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mercoledì 20 gennaio 2016

Film 1077 - The Big Short

Al cinema in Lussemburgo ho visto il mio primo film del 2016!
Film 1077: "The Big Short" (2015) di Adam McKay
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Glo, D.
Pensieri: Un film sulla crisi del mercato immobiliare USA prima che scoppi la bolla speculativa dei mutui subprime... visto tutto in inglese? Ebbene sì, anche io mi sto dando da fare quest'anno.
Inaspettatamente spassoso, molto, molto tecnico - grazie esame di economia all'università! -, ben girato, di grande intrattenimento e con un cast pazzesco, "The Big Short" è stata un'altra delle belle sorprese che mi ha riservato questa stagione. Non la migliore, anche se ammetto che rivederlo in italiano è tra i miei prossimi progetti, più che altro per integrare quelle parti troppo specifiche che mi sono perso (i sottotitoli erano in francese).
In generale devo dire che trovo assolutamente meritate le varie nomination per Christian Bale e, francamente, mi sarei aspettato la candidatura all'Oscar anche per Steve Carell, qui irresistibile. I toni dinamici, l'atmosfera spesso giocosa, il cast pazzesco, i personaggi fuori dal comune e, soprattutto, gli intermezzi esplicativi in cui compaiono vip random (Margot Robbie, Selena Gomez, Richard Thaler, Anthony Bourdain) a spiegare i concetti chiave e più difficili della storia, offrono un'immagine estremamente patinata di una vicenda che, invece, non ha avuto alcuna connotazione positiva. Certamente la scelta di rendere questa pellicola così frizzante aiuta il pubblico, che per la maggior parte non avrà familiarità con le terminologie specifiche, a sopravvivere all'universo economico-finanziario altrimenti inaffrontabile per noia e incomprensibilità (Oliver Stone, mi senti?).
Dunque un ottimo risultato che mi ha lasciato davvero soddisfatto. E, ammetto, che non me lo sarei proprio aspettato.
Ps. 5 candidature all'Oscar e ai BAFTA, 4 ai Golden Globes, tra cui Miglior film, regia e sceneggiatura.
Cast: Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling, Brad Pitt, Hamish Linklater, Rafe Spall, Jeremy Strong, John Magaro, Finn Wittrock, Karen Gillan, Max Greenfield, Billy Magnussen, Margot Robbie, Selena Gomez, Richard Thaler, Anthony Bourdain.
Box Office: $69.8 milioni (ad oggi)
Consigli: Una vera sorpresa in positivo. Estremamente tecnico, eppure per nulla noioso, questo film riesce bene a intrattenere pur non evitando le questioni spinose della vicenda. Anzi, passo dopo passo racconta con coscienza gli snodi di una vicenda partciolarmente delicata, ovvera la storia di chi, sulla disperazione altrui, è riuscito a fare una montagna di soldi. L'argomento è estremamente controverso, riguarda una ferita evidentemente ancora aperta, ma credo valga la pena di dare una chance a questo titolo, in grado di spiegare molto chiaramente le dinamiche che si sono susseguite e hanno portato all'effettivo scoppio della bolla speculativa. Di sicuro aiuta a farsi un'idea più concreta su quello che è successo e anche solo per questo può valere la pena vedere questo film.
Parola chiave: Mercato immobiliare.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 2 gennaio 2015

Film 846 - Magic in the Moonlight

E' inutile, quando esce un suo film sento sempre il desiderio di vederlo subito!

