Visualizzazione post con etichetta Enrico Brignano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Enrico Brignano. Mostra tutti i post

martedì 7 febbraio 2017

Film 1299 - Poveri ma Ricchi

Il trailer mi aveva davvero incuriosito, il che è insolito per un titolo italiano di questo genere. Così ho cercato di convincere Licia e Poe a vederlo assieme...

Film 1299: "Poveri ma Ricchi" (2016) di Fausto Brizzi
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe, Licia
Pensieri: Mi ha fatto un sacco ridere, lo devo ammettere. Una volta tanto anche la commedia italiana ce la può fare.
Che poi, specifichiamolo, ce la fa solo perché non si tratta di una sceneggiatura originale, ma di un riadattamento del francese "Les Tuche". Ah, ecco. Appunto.
Ma a noi ci frega davvero se si tratta di un altro scopiazzamento alla "Benvenuti al Sud"? No, ma un pochino sì. Uscendo un attimo da questo bipolarismo, il punto è che finalmente la commedia di casa nostra regala un titolo simpatico, ironico, capace di fare autocritica e certamente in linea con i tempi, ma pur sempre di qualcosa tratto da un'idea altrui si tratta. Quindi bene, molto bene che "Poveri ma Ricchi" abbia visto la luce, anche se ogni tanto qualche pensiero originale non guasterebbe.
In ogni caso, tornando alla famiglia Tucci - versione in carne ed ossa de "I Croods" - la storia è simpatica e le gag funzionano, anche se forse a livello narrativo mi sarei aspettato altre scelte. Di fatto la trama comincia e finisce nello stesso punto e anche se c'è qualche cambiamento, non ho gradito che ci si ritrovi alla situazione di partenza. Inoltre la famiglia non impara niente dai propri errori e passa il messaggio che se si è scemi, scemi si rimane; Valentina (Lodovica Comello), della quale scopriamo subito l'odio per i ricchi, nel finale dichiarerà di non disprezzare affatto i soldi, ma solo chi ne possiede troppi; e l'amministrazione controllata del figlio minore (unico dotato di raziocinio , oltre che di una voce doppiata molto antipatica), per quanto soluzione simpatica e giocosa di cui può avvalersi questo tipo di commedia, rimane comunque una grandissima boiata. In ogni caso, in generale non gradisco le soluzioni che tengono un piede in due staffe e qui c'era da delineare bene la questione: o ricchi, o poveri.
Per quanto riguarda il cast, invece, bisogna ammettere che sia davvero azzeccato e anche se ognuno fa il suo solito personaggio, è innegabile che De Sica + Ocone + Brignano + Mazzamauro siano state scelte ben ponderate. Tutti e quattro assieme funzionano alla grande e dimostrano un evidente affiatamento. Ottimi anche i cameo a sorpresa di Al Bano e Gabriel Garko che, pur ribadendo la loro natura trash, risultano in ogni caso geniali per come sono qui utilizzati. La vera nota dolente è la giovane e già citata Comello a cui non solo hanno appioppato un orrendo personaggio, ma lei stessa è altrettanto tremenda a recitarlo. Non so se il fatto che provenga da "Violetta" possa essere segnale d'allarme, in ogni caso la sua recitazione è impietosa, imbarazzante ed innaturale, tanto costruita da risultare evidentemente falsa. Rovina la visione ogni volta che è in scena. Della presenza in veste di attrice di Camila Raznovich, invece, non voglio nemmeno parlare (ste marchette made in Italy...).
Concludo dicendo che "Poveri ma Ricchi" è una pellicola davvero divertente e spassosa ed insolitamente riuscita per il panorama nostrano che, inoltre, riesce a compiere il miracolo di trasformare Milano in una città pulita e soleggiata. Vedere per credere.
Cast: Christian De Sica, Anna Mazzamauro, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Giulio Bartolomei, Lodovica Comello, Federica Lucaferri, Ubaldo Pantani, Bebo Storti, Camila Raznovich, Giobbe Covatta, Al Bano, Gabriel Garko.
Box Office: € 6.833.000
Consigli: Spassoso e capace di non pochi momenti comici riusciti, "Poveri ma Ricchi" ha il grande pregio di riuscire a combinare ad arte il repertorio classico del quartetto principale di attori riuscendo a ricavarne qualcosa di nuovo che funziona. Pur rimanendo ancorato ai diktat della commedia buonista, il risultato complessivo è davvero simpatico e il film si presta davvero ad ogni occasione cui sia richiesto svago ed intrattenimento sinceramente spensierato.
Parola chiave: Supplì.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 7 gennaio 2014

Film 649 - Frozen - Il regno di ghiaccio

Primo film visto al cinema di questo 2014!

Film 649: "Frozen - Il regno di ghiaccio" (2013) di Chris Buck, Jennifer Lee
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: La storia delle due sorelle principesse di Arendelle di cui una è una normalissima ragazza e l'altra ha la magica capacità di poter creare e manipolare il ghiaccio che prende il nome di "Frozen" è, tutto sommato una piacevole avventura canterina che la Disney firma dopo il carinissimo "Ralph Spaccatutto" del 2012.
Il 53esimo classico della casa di Topolino torna alle principesse dopo il 'violento' cambio di tema della precedente pellicola e, per recuperare, opta per un duo - di cui una diventa pure regina - e rincara la dose fiabesca. Già, perché all'inizio "Frozen - Il regno di ghiaccio" si presenta proprio come te lo aspetteresti e forse persino un po' peggio. Moltissimi momenti cantati, il principe azzurro, l'amore a prima vista, le spalle buffe e simpatiche, un regno da salvare... Insomma, che noia!
Invece, va detto che procedendo con la storia la trama migliora e rinnega addirittura il grande must fiabesco del primo ed unico amore in favore di un'accezione più moderna e all'avanguardia della resa dei sentimenti, in primo luogo il romanticismo classico.
In linea generale, anche se mi è piaciuto meno di Ralph, questa nuova fatica animata della Disney non è poi così male. Non mi avevano parlato troppo bene di questo progetto cinematografico e, quindi, ammetto di essere arrivato in sala certamente prevenuto, ma tutto sommato il risultato finale mi sembra in linea con gli altri prodotti che la casa cinematografica sta ultimamente producendo. E' vero, in effetti ci sono state un po' troppe canzoni per i miei gusti - soprattutto perché in italiano cantate, tra gli altri, da Serena Autieri -, però ero preparato ad una specie di "Moulin Rouge!" versione animata, quindi pensavo molto peggio!
Esteticamente colpisce soprattutto la bella resa del personaggio di Elsa che, al momento dell'accettazione di sé e creazione del suo castello di ghiaccio, ruba la scena a qualunque altro personaggio con una chioma albina scompigliata al vento ed un vestito di cristalli di ghiaccio che farebbe invidia a qualunque stilista; il castello presenta una bellissima architettura e ricorda uno di quegli hotel di ghiaccio che si vedono in Svezia o Norvegia (la pellicola, tra l'altro, è ambientata nell'antica Scandinavia). Il resto della realizzazione animata suscita meno interesse e, anzi, in generale non si discosta nemmeno troppo da quella di "Rapunzel - L'intreccio della torre". 

Per quando riguarda il doppiaggio, invece, grande successo di critica hanno riscosso in America Kristen Bell (Anna), Josh Gad (Olaf) e Idina Menzel (Elsa) che nella parte dei protagonisti della storia hanno fatto furore. La Menzel, tra l'altro, ha vinto un Tony Award per "Wicked". In Italia, invece, il doppiaggio non proprio felice di Serena Rossi, Enrico Brignano e la Autieri tampona come può le carenze dovute ad un CV attoriale e musicale che può essere definito tale solo da noi.
Doppiatori a parte, comunque, questo "Frozen - Il regno di ghiaccio" è stata pellicola perfetta per le feste ed accompagnamento giustissimo di una serata di totale disimpegno. La Disney, a mio avviso, dovrebbe osare in nuovi campi che prescindano principi, principesse e castelli in favore di qualche favola, sì, ma dal sapore più moderno e interessante. Detto questo, il film rimane in ogni caso un buon prodotto commerciale, solidissimo e capace di rispettare le aspettative generate.
Ps. Andamento più che positivo al box office mondiale ($638,791,729) e, soprattutto americano: dopo 7 settimane, per la seconda volta "Frozen" torna prima in classifica. Inoltre due nomination ai Golden Globes (Miglior film d'animazione e canzone originale) e un primato per la colonna sonora del film che, dopo aver raggiunto la posizione #4 della Billboard, questo giovedì pronosticano vedrà addirittura la vetta. Sarà vero?
Film 649 - Frozen - Il regno di ghiaccio
Film 705 - Frozen
Film 1872 - Frozen II
Box Office: $980,905,905 (ad oggi)
Consigli: Piacevole e spensierata favola per famiglie decisamente molto cantata. La Disney torna più verso le proprie origini e sceglie di andare sul sicuro per le feste 2013, dimostrando che principesse e regni da salvare sono ancora in grado di farla decisamente da padroni. Tutto sommato divertente, ma il paragone con i grandi classici del passato è impensabile.
Parola chiave: Atto di vero amore.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 11 dicembre 2013

Film 633 - Stai lontana da me

Si torna al cinema con la 3, questa volta per un prodotto italiano che promette qualche risata.

