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venerdì 17 novembre 2017

Happy birthday, Mr. Scorsese

#HappyBirthday #MartinScorsese!
Martin Charles Scorsese (born November 17, 1942) is an American director, producer, screenwriter, and film historian, whose career spans more than 50 years. Scorsese's body of work addresses such themes as Sicilian-American identity, Roman Catholic concepts of guilt and redemption, faith, machismo, modern crime, and gang conflict. Many of his films are also known for their depiction of violence and liberal use of profanity.
Part of the New Hollywood wave of filmmaking, he is widely regarded as one of the most significant and influential filmmakers in cinematic history. In 1990, he founded The Film Foundation, a nonprofit organization dedicated to film preservation, and in 2007 he founded the World Cinema Foundation. He is a recipient of the AFI Life Achievement Award for his contributions to the cinema, and has won an Academy Award, a Palme d'Or, Cannes Film Festival Best Director Award, Silver Lion, Grammy Award, Emmys, Golden Globes, BAFTAs, and DGA Awards.
He has directed works such as the crime film Mean Streets (1973), the vigilante-thriller Taxi Driver (1976), the biographical sports drama Raging Bull (1980), the black comedies The King of Comedy (1983), and After Hours (1985), the religious epic drama The Last Temptation of Christ (1988), the crime film Goodfellas (1990), the psychological thriller Cape Fear (1991) and the crime film Casino (1995), some of which he collaborated on with actor and close friend Robert De Niro. Scorsese has also been noted for his successful collaborations with actor Leonardo DiCaprio, having directed him in five films, beginning with Gangs of New York (2002) and most recently The Wolf of Wall Street (2013). Their third film together, The Departed, won Scorsese the Academy Award for Best Director in addition to the film winning the award for Best Picture. Their collaborations have resulted in numerous Academy Award nominations for both as well as them winning several other prestigious awards.
Scorsese's other film work includes the concert film The Last Waltz (1978), the biographical drama The Aviator (2004), the psychological thriller Shutter Island (2010), the historical adventure drama Hugo (2011) and the religious epic Silence (2016). His work in television includes the pilot episode of the HBO series Boardwalk Empire and Vinyl, the latter of which he also co-created. He won the Academy Award for Best Director for the crime drama The Departed (2006). With eight Best Director nominations, he is the most nominated living director and is tied with Billy Wilder for the second most nominations overall.


Martin Charles Scorsese (New York, 17 novembre 1942) è un regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense.
Esponente della New Hollywood, è considerato uno dei maggiori e più importanti registi della storia del cinema. Temi centrali dei suoi film sono la violenza istintiva dell'uomo e il suo rapporto con la colpa, il peccato e la religione. Il suo stile, spesso caratterizzato da sequenze virtuosistiche e violenza iperrealista, trae ispirazione dalla Nouvelle Vague francese, dal Neorealismo italiano e dal cinema indipendente di John Cassavetes.
Rilevanti nella sua carriera i sodalizi con Daniel Day-Lewis, Harvey Keitel, Joe Pesci e soprattutto con Robert De Niro e Leonardo DiCaprio. Tra i numerosi premi cinematografici ricevuti, l'Oscar alla miglior regia nel 2007 per The Departed - Il bene e il male, la Palma d'oro al Festival di Cannes nel 1976 per Taxi Driver, il Leone d'oro alla carriera al Festival del cinema di Venezia nel 1995 e tre Golden Globe come miglior regista nell'ultimo decennio.


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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 30 marzo 2012

Film 374 - Shame

Tanto rumore per nulla?


Film 374: "Shame" (2011) di Steve McQueen
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Il commento più abusato e affibbiato a questo film è il seguente: è classico stile McQueen.
Ora, premesso che l'unico Steve McQueen che conoscessi fino a qualche mese fa fosse l'attore di "Papillon" o "La grande fuga", mi pare un tantino prematuro parlare di 'stile McQueen' dato che il regista è qui al suo secondo lungometraggio. Ma poi che cosa mi vorrebbe significare questa asserzione? Avendo come unico campione questo "Shame", posso solo provare a immaginare. Che si tratti di una particolare attenzione per lo sguardo dei suoi protagonisti? O un'irriverenza per le scene di nudo molteplici, esplicite e mai nascoste? Che sia per via dell'atmosfera triste causata dalla lenta agonia dei personaggi disastrati di cui tratta la storia?
Ripeto, io non lo so, però da qui a definire già uno stile peculiare mi pare un attimo troppo presto.
Questa pellicola, tra l'altro, non mi è parso abbia niente di speciale che vada oltre il trattare un argomento che incuriosisce (la vita di un sex addicted) con una fruizione del nudo tanto cruda da essere a volte imbarazzante. Detto ciò, mi pare che "Shame" esaurisca qui i suoi assi nella manica. Non che non sia un prodotto omogeneo o ben realizzato, solo non aggiunge nulla al panorama del cinema indipendente che tratta la solitudine umana in relazione alla necessità di certe persone di cercare il contatto con l'altro a tutti i costi, ma facendolo nella maniera sbagliata.
Due fratelli che si devono voler bene per la natura stessa della loro condizione, l'autodistruzione di una (Carey Mulligan) e la dipendenza dell'altro (Michael Fassbender), una città specchio che riflette ritratti non esattamente lusinghieri. E toccare il fondo una volta non vuol dire che non lo si ritoccherà una seconda...
Più volte mi sono chiesto cosa volesse raccontare McQueen scrivendo una storia come questa, cosa volesse analizzare oltre alla condizione di un uomo che ha tutto nella vita tranne l'autoassoluzione. Non c'è scampo per nessuno e non c'è amore, solo corpi che si uniscono per un istante e poi procedono oltre come se nulla fosse accaduto. E quando si tenta di approfondire la conoscenza con un unico altro soggetto arriva la scure della defaiance che cancella il tentativo riportando la solitudine come unica soluzione.
Va bene, la disillusione può essere una buona arma nella vita, ma non sono sicuro che debba per forza andare a braccetto con l'aridità interiore. Posso immaginare che un personaggio come Brandon Sullivan sia diventato tale per colpa delle circostanze, ma la ricerca per migliorare sé stessi passa anche per l'autoanalisi costruttiva. Cosa c'è di meno costruttivo del buttarsi via, dell'essersi arresi ad una realtà tanto squallida da essere desolante? Pare, in definitiva, che non ci sia alcuna speranza.
Spero che tutto questo non faccia parte di quello 'stile McQueen' citato dai più e che, invece, il regista-scrittore sappia indagare anche altri meandri della condizione umana che vadano oltre il facile racconto dell'umanità spezzata dalle circostanze e modellata a condurre una vita che è solo sopravvivenza.
Coppa Volpi a Venezia per il miglior attore e nomination ai Golden Globes per Fassbender.
Consigli: Pellicola su cui è circolata numerosa curiosità. Vale a metà. Bellissimo il momento canoro in cui la Mulligan interpreta una versione lenta di "New York Nwe York".
Parola chiave: Solitudine.

Trailer

Ric