Film 846: "Magic in the Moonlight" (2014) di Woody Allen
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Stanley/Colin Firth, illusionista ingaggiato per smascherare la giovane sensitiva Sophie/Emma Stone, finirà per sgretolare le sue granitiche certezze su occulto, magia e chiaroveggenza, fino a quando non ritroverà fede nelle sue convinzioni e, a dirla tutta, pure l'amore.
Altro non si può dire sulla trama dell'ultima fatica di Woody Allen perché altrimenti si rischia di rovinare tutta la sorpresa. Si può dire, invece, che dopo l'evidente scivolone qualitativo del terribile "To Rome with Love", con questa storia il grande regista riesce di nuovo a produrre qualcosa di piacevole. Non un capolavoro e di certo non ispirato quanto "Midnight in Paris" o "Match Point" - chiaramente si parla dei suoi lavori recenti -, ma anche questo "Magic in the Moonlight" ha i suoi buoni momenti, nonché un cast piuttosto ricco e la capacità di stuzzicare la curiosità dello spettatore grazie all'idea dello smascherare la ragazza.
Emma Stone non è certo la Cate Blanchett di "Blue Jasmine", ma riesce nell'intento di piacere e risultare simpatica, a volte anatroccolo a volte cigno, in un bilanciato incastro di tenerezza, intrigo e fascino. Dall'altra parte Firth è l'ennesima versione alternativa di Allen stesso (ormai sempre più dietro la telecamera), scettico e cinico che crede solo in ciò che vede e ciò che sa, educato a porsi domande e mettere in discussione tutto, eppure aperto a praticare strade che non conosce. Sarà anche per questo - e per l'amore, ovvio - che riuscirà a mettere in discussione tutto ciò in cui crede in virtù delle apparenti doti di Sophie. Come sempre Allen è bravo a contrapporre il razionale e ciò che non lo è, a porsi un sacco di domande e a mettere lo spettatore nella condizione di fare lo stesso. Nonostante il risultato sia nella media, più che clamoroso, è comunque piacevole lasciarsi trasportare e condurre durante la visione.
In definitiva direi che "Magic in the Moonlight" è più che mai un titolo "alla Allen" come solo il regista ci ha abituato di questi tempi. Nonostante il contenuto cambi, la confezione è sempre la stessa e, bisogna dirlo, il rischio è che se non piace quella, tutto il resto verrà clamorosamente scartato a priori. Io gradisco questi esperimenti fuori dal tempo e questo modo di fare cinema, ma mi rendo conto che non possa essere così per tutti. Eppure a questa pellicola si può dare una possibilità.
Ps. Bisognerebbe denunciare chi ha modificato in quel modo il viso della Stone nella locandina.
Box Office: $32.3 milioni
Consigli: Belle location nel sud della Francia e bella fotografia, storia carina e giochino intrigante dello stanare il trucco dell'impostore. Gli elementi buoni ci sono, ma bisogna tenere presente prima di iniziare a vederlo che questo è un film scritto e diretto da Woody Allen e che, quindi, sarà esattamente conforme al suo stile recente. Ergo se piace siete a cavallo, ma se non gradite è meglio lasciar stare fin da subito.
Parola chiave: Razionalità.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 22 luglio 2014

Film 746 - Battleship

Tra una partita alla Play Station 3 e l'altra ci abbiamo inserito anche questo film(accio)!

Film 746: "Battleship" (2012) di Peter Berg
Visto: dalla tv di Andrea
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea, Luigi
Pensieri: Il blue-ray lo avevamo regalato ad Andrea per il suo compleanno e io un blue-ray su una tv a schermo piatto gigante non lo avevo mai visto, ergo era la situazione perfetta per rispolverare quel gigantesco flop che è stato "Battleship" e dargli la sua seconda caotica occasione.
In effetti la nuova chance ha sortito effetti positivi e devo ammettere che mi sono goduto questa rispolverata, tra effetti speciali ben fatti, un mare che più blu non si può e una Rihanna cazzuta che ce l'ha con gli alieni come Batman con il Joker. Tolte le aspettative di cui ero carico la volta che ho visto al cinema questa pellicola - e ricollocandola nella giusta prospettiva di superboiata pazzesca -, posso candidamente ammettere di aver seguito con tranquillizante spensieratezza le avventure navali di Taylor Kitsch e compagni, con buona pace per le sceneggiature di qualità (o con anche solo un briciolo di trama). Inutile, infatti, ricercare un minimo di impegno narrativo in questo prodotto commerciale ispirato al gioco della Battaglia Navale, perché è talmente superficiale, banale e privo di idee originali che, se ci pensi con coscienza, è imbarazzante. Meglio, quindi, prenderlo per il verso giusto e utilizzarlo per l'unico scopo cui è buono: intrattenimento puro. In questa prospettiva è anche godibile...
Film 408 - Battleship
Box Office: $303,025,485
Consigli: Scritto male, recitato senza troppa spinta (Rihanna vince il Razzie come Peggior attrice non protagonista, ma la vera incapace è l'insipida Brooklyn Decker) e sinceramente troppo lungo. Alcuni passaggi sono perfino noiosi. Valgono certamente gli effetti speciali, ma una pellicola - anche se solo commerciale - non può davvero basarsi solo su quello. Approcciandosi a questo film, quindi, meglio esserne consci fin da subito: è solo uno spettacolo per gli occhi. La Battaglia Navale sarebbe meglio restasse un gioco da tavolo.
Parola chiave: Alieni.

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#HollywoodCiak
Bengi