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giovedì 12 aprile 2018

Film 1486 - Romeo + Juliet

Intro: Ci è stata prestata una tv con lettore dvd incorporato e, naturalmente, tutta una serie di dvd da vedere. Abbiamo deciso di cominciare con questo film, sempre per continuare a riscoprire la carriera di Leo, senza contare che ci sembrasse giusto iniziare omaggiando il paese che ci ospita…
Film 1486: "Romeo + Juliet" (1981) di Baz Luhrmann
Visto: dalla tv di Tracey
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: detto tra noi, non ho capito una mazza. La pellicola propone la famosissima storia di “Romeo e Giulietta” made in Shakespeare adattandola al contesto modero. L’idea è interessante, peccato che i dialoghi siano quelli originali, per noi anche in inglese e senza sottotitoli (che anche ci fossero, non sappiamo mettere, la tv non ha il telecomando). Dire che ho capito poco è un eufemismo e ringrazio ancora di conoscere già la storia, altrimenti non so come ne sarei uscito da questa visione. Che, tra parentesi, non è stata comunque semplice. Il film è abbastanza pesante e anche se esce tantissimo l’anima istrionica di Baz Luhrmann, la verità è che si ha più spesso la sensazione di assistere a un film strano che a uno bello, specialmente all’inizio. Le belle scenografie e i pazzi costumi non mancano di sorprendere e colorare l’atmosfera, ma il risultato finale in ogni caso quantomeno complesso; .
DiCaprio ha ancora l’aura da ragazzino e fa un po’ impressione vederlo in mezzo a questi omoni armati e scazzottanti. Perfino l’amico en travesti e più macho di lui. Ma non conta, Leo era presente per dar sfoggio della sua anima dandy e sicuramente qui molto impegnata, tra un verso e l’altro di nientemeno che uno Shakespeare. Non è male, è già bravo, rimane però l’effetto leggermente straniante. Claire Danes è sempre brava, anche lei molto acerba; .
il risultato finale è folleggiante, caotico e molto frenetico. La ricontestualizzazione moderna ha il suo perché e la sceneggiatura la sfrutta a dovere, sottolineando il potere dei media, la ferocia della cieca violenza, l’immobilità dell’ostinazione nei confronti di vecchie abitudini. A parte questo, “Romeo + Juliet” è stato arduo da digerire.
Cast: Leonardo DiCaprio, Claire Danes, Brian Dennehy, John Leguizamo, Pete Postlethwaite, Paul Sorvino, Diane Venora, Harold Perrineau, Paul Rudd.
Box Office: $147.5 milioni
Vale o non vale: per i fan di Leo o di Lurman è certamente un must see. Per gli altri può essere un optional.
Premi: Candidato all'Oscar per la scenografia e a 7 BAFTA (vincitore per la regia, sceneggiatura, scenografia e musica)
Parola chiave: Amore.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 27 dicembre 2017

Film 1464 - The Matrix Revolutions

Visto il primo, mi lancio convinto sul secondo. O no?

