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lunedì 10 aprile 2017

Film 1338 - Truth: Il prezzo della verità

Dove c'è Cate, ci sono anche io.

Film 1338: "Truth: Il prezzo della verità" (2015) di James Vanderbilt
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Pensavo che la realizzazione del servizio fosse il cuore di questa storia, ma non è così. La qual cosa è stata una sorpresa anche gradita, visto che ha sufficientemente ampliato il raggio d'azione della pellicola che, altrimenti, sarebbe stata semplicemente l'ennesimo caso di pellicole sul giornalismo d'inchiesta.
"Truth: Il prezzo della verità" è tratto da una storia vera che, di per sé, è piuttosto avvincente e si guarda con interesse. Forse certe parti si incastrano tra loro meno bene di altre, in ogni caso il risultato finale è abbastanza compatto e coerente, anche se manca quell'elemtno in più, un piglio trascinante che credo sarebbe stato in grado di fare la differenza, facendo emergere il film dai restanti titoli similari già esistenti. Da questo punto di vista è un po' un dispiacere: forse la produzione ha pensato bastesse un cast da urlo per portare a casa un risultato straordinario, ma non è così. Per fare la differenza forse serviva concentrarsi di più sul personaggio protagonista e meno sui dettagli dell'inchiesta, così da creare un'empatia e costruire meglio anche l'aspetto che riguarda l'ambito personale di una vicenda che, per lo spettatore comune, è il racconto di qualcosa di sconosciuto e inimmaginabile.
Per quanto riguarda gli attori, Cate Blanchett è come sempre in parte, anche se mi risulta difficile giudicare una somiglianza con la vera Mary Mapes. Il resto del cast è piuttosto eterogeneo e ben fornito di volti noti in ogni momento, ma non tutte le parti avrebbero richiesto un tale utilizzo di attori famosi (per esempio la parte di Elisabeth Moss). Redford ha sempre qualcosa che mi disturba, che non mi convince appieno, ma al di là di questo aspetto (personale) lui e la Blanchett sono un'ottima coppia da grande schermo, una certezza di qualità.
Da un punto di vista più tecnico, invece, devo dire che ho trovato troppo abusato l'effetto rallenty. Utilizzarlo così spesso spezza il ritmo e ne sminuisce il valore evocativo che, in ogni caso, è troppo retorico anche a causa di una colonna sonora costruita ad hoc per garantire una certa costruzione drammatica del film. In generale avrei preferito scegliessero meglio i momenti cui farne utilizzo, per conservarne la valenza e il sottotesto.
In ogni caso in questo "Truth" ho trovato una storia conforme alle mie aspettative, anche se avrei sperato di trovare un prodotto un minimo più incisivo. Il reportage - seppur di fiction - del reportage è uno sforzo da minimo sindacale, soprattutto se si pensa ai protagonisti galattici qui a disposizione. Sicuramente non un prodotto facile, sicuramente non mainstream. In ogni caso si lascia guardare, a tratti appassiona.
Cast: Cate Blanchett, Robert Redford, Topher Grace, Elisabeth Moss, Bruce Greenwood, Stacy Keach, Dennis Quaid, Dermot Mulroney, John Benjamin Hickey.
Box Office: $5.6 milioni
Consigli: Chi apprezza la Blanchett non si lascerà scappare l'ennesima ottima prova della propria beniamina, idem dicasi per chi favorisce Redford. L'episodio riportato qui dalla storia non lo conoscevo e il risultatofinale è un mix tra "Fahrenheit 9/11", "Il caso Spotlight" e "Tutti gli uomini del presidente", pur non sempre riuscendo a mantenere costante l'interesse dello spettatore. Incuriosisce capire come andrà a finire e come verrà gestito lo scandalo e come i media USA reagiscono a questo tipo di eventi, in ogni caso rimane sempre la sensazione che manchi qualcosa, che ci si fermi a una dimensione troppo generale, mancando l'approfondimento più centrato. Comunque si può tranquillamente vedere, meglio se consapevoli del tema politico-impegnato.
Parola chiave: Promemeoria.

