Tema complesso, ma promesse quasi da commedia. Ero curioso...
Film 458: "50 e 50" (2011) di Jonathan Levine
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Scoprire di avere un cancro praticamente rarissimo all'età di 27. E, soprattutto, di avere il 50% di possibilità di sconfiggerlo.
So che la premessa potrebbe sembrare non essere delle più divertenti, ma il punto forte di "50 e 50" è la naturalezza con cui viene presentato il problema. Se fosse uno di quei drammoni sulla malattia, non credo mi sarei avvicinato troppo volentieri, ma qui il prodotto è diverso e affronta l'argomento senza commiserazione o visioni patetiche. Dolore e accettazione, paura e smarrimento, frustrazione e incertezza per un futuro che non si sa più se sarà così prossimo: Joseph Gordon-Levitt da anima e corpo al suo personaggio Adam con una sensibilità e dignità da plauso. Subisce il mondo che lo circonda solo in apparenza e lo dimostrerà alla fine, capace di affrontare un'operazione complessa che comporterà, nella storia, il passaggio che cita il titolo: vita o morte?
Nonostante, appunto, il tema non sia dei più allegri, il film non risulta pesante o soffocante, ma racconta con delicatezza e senza 'urlare' la storia di un 'amicizia che, già solida, lo divverrà ancora di più proprio a causa della malattia - il rapporto 'cazzone' tra Adam e l'amico Kyle (Seth Rogen) - e delle storie d'amore che il protagonista ha e avrà durante i 100 minuti di pellicola (Bryce Dallas Howard prima, Anna Kendrick poi).
E' un prodotto piacevole e ben realizzato, curato nella presentazione di personaggi per niente piatti che, come tutti, si ritrova ad affrontare situazioni impreviste della vita reagendo ognuno a suo modo (condivisibile o meno che sia). Quest'aria di autenticità, prima di una certa stucchevolezza familiare a tematiche affini a quella che si ha qui - finisce per dare valore a "50/50", esaltando la capacità degli attori e il risultato finale in generale.
Dispiace solo che, ultimamente, a Bryce Dallas Howard affidino spesso parti piuttosto negative. E' brava, ma la vorrei vedere in ruoli meno da stronza. Nel cast anche il premio Oscar Anjelica Huston e Philip Baker Hall ("Dogville", "Magnolia", "The Truman Show").
Ps. Due nomination ai Golden Globes di quest'anno (Miglior film commedia o musical e Miglior attore protagonista commedia o musical per Joseph Gordon-Levitt) e $39,187,783 a fronte di una spesa di 8 milioni.
Consigli: Una volta che si è consapevoli di cosa tratti la trama credo che sia un film bello e piacevole, capace di far riflettere senza angosciare lo spettatore.
Parola chiave: Schwannoma neurofibrosarcoma.
Trailer
BB
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sabato 6 ottobre 2012
Film 458 - 50 e 50
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giovedì 16 agosto 2012
Film 438 - Un anno da leoni
Dal regista de "Il diavolo veste Prada" e il prossimo "Hope Springs - Consigli per gli affetti", una commedia che parrebbe strana e inusuale sul mondo dell'avvistamento uccelli. Un po' di curiosità c'è.
Film 438: "Un anno da leoni" (2011) di David Frankel
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Considerando che è stato uno dei più clamorosi flop del botteghio americano dell'anno scorso, mi aspettavo sinceramente una pellicola orrenda e mal confezionata. In realtà, pur non essendo nulla di che, non è nemmeno un prodotto tanto pessimo da dover essere snobbato in maniera tanto evidente.
Ammetto che, pur non amando nessuno dei tre attori protagonisti della pellicola (Owen Wilson, Jack Black e Steve Martin), l'idea un po' più originale del solito che fa da sfondo di questa commediola americana (il birdwatching) è gradita e mi ha fatto dimenticare il naso storto di Wilson, gli occhi da fumato di Black e la costante aria da idiota di Martin. Detto ciò nulla di nuovo all'orizzonte. A parte il disorientamento da nome di uccello - troppi - non si cavalca certo l'onda dell'originalità. E chi vorrebbe lasciare il lavoro, ma non riesce ad abbandonare le responsabilità; e chi è uno sfigato totale che deve dimostrare al padre e al mondo intero che ce la può fare; e chi mette a repentaglio il suo matrimonio in favore della sua più grande passione.
Ora, a parte la scontatezza, ammetto che questa storia del birdwatching non la conoscevo. Cito da Wikipedia: "Il birdwatching (in italiano osservazione degli uccelli) è un hobby inerente all'osservazione e allo studio degli uccelli in natura. È sinonimo del termine birding, usato negli Stati Uniti d'America, che comprende, oltre all'osservazione, anche l'ascolto e il riconoscimento dei canti". Premesso che a me sembra follia, rimane comunque un approfondimento di una cosa di cui non conoscevo l'esistenza e, alla fine, mi ha divertito. Non c'è molto altro da aggiungere, però, e forse, oltre ad incorniciare la vicenda all'interno del big year (ossia l'anno di tempo in cui si gira per il mondo intenti ad avvistare il maggior numero di volatili possibili), si sarebbe potuto investire di più su una trama che sa di già visto non appena comincia la visione della pellicola.
In fin dei conti non posso dire che sia un brutto film, però "The Big Year" poteva sfruttare molto meglio i 41 milioni di dollari spesi per produrlo (ne ha incassati $7,448,385 in tutto il mondo...).
Ps. Titolo italiano assolutamente fuoriluogo e insensato.
Consigli: Finché c'è l'ingresso gratis con la 3 niente vieta di andare a vederlo. Ma a prezzo pieno, diciamoci la verità, può essere anche tranquillamente evitato. Una pellicola molto easy.
Parola chiave: Record.
Trailer
Ric
Film 438: "Un anno da leoni" (2011) di David Frankel
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Considerando che è stato uno dei più clamorosi flop del botteghio americano dell'anno scorso, mi aspettavo sinceramente una pellicola orrenda e mal confezionata. In realtà, pur non essendo nulla di che, non è nemmeno un prodotto tanto pessimo da dover essere snobbato in maniera tanto evidente.
Ammetto che, pur non amando nessuno dei tre attori protagonisti della pellicola (Owen Wilson, Jack Black e Steve Martin), l'idea un po' più originale del solito che fa da sfondo di questa commediola americana (il birdwatching) è gradita e mi ha fatto dimenticare il naso storto di Wilson, gli occhi da fumato di Black e la costante aria da idiota di Martin. Detto ciò nulla di nuovo all'orizzonte. A parte il disorientamento da nome di uccello - troppi - non si cavalca certo l'onda dell'originalità. E chi vorrebbe lasciare il lavoro, ma non riesce ad abbandonare le responsabilità; e chi è uno sfigato totale che deve dimostrare al padre e al mondo intero che ce la può fare; e chi mette a repentaglio il suo matrimonio in favore della sua più grande passione.
Ora, a parte la scontatezza, ammetto che questa storia del birdwatching non la conoscevo. Cito da Wikipedia: "Il birdwatching (in italiano osservazione degli uccelli) è un hobby inerente all'osservazione e allo studio degli uccelli in natura. È sinonimo del termine birding, usato negli Stati Uniti d'America, che comprende, oltre all'osservazione, anche l'ascolto e il riconoscimento dei canti". Premesso che a me sembra follia, rimane comunque un approfondimento di una cosa di cui non conoscevo l'esistenza e, alla fine, mi ha divertito. Non c'è molto altro da aggiungere, però, e forse, oltre ad incorniciare la vicenda all'interno del big year (ossia l'anno di tempo in cui si gira per il mondo intenti ad avvistare il maggior numero di volatili possibili), si sarebbe potuto investire di più su una trama che sa di già visto non appena comincia la visione della pellicola.
In fin dei conti non posso dire che sia un brutto film, però "The Big Year" poteva sfruttare molto meglio i 41 milioni di dollari spesi per produrlo (ne ha incassati $7,448,385 in tutto il mondo...).
Ps. Titolo italiano assolutamente fuoriluogo e insensato.
Consigli: Finché c'è l'ingresso gratis con la 3 niente vieta di andare a vederlo. Ma a prezzo pieno, diciamoci la verità, può essere anche tranquillamente evitato. Una pellicola molto easy.
Parola chiave: Record.
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