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martedì 28 maggio 2013

Film 553 - Una notte da leoni 2

Da giovedì in sala con il terzo capitolo, ho deciso di recuperare il secondo che avevo serenamente snobbato dato che la visione della prima pellicola non mi aveva per nulla catturato.


Film 553: "Una notte da leoni 2" (2011) di Todd Phillips
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia:
Pensieri: Praticamente fotocopia del primo 'hangover' (ovvero post sbronza), questa parte seconda mi ha divertito più o meno quando il suo predecessore, ovvero un po', ma senza esagerare. Completamente privo di ogni benché minima pretesa culturale, di contenuti o approfondimento, è un circo di disavventure e momenti nonsense a volte molto spassosi, a volte solo volgari, che finisce per lasciare un po' frastornati, ma comunque genericamente divertiti.
Nonostante non mi spieghi bene il motivo della sfacciata fortuna di questo prodotto commerciale (il primo film ha vinto anche un Golden Globe come Miglior film musical o commedia!), ho comunque voluto proseguire con questo "The Hangover Part II" dato che il 30 maggio esce il terzo capitolo finale di questa ennesima trilogia, per completare il cerchio, diciamo.
Questo tipo di film è perfettamente catalogabile alla voce 'inutile, ma piacevole', ovvero tutta una serie di pellicole dallo spessore di un foglio di carta che, però, si finisce per guardare in quei momenti in cui o non si ha nulla da fare o non ci si riesce ad accordare su cosa vedere. Insomma, un perfetto riempitivo che, essendo così sfacciatamente orientato al pubblico generico, finirà per non scontentare nessuno. O accontentare.
In questo episodio il black out da dopo sbronza colossale (condita con droghe varie) si svolge a Bangkok, in Thailandia, che è chiaramente un necessario cambiamento di scenario, ma che, di fatto, non influenza in alcun modo lo svolgersi della trama. Lo avessero girato a Tokyo sarebbe stato lo stesso. Appunto perchè, come si diceva all'inizio, questa pellicola è l'esatta copia della precedente, con un cambio minimo di elementi (lo sfondo, appunto, e necessariamente le clamorose situazioni in cui i tre protagonisti Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis si ritrovano). L'esasperazione assurda dell'intreccio narrativo garantisce al film un ritmo costante e una certa sorpresa nello spettatore, felice di vedere che ad ogni casino ne succede un altro in un meccanismo perverso quasi senza fine che rende il tutto molto dinamico. Di certo, insomma, non ci si annoia.
Nel complesso "Una notte da leoni 2" è un prodotto innocuo e a tratti divertente, un film che si lascia seguire tranquillamente e che non fa rimpiangere la scelta di aver deciso di vederlo.
Ps. $581,464,305 di incasso mondiale, cento in più del primo capitolo.  

Consigli: A chi è piaciuto il primo non può sfuggire questo capitolo numero 2, in vista poi del terzo episodio al cinema da giovedì! Una trilogia all'insegna degli eccessi per una pellicola spesso assurda e sboccata, ma che certo funziona bene come intrattenimento per una serata in compagnia.
Parola chiave: Scimmia.

Trailer

Bengi

lunedì 2 maggio 2011

Film 248 - Parto col folle

Non sapevo cosa aspettarmi...


Film 248: "Parto col folle" (2010) di Todd Phillips
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Stefano
Pensieri: Una volta letta la filmografia del regista Todd Phillips ("Road Trip", "Starsky & Hutch", "Una notte da leoni") si inquadra perfettamente un film come questo. Prima si sapere, effettivamente, le perplessità sono molte. Dovrebbe far ridere? Presenta interessanti o originali trovate comiche? O stilistiche? Sono io che non capisco?
Questo "Due Date" (titolo originale) è, osservato dalla giusta angolazione (leggere tralasciando che a me non fa ridere), l'esempio perfetto di quella che è la commedia americana contemporanea: più fisica, sbroccata e ambigua, volgare, figlia della sfiga dei suoi protagonisti e spesso politicamente scorretta.
In Italia la formula funziona meno (lo dicono gli incassi: un film come "Una notte da leoni" che ha pronto un sequel dopo l'incasso straordinario di $461,613,371 a fronte di una spesa di $35 milioni, da noi ha incassato solo €3.780.345), sicuramente penalizzata dalla traduzione che sfavorisce l'ironia più diretta del parlato originale. Di fatto posso dire che a me questo genere di pellicole piace poco.
Ethan Chase/Galifianakis è antipatico e insopportabile, diva al limite dell'omosessualità svampita tollerabile. I camei di Michelle Monaghan e Jamie Foxx (due attori che personalmente non reggo) sono talmente inutili che avrebbero potuti essere interpretati da chiunque.
Si salvano Robert Downey Jr. che, con la sua faccia da schiaffi è il nuovo George Clooney, elegante e posato, redivivo e ricco di charme anche sporco di sabbia. Simpatica Juliette Lewis che si capisce poco se reciti o si ispiri alla sua vita reale. Ma nel complesso è decisamente perfetta per la parte.
La piega on the road pare tipica di questo regista (tra l'altro sceneggiatore di "Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan"), ma non aiuta in questo caso a dare alla storia quel qualcosa in più. Nel complesso è un film che si lascia guardare (bella fotografia!), ma non strappa più di qualche sorriso.
Consigli: Se piace il genere sarà sicuramente una visione da non perdere.
Parola chiave: Barattolo di caffé.

Trailer

Ric