E' inutile, quando esce un suo film sento sempre il desiderio di vederlo subito!
Film 846: "Magic in the Moonlight" (2014) di Woody Allen
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Stanley/Colin Firth, illusionista ingaggiato per smascherare la giovane sensitiva Sophie/Emma Stone, finirà per sgretolare le sue granitiche certezze su occulto, magia e chiaroveggenza, fino a quando non ritroverà fede nelle sue convinzioni e, a dirla tutta, pure l'amore.
Altro non si può dire sulla trama dell'ultima fatica di Woody Allen perché altrimenti si rischia di rovinare tutta la sorpresa. Si può dire, invece, che dopo l'evidente scivolone qualitativo del terribile "To Rome with Love", con questa storia il grande regista riesce di nuovo a produrre qualcosa di piacevole. Non un capolavoro e di certo non ispirato quanto "Midnight in Paris" o "Match Point" - chiaramente si parla dei suoi lavori recenti -, ma anche questo "Magic in the Moonlight" ha i suoi buoni momenti, nonché un cast piuttosto ricco e la capacità di stuzzicare la curiosità dello spettatore grazie all'idea dello smascherare la ragazza.
Emma Stone non è certo la Cate Blanchett di "Blue Jasmine", ma riesce nell'intento di piacere e risultare simpatica, a volte anatroccolo a volte cigno, in un bilanciato incastro di tenerezza, intrigo e fascino. Dall'altra parte Firth è l'ennesima versione alternativa di Allen stesso (ormai sempre più dietro la telecamera), scettico e cinico che crede solo in ciò che vede e ciò che sa, educato a porsi domande e mettere in discussione tutto, eppure aperto a praticare strade che non conosce. Sarà anche per questo - e per l'amore, ovvio - che riuscirà a mettere in discussione tutto ciò in cui crede in virtù delle apparenti doti di Sophie. Come sempre Allen è bravo a contrapporre il razionale e ciò che non lo è, a porsi un sacco di domande e a mettere lo spettatore nella condizione di fare lo stesso. Nonostante il risultato sia nella media, più che clamoroso, è comunque piacevole lasciarsi trasportare e condurre durante la visione.
In definitiva direi che "Magic in the Moonlight" è più che mai un titolo "alla Allen" come solo il regista ci ha abituato di questi tempi. Nonostante il contenuto cambi, la confezione è sempre la stessa e, bisogna dirlo, il rischio è che se non piace quella, tutto il resto verrà clamorosamente scartato a priori. Io gradisco questi esperimenti fuori dal tempo e questo modo di fare cinema, ma mi rendo conto che non possa essere così per tutti. Eppure a questa pellicola si può dare una possibilità.
Ps. Bisognerebbe denunciare chi ha modificato in quel modo il viso della Stone nella locandina.
Box Office: $32.3 milioni
Consigli: Belle location nel sud della Francia e bella fotografia, storia carina e giochino intrigante dello stanare il trucco dell'impostore. Gli elementi buoni ci sono, ma bisogna tenere presente prima di iniziare a vederlo che questo è un film scritto e diretto da Woody Allen e che, quindi, sarà esattamente conforme al suo stile recente. Ergo se piace siete a cavallo, ma se non gradite è meglio lasciar stare fin da subito.
Parola chiave: Razionalità.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
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venerdì 2 gennaio 2015
Film 846 - Magic in the Moonlight
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venerdì 27 gennaio 2012
Film 361 - Non aprite quella porta
In cerca di un film horror di facile fruizione...
Film 361: "Non aprite quella porta" (2003) di Marcus Nispel
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco (Mi)
Pensieri: Tra tutti i remake visti e che ricordo, devo dire che questo non è poi così male. Al cinema, la prima volta che lo vidi, mi mise non poca paura e, anzi, uscii dalla sala avendo collezionato qualche salto sulla poltrona.
A distanza di anni (quasi 10) e con una compagnia diversa, non è mancato né il brivido né l'agitazione. Ansia e suspance ricreate grazie a lunghi momenti d'attesa ben architettati, hanno reso quest'ulteriore visione scombussolante quasi quanto la prima volta in cui non sapevo cosa aspettarmi. Certo, conta tantissimo l'atmosfera: notte fonda, buio ovunque, silenzio intorno a te, il sapere che sta per succedere qualcosa che non ricordi bene cosa sia, ma sai che sta arrivando... Insomma, se si è un pochino suggestionabili, questa pellicola farà egregiamente il suo dovere.
Oltre al grande successo commerciale all'epoca - $9.5 milioni per produrlo, $107,071,655 di incasso -, il film ebbe il merito (pur sempre discutibile) di far compiere il grande passo dalla tv al cinema a Jessica Biel, allora famosa soprattutto per "Settimo cielo". Oggi, dopo una carriera non sempre impeccabile (i suoi film più importanti sono sicuramente "The Illusionist - L'illusionista" e "Un matrimonio all'inglese"), la Biel è sicuramente un volto noto nel panorama delle star cinematografiche americane.
Altri compagni di avventura in questa pellicola sono Eric Balfour ("Skyline", "24"), Jonathan Tucker ("Nella valle di Elah", "The Next Three Days") e Mike Vogel (adesso in tv con il tv show "Pan Am" e al cinema con "The Help").
Consigli: Ovviamente più si ricrea una situazione 'da panico', meglio rende l'effetto-angoscia del film. Non male e comunque godibile. Bisogna, naturalmente, prenderlo per quello che è.
Parola chiave: Thomas Hewitt.
Trailer
Ric
Film 361: "Non aprite quella porta" (2003) di Marcus Nispel
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco (Mi)
Pensieri: Tra tutti i remake visti e che ricordo, devo dire che questo non è poi così male. Al cinema, la prima volta che lo vidi, mi mise non poca paura e, anzi, uscii dalla sala avendo collezionato qualche salto sulla poltrona.
A distanza di anni (quasi 10) e con una compagnia diversa, non è mancato né il brivido né l'agitazione. Ansia e suspance ricreate grazie a lunghi momenti d'attesa ben architettati, hanno reso quest'ulteriore visione scombussolante quasi quanto la prima volta in cui non sapevo cosa aspettarmi. Certo, conta tantissimo l'atmosfera: notte fonda, buio ovunque, silenzio intorno a te, il sapere che sta per succedere qualcosa che non ricordi bene cosa sia, ma sai che sta arrivando... Insomma, se si è un pochino suggestionabili, questa pellicola farà egregiamente il suo dovere.
Oltre al grande successo commerciale all'epoca - $9.5 milioni per produrlo, $107,071,655 di incasso -, il film ebbe il merito (pur sempre discutibile) di far compiere il grande passo dalla tv al cinema a Jessica Biel, allora famosa soprattutto per "Settimo cielo". Oggi, dopo una carriera non sempre impeccabile (i suoi film più importanti sono sicuramente "The Illusionist - L'illusionista" e "Un matrimonio all'inglese"), la Biel è sicuramente un volto noto nel panorama delle star cinematografiche americane.
Altri compagni di avventura in questa pellicola sono Eric Balfour ("Skyline", "24"), Jonathan Tucker ("Nella valle di Elah", "The Next Three Days") e Mike Vogel (adesso in tv con il tv show "Pan Am" e al cinema con "The Help").
Consigli: Ovviamente più si ricrea una situazione 'da panico', meglio rende l'effetto-angoscia del film. Non male e comunque godibile. Bisogna, naturalmente, prenderlo per quello che è.
Parola chiave: Thomas Hewitt.
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