieratezza utilissimo a dimenticarsi che si sta correndo come pazzi sul tapis roulant, perfetto anche perché certe gag del film sono ormai diventate memorabili. Come dimenticare la scena di Bruce (Jim Carrey) che, investito dei poteri divini, cammina per la strada intonando fiero "I've got the power!" (dalla canzone "The Power" degli Snap!)? O quando insegna al suo cane a fare pipì... in bagno, direttamente nel water? O ancora quando sperimenta le sue nuove "abilità" separando la zuppa come fossero le acque del Mar Rosso? Insomma, di scene iconiche ce ne sono in quantità.
Il punto, poi, era proprio quello: ricordavo bene tutte quelle scene geniali, divertenti e irriverenti legate ai poteri divini di Bruce, ma di fatto non molto del resto della trama. Che, chiaramente, non ha niente di speciale e segue le necessità di portare sullo schermo il puro divertimento, la novità degli effetti speciali fatti come si deve e, non ultimo, le plastiche capacità espressive di Carrey, suo marchio di fabbrica grazie a una filmografia che per un po' ha puntato principalmente su quella specifica abilità. Poco male, "Una settimana da Dio" promette spasso ed è esattamente ciò che si ottiene.
Quindi direi che la scelta è stata azzeccata, questa commedia dal sapore divino è riuscita nuovamente a farmi sorridere e, devo ammettere, parte da un'idea interessante, anche se di fatto qui non sviluppata: cosa faremmo se fossimo investiti dei poteri di Dio stesso? Cosa diventeremmo, o chi, se disponessimo delle sue illimitate potenzialità? E' una bella domanda, da porsi magari a film finito. Qui non c'è troppo spazio per la riflessione interiore e le spicce lezioni di vita che il protagonista impara sono le solite che ogni pellicola per la distribuzione di massa inserisce quando si tratta di parlare di religione: ascoltare il prossimo, rispettare sé stessi e Dio, non essere egoisti, eccetera eccetera. Giustamente la sede per le interrogazioni spirituali non era questa e a parte riportare la pace nel mondo di Bruce, della sua fidanzata (Jennifer Aniston) e, sì, anche di Dio (Morgan Freeman), il film non si spinge oltre. Meglio così, stiamo parlando di una commedia e il risultato finale doveva essere proprio quello che la storia propone.
Ps. Cameo di Tony Bennett, oggi conosciuto anche dai più giovani grazie alla sua collaborazione musicale con Lady Gaga.
Box Office: $484.6 milioni
Consigli: Divertente, con un Jim Carrey in splendida forma, questo "Una settimana da Dio" ingrana la marcia giusta non appena compare in scena Dio. La rivalità tra Bruce e il perfettino Evan Baxter (Steve Carell) verrà sfruttata nel successivo e più debole sequel dal titolo "Un'impresa da Dio", anche se il suo personaggio dà il meglio di sé nella fantastica scena di lettera impazzita del goppo durante la diretta tv, anche quella già cult. Insomma, per farsi qualche risata spensierata, sia da soli che tra amici, di sicuro questo è un titolo da tenere in considerazione nonostante i 12 anni ormai passati dalla sua realizzazione. E' ancora in grado di far ridere, nonostante le scene viste e riviste. Quasi un classico del suo genere.
Parola chiave: La vita è un biscotto ma se piove si scioglie.

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Bengi

sabato 23 maggio 2015

Film 920 - Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day

Quando è uscito in America questo film ne ero rimasto incuriosito, ancora di più dopo aver visto il trailer...

