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venerdì 14 luglio 2017

Film 1388 - How to Talk to Girls at Parties

Ultimo film visto al Biografilm Festival 2017. Una bellissima esperienza, indimenticabile - come del resto lo è stato quest'ultimo anno - per la quale ringrazio il mitico Cinema Galliera.

Film 1387: "How to Talk to Girls at Parties" (2017) di John Cameron Mitchell
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Alessandra, Irene
Pensieri: La partenza è col botto, aggressiva, veloce, dinamica e a tempo di rock. Una vera magia! Poi passano pochi minuti e qualcosa si interrompe, si cambia registro e siamo subito fuori da quell'entusiasmo punk-giovanile che ci aveva tanto entusiasmato all'inizio: ma cosa succede?
E' qui che si materializza il problema di "How to Talk to Girls at Parties", ovvero la possibilità di fare un paragone concreto tra ciò che sarebbe potuto essere (ovvero qualcosa alla "Trainspotting") e ciò che si rivelerà in realtà (ovvero proprio niente di che). Le potenzialità del progetto sono sprecate, l'iniziale anarchia degenerativa viene subito fatta fuori dai classici canoni da produzione cinematografica più o meno mainstream - per quanto qui si provi con forza a volerlo evitare - e il risultato finale è un caotico miscuglio di tante cose insieme, pure troppe. Gli alieni, la scena punk-rock, gli anni '80, la differenza di classe, l'incontro con l'altro intergalattico, la scoperta di sé, ecc ecc sono davvero troppi elementi che alla fine non riescono a risultare coesi e la sensazione è che si sia voluta mettere troppa carne al fuoco, senza saperla gestire o, che è peggio, senza avere una precisa idea di quale sarebbe dovuto essere il risultato finale. Che, di conseguenza, è un gran casino.
Concludo dicendo che Nicole Kidman qui sembra una vecchia gattara pazza un po' troppo ripiena di botox e parrucche alla "RuPaul's Drag Race", mentre il candore-misto-sessuale alla "Lolita" di Elle Fanning mi lascia sempre un po' turbato - la ragazza ha compiuto 19 anni il 9 aprile 2017, le riprese del film sono cominciate nel novembre 2015... -; la vera sorpresa qui è Alex Sharp, carismatico e trascinante protagonista maschile che davvero ricorda un Renton adolescente (e certamente più innamorato). A parte lui, una colonna sonora particolare e i costumi degli alieni sufficientemente bizzarri, "How to Talk to Girls at Parties" non funziona.
Ps. In concorso a Cannes 2017.
Cast: Elle Fanning, Alex Sharp, Nicole Kidman, Ruth Wilson, Matt Lucas, Alice Sanders, Jenny Joanna Scanlan, Elarica Gallacher, Jessica Plummer.
Box Office: /
Consigli: In tutta franchezza... ho visto e c'è di meglio. Poi, se si è curiosi di recuperarlo o si è fan del racconto breve di Neil Gaiman da cui è tratto è un conto, altrimenti si può tranquillamente tralasciare la visione.
Parola chiave: Figli.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 15 ottobre 2014

Film 790 - Coraline e la porta magica

Da tantissimo (troppo) tempo avevo voglia di rivederlo!

Film 790: "Coraline e la porta magica" (2012) di Henry Selick
Visto: dal portatile di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Capolavoro in stop-motion, "Coraline" è certamente fra i film di animazione che preferisco. Scritto e diretto da Henry Selick, lo stesso che da bambino mi aveva terrorizzato e conquistato con "Nightmare Before Christmas", questa pellicola ricorda l'altra famosissima, eppure è molto differente, riuscendo a mantenere una propria spiccata identità.
Mi piace tantissimo il parallelismo tra i due mondi, quello reale e quello creato dall'altra madre, che la storia riesce a caratterizzare e mettere a fuoco così efficacemente. Ogni personaggio, ogni oggetto, ogni luogo ha un doppio così uguale eppure così diverso per qualcosa di peculiare. Il fatto che si siano sostituiti gli occhi a bottoni per sottolineare il vero e il 'costruito', credo sia davvero un'idea geniale, inquietantissima eppure affascinante. Il tema narrativo della 'costruzione' pervade tutta la storia: Coraline per prima immagina una realtà differente totalmente diversa da quella in cui vive, per non parlare di come la bambina esprima se stessa attraverso una costruzione in negativo dell'altro: dove i genitori hanno vestiti anonimi e neutri, lei è sempre sgargiante; a differenza degli adulti, lei è sempre piena di vita e solare, curiosa e interessata a quello che la circonda. Insomma, la storia ci fa subito capire che è il suo personaggio quello di cui dobbiamo fidarci, con cui dobbiamo entrare in empatia. Chi di noi non ha sognato che qualcosa di diverso gli accadesse? Che il genitore gli concedesse qualche attenzione in più? Che il mondo si esprimesse attraverso altre forme, altri colori? Coraline è una bambina e, come tale, necessita di sguardi, stimoli, colori ed amore. E' naturale, dunque, che non trovandoli nel suo quotidiano, si tenga stretta quelli che trova altrove. Peccato che l'inghippo sia dietro l'angolo: il mondo dell'altra madre, tanto gentile ed affabile all'inizio, è in realtà - appunto - una costruzione, la messa in scena di un desiderio che, come tale, ha un funzione e si esaurisce nel suo scopo. Oltre all'idea di "migliore", infatti, il mondo dell'altra madre non va, perché non c'è bisogno di altro per attrarre Coraline nella trappola. La povera bambina dalla vita sbiadita e solitaria non tarderà ad abboccare all'amo di un mostro che sa dove andare a parare quando si tratta di necessità insoddisfatte (mancando, chiaramente, di saper soddisfare le proprie).
In questa storia di realtà parallele e decisioni che potrebbero comportare mutilazioni, la bella messa in scena di Selick conquista lo spettatore - già ampiamente intrigato dalla trama che solo in apparenza è per bambini - e lo incolla alla sedia: l'altro mondo è così sgargiante e affascinante da lasciare senza fiato, lo stop-motion così curato e ben realizzato da risultare totalmente fluido e, inevitabilmente, non si può smettere di chiedersi quanto lavoro e dedizione abbia richiesto un progetto come questo. Il risultato è ottimo, bellissimo da vedere e da seguire, una moderna fiaba per bambini dove alla parte buona - che è anche meno patinata e soddisfacente del previsto - se ne contrappone un'altra terribilmente seducente al primo sguardo, ma che nasconde non poche insidie.
Scommetto che, fossi stato bambino, l'effetto sortito da "Coraline" sarebbe stato lo stesso di "Nightmare Before Christmas": fascino e terrore.
Ps. Candidatura all'Oscar come Miglior film d'animazione.
Box Office: $124,596,398
Consigli: Un'ottima scelta tra i titoli d'animazione. Un film bello e ben realizzato, favola a tratti paurosa che finirà per conquistare. Un'infinità di personaggi caratteristici teneri e divertenti, con altrettanti alter ego più realizzati eppure svuotati della loro unicità. Un esperimento cinematografico per bambini in realtà molto adulto nell'approccio. Le voci originali sono di Dakota Fanning e Teri Hatcher, quindi potrebbe valere la pena di vedere ed eventualmente rivedere la pellicola anche in lingua originale.
Parola chiave: Bambola.

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Bengi