Se ti interessa/ti è piaciuto

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 5 ottobre 2016

Film 1221 - Il drago invisibile

In tutta onestà ero davvero curioso di vedere questo film, nonostante non ricadessi esattamente nel target cui è destinato...

Film 1221: "Il drago invisibile" (2016) di David Lowery
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ramake di "Elliott, il drago invisibile" del 1977, questo "Pete's Dragon" soddisfa lo spettatore moderno grazie ad efficaci effetti speciali e una fiaba che tutto sommato è godibile.
Il succo è questo: il giovane Pete (Oakes Fegley) rimane orfano e si perde nella foresta, dove gli capita di incontrare un drago, capce di rendersi invisibile, che lo alleva. Ritrovato anni dopo in uno stato che si può eufemisticamente definire brado, Pete deve affrontare il solito problema di tutte le fiabe con morale, ovvero la smania di ricchezza/potere/fama degli uomini. Il povero drago, infatti, verrà catturato, rischiando così di divenire attrazione da circo. Concorreranno in molti ad aiutare Pete e il suo amico, prima fra tutti Grace (Bryce Dallas Howard).
"Il drago invisibile" è, quindi, un ottimo esempio di prodotto per bambini e ragazzi, una storia dolce, costruttiva e perfettamente realizzata dalla Disney, che ha preso in mano un progetto sulla carta non esattamente dal successo sicuro. Il precedente film basato su questa storia non era stato esattamente un clamoroso successo commerciale e, in ogni caso, si tratta di una pellicola di 40 anni fa. Si trattava, dunque, di svecchiare un'idea precedentemente realizzata alla "Mary Poppins" e ricontestualizzarla nel 2016: no musica e no disegni, ma solidi effetti computerizzati e una storia pazzesca e al contempo credibile. La missione è compiuta e anche se in effetti l'incasso non è stato nemmeno questa volta esaltante (ci sono voluti 65 milioni di dollari per produrlo), le ottime recensioni e la buona tenuta al box-office americano settimana dopo settimana hanno, di fatto, permesso di poter parlare di un'operazione comunque di successo.
Aspetti economici a parte, "Il drago invisibile" è un piacevole prodotto per tutta la famiglia, simpatico e ben fatto, mai volgare e con un cast di un certo livello (c'è anche Robert Redford!), per un risultato finale assolutamente soddisfacente.
Cast: Bryce Dallas Howard, Oakes Fegley, Wes Bentley, Karl Urban, Oona Laurence, Robert Redford.
Box Office: 127.7 milioni
Consigli: Una pellicola perfetta per tutta la famiglia, adatta a un momento di tranquillità. Ben girato ed esteticamente bello da vedere.
Parola chiave: Amicizia.

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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 21 maggio 2016

