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giovedì 25 agosto 2011

Film 291 - The Conspirator

Quando sono entrato in sala non sapevo nemmeno di chi fosse la regia...


Film 291: "The Conspirator" (2010) di Robert Redford
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Michele
Pensieri: Pellicola stranamente ignorata dal grande pubblico nonostante i numerosi richiami (regia di Robert Redford, attori famosi, tematica americana piuttosto sentita), rimane per me una delle sorprese piacevoli del 2011.
Ben girato e ottimamente interpretato, è uno di quei film storici delicati, piacevoli da guardare e interessanti. La storia stessa lo è già di per sé e si può riassumere nella domanda: chi ha ucciso il presidente (americano) Lincoln?
La trama sviluppa la questione seguendo attentamente il filo reale della storia, in particolare gli eventi che coinvolgono Mary Surratt/Robin Wright, prima donna a venire condannata a morte negli Stati Uniti. Gli indizi contro di lei non sono così schiaccianti e, anzi, l'impressione che ne ricava il suo avvocato Frederick Aiken/James McAvoy (e il pubblico stesso) e che si sia più che altro alla ricerca di un capro espiatorio.
Il risultato della sentenza - già inevitabilmente conosciuto - arriva comunque come un pugno allo stomaco nel momento esatto in cui una speranza pareva poterci essere.
Tensione, quindi, il ritmo regge bene e accompagna costante il film; gli attori - tutti decisamente famosi:oltre ai già citati, Kevin Kline, Tom Wilkinson, Evan Rachel Wood, Justin Long ("Palle al balzo - Dodgeball", "Die hard - Vivere o morire"), Alexis Bledel ("Una mamma per amica"), Jonathan Groff ("Glee"), Johnny Simmons ("Scott Pilgrim vs. the World", "Il corpo di Jennifer") e Danny Huston ("The Aviator", "X-Men le origini - Wolverine") - regalano buonissime performance; la ricostruzione scenica è meticolosa, bella la fotografia e pulita la regia.
L'impressione che rimane è quella di aver visto quasi un film intimista, garbato (per via dei toni pacati della Wright, qui davvero bravissima!) e mai gridato, narrato con consapevolezza e capacità. Bello e forte, non banale e sorprendente per quanto appassioni. Lo rivedrei anche subito.
Consigli: Dimenticate di sapere già come andrà a finire, lasciate cha sia la narrazione a condurvi e non rimarrete delusi!
Parola chiave: Attentato.

Trailer

Ric

lunedì 28 dicembre 2009

Film 43 - Una scomoda verità

Dopo la scorpacciata di pomodori verdi e pure fritti, a Natale ho deciso che era troppo presto per andare a dormire. Così mi sono dedicato al documentario (per poi addormentarmi sul divano e svegliarmi alle 4:50 della mattina senza capire dove fossi).


Film 43: "Una scomoda verità" (2006) di Davis Guggenheim
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ultimamente mi sto appassionando ai documentari. Per non sembrare impreparato al lavoro, una sera mi ero guardato 4 film - quale più, quale meno - sul genere ("District 9", "Super Size Me", "Sicko" e "Videocracy - Basta apparire", ma consiglio MOLTISSIMO anche "Religiolus", veramente fantastico!) e diciamo che mi sono appassionato. Questo film è un altro esempio di documentario su quanto sappiamo distruggere o autodistruggerci. Mi è piaciuto molto.
Come per le storie vere di certe sceneggiature, il documentario racconta qualcosa che sappiamo essere vero e quindi che, solitamente, mi lascia sempre un po' turbato. Se c'è un documentario c'è la voglia o la necessità di raccontare qualcosa che non va o che va maledettamente bene. In questo caso particolare, il film parla di una realtà che stiamo portando all'esasperazione. E' impossibile, infatti, negare l'evidenza. Non si può dire, per esempio, che il clima non stia impazzendo. O che noi non inquiniamo. O che il pianeta va che è una meraviglia. Prendiamo come esempio uno dei miei coinquilini: lui non fa la raccolta differenziata, perchè tanto quando il mondo andrà a puttane sarà o già morto o troppo vecchio per subirne gli effetti negativi. Ecco, in questa pellicola si prende in analisi la tesi di gente come il mio coinquilino per distruggergliela passo passo sotto gli occhi. Inevitabilmente dovrò consigliargli di vederlo, se non gli arriva il messaggio quantomeno si fa un po' di cultura.
Comunque raccomanderei una visione di questo film per responsabilizzare. Il punto di vista è quello americano (spreconi!!!) anche se non è che noi europei siamo degli angioletti. Lascio gli esempi da scatafascio al signor Al Gore, redivivo ex futuro presidente degli Stati Uniti che dopo l'oblio (europeo) torna con questo film, impugna un Oscar e diventa paladino dell'ambiente (e ci fa pure credere che si preoccupa del problema clima dai tempi dell'università), anche se per tutto il film gira in macchina (sarà a metano?) e vola da un continente all'altro (ma gli aerei a metano?!). Già lo adoro!
Oscar anche alla miglior canzone originale - prima volta per un documentario - alla cantautrice lesbica Melissa Etheridge.
Unica pecca, forse, il doppio audio che fa tanto documentario da televisione. ODIO. Ascoltavo un po' Al e un po' il doppiatore di Harrison Ford. Distrae maledettamente.
Consigli: La Terra è allo sbaraglio a causa dell'uomo. Cercate di non sentirvi troppo colpevoli!
Parola chiave: E' importante salvare la rana!


Ric