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venerdì 1 maggio 2026

Film 2453 - O Agente Secreto

Intro: Finally back to the movies—it's still Oscars time, and we decide to go and watch this film before it leaves theaters.

Film 2453
: "O Agente Secreto" (2025), Kleber Mendonça Filho
Watched: At the movies
Language: Portuguese, German
Watched with: Niamh, Debbi
Thoughts: I haven't seen many Brazilian movies in my life, so it was inevitable that I would compare this one to the one I watched a year ago, which was also nominated for multiple Oscars. The thing is, "O Agente Secreto" is not "Ainda Estou Aqui".
There are things I really enjoyed about this film: Wagner Moura, for one, is amazing. I think I saw him in previous American endeavours like "Elysium" and "Civil War", but I can't really say I remember his performances there. "The Secret Agent" was my real introduction to his work, and my oh my, I was impressed. I knew he didn't have a shot at winning Best Actor at the Oscars, but his is definitely one of my favourite performances from last year.
Furthermore, this is a very compelling story, especially for someone like me with no prior knowledge of Brazilian history. Once you get into the groove of the plot and how it’s told, once you figure out what the whole hairy leg situation is about, you do get invested. And here’s my biggest problem with this film: it's really hard to follow the story.
I know it might sound contradictory considering what I just said, but I found it really, really hard to follow everything that was going on—the time jumps, events I know nothing about, the number of characters, reading between the lines while also keeping up with subtitles, the three Wagner Moura characters... it’s a lot. Not even Debbi—who was born and raised in Brazil and lived there until 2023—knew about the leg thing and had to google it to understand what it meant (apparently it was a form of satire used in newspapers to call out shady police work back in the day, or at least that’s what she told me). I also had to check the plot on Wikipedia afterwards because I wasn’t sure about some parts (I should disclose that I fell asleep at one point, right at the pivotal moment of the sofa conversation where he's recording testimony about Ghirotti's corrupt activities. So yeah, that didn’t help).
Overall, I think "O Agente Secreto" is a good movie, but too chaotic for a story so complex and rich in detail and historical references that I knew nothing about. A more straightforward plotline would have definitely helped me grasp what I was watching without having to rely on the internet for a recap or further explanation. I'm not saying the story should have been simplified for international audiences, but at least for me, a more linear narration would have made a difference. And I know comparisons aren’t always fair, but the emotional impact that "Ainda Estou Aqui" had on me didn’t quite carry over here.
Cast: Wagner Moura, Carlos Francisco, Tânia Maria, Robério Diógenes, Alice Carvalho, Gabriel Leone, Maria Fernanda Cândido, Udo Kier.
Box Office: $22.5 million
Worth a watch?: Not an easy watch. The plot is dense (from Wikipedia: "It follows Armando (Wagner Moura), a former professor caught in political turmoil during the Brazilian military dictatorship, attempting to flee persecution.") and the screenplay doesn’t make it particularly easy to follow what’s going on—or at least that was my experience. Wagner Moura delivers a performance for the ages and proves he’s a superstar.
Awards: 4 Oscar nominations (Best Picture, Actor, Casting, and International Feature Film). 2 BAFTA nominations (Best Original Screenplay and Film Not in the English Language) and 2 Golden Globe wins (Best Foreign Language Film, Actor in a Motion Picture – Drama) over 3 nominations (Best Motion Picture – Drama). Nominated for Best Foreign Film at the 2026 César Awards. The movie competed for the Palme d'Or at Cannes 2025, where it won 4 awards (FIPRESCI Prize, Prix des Cinémas Art et Essai, Best Director, and Best Actor).
Key word: Hairy leg.

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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 24 febbraio 2024

Film 2251 - Nuovo Olimpo

Intro: Mi era stato consigliato di vederlo e ho deciso di dare finalmente una chance a questo film.

Film 2251: "Nuovo Olimpo" (2023) di Ferzan Özpetek
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
In sintesi: non un capolavoro - specialmente nel finale - ma un prodtto interessante che ho seguito con piacere.
La premessa non è particolarmente innovativa - due uomini si conoscono e si piacciono, iniziano una frequentazione, ma per un motivo o per un altro si perdono di vista, per poi ritrovarsi anni dopo per caso, entrambe le loro vite completamente differenti - ma devo ammettere che la parte iniziale della storia mi abbia preso, complice un amore omosessuale con cui non fatico a identificarmi.
Il resto dello svolgimento della pellicola è più generico, le vicende si mischiano, le vite prendono pieghe inaspettate, le scelte di ognuno portano verso strade differenti: niente di nuovo, si diceva, ma comunque veritiero. Quello che mi ha garbato meno è l'epilogo, per così tanto tempo accennato e poi così rapidamente consumato: speravo, volevo e mi aspettavo qualcosa di più incisivo che tirasse le somme di un amore, un ricordo, durati nel tempo e troppo banalmente utilizzati dalla storia che preferisce virare per la scelta più plausibile, sì, ma comunque realizzazta in maniera troppo frettolosa.
Tutto sommato, comunque, "Nuovo Olimpo" funziona e si colloca bene nella filmografia di Özpetek.
Per concludere, un aspetto positivo e uno negativo di questo film (entrambi legati a una performance attoriale): Luisa Ranieri è pazzesca nel ruolo di Titti, un ruolo che interpreta magnificamente e con una naturalezza ipnotica e spiazzante; diametralmente opposta la performance di Alvise Rigo (qui Antonio), bisteccone inespressivo con capacità recitativa inesistente (non mi spiego come abbiano potuto offrirgli una parte tanto centrale nella storia, ogni volta che è in scena sorge un crescente senso di imbarazzo).
Cast: Damiano Gavino, Andrea Di Luigi, Luisa Ranieri, Greta Scarano, Aurora Giovinazzo, Alvise Rigo, Giancarlo Commare.
Box Office: /
Vale o non vale: Chi apprezza la filmografia di Özpetek sicuramente troverà in "Nuovo Olimpo" un gradito ritorno dell'acclamato regista. Brava la coppia di protagonisti, Luisa Ranieri magnifica, bella fotografia e - finalmente - un film a tema omosessuale che non ha paura di mostrare i corpi nudi di due uomini che si piacciono.
Premi: /
Parola chiave: Incidente.
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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 21 febbraio 2014