Film 633: "Stai lontana da me" (2013) di Alessio Maria Federici
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Che ci fosse la possibilità il film si ispirasse al francese "La Chance de ma Vie" (in italiano "Per sfortuna che ci sei") l'avevo intuito. Che avessero solo fotocopiato la sceneggitura, cambiato i nomi e la location in cui ambientare il tutto, invece, non lo avevo nemmeno preso in considerazione.
Proprio come "Benvenuti al Sud" è identico al film che lo ha ispirato "Giù al nord", anche in questo caso la totale mancanza di idee del cinema italiano ha finito per riutilizzare la trama semplice ma divertente di un'altra pellicola per non faticare a produrne una decente propria. Qui, però, il caso differisce per un aspetto macroscopico: "Stai lontana da me" è un film orrendo.
Come è evidente dal fatto che tutto è trasposto in questo remake con millimetrica precisione copiativa, l'idea che sta alla base del progetto (ovvero lui che è solo perché porta una sfiga nera alle ragazze con cui si fidanza) è divertente e lascia sperare in qualcosa di ironico, seppur copiato. La realtà è invece differente perché A) Brignano è incapace a recitare, far ridere e, peggio, tentare un approccio drammatico; B) Ambra, checché ne dicano, non sarà mai un'attrice; C) questa pellicola non ha ritmo. Riguardo quest'ultimo punto in particolare, va aggiunto poi che chi ha già visto il film da cui è tratto è costantemente in grado di prevedere qualunque avvenimento che la trama starà per raccontare. Quindi addio anche all'effetto sorpresa. Continuiamo.
La coppia Brignano-Angiolini non solo è male assortita, ma nemmeno troppo credibile. E' vero che il personaggio di lei dimostra di non avere alcun senso del gusto già attraverso la figura del fidanzato e del guardaroba che è un pugno nell'occhio continuo, ma mi riesce davvero difficile credere che Jacopo, nella forma di Enrico Brignano dotato di sopracciglia demoniache, sia anche solo un candidato appetibile agli occhi di una ragazza come Sara/Ambra (o di ogni altra ragazza la cui vista sia funzionante). Non è, comunque, solo un fatto estetico. Jacopo è un'ameba impacciata e noiosa, ridicolo quando punta i piedi e imbarazzante quanto tenta l'approccio romantico. Definirlo pasticcione è fargli un complimento. E non sto nemmeno prendendo in considerazione il fattore jella-per-tutte.
La scontatezza e la superficialità che caratterizzano questo prodotto su tutti i fronti va ben oltre il consentito ad una commedia - seppur nostrana - dei nostri giorni, anche se copiata! Chiunque compaia sullo schermo è una macchietta e i temi portanti del racconto sono - udite udite! - l'amore vero e che lavorare sodo prima o poi premia sempre! Per non dire, poi, che i 'cattivi' finiranno per essere smascherati...
Insomma, è evidente che il carattere innovativo di questo remake fotocopia stia solo nel fatto di aver gentilmente concesso la paternità dell'opera ai creatori di "La Chance de ma Vie", evitando un silenzio che avrebbe altrimenti destato sospetti (in quanti film sulla sfiga compare una cicogna, per esempio?). Il risultato italiano, però, è imbarazzante - e non è che l'originale fosse esattamente un capolavoro, intendiamoci -, scontato e di una banalità che mi ha colpito. La contestualizzazione finto-intellettualoide sia di Jacopo che di Sara passa solo attraverso il loro guardaroba nerd, quella che dovrebbe essere la Miranda Priestly italiana è una volgarissima imitazione inconsistente interpretata da un paio di labbra di Anna Galiena e il risultato finale riesce ad essere stucchevole e insopportabile. Brutto e insignificante, manca il perché. Ovvero: perché si è decisi di portarlo sullo schermo.
Ma sì, lo so, lo so. I soldi (al momento l'incasso ammonta a € 3.920.955).
Consigli: Meglio guardare l'originale da cui è tratto. L'idea che sta alla base della storia è anche carina, ma qui viene resa becera e sciocca. Ok che è un film senza pretese, ma non dargli nemmeno la chance di avere una ragione per esistere è grave. Brutto e inutile.
Parola chiave: Iella.

Trailer

Bengi