Film 1464: "The Matrix Revolutions" (2003) di The Wachowskis
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Va fatta una premessa importante: credevo di stare guardando il secondo episodio e fino alla fine del film non ho neanche sospetto potesse essere il terzo da tanto che ero certo della mia convinzione. A parziale discolpa 1) la mia quasi totale ignoranza nei confronti del franchise; 2) due titoli praticamente identici e stesso anno di uscita; 3) un momento particolarmente stancante dell'esperienza australiana tra ricerca di una macchina e progetti di viaggio dietro l'angolo. Detto questo, si spiega la mia iniziale avversione nei confronti della storia che mi sembrava del tutto incomprensibile e per nulla collegata al precedente "The Matrix". Non mi sembrava vero che potesse esserci una così grande distanza narrativa tra i due progetti, tanto profonda da renderli quasi estranei. Col senno di poi tutto prende una piega diversa e, in fin dei conti, anche questo "Matrix 3" non è così male. Certamente epico, anche se un tantino esagerato in un finale preoccupato degli effetti speciali che del resto, ma sicuramente in grado di intrattenere a dovere. L'unica vera pecca è la mancanza di quel fascino dietro la premessa del primo film che aveva fatto impazzire il pubblico. Si è passati dalla realtà fittizia creata dalle macchine all'imbastimento di uno scenario di guerra che cambia decisamente le carte in tavola per chi aveva apprezzato il raconto high tech post apocalittico e anche se il cambiamento ai fini della trama era necessario, è indubbio che il risultato finale soffra di questa disparità narrativa. L'introduzione di una marea di personaggi, poi, tra cui una Monica Bellucci cui spetta ben una battuta in tutto il film, non fa che distrarre l'attenzione da quelli originali, troppo spesso sacrificati dalla storia in favore delle sottotrame collaterali, riducendoli a una sorta di comprimari; il tutto per favorire un racconto molto complicato e carico di eventi che, da solo, è il vero protagonista di questo terzo ed ultimo capitolo.
Tutto sommato, quindi, "Revolutions" non è un prodotto malvagio, semplicemente non è il primo "Matrix" e questo è di fatto la prima grande mancanza del prodotto; secondariamente si può dire che le sorelle Wachowski si siano molto concentrate sulla parte scenica - assolutamente accattivante - dimenticandosi però di caratterizzare il loro sequel in maniera un po' più personale e distintiva. Siamo ancora in quel periodo in cui il primo episodio rimaneva sempre il migliore del franchise. Oggi, fortunatamente, non è più detto che sia così.
Film 1463 - The Matrix
Film 1464 - The Matrix Revolutions
Film 2080 - The Matrix Resurrections
Cast: Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie-Anne Moss, Hugo Weaving, Jada Pinkett Smith, Mary Alice, Harry J. Lennix, Harold Perrineau, Lambert Wilson, Monica Bellucci, Gina Torres, Clayton Watson.
Box Office: $427.3 milioni
Consigli: Da evitare il mio errore di confonderlo con il secondo episodio, certamente è meglio vedere questo film nella sua sequenza prestabilita. Senza le necessarie premesse è francamente un po' ostico da interpretare. La sensazione è che si tratti di un titolo non del tutto in grado di vivere anche al di fuori del franchise che lo tiene a battesimo, fallendo nel fornire quel duplice valore che ogni sequel dovrebbe garantire: proseguire la storia originale eventualmente portandola alla conclusione e risultare godibile e piacevole anche come soluzione singola, ovvero senza la precedente visione dei capitoli precedenti.
Parola chiave: Agente Smith.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 17 luglio 2014

Film 743 - The Best Man Holiday

Una pellicola facile facile per distrarsi un po'.

Film 743: "The Best Man Holiday" (2013) di Malcolm D. Lee
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Il tempismo della programmazione italiana è qualcosa che va oltre l'uomanamente comprensibile, ovvero come piazzare un film di Natale in piena estate.
Fosse solo questo, poi, sarebbe solo una questione di nonsense, ma se consideriamo che la cinematografia all-black non è esattamente cult nel nostro Paese e tenendo presente che per i cinema i mesi estivi sono notoriamente quelli meno affollati... non posso non chiedermi: perché? Non è poi un caso se l'incasso al primo weekend di uscita è in ventesima posizione con un "bottino" di 11.383€. Imbarazzante.
Premessa fatta - poi non lamentiamoci che in Italia la gente non va al cinema - devo dire che ho trovato questo "The Best Man Holiday" conforme alle aspettative e, anche se non avevo visto il primo film di cui questo è sequel (e l'ho scoperto solo a visione iniziata), piuttosto comprensibile, facile da seguire e prevedibile. Cavoli quanto piace ai neri parlare di Gesù.
La morale cristiana qui è sguinzagliata senza freni e le occasioni di buonismo guastano il piacere della meschineria superficiale, unica alleata di battute che facciano sorridere. Insomma, il film procede dritto per il binario della prevedibilità, tra qualche battuta e molto, molto, molto spirito natalizio. Il che, come ci tengo a ribadire, è davvero fuori tempo massimo.
Quindi, niente di che.
Box Office: $71,625,195
Consigli: Sulla scia di pellicole come "Amore e altri guai" e "L'amore in valigia", una tragicommedia romantica natalizia all black che da noi esce a luglio e che, probabilmente, sarebbe meglio vedere durante le feste. Troppo sdolcinata per questa calura estiva.
Parola chiave: Autobiografia.

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Bengi