Film 1139 - Tutti gli uomini del presidente

Lo streaming a volte regala titoli di cui non ricordavi più l'esistenza. E, in quelle occasioni, non ti resta che sfruttare l'occasione al volo!
Film 1139: "Tutti gli uomini del presidente" (1976) di Alan J. Pakula
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano, inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Realizzazione e tempistiche sono puro anni '70 al pari di acconciature e taglio degli abiti, il che rende questo "All the President's Men" non solo un pezzo di storia del cinema americano o una sorta di papà di "House of Cards" e compagnia bella, ma anche un film non esattamente per lo spettatore contemporaneo. Molto lungo, con momenti a volte un po' vuoti, recupera però dalla seconda metà in poi, quando finalmente la storia comincia a svelare i suoi assi nella manica e i vari misteri iniziano a svelarsi.
Non posso dire di essere rimasto particolarmente affascinato da questa pellicola però, anche se ne riconosco assolutamente i meriti (in confronto "Frost/Nixon - Il duello" è una favola); semplicemente mi ero figurato un altro tipo di prodotto, di racconto, e all'inizio sono rimasto un po' confuso da ciò che mi sono trovato davanti. Giornalismo d'inchiesta? Un titolo di denuncia? Una ricostruzione storica? Insomma, non riuscivo a capire dove si volesse andare a parare e, forse in parte per questo, ho faticato a trovare interesse inizialmente (anche per via dei tempi molto dilatati, ci tengo a sottolinearlo).
In definitiva, comunque, non mi pento di averlo visto: erano anni che desideravo recuperarlo perché incuriosito da cosa potesse mai parlare e finalmente mi sono tolto lo sfizio. Lo rivedrei? Direi di no, ma sicuramente "Tutti gli uomini del presidente" ha arricchito i miei punti di vista relativamente a un passaggio della storia americana tanto controverso.
Ps. Vincitore di 4 premi Oscar: Miglior sceneggiatura, attore non protagonista (Jason Robards), sonoro e scenografie.
Cast: Robert Redford, Dustin Hoffman, Jack Warden, Martin Balsam, Hal Holbrook, Jason Robards, Jane Alexander, Meredith Baxter, Ned Beatty, Stephen Collins, F. Murray Abraham.
Box Office: $70.6 milioni
Consigli: Cast davvero assortito per questo thriller politico che, di fatto, descrive semplicemente uno snodo della storia politica americana che sembra, sì, una fiction, ma è vera quanto clamorosa. Tratto dal libro di Carl Bernstein e Bob Woodward - i due giornalisti qui interpretati da Hoffman e Redford -, questa pellicola non si risparmia e, partendo dal famoso Watergate Hotel in cui furono registrate le intercettazioni che diedero vita allo scandalo che portò alle dimissioni di Nixon, arriverà a svelare trame e sottotrame di uomini di potere che, credendo di poter agire indisturbati, sembrano non essersi preoccupati per un bel po' di tempo delle conseguenze. Un titolo capace, quindi, non solo di intrattenere - anche se l'occhio moderno potrebbe richiedere una sforbiciata -, ma anche di lasciare qualcosa su cui riflettere. Non è un film per tutti o per tutte le occasioni, anche se forse una chance gliela si può dare: il peggio che può succedere è saperne un po' di più di storia.
Parola chiave: Watergate.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 10 novembre 2014

Film 814 - Captain America: The Winter Soldier

Eravamo rimasti indietro, ma dopo aver rivisto "The Avengers" abbiamo recuperato subito questo titolo...