Film 920: "Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day" (2014) di Miguel Arteta
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Luigi
Pensieri: Tratto dal libro per bambini scritto da Judith Viorst, questo film è una simpatica commedia per tutta la famiglia incentrata su Alexander Cooper/Ed Oxenbould, ragazzino 11enne che si sente un po' invisibile rispetto a tutti gli altri (numerosi) membri della sua famiglia. Papà (Steve Carell), mamma (Jennifer Garner), fratello e sorella maggiori (Dylan Minnette, Kerris Dorsey) e fratellino minore sono tutti, chi più chi meno, in un momento della loro vita importante, tutti vicini a una svolta o al raggiungimento di un grande obiettivo. Tutti, meno che Alexander. E' per questo che il ragazzo esprimerà come desiderio, allo scoccare della mezzanotte del suo dodicesimo compleanno, che finalmente anche agli altri membri della sua famiglia qualcosa vada storto così che anche loro si rendano conto di cosa voglia dire essere invisibili (o goffi, o sfortunati o, diciamolo pure, ridicoli).
Ecco, sostanzialmente, l'idea alla base di "Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day", titolo tutto sommato divertente e in grado di intrattenere senza annoiare nonostante un target palesemente dall'adolescenziale in giù (+ gli adulti accompagnatori). E' perfetto per lasciare soddisfatti più o meno tutti, visto che ha qualche buon momento comico, ci sono attori di fama mondiale, ma anche qualche starlette conosciuta tra i ragazzi (Bella Thorne) e il cameo rassicurante nientemeno che di Dick Van Dyke, c'è il lieto fine, la lezione da imparare, la "magia" del desiderio espresso soffiando la candelina sulla propria torta di compleanno. Insomma, questa pellicola shakera bene i suoi ingredienti principali e anche se di certo non passerà alla storia come miglior film, la visione rimane piacevole e per nulla faticosa.
Molto del merito, comunque, va riconosciuto al giovane Oxenbould, capace all'età di 12 anni di tenere le redini di questa commedia - certamente spalleggiato bene dal malleabile Steve Carell - nonostante una simpatia non innata. Jennifer Garner è sempre particolarmente ingessata e talvolta inadeguata, nonostante ormai siano anni che bazzica le commedie facili facili dove è pressoché impossibile doversi confrontare con il Metodo Stanislavskij. Ma nell'economia del film, tutto sommato, le sue inabilità passano in secondo piano.
Insomma, conferme a ciò che mi aspettavo, " Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day" mi ha lasciato sufficientemente soddisfatto. E' una commedia carina e non volgare.
Box Office: $100.7 milioni
Consigli: "Alexander e la terribile, orribile, abominevole ma veramente bruttissima giornata" (titolo italiano) è un film carino, perfetto per una serata davvero spensierata in cui l'unica fatica mentale accettabile è quella di seguire una storia elementare e divertirsi a riconoscere gli attori famosi nei vari camei (qui Megan Mullally da "Will & Grace", Jennifer Coolidge da "American Pie" e "La rivincita delle bionde" e "2 Broke Girls" e il già citato Dick Van Dyke da "Mary Poppins" (!) e "Un detective in corsia"). Insomma, il titolo ideale per evitare di affaticarsi e godersi in totale relax i veramente pochi 81 minuti di pellicola tra gag, canguri micidiali ed esami di guida a dir poco da incubo. Piacevole.
Parola chiave: Sfortuna.

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Bengi

giovedì 30 aprile 2015

Film 910 - Crazy, Stupid, Love.

Luigi non lo aveva mai visto e io lo rivedevo volentieri...

Film 910: "Crazy, Stupid, Love." (2011) di Glenn Ficarra, John Requa
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Commedia sull'amore che avevo visto una vita fa, "Crazy, Stupid, Love." è ancora un esempio carino di cinema americano contemporaneo, con un cast da urlo (Steve Carell, Ryan Gosling, Julianne Moore, Emma Stone, Marisa Tomei, Kevin Bacon) e una storia che ha i suoi buoni momenti, oltre che una sorpresina finale. Simpatica, oltre che commedia è anche una pellicola romantica e forse questo è il vero punto debole di tutta l'operazione, che pure funziona egregiamente. Personalmente avrei preferito più battute e gag che tutta la tiritera sentimentale sull'anima gemella e l'amore vero, però non tutto può essere perfetto, quindi bene così.>br/> Gosling ha un fascino magnetico e il suo training a Cal (Carell) è qualcosa di spassosissimo, una sorta di "ti rifaccio il look" alla maschile, con i classici momenti della prova abiti, nuovo taglio e mosse per la conquista del sesso opposto che i due attori rendono davvero irresistibili (la scena di Cal con il portafoglio con la chiusura di velcro è impagabile). Insieme formano una buona coppia da grande schermo, chi l'avrebbe detto!
Quindi, in definitiva, consiglio ancora questo film, rivederlo è stato divertente e nonostante ricordassi abbastanza di tutta la storia, il risultato finale, il mio giudizio sulla visione non ne ha minimamente risentito. Sempre simpatico e piacevole da seguire.
Ps. Evidentemente una propizia congiunzione astrale ha benedetto gli attori di questa pellicola, dato che nell'edizione di quest'anno degli Oscar ben 3 attori qui presenti sono stati candidati: Steve Carell ("Foxcatcher"), Emma Stone ("Birdman") e Julianne Moore (che ha vinto per "Still Alice"). Ancora più curioso, forse, che dopo gli Oscar in America la ABC abbia trasmesso proprio questa pellicola!
Film 335 – Crazy, Stupid, Love.
Box Office: $142.9 milioni
Consigli: Un titolo che si fa rivedere volentieri, piacevole e divertente, con una serie di gag piuttosto simpatiche e la scena della sauna diventata ormai piuttosto iconica. "Crazy, Stupid, Love." è una commedia romantica meno strappalacrime e più plausibile del solito, con tradimenti e dolore e il desiderio di voltare pagina che ci ricorda che nella vita a tutti può capitare di soffrire per amore. Poi, chiaramente, anche qui l'happy ending deve trionfare, quindi non ci stupisce per niente che la storia lo preveda. Bene così, per un prodotto come questo certi passaggi sono obbligati e, scesi a patti con ciò, alla fine il risultato è gradevole. Si passa una serata spensierata, si sorride e si pensa (tanto) all'amore. Carino.
Parola chiave: Amore.