Film 673 - Lo sconosciuto del lago

Weekend relax in compagnia del cinema francese parte 2.

Film 673: "Lo sconosciuto del lago" (2013) di Alain Guiraudie
Visto: dal computer di casa
Lingua: francese
Compagnia: Luigi
Pensieri: "L'inconnu du lac" è stata la rivelazione queer dell'ultimo festival di Cannes, con ovazioni e consensi entuasiasti da ogni fronte. La critica lo ha incoronato capolavoro contemporaneo del cinema e no, chiaramente, non potevo esimermi dal vederlo. Il mio scetticismo in questi casi è sempre compagno di visione, in quanto fatico a credere nei capolavori assoluti, soprattuto quando proclamati con tale osannazione e rapidità. Mi ha stranito, poi, un così grande successo considerati i due aspetti fondamentali di questa pellicola: parla di gay che si incontrano ad un lago per, di fatto, fare cruising e, per più della metà del tempo, i protagonisti sono nudi. E, diciamocelo fin da ora, se nel mondo cartoon piovevano polpette, qui piovono piselli.
In tutta onestà questo sconosciuto mi ha abbastanza annoiato. Non succede granché e quel poco che succede - tra erotismo e omicidi - era perfettamente riassumibile in qualcosa di veloce come una mezzora. Invece la pellicola dura 100 minuti, tra auto che parcheggiano, vento tra le fronde, dorati riflessi solari sull'acqua, qualche omicidio e tantissima ricerca di sesso. Che, alla lunga, è un po' fine a sé stessa.
Insomma, non mi aspettavo di rimanere folgorato da uno strabordante susseguirsi di eventi carismatici e narrativamente parlando pregni di significati metaoforici, però, ecco, questo film non mi ha esattamente sconvolto come le promesse di trailer e critici mi avrebbero fatto pensare. E' un prodotto estremamente di nicchia e di difficile incasellamento, che oscilla pericolosamente tra il soft-porno voyeristico e la crime-story perversa, con la parte debole innamorata della parte forte della coppia nonostante tutto (ovvero un ominicio visto commettere a inizio film).
In tutta onestà la sensazione che ho avuto è quella che si sia inserito l'omicidio solo come pretesto per portare avanti una storia altrimenti senza qualcosa da dire che non fosse stato legato all'immaginario erotico omosessuale. E, diciamocelo, non c'è niente che un porno - più o meno spinto - non possa raccontare altrettanto sufficientemente.
In ultima analisi, quindi, "Lo sconosciuto del lago" è un film che non è un film, ovvero racconta una realtà certo non familiare a tutti, eppure portata sullo schermo solo con intento provocatorio e non di denuncia: il nudo c'è non perché sia interessante (o si sia interessati) a capire il comportamento umano che spinge le persone ad imboscarsi, ma è solamente accessorio per la provocazione, poiché la trama tratta marginalmente l'aspetto del cercare 'refrigerio' tra le fresche frasche.
Quindi no, questa pellicola non mi ha convinto e, anzi, l'ho trovata un po' pesante alla lunga, proprio per questa sua natura incosnsistente e inconcludente (specialmente il finale). L'aspetto che invece ho trovato più interessante è l'amicizia tra Franck/Pierre Deladonchamps e Henri/Patrick d'Assumçao - che mi sarebbe piaciuto veder trattare anche fuori dal contesto lacustre, ma che invece è sacrificata in favore della love story tra il primo e lo sconosciuto baffuto Michel/Christophe Paou.
Ps. 8 candidature ai César 2014 tra cui Miglior film. A Cannes 2013 il film, in gara nella sezione "Un certain regard", ha vinto i premi la Queer Palm e il Prix de la mise en scène conferito ad Alain Guiraudie.
Box Office: € 118,590 (Francia), $ 148,325 (USA)
Consigli: A tratti thriller erotico, a tratti omaggio alla pace dei sensi ed elogio della natura, questa pellicola è un excursus sull'imbosco alla ricerca di un onanismo becero e francamente desolante. Se rifletta o meno la realtà dei fatti io non lo so, ma di certo è il racconto di una realtà che mi ha messo un po' di tristezza. Mio limite, per carità, ma rimango dell'idea che si possa andare al lago per godersi la giornata piuttosto che per godere tra i cespugli.
Parola chiave: Sesso.

Trailer

Bengi