Film 814: "Captain America: The Winter Soldier" (2014) di Anthony Russo, Joe Russo
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Accidenti, questo secondo Capitan America è proprio un bel blockbuster!
Molto più commercialmente appetibile del primo, con minori richieste allo spettatore relativamente a fatti storici, questa nuova avventura con protagonista Chris Evans centra l'obiettivo in pieno: migliora il franchise, aumenta la qualità del prodotto cinematografico, riporta al Capitano il ruolo di protagonista che si merita.
Con il precedente primo capitolo - in cui era necessaria una contestualizzazione storica che, però, lo ha penalizzato - la sensazione era che, tra i vari Avengers, Captain America non fosse di fatto tra i più interessanti. Con un carismatico Iron Man e un intergalattico Thor, la precedente avventura nazista del supersoldato geneticamente modificato aveva sinceramente difficoltà a competere. Con questo "Captain America: The Winter Soldier", invece, il nostro eroe riprende a pieno titolo lo spazio e il ruolo di spicco che si merita tra quelli dello S.H.I.E.L.D., oltre che riuscire ad allinearsi con successo agli altri titoli dei supereroi Marvel. Se si considera, poi, la tabella di marcia che i Marvel Studios si sono imposti - e la pioggia di pellicole previste - è più che logico immaginare nuovi intrecci e nuovi crossover di personaggi tra un film e l'altro, motivi per i quali ha senso pensare ad una più o meno necessaria standardizzazione del prodotto. Viste le dimensioni del progetto, ogni nuova puntata dovrà essere riconducibile a stile e meccanismi narrativi di quelle precedenti, così da rendere questa sfida su Vendicatori & Co. una gigantesca operazione commerciale quanto più uniforme e compatta possibile.
A questo proposito, quindi, anche "Captain America 2" ha subito non poche modifiche: rimangono le trame politiche e i giochi di potere, ma si è davvero svecchiato il franchise, che anche se ritorna all'HYDRA e quindi a un rimando storico, punta tutto sulle novità tecnologiche, la simpatia magnetica del suo protagonista (molto in stile Tony Stark) e sulla necessità di lasciarsi il passato alle spalle.
Con questi presupposti, il nuovo progetto per il Capitano funziona bene, intrattiene alla grande e visivamente riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore. La presenza di Natasha Romanoff/Black Widow (Scarlett Johansson) è molto azzeccata e la coppia di protagonisti, insieme a Nick Fury (Samuel L. Jackson) funziona alla grande. Insomma, se la Marvel continuerà di questo passo a sfornare prodotti commerciali di buona qualità, il successo dei loro titoli non dovrebbe essere in discussione. Il prossimo test per la casa di produzione sarà il secondo film sugli Avengers in uscita in Italia il 22 aprile 2015: "Avengers: Age of Ultron". Supererà, anche questo, il miliardo di dollari di incasso?
- The Avengers
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 1568 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 1571 - Avengers: Age of Ultron
Film 1613 - Avengers: Infinity War
Film 1717 - Avengers: Infinity War
Film 1757 - Avengers: Endgame
Film 1792 - Avengers: Endgame
Film 2023 - Avengers: Endgame
- Captain America
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 1395 - Captain America: Civil War
- Thor
Film 268 - Thor
Film 1191 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 1193 - Thor: The Dark World
Film 1447 - Thor: Ragnarok
- Iron Man
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
- Ant-Man
Film 1004 - Ant-Man
Film 1195 - Ant-Man
- Doctor Strange
Film 1250 - Doctor Strange
Film 1433 - Doctor Strange
- Spider-Man
Film 1394 - Spider-Man: Homecoming
Film 1653 - Spider-Man: Homecoming
Film 1781 - Spider-Man: Far from Home
Film 467 - The Amazing Spider-Man
Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro
- Black Panther
Film 1612 - Black Panther
Box Office: $714.1 milioni
Consigli: Chiaramente sarebbe più sensato vedere i film su Capitan America in ordine di uscita, anche per avere più chiarezza nel caso si scegliesse di seguire anche gli Avengers; in ogni caso questa pellicola funziona bene anche presa da sola e considerata come un buon blockbuster scacciapensieri. Gli effetti speciali sono ottimi, Chris Evans ormai è perfettamente in parte come lo sono, del resto, anche Scarlett Johansson e Samuel L. Jackson (i quali non hanno una pellicola tutta loro sui rispettivi personaggi, ma sono facilmente riciclabili nei progetti sugli altri supereroi). Il risultato finale è ben riuscito e anche se si capisce praticamente subito per chi tifa il personaggio di Robert Redford, rimane comunque una storia piacevole da seguire e con ottimi momenti action. Il prossimo film "Captain America: Civil War" uscirà in Italia il 5 maggio 2016: presenti Iron Man e Black Panther (Chadwick Boseman), il nuovo supereroe che Marvel intende portare al cinema nel 2017!
Parola chiave: Helicarrier.

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Bengi

giovedì 25 agosto 2011

Film 291 - The Conspirator

Quando sono entrato in sala non sapevo nemmeno di chi fosse la regia...