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Bengi

lunedì 12 maggio 2014

Film 711 - Notte folle a Manhattan

Un film che rivedo sempre volentierissimo, perfetto per una serata casalinga di relax e divertimento!

Film 711: "Notte folle a Manhattan" (2010) di Shawn Levy
Visto: dal computer di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: E' un film sempre carino e divertente, capace di lasciare col sorriso anche lo spettatore che è alla sua terza visione. Merito, certamente, delle coppia di protagonisti Steve Carell e Tina Fey, in grado di strapazzarsi fisicamente e riciclarsi criminali, nonché fuggiaschi per sfuggire da una situazione surreale che li coinvolge, loro malgrado, nella ricerca di una chiavetta USB. Non mancheranno equivoci, sparatorie, inseguimenti e tutto ciò che può venire in mente che sia totalmente fuori dalla routine di coppia.
Oltre al magnifico duo comico - che insieme conta 3 Golden Globes all'attivo - anche una serie di comprimari ormai celebri come Mark Wahlberg, Taraji P. Henson, Kristen Wiig, Mark Ruffalo, Ray Liotta, James Franco e Mila Kunis a disposizione di una storia piacevole e in grado di mantenere le aspettative.
In generale, un prodotto piuttosto riuscito nell'ottica del suo scopo scopo commerciale e, nonostante non tutti avrebbero scommesso su un box office ricchissimo visto la scelta di due star della televisione piuttosto che del cinema, anche dal punto di vista dell'incasso il film è stata una sorpresa positiva.

Film 111 - Notte folle a Manhattan
Film 338 - Notte folle a Manhattan
Film 1174 - Notte folle a Manhattan
Box Office: $152,269,033
Consigli: Piuttosto spietato nel dipingere la routine quotidiana di una coppia sposata della classe media americana, "Date Night" distruggere letteralmente i suoi protagonisti per riplasmarli a coppia di detective-misto-delinquenti catapultandoli in una serie di avventure che scaturisono dal momento in cui la coppia "ruba" la prenotazione al ristorante di una coppia che non si presenta per il tavolo. Ne seguiranno una serie di eventi pazzeschi e, sinceramente, anche piuttosto divertenti che metteranno in luce la bravura e le capacità di Fey e Carell. Spassoso e perfetto per una serata leggera.
Parola chiave: Tripplehorns.

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Bengi

martedì 5 novembre 2013

Film 609 - Cattivissimo me 2

Licia mi aveva prenotato giusto giusto qualche mese fa...

Film 609: "Cattivissimo me 2" (2013) di Pierre Coffin, Chris Renaud
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Licia, Luigi
Pensieri: Nonostante io non sia certo tra i fan più sfegatati di questa cartoon saga - a differenza di tutto il resto del mondo, a quanto pare - "Cattivissimo me 2" è stato certamente un film davvero carino e piacevole da vedere.
Nonostante per il sottoscritto la scintilla d'amore incondizionato non sia mai scoccata, rimane comunque un prodotto commerciale ben realizzato e, evidentemente, dal grandissimo appeal commerciale. Entrambi gli episodi, infatti, sono caratterizzati da un budget piuttosto modesto considerato quanto si sborsa oggi per produrre pellicole decisamente meno remunerative. "Cattivissimo me", costato 69milioni di dollari (certo non briciole, per carità!), ne ha incassati $543,113,985 e senza l'aiuto del 3D; questo secondo episodio, invece, costatone 76, ad oggi ha incassato $911,774,325 (ma con il 3D).
Questa volta la storia si concentra di più sulla nuova famiglia composta da Gru e dalle 3 figlie adottive (manca chiaramente una figura femminile di riferimento che prontamente arriva) e sul reclutamento del protagonista da parte della Lega Anti Cattivi che tenta di scoprire chi abbia rubato un siero capace di trasformare in famelici mostri le creature che lo assumono. Nella storia si inseriscono nuovi personaggi tra cui Lucy Wilde - futura dolce metà di Gru - e lo spagnoleggiante Eduardo (doppiato per l'Italia da un irriconoscibile Neri Marcorè), ma è inutile dire che a farla da padrone sono i fantastici minions, spalle capaci di rubare la scena di chiunque la condivida con loro. Non a caso è previsto un film dedicato solo a loro per l'estate 2015.
Insomma, "Despicable Me 2" ha effettivamente tutte le carte in regola per lasciare soddisfatto lo spettatore di ogni età, essendo capace di divertire con alcune gag davvero gustose e, certo, di affascinare i più piccoli grazie al colorato mondo che caratterizza la saga. La trama, per quanto prevedibile in certi passaggi, riesce comunque a catturare l'attenzione grazie ai momenti comici ben distribuiti e, come si diceva, utilizzando al meglio il potenziale comico dei meravigliosi incomprensibili ometti gialli.
Unica pecca, la visione italiana del film è disturbata dal doppiaggio improbabile del personaggio di Lucy: tra tutte le candidate possibili è stata scelta un'Arisa che, oltre essere poco adatta (e capace) risulta proprio fastidiosa.
Film 187 - Cattivissimo me
Film 609 - Cattivissimo me 2
Film 1011 - Minions
Film 2124 - Minions: The Rise of Gru
Consigli: Gustoso e spassoso, è un sequel che non fa rimpiangere il primo capitolo cui fa seguito. Non solo è cosa rara, ma anche molto gradita! Certamente da vedere, meglio se in compagnia.
Parola chiave: PX41.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 9 gennaio 2013

Film 497 - 40 anni vergine

Per una tranquilla serata all'insegna del disimpegno. Era tra le proposte silly che avevamo concordato con Licia.


Film 497: "40 anni vergine" (2005) di Judd Apatow
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Licia
Pensieri: Devo dire sinceramente che sono rimasto abbastanza deluso da questo prodotto cinematografico che sembra proporre qualcosa che in realtà non c'è. Ve lo dico subito: "40 anni vergine" è un film d'amore.
Sì, avete capito bene. Seppure il trailer e l'inizio della pellicola sembrerebbero suggerire un approccio goliardico della (disgraziata) storia del represso e frustrato verginello Andy/Steve Carell (questo ruolo gli ha lanciato la carriera), in realtà la direzione presa nel secondo tempo è smielata e poco divertente. Si predica perfino la monogamia, dato che il protagonista prima è vergine, poi si aspetta di sposarsi e da lì, chiaramente, si sottintende la fedeltà matrimoniale.
Ora, per carità, non è che mi aspettassi alti contenuti o un kolossal mozzafiato, però se nemmeno su un titolo di matrice fondamentalmente stupida mi posso più fidare... non so più cosa aspettarmi. E dire che la "factory" di Apatow solitamente garantisce un minimo di originalità.
In ogni caso c'è da aggiungere che, se non tutti apprezzeranno i contenuti della pellicola, altri non troveranno divertante, probabilmente, il tipo di comicità di Carell, figlia di una mimica facciale che la fa da padrone a sfavore di battute a effetto più immediato. E, per quanto l'attore sia bravo, ogni tanto stanca (ma c'è da dire che eravamo agli albori di una carriera mondiale di comico che è poi riuscito a trasformare in una da attore multigenere).
Insomma, in definitiva non posso definire più che carina questa pellicola, sottolineando quanto le mie aspettative più scanzonate e superficiali siano state disattese. Catherine Keener, comunque, veramente una bella donna (all'epoca 45enne)!
Ps. Buon box office mondiale: $177,378,645 (la spesa era 26 milioni).
Consigli: Riuscito solo in parte. Non è il film che ci si aspetta e questo potrebbe deludere chi ha aspettative più da commedia (anche degli equivoci e non solo delle volgarità). Di fatto si guarda senza problemi, ma una volta può bastare. Comunque meglio in compagnia.
Parola chiave: .

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Ric

martedì 4 dicembre 2012

Film 487 - Il matrimonio che vorrei

Un duo insolito per il grande schermo e una storia che si presentava interessante!


Film 487: "Il matrimonio che vorrei" (2012) di David Frankel
Visto: dalla tv della Mery
Lingua: italiano
Compagnia: Jé, Mery, Fra, Andrea Margherita
Pensieri: Delicata e piacevole commedia sull'amore di coppia passato il traguardo dei 30 anni di matrimonio. Sì, amore inteso anche come sesso.
Fosse anche solo per la presenza di sua maestà Meryl Streep, non avevo dubbi sulla tipologia di pellicola che mi accingevo a vedere; non di meno la dirige David Frankel, già suo compagno nell'avventura per "Il diavolo veste Prada". Comprimari nella storia sono il sempre bravo Tommy Lee Jones e Steve Carell che rende tanto bene quando evita le sue facce idiote.
"Hope Springs" è proprio un film garbato, educato, non volgare. Nonostante il tema della sessualità sia centrale - e spesso comicamente affrontato per dar ritmo alla vicenda - non si scade mai in eccessi o peccati di banalità, mantenendo alto lo standard di qualità per un prodotto sì meno riuscito della precedente collaborazione Streep-Frankel, ma comunque di piacevole effetto.
Chiaramente - e lo so che poi sembro di parte - la Streep è strepitosa, calata alla perfezione in un personaggio che vive una rivoluzione interiore e combatte per ottenere un'emancipazione e un'evoluzione matrimoniale. Sebbene inizialmente Kay sia la classica casalinga sottomessa al volere del marito e frustrata nel riduttivo ruolo casalingo, si intuisce subito grazie all'espressivo sguardo tutto pepe della grande attrice che, presa la decisione di ritrovare le scintille in un'unione ormai solo di fatto, nulla potrà fermare il processo di (necessario) cambiamento che il matrimonio con Arnold richiede.
Dal canto suo Lee Jones, stropicciato e sottotono per necessità di copione, da una grande prova in un genere, la commedia (molto femminile), che certamente gli è poco familiare.
Senza la pretesa di essere un prodotto eccellente, si gusta comunque volentieri la visione, insolitamente votata alla pacatezza e alla ricerca introspettiva dentro sé stessi. Dove, infatti, solitamente siamo abituati a cambiamenti necessari implicati dall'esterno o per migliorare qualcosa di sé che non si accetta, qui si ha la - rara, al cinema - rappresentazione di una coppia di una certa età che decide di rimettersi in gioco e cambiare per ritrovare sé stessi l'uno nell'altra.
Carino, ben recitato e fedele all'idea che trailer e poster propongono. L'ho davvero apprezzato.
Ps. Box office felice: 30 milioni di dollari per produrlo e $107,315,019 di incasso mondiale.
Consigli: Se, per una serata, non avete voglia di azione, chiasso, volgarità o la solita storia d'amore, date una chance a "Il matrimonio che vorrei".
Parola chiave: Terapia di coppia.

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Ric

giovedì 1 dicembre 2011

Film 338 - Notte folle a Manhattan

Tra la spesa di un post giornata lavorativa, anche il dvd di una commedia che avevo visto l'ultima volta sul grande schermo della city di Londra...


Film 338: "Notte folle a Manhattan" (2010) di Shawn Levy
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Era il caso di recuperare qualche battuta persa a causa della lingua inglese. Così attrezzato di dvd originale, non ho saputo resistere al richiamo di questo "Date Night" con la mia adorata Tina Fey come protagonista. E, devo dirlo, il film mi è piaciuto anche se doppiato con voci oscene.
Divertente soprattutto grazie ai due protagonisti (lui è lo Steve Carell di "Crazy, Stupid, Love.") e ad una serie di comprimari di primo livello (Mark Wahlberg ha la parte da spalla migliore), rivedendolo ho notato che alla pellicola hanno partecipato un sacco di attori che fino ad un anno fa non avevo idea di chi fossero. Alcuni esempi sono Leighton Meester ("Gossip Girl", "Monte Carlo") Kristen Wiig ("Le amiche della sposa") e Mila Kunis ("Il cigno nero", "Amici di letto"). Tra i già famosi, invece, troviamo James Franco, Taraji P. Henson, Mark Ruffalo.
Carino, divertente, spassoso (la gag di taxi e macchina incastrati mi ha fatto ridere anche questa volta!) e non volgare, è adatto ad una serata che necessita di trascorrere nel più piacevole dei modi. Promossissimo.
Ps. $152,269,033 di incasso nel mondo.
Film 111 - Notte folle a Manhattan
Film 711 - Notte folle a Manhattan
Film 1174 - Notte folle a Manhattan
Consigli: Se lo scopo è divertirsi senza pensieri questa non può che essere la pellicola ideale per raggiungere lo scopo. I due protagonisti sono da ammirare specialmente per la loro capacità (innata?) di riuscire a recitare anche solo con le espressioni del viso e già solo per questo valgono il valore del film.
Parola chiave: Tripplehorns.

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Ric

martedì 29 novembre 2011

Film 335 – Crazy, Stupid, Love.

Amando il genere avevo veramente voglia di vedere questo film, sin da quando era uscito qualche tempo fa negli USA. Ed ecco che la cena del martedì si è rivelata utilissima scusa per una visione tra amici.


Film 335: "Crazy, Stupid, Love." (2011) di Glenn Ficarra, John Requa
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Michele P., Andrea, Andrea Puffo
Pensieri: Passando da una commedia oscena (“Film 334 – Ma come fa a far tutto?”) a una fatta per benino è inutile dire che la differenza si sente alquanto.
Innanzitutto c’è una trama. Il che è già qualcosa. Poi c’è un buon cast fatto di veri comprimari – e non un attore e centomila attori spalla con più o meno la stessa capacità incisiva di un vaso da frutta – e un piglio scanzonato che accompagna tutta la bizzarra vicenda. Già, perché quando credi di aver capito tutto di "Crazy, Stupid, Love", ecco che la trama vira inaspettatamente su un particolare che mai ti saresti aspettato sarebbe diventato il perno fondamentale della vicenda.
Ecco, quando capita che in una pellicola la trama riesca a stupirmi con un qualcosa di inaspettato allora è fatta, non potrò non pensare che – almeno quella particolare cosa – mi ha davvero conquistato. Qui vale questo principio. Ovviamente non posso rivelare di cosa si tratta, altrimenti si rovinerebbe la trama a chi desidera vederlo.
Inoltre, devo dirlo, partivo sicuramente interessato per via del cast di ottimi attori che la pellicola raccoglie: Emma Stone e Ryan Gosling in primis, poi Julianne Moore, Marisa Tomei, Steve Carell e Kevin Bacon a formare un gruppo che pare decisamente affiatato.
Spiritosa e divertente antologia sul come ricominciare daccapo (anche la storia di una vita), è ovvio anche dal titolo che il protagonista principale delle vicende sia l’amore, sia quello per il proprio partner che per la famiglia. In un periodo in cui ci si focalizza molto su sé stessi è inconsueto trovare un film che tratti tanto spontaneamente di un sentimento così complesso. Mi ha colpito la cosa soprattutto nella figura del figlio della coppia Carell-Moore, che sa con certezza che il padre e la madre sono anime gemelle e che, nonostante la scappatella di lei e l’attuale separazione dei genitori, sa per certo che nel futuro i due sono destinati a tornare insieme. Stranamente non ho trovato patetica la cosa, ma piuttosto una speranza che chiunque possa riconoscere prima o poi chi fa veramente per lui. Ovviamente il ragazzino stesso sa di amare qualcuno, ma solo il tempo saprà confermargli di essere nel giusto.
Insomma guardare questo film è stato piuttosto piacevole, con Carell sempre grande protagonista grazie a una mimica e un’aria sottomessa da ipersfigato che solo lui sa portare così bene. Ottimo Gosling, perfetta incarnazione dello sciupafemmine macho e tanto etero, metamorfosi non da poco per uno che non è certo diventato famoso per la sua fama di sex symbol...
Emma Stone sempre più lanciata verso il ruolo di principessina della commedia USA più seria (leggere con una trama), scippando il posto alla sparita (per incombenze di maternità, suppongo) Katherine Heigl - fino all'anno scorso unica regina della commediola scacciapensieri che tanto mi piace seguire e guardare -, conferma anche con questo ruolo di essere perfettamente in grado di apparire bella, simpatica, intelligente e con una certa attitudine recitativa tutto - pensa un po'! - interpretando un unico ruolo. Dopo ruoli minori in "La coniglietta di casa" e "La rivolta delle ex" e un paio di ruoli davvero azzeccati ("Benvenuti a Zombieland", ma soprattutto "Easy Girl"), la Stone centra in pieno due titoli che sbancano il botteghino mondiale (questo film e "The Help", inaspettato successo da $168,231,632 incassati solo in America, da noi il 20 gennaio 2012) e si candida davvero a diventare una delle promesse del genere glam-comedy più in vista del momento.
Per chiudere il cerchio e tornare al nostro 'crazy, stupid' movie, aggiungo che il ruolo di Marisa Tomei è veramente divertente e lei sa renderlo 'weird' ed eccentrico quanto basta per far si che rimanga ben impresso nella mente. Sempre bravi, infine, la Moore e Bacon, meno brillanti qui a causa dei due ruoli infelici.
Per concludere direi: bel film, divertente e piacevole da guardare, commedia romantica sui sentimenti e sulla ricerca dell'anima gemella. Forse il periodo per me è propizio, ma diciamo che sono sensibile all'argomento. Forse per questo, di fatto non mi è parso banale e troppo scontato il modo in cui l'argomento (più che trito, ormai) è stato trattato. Lo rivedrei.
Nel mondo "Crazy, Stupid, Love." ha incassato 142.7 milioni di $.
Consigli: Chi ha perso l'amore, chi cerca l'amore, chi l'amore l'ha trovato, chi ama e non è ricambiato. Banale, forse. Già sentito, forse. Eppure per tono, trama, attori e risultato finale, questa pellicola mi è molto piaciuta. E sotto le feste un film come questo è sempre un'ottima compagnia. Per chi è solo e chi non lo è.
Parola chiave: Hannah.

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Ric

mercoledì 24 novembre 2010

Film 187 - Cattivissimo me

Il caso cinematografico d'animazione dell'anno. In America un incasso (inaspettato) col botto. Dovevo capire perchè...!


Film 187: "Cattivissimo me" (2010) di Pierre Coffin, Chris Renaud
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Questo film d'animazione è divertente e giocoso, non certo innovativo, ma con il grande pregio di non annoiare mai.
Cattivissimo è Gru (in italiano doppiato da un incapace Max Giusti), maligno che vuole dimostrare al mondo il suo valore mettendo a segno il colpo del secolo: rubare la luna! Tra lui e il suo sogno (di grandezza) un finanziamento in banca (quella dei cattivi, è ovvio) che tarda ad arrivare mancando il pezzo forte del piano, il raggio restringente. Da qui in avanti una serie di eventi imprevisti - tra cui l'adozione più veloce ed usa e getta del secolo - faranno di Gru un uomo diverso. Complici di questo cambiamento le tre orfanelle Margo, Edith e Agnes che, con la loro semplice necessità di essere amate, riusciranno a scuotere nel profondo il nostro eroe calvo.
Nell'insieme il film raccoglie qualche gag davvero divertente e propone dei personaggi-contorno - come i minions - davvero spassosi. Le musiche sono piuttosto inedite per un film d'animazione e, soprattutto, americano: poca colonna sonora classica in favore di sonorità più ritmate (di Pharrell Williams) capaci di colorare a loro volta le immagini rendendo più piacevole l'effetto d'insieme. Particolare.
Insomma, tutto sommato una pellicola divertente e spassosa, capace di distrarre e intrattenere a dovere lo spettatore. E', ovviamente, una storia più per bambini, ma non dispiacerà di certo a nessuno lasciarsi coinvolgere dai 102 minuti di pellicola.
Ps. La madre di Gru è spaventosamente identica alla nonna di Rossa in "Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti"! Vedere per credere!
Film 187 - Cattivissimo me
Film 609 - Cattivissimo me 2
Film 1011 - Minions
Film 2124 - Minions: The Rise of Gru
Consigli: Magari 8 euro al cinema sono un po' eccessivi... Meglio godersi questa pellicola nella comodità della casa in buona compagnia. Si ride e ci si diverte, per stare in gruppo non c'è di meglio, no?
Parola chiave: Vector.



#HollywoodCiak
Bengi

sabato 8 maggio 2010

Film 111 - Notte folle a Manhattan

Ecco il secondo post per il blog della Goldmine!


Film 111: "Notte folle a Manhattan " (2010) di Shawn Levy
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ale
Pensieri: http://www.goldminefactory.com/blog/notte-folle-a-londra/
E’ necessario liberarsi da preconcetti per leggere quanto seguirà, sia chiaro da subito.
Sebbene le intenzioni fossero delle più nobili (e cool), arrivato a destinazione non ho potuto fare a meno di cedere. E allora ammettiamolo che questa commedia leggere americana ci può anche piacere, nel giusto contesto! E quale sarebbe questo contesto, qualcuno si chiederà? Londra!
Già di per sé, si capisce, il luogo genera perdizione e smarrimento, ostacola la lucidità e confonde anche i più forti. Nel mio caso la mission era scovare il film più figo proiettato dentro e fuori dalla City per riproporne in queste righe un resoconto quanto più dettagliato della sicura magnificenza. Nella realtà, si sono presentati svariati fattori non previsti.
Innanzitutto quanto costa il cinema a Londra? Diciamo mediamente 14 sterline che, in euro (arrotondando per semplificare), sono circa 16. In Italia ci lamentiamo del fatto che andare al cinema ormai sia un lusso, ma, effettivamente, non ci va poi così male (Bologna, con la promozione “Chi fa d’essai fa per tre“, è abbastanza agevolata). Altro fattore mai trascurabile: la compagnia. Non tutti sono disposti a girare ore in metropolitana per vedersi in inglese un film di cui non hanno mai sentito parlare. Ultimo e non trascurabile fattore: lo sconto. Un 2×1 al multisala in centro è sempre molto gettonato.
Difficile, quindi, rispettare i buoni propositi del vacanziere non convenzionale. Più facile cadere nella trappola di Date Night, ovvero Notte folle a Manhattan (come al solito in Italia i titoli dei film vengono sostituiti con banalità), con due attori comici famosissimi in America per le serie tv che interpretano: Steve Carell (''The Office'') e Tina Fey ("30 Rock").
Nessuno grida al capolavoro, per carità, ma sorprende piacevolmente per il gusto con cui si lascia guardare. Lega perfettamente la vita di coppia all’avventura da agente segreto, rimanendo sempre ben saldo alla centralità del duo (leggere famiglia). Gag divertenti, coppia di attori affiatata e capace di far ridere semplicemente con la mimica facciale e non per forza insultando o offendendo. Interessanti anche gli attori secondari, tutti piuttosto conosciuti: Mark Wahlberg più muscoloso che mai; Taraji P. Henson, nominata all’Oscar 2009 come miglior attrice non protagonista per Il curioso caso di Benjamin Button; James Franco qui in versione tatuata e trasandata; Mark Ruffalo, amico sfigato della coppia.
Dirige Shawn Levy, non certo un visionario, ma sicuramente una mano capace cui affidare una commedia (sue, tra le tante, "Oggi sposi… niente sesso", "Una scatenata dozzina", "Una notte al museo" 1 e 2).
Chi è a Bologna dovrà aspettare il 7 maggio per vedere questa pellicola, ma se, invece, vi trovate a Londra e non sapete che fare, tra lo shopping e il musical a teatro (consiglio 'Mamma mia!'), andate a divertirvi un po’ al cinema! In attesa del Secret Party della Goldmine, ovviamente…
Film 338 - Notte folle a Manhattan
Film 711 - Notte folle a Manhattan
Film 1174 - Notte folle a Manhattan
Consigli: La scena dell'inseguimento con le auto agganciate è strepitosa!
Parola chiave: Tripplehorn.




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