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giovedì 4 settembre 2014

Film 768 - Le ragazze del Coyote Ugly

Al grido di 'rivanghiamo il passato', ecco una delle pellicole che aveva certamente colpito il mio immaginario di preadolescente.

Film 768: "Le ragazze del Coyote Ugly" (2000) di David McNally
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Supercult dei teen movie a stampo musical, "Coyote Ugly" è riuscito certamente a lasciare un suo segno. Le ragazze che ballano sul bancone servendo da bere innalzandosi a un livello di emancipazione femminile che passa per cameratismo, postfemminismo e 'girl power', sono entrate di sicuro nell'immaginario - non si sa quanto vasto, lo riconosco - delle (e degli) adolescenti che nel 2000 si sgolavano a ritmo di "Can't Fight the Moonlight" e sognavano di scatenarsi pazzi sul bancone di un bar.
Certamente va riconosciuta alla pellicola questa buona idea che fa presa sullo spettatore, abbastanza d'impatto da trascinare per intero il film. "Le ragazze del Coyote Ugly", infatti, non è nulla di che nel complesso e, anzi, certi livelli di miele e occhi a cuore sono, eredità del decennio precedente, rivissuti oggi non solo fanno venire la carie, ma anche ridere.
La favola di Violet/Piper Perabo che si trasferisce dal New Jersey a New York per sfondare come cantante, ma ha la fobia del pubblico è, se la si guarda più nel dettaglio, la stessa che l'industria del cinema americano racconta da anni in prodotti come questo. Perseguire il sogno, emanciparsi, fallire, rialzarsi, rimettersi in carreggiata, credere in se stessi e nel proprio talento, non svilirsi e affermare il proprio valore senza comprottersi e - naturalmente - trovare inaspettatamente l'amore della vita (nel giro di una settimana) sono tutti più o meno topic narrativi del genere commedia romantica per adolescenti. Tanto affermati che lo sono ancora oggi come un ventennio fa: ne sono esempi lampanti "Burlesque", "Crossroads", "Save the Last Dance", Step-Up", "Honey" come una volta lo erano stati "Flashdance" e "Dirty Dancing".
In questo caso specifico cambiano solo le motivazioni e gli ostacoli che la protagonista deve affrontare e, naturalmente, l'aspetto legato alla sensualità che, a dire il vero, per il genere è un po' insolito. Credo, però, che la giustificazione stia semplicemente nel fatto che il film si ispira all'articolo apparso su GQ "The Muse of the Coyote Ugly Saloon" di Elizabeth Gilbert, che parla proprio del bar Coyote Ugly che apre nel '93 nell'East Village.
Comunque, in definitiva, la pellicola ha - rivista a 14 anni di distanza - ancora una sua spinta personale, capace di magnetizzare lo sguardo sui balletti delle bariste e di (ri)lanciare la nostalgia per una canzone che, al tempo, fu di enorme successo. Quindi, per chiudere, la scelta di rivedere questo film è stata divertente (per il tuffo nel passato) e nemmeno troppo spiacevole.
Ps. Tra le ragazze del Coyote anche Maria Bello e Tyra Banks.
Box Office: $113,916,474
Consigli: Un po' teen, un po' romance, un po' chick flick, "Le ragazze del Coyote Ugly" è una specie di cult nel suo genere. Può non piacere, perché di certo non è un capolavoro e rimescola sempre i soliti elementi senza aggiungere quasi nulla di nuovo nel genere delle pellicole romantiche, ma di sicuro l'idea che sta dietro al titolo di questo film ha colpito nel segno, nell'immaginario collettivo. Se non l'avete mai visto vale la pena di scoprire da dove deriva il bizzarro nome del locale. Se lo avete già visto, può valere la pena rivederlo per ritrovare il confortante mondo di buoni sentimenti, indiscussi talenti e virtuosi protagonisti che questa pellicola ripropone. Si torna indientro di 14 anni e ci si può tranquillamente lasciar trasportare dalla storia. E cantare nel finale!
Parola chiave: Contratto discografico.

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Bengi

domenica 17 febbraio 2013

Film 508 - Looper

Questa in effetti non c'entra con gli Oscar, ma ormai procedo in ordine temporale. Recupererò le due pellicole lasciate indietro appena possibile!
Questa, invece, è stata una scelta di Leandro...


Film 508: "Looper" (2012) di Rian Johnson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Leoo
Pensieri: Diciamocelo serenamente: questo "Looper" è una cagata pazzesca.
Poi, a dire il vero, leggo ovunque che è un capolavoro, quindi mi dissocio educatamente dai pensieri altrui perchè in effetti ho trovato questo film vicino a "Matrix" come Jennifer Lopez è vicina all'anoressia.
Premessa fatta, al di là dell'idea interessante che potrebbe stare dietro alla trama del Sig. Rian Johnson - assassini a pagamento del passato che uccidono gente del futuro fino a quando non mettono fine alla loro "carriera" uccidendo il loro sé del futuro) - non mi è sembrato che poi si riesca a mantenere le aspettative. Considerato che bisogna prendere per buono ciò che ci viene raccontato all'inizio dal protagonista Joe del presente (Joseph Gordon-Levitt), ovvero che nel futuro è possibile viaggiare nel tempo (perchè? Come? Non si sa), si devono prendere per buone una serie di (quelle che per noi sono) novità e tentare di tenerle a mente come dogmi per avere accesso ai vari futuri contenuti della storia. Storia che, tutto sommato, parla di tante cose, ma alla fine non racconta nulla. L'inquietantissimo bambino Cid (Pierce Gagnon), a parte avere un'espressività del demonio, non è un personaggio interessante. Si capisce che è dotato di poteri paranormali, sì, ma poi? La scena finale è effettivamente molto 'matrix', ma in fin dei conti non accade nulla che non sia un gigantesco sollevo tutti in aria.
Il Joe del futuro (Bruce Willis) è determinato a sopravvivere per amore della sua donna, ma anche lui non convince. Sarà che in scena c'è anche il Joe del presente che nel frattempo si innamora di un'altra donna (Emily Blunt) che è - guarda caso - la madre dell'inquietantissimo Cid che è a sua volta - guarda caso - colui che nel futuro diventerà la minaccia dei 'looper' (ovvero i mercenari assassini del passato di cui sopra) nonché malvagio assoluto. Insomma, diciamocelo, niente di nuovo sotto il sole.
Ripeto, in effetti l'idea di base è anche intrigante, ma alla fine dove si va a parare non è nulla che non si sia già visto mille altre volte, toccando topic scontati tra l'altro nemmeno rielaborati in maniera originale. Sinceramente, quindi, non mi sento di condividere le grida estatiche che vogliono "Looper" quale capolavoro della cinematografia sci-fy contemporanea.
Aggiungo, come nota finale, che trovo idiota ingaggiare Joseph Gordon-Levitt e poi cambiargli completamente la faccia per farlo assomigliare a Bruce Willis con un make up da fiera di paese. Particolare che, personalmente, mi ha infastidito per tutta la durata del film.
Consigli: Premesso che la critica lo ha presentato come prodotto di grande qualità, nonche come il "Matrix" del nuovo millennio (e gli incassi hanno funzionato: $166,521,158), a mio avviso questo "Looper" si può evitare con serenità. Emily Blunt è monoespressiva, Joseph Gordon-Levitt ha talmente tanta roba in faccia che non può recitare e Bruce Willis è in modalità "Die Hard" dagli anni '80. Insomma, c'è di meglio in giro.
Parola chiave: Telecinesi.

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