Film 291: "The Conspirator" (2010) di Robert Redford
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Michele
Pensieri: Pellicola stranamente ignorata dal grande pubblico nonostante i numerosi richiami (regia di Robert Redford, attori famosi, tematica americana piuttosto sentita), rimane per me una delle sorprese piacevoli del 2011.
Ben girato e ottimamente interpretato, è uno di quei film storici delicati, piacevoli da guardare e interessanti. La storia stessa lo è già di per sé e si può riassumere nella domanda: chi ha ucciso il presidente (americano) Lincoln?
La trama sviluppa la questione seguendo attentamente il filo reale della storia, in particolare gli eventi che coinvolgono Mary Surratt/Robin Wright, prima donna a venire condannata a morte negli Stati Uniti. Gli indizi contro di lei non sono così schiaccianti e, anzi, l'impressione che ne ricava il suo avvocato Frederick Aiken/James McAvoy (e il pubblico stesso) e che si sia più che altro alla ricerca di un capro espiatorio.
Il risultato della sentenza - già inevitabilmente conosciuto - arriva comunque come un pugno allo stomaco nel momento esatto in cui una speranza pareva poterci essere.
Tensione, quindi, il ritmo regge bene e accompagna costante il film; gli attori - tutti decisamente famosi:oltre ai già citati, Kevin Kline, Tom Wilkinson, Evan Rachel Wood, Justin Long ("Palle al balzo - Dodgeball", "Die hard - Vivere o morire"), Alexis Bledel ("Una mamma per amica"), Jonathan Groff ("Glee"), Johnny Simmons ("Scott Pilgrim vs. the World", "Il corpo di Jennifer") e Danny Huston ("The Aviator", "X-Men le origini - Wolverine") - regalano buonissime performance; la ricostruzione scenica è meticolosa, bella la fotografia e pulita la regia.
L'impressione che rimane è quella di aver visto quasi un film intimista, garbato (per via dei toni pacati della Wright, qui davvero bravissima!) e mai gridato, narrato con consapevolezza e capacità. Bello e forte, non banale e sorprendente per quanto appassioni. Lo rivedrei anche subito.
Consigli: Dimenticate di sapere già come andrà a finire, lasciate cha sia la narrazione a condurvi e non rimarrete delusi!
Parola chiave: Attentato.

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Ric

martedì 2 novembre 2010

Film 163 - Il grande Gatsby

Una pellicola che desideravo vedere da tempo di cui non conoscevo un solo dettaglio della storia, se non il nome del protagonista maschile principale...


Film 163: "Il grande Gatsby" (1974) di Jack Clayton
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Il grande Gatsby, per me, è stato anche sinonimo di grande noia.
Non che sia un brutto film, ma non posso dire di aver mai subito il fascino degli anni '20, men che meno quello di un'attrice così insipida come Mia Farrow. Partendo dal presupposto che la trovo infinitamente antipatica, in questa pellicola, col ruolo da oca che doveva rivestire, non hanno fatto altro che accentuare in me una certa insofferenza...
La storia, poi, è quella di un amore messo nel cassetto e ritrovato dopo anni, mariti e figlie di mezzo. Struggente e passionale (ma siamo pur sempre negli anni '20...), impossibile, drammatico, eatrale, questo sentimento un tempo sopito finisce per riaffiorare causando problemi un po' atutti. Chi ci rimetterà di più sarà proprio il povero Gatsby/Robert Redford che, per amore, sacrificherà tutto sé stesso.
Insomma, insomma, ai giorni nostri questa sembra una love story così lontana da quelle cui siamo abituati che forse in questa mia visione ne ho subito un po' anche io l'evidente differenza. Sta di fatto che non ho trovato coinvolgente o appassionante la storia come mi aspetto, invece, da un film di ricostruzione storica.
In definitiva: non ha soddisfatto le mie aspettative.
Consigli: Guardatelo e ditemi la vostra! Sarei curioso di sapere cosa ne pensate...
Parola chiave: Macchina.




Ric