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venerdì 1 aprile 2016

Film 1110 - Victor Frankenstein

Una sera a cena non sapevo cosa guardare e lo streaming mi ha suggerito questo titolo che, lì per lì, sembrava promettere genuino intrattenimento.
Film 1110: "Victor Frankenstein" (2015) di Paul McGuigan
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Poteva essere carino e, invece, è una gran boiata e basta.
Non che mi aspettassi un capolavoro, ma speravo in un intrattenimento degno di essere seguito, mentre la storia proposta qui non è niente di che e, per certi aspetti, è anche brutta. In particolare mi riferisco agli effetti speciali, tra il macabro e il fatto male. Le creature portate in vita dal famoso dottore sono - e passiamoglielo - disgustose, ma c'è da aggiungere che visivamente - e questo non va bene - sono palesemente finte. Senza contare che la trama è quello che è (Igor viene dal circo, dove era una sorta di Gobbo di Notre Dame vestito da clown...).
Insomma, un vero spreco di giovani talenti e di soldi (40 milioni di dollari!) per un risultato mediocre che sa di già visto.
Cast: Daniel Radcliffe, James McAvoy, Jessica Brown Findlay, Andrew Scott, Charles Dance, Daniel Mays, Freddie Fox, Mark Gatiss, Callum Turner, Spencer Wilding.
Box Office: $34.2 milioni
Consigli: Il tentativo di svecchiare anche questo cult letterario (dopo un avvincente Sherlock Holmes cinematografico) non riesce e il risultato è meno brillante di quanto le premesse parrebbero suggerire. Certo, una pellicola innoqua, ma comunque non riuscita. Si può vedere, pur consapevoli che si tratta di un esperimento bruttino e insapore. Peccato. Se avete nostalgia del dottore e dei suoi folli tentativi di sconfiggere la morte, meglio seguire la serie tv "Penny Dreadful" o, meglio, rivedersi "Frankenstein Junior".
Parola chiave:

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 19 gennaio 2015

Film 862 - Posh

Luigi voleva assolutamente recuperarlo e, appena lo streaming lo ha permesso, abbiamo recuperato.

Film 862: "Posh" (2014) di Lone Scherfig
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: "Posh", ovvero una cocente delusione.
Nonostante non fossi particolarmente interessato a vederlo, c'è da dire che il cast (Sam Claflin, Max Irons, Douglas Booth, Jessica Brown Findlay, Natalie Dormer), la bellissima ambientazione ad Oxford (Harry Potter-style) e un sedimentato amore per il cinema inglese sempre presente, mi avessero comunque fatto sperare in qualcosa di buono.
Da Wiki: "Dieci studenti dell'università di Oxford, ricchi, cinici e viziati, vengono ammessi all'esclusivo e antico Riot Club, fondato nel lontano 1776. I giovani aspirano a standard di vita elevati e vogliono lasciare un segno all'interno del club. Ma una sera, complice l'alcol, un evento tragico rischia di rovinare le loro reputazioni." (ho tagliato il finale, che lascio a chi desidera guardare il film).
Ora, come si capisce dal riassunto - e dalla locandina originale - qui si punta tutto sull'enfatizzare un rapporto deviato, eppure direttissimo, tra la ricchezza e la mancanza di morale, il rango sociale e il classismo che sfocia in mancanza di tolleranza, odio, violenza. La storia è tutta qui e non va oltre l'episodio finale di pestaggio selvaggio che riduce coloro che per tutta la storia si erano elevati a superiori rispetto al resto del mondo al rango di branco animale. Non credo che "The Riot Club" (titolo originale) aggiunga nulla che non si sia già visto a questa ennesima riflessione che mette a confronto ricchezza e moralità.
Come esperimento cinematografico, quindi, il film non sviscera alcun pensiero proprio che valorizzi il tempo che la visione richiede e, a parte gli scossoni emotivi che può suscitare in chi guarda vedere con quanta superbia e arroganza i 10 , non ha molto altro da dire. Il che è un peccato se si pensa che gli attori accorsi ad interpretare questa storia sono tra i giovani promettenti esponenti della nuova leva attoriale britannica.
In definitiva mi è sembrata un'occasione sprecata per dire qualcosa di nuovo, per regalare al pubblico qualcosa di un po' più personale e meno scontato a proposito di come si possano frapporre il potere derivante da soldi e posizione sociale e il rispetto per gli altri indipendentemente dal loro ceto sociale. L'idea che mi sono fatto è che ci si sia concentrati quasi unicamente sulla violenza fine a sé stessa (che lo diventa, quindi, anche in questo film), così da degradare il possibile dibattito successivo alla visione a semplice indignazione per le immagini aggressive e il disgusto per i protagonisti.
Tecnicamente "Posh" è ben curato, ha una bella fotografia, delle scenografie suggestive e un buon gruppo di giovani attori, peccato che la storia del Riot Club non solo sia triste, ma artisticamente impersonale.
Ps. Il film è tratto dall'opera teatrale "Posh" di Laura Wade, qui sceneggiatrice.
Box Office: € 394.959 (incasso italiano), £497,000 (incasso d'esordio nel Regno Unito)
Consigli: Se siete infastiditi da ricchi ragazzini prepotenti, egocentrici, classisti, elitari, violenti, ecc ecc questa pellicola è meglio evitarla, sia per i dialoghi che per i risvolti della trama. Il Riot Club, così esclusivo, è un covo di vizi e viziati, un mix letale per moralità, tolleranza, educazione. La pellicola di per sé è un po' vuota, nel senso che manca un tocco più personale che valorizzi un racconto così spiazzante e rischioso se non viene direzionato con attenzione. Si può vedere, ben consci che non si tratta di una pellicola per 'tutte le occasioni'.
Parola chiave: Ristorante.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi