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sabato 24 febbraio 2024

Film 2251 - Nuovo Olimpo

Intro: Mi era stato consigliato di vederlo e ho deciso di dare finalmente una chance a questo film.

Film 2251: "Nuovo Olimpo" (2023) di Ferzan Özpetek
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
In sintesi: non un capolavoro - specialmente nel finale - ma un prodtto interessante che ho seguito con piacere.
La premessa non è particolarmente innovativa - due uomini si conoscono e si piacciono, iniziano una frequentazione, ma per un motivo o per un altro si perdono di vista, per poi ritrovarsi anni dopo per caso, entrambe le loro vite completamente differenti - ma devo ammettere che la parte iniziale della storia mi abbia preso, complice un amore omosessuale con cui non fatico a identificarmi.
Il resto dello svolgimento della pellicola è più generico, le vicende si mischiano, le vite prendono pieghe inaspettate, le scelte di ognuno portano verso strade differenti: niente di nuovo, si diceva, ma comunque veritiero. Quello che mi ha garbato meno è l'epilogo, per così tanto tempo accennato e poi così rapidamente consumato: speravo, volevo e mi aspettavo qualcosa di più incisivo che tirasse le somme di un amore, un ricordo, durati nel tempo e troppo banalmente utilizzati dalla storia che preferisce virare per la scelta più plausibile, sì, ma comunque realizzazta in maniera troppo frettolosa.
Tutto sommato, comunque, "Nuovo Olimpo" funziona e si colloca bene nella filmografia di Özpetek.
Per concludere, un aspetto positivo e uno negativo di questo film (entrambi legati a una performance attoriale): Luisa Ranieri è pazzesca nel ruolo di Titti, un ruolo che interpreta magnificamente e con una naturalezza ipnotica e spiazzante; diametralmente opposta la performance di Alvise Rigo (qui Antonio), bisteccone inespressivo con capacità recitativa inesistente (non mi spiego come abbiano potuto offrirgli una parte tanto centrale nella storia, ogni volta che è in scena sorge un crescente senso di imbarazzo).
Cast: Damiano Gavino, Andrea Di Luigi, Luisa Ranieri, Greta Scarano, Aurora Giovinazzo, Alvise Rigo, Giancarlo Commare.
Box Office: /
Vale o non vale: Chi apprezza la filmografia di Özpetek sicuramente troverà in "Nuovo Olimpo" un gradito ritorno dell'acclamato regista. Brava la coppia di protagonisti, Luisa Ranieri magnifica, bella fotografia e - finalmente - un film a tema omosessuale che non ha paura di mostrare i corpi nudi di due uomini che si piacciono.
Premi: /
Parola chiave: Incidente.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

sabato 22 maggio 2021

Film 2002 - La finestra di fronte

Intro: Era da un bel po' che lo volevo rivedere, dai tempi dell'Argentina per essere preciso. L'avevo cercato per recuperarlo con Eric, ma poi ci eravamo persi a vedere filmografie sudamericane o ispaniche. Questo momento irlandese sembrava perfetto per recuperare questa pellicola.

Film 2002
: "La finestra di fronte" (2003) di Ferzan Özpetek
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
In sintesi: devo dire che me lo ricordassi un po' più iconico di quanto in realtà non sia. Sempre un buon film, ma meno "perfetto" di quanto la memoria non mi portasse a ricordare.
Il problema per me è sempre con l'animo o l'aura da soap-opera che quasi ogni prodotto italiano tende ad avere. Ci sono interminabili sospiri, una recitazione concitata ed eccessivamente drammatica, un tono generale da fiato sospeso e dichiarazioni di sentimenti al limite dell'opera di Moccia. Insomma, un po' tanto.
Poi, però, allo stesso tempo "La finestra di fronte" ha in Giovanna Mezzogiorno una magnifica alleata e in Massimo Girotti e la sua storia un gigantesco punto a favore. Per essere un prodotto di quasi vent'anni fa, il film di Özpetek parla con estrema franchezza dell'omosessualità, anche se qui come altrove l'happy ending per il personaggio gay non era (è?) concepibile. A parte questo, comunque, onore al merito al regista turco che, come sempre, mette al centro delle sue storie protagonisti LGBTQI+.
Detto questo, "La finestra di fronte" è un prodotto figlio del suo tempo - e del suo narratore, che qui non manca di mettere in campo i suoi archetipi preferiti - che funziona ancora abbastanza bene e rimane in ogni caso qualitativamente ancora migliore di tanti titoli contemporanei della cinematografia nostrana. Senza contare che presenta una delle canzoni tratte da una colonna sonora più iconiche di sempre.
Cast: Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Massimo Girotti, Filippo Nigro, Serra Yılmaz, Massimo Poggio.
Box Office: $15,535,312
Vale o non vale: I fan di Özpetek o della coppia di attori protagonisti dovrebbero gradire. Il film è a volte un po' indulgente con i suoi toni drammatici, ma in generale il prodtto finale tiene ancora abbastanza bene. Un buon prodotto italiano.
Premi: Candidato a 11 David di Donatello (tra cui Miglior regia, sceneggiatura, attrice non protagonista per Yılmaz) ne ha vinti 4 per Miglior film, attrice protagonista (Mezzogiorno), attore protagonista (Girotti) e colonna sonora.
Parola chiave: Lettera.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi