Visualizzazione post con etichetta skinny dipping. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta skinny dipping. Mostra tutti i post

domenica 17 marzo 2013

Film 519 - Di nuovo in gioco

Un film con Clint Eastwood va visto. Ero davvero curioso di vedere cosa ne usciva fuori...


Film 519: "Di nuovo in gioco" (2012) di Robert Lorenz
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco (Mi)
Pensieri: Tutto sommato questo "Trouble with the Curve" è un prodotto godibile, più che per la trama in sé, per godersi il solito ghigno del Sig. Eastwood questa volta combinato alla bravura di Amy Adams, una di quelle attrici sempre in ruoli secondari, ma capace di valorizzare il suo ruolo all'interno di prodotti concentrati non esattamente su di lei.
Il vero problema del film, invece, è che è troppo un collage di altre cose, senza una vera e propria identità. Non basta piazzare una delle leggende viventi del cinema contemporaneo per ottenere qualcosa di buono o valido da vedere. Ripeto, questa pellicola si lascia guardare e anche apprezzare per certi aspetti, ma se devo essere totalmente onesto, più di una volta ho pensato che ci fossero troppe, troppe somiglianze con "Gran Torino" e "Moneyball - L'arte di vincere".
Non c'è molto altro da aggiungere riguardo "Di nuovo in gioco" perchè, detta fra noi, Clint fa Clint, la sceneggiatura è piuttosto prevedibile (lui abbandona la figlia e sembra un colossale stronzo perchè le ha pure causato un sacco di problemi di autostima, ma poi nel finale si scoprono i veri motivi - e, permettetemi di dire che la spiegazione è un po' forzata e, peggio, il rimando onirico del cavallo è tra il pacchiano e l'ingenuo tentativo del regista e dello sceneggiatore di tentare di spacciare questo film per qualcosa che evidentemente non è, ovvero qualcosa con un messaggio e una trama di un certo spessore - e Mr. Clint recupera la stima e il rispetto della figlia, nonché del pubblico. Il tutto finisce con una grande rivincita e il colpaccio dei protagonisti), ci mancava solo che piazzassero una Gran Torino del '72 nel garage fatiscente di Clint e poi era il seguito senza asiatici Hmong di quell'ultima pellicola-capolavoro del regista attore prima di decidere di non recitare mai più. Chiaramente senza considerare questo film...
In aggiunta al cast un Justin Timberlake utile quanto un prendipolvere, ma capisco che per la scena del bagno quasi skinny dipping fosse utile avere un attore di bella presenza.
Insomma, anche se i difetti di questa pellicola sono evidenti e palesi, assicuro che guardare Eastwood recitare è sempre qualcosa di positivo e rassicurante. Amy Adams gli tiene testa con una chioma rossa che ti verrebbe voglia di pettinare ogni 10 minuti e tutto sommato la coppia padre-figlia regge sinceramente bene. Si poteva fare di meglio, approfondire in maniera meno scontata i personaggi e, soprattutto, evitare un happy ending tanto zuccheroso quanto scontato, però "Di nuovo in gioco" rimane comunque un prodotto piacevole e non volgare.
Ps. Perchè a John Goodman affibbiano sempre questi ruoli iper-secondari quando è un attore assolutamente capace? Non capisco il senso di sprecare un volto noto come il suo per quelle quattro scene che poteva recitare chiunque altro (ma qui come in "Flight", "Molto forte, incredibilmente vicino" o anche un po' in "Argo").
Consigli: Il confronto con "Gran Torino" è effettivamente impietoso (sia per la trama, sia per l'incasso: di $269,958,228 per la pellicola del 2008, $35,763,137 per questo film), ma rispetto al "Moneyball" con Brad Pitt vince decisamente "Di nuovo in gioco". Se piace Clint o la Adams è un buon esempio che testimonia le lori capacità recitative.
Leggero e senza pretese, ma comunque si guarda senza alcuna fatica.
Parola chiave: Baseball.

Trailer

Bengi

mercoledì 6 marzo 2013

Film 505 - La memoria del cuore

E così chiudiamo la cerchia dei film lasciati indietro a causa degli Oscar.
Questa pellicola mi era stata suggerita da Licia. Che forse non verrà mai più ascoltata...


Film 505: "La memoria del cuore" (2012) di Michael Sucsy
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Leoo
Pensieri: Introdurrei il mio commento a questa pellicola con una frase perfettamente descrittiva, di James Berardinelli: "This is for young women what Transformers is for young men".
Serve altro?
Premesso che non ho mai visto pellicole come "Le pagine della nostra vita", "I passi dell'amore" o "Dear John", mi sono approcciato a questa cercando di evitare scetticismi o preventivi 'storcimenti' di naso. E - guarda un po' - questo film non mi è piaciuto (stavo per scrivere di peggio, ma è inutile essere volgari).
Sulla falsa riga di quell'orrendità che è "50 volte il primo bacio", qui Rachel McAdams, innamoratissima della mascella senza confini di Channing Tatum, perde la memoria a seguito di un grave incidente che le fa dimenticare in toto suo marito (alias la mascella). Ci vorrà tutta la dedizione, passione e pazienza di lui per farla innamorare di nuovo. Nel frattempo, tra parentesi, lei torna nell'affaire con l'ex, ultimo ragazzo che si ricorda di aver avuto.
In mezzo a questa storia - è superfluo sottolineare quanto smielata sia? - una serie di luoghi comuni sull'amore, l'arte, le persone e i sentimenti. Un en plein di romantica superficialità da cartolina, pompata di zucchero e bei maglioni di lana caldi, bagni skinny dipped e flashback di un matrimonio kitch che vuole sottolineare, però, quanto conti solo il vero sentimento e non tutto il contorno: Paige e Leo si amano davvero.
Il problema, se vogliamo trascurare la bidimensionalità dei protagonisti, è però che a parte la loro storia, non succede niente. Nemmeno lo scossone 'marito non mi ricordo più di te quindi per un po' ritorno dal mio ex' è davvero un episodio incisivo, perchè tanto sai già che Paige torna da Leo e che tutta sta manfrina è di fatto fine a sé stessa. La pretesa, poi, della storia vera serve, a mio avviso, sostanzialmente solo ad aggiungere qualche sospiro e/o lacrima in più allo/a spettatore/rice di più sensibile natura. Chiaro che tutto appare ancora più romantico se non fiabesco, ma la semplificazione standardizzata di questo prodotto, unita alle immagini patinate, mi ha reso il tutto piuttosto fastidioso.
Rachel McAdams è una brava attrice, ha lavorato diretta da Woody Allen e Wes Craven o in compagnia di Russell Crowe, Helen Mirren, Robert Downey Jr., Harrison Ford e Diane Keaton ("Il buongiorno del mattino" è assolutamente da recuperare!), eppure ciclicamente cade nel vortice di queste pellicole chick flick dove l'unica cosa richiesta è il fazzoletto per piangere. E' un peccato, a mio avviso.
In questo "The Vow", comunque, anche la due volte premio Oscar Jessica Lange che poteva benissimo risparmiarsi di apparire in questa pellicola.
Infine il box office. Per quanto io non abbia gradito, il film è stato un buon successo commerciale: $196,114,570 incassati in tutto il mondo. Il mio più che un 'vow' (voto) è... wow (sbigottito).
Consigli: Se amate i film sull'amore o sulle relazioni che si complicano e poi grazie al sentimento vero si risolvono, questo è un titolo perfetto. Non c'è molto altro però.
Parola chiave: Voti nuziali.

Trailer

Ric