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domenica 4 ottobre 2020

Film 1927 - Enola Holmes

Intro: Me lo ero salvato tra i titoli da guardare una volta in Irlanda. E così ho fatto, la prima sera.
Film 1927: "Enola Holmes" (2020) di Harry Bradbeer
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: tratto da "The Case of the Missing Marquess: An Enola Holmes Mystery" di Nancy Springer, questo nuovo film di Netflix sfoggia un cast notevole e una storia piacevole per un risultato finale che, pur non indimenticabile, è certamente in grado di intrattenere il suo spettatore. Ma andiamo con ordine.
Millie Bobby Brown, Sam Claflin, Henry Cavill, Helena Bonham Carter, Fiona Shaw e Frances de la Tour (praticamente metà cast di "Harry Potter") si scomodano tutti per raccontare la storia della più giovane sorella Holmes, allevata dalla madre eccentrica e progressista (Bonham Carter) la quale, però, improvvisamente scompare nel nulla. Tra indizi da trovare, destinazioni da raggiungere e non pochi diversivi nel mezzo, saremo in grado di scoprire se la minore degli Holmes ha le stesse doti del ben più famoso fratello.
Onestamente ho trovato "Enola Holmes" divertente per la maggior parte del tempo e sicuramente avventuroso, anche se da ciò che avevo intuito dal trailer mi aspettavo che il film avesse un ritmo molto più serrato. La cosa che più mi ha innervosito, però, è certamente l'arco narrativo legato alla madre, filo conduttore di tutta la storia - o almeno il 70% di essa - che verso il terminare del racconto viene abbandonato in nome di un altro mistero da risolvere. Capisco che le avventure di Enola siano spalmate in molteplici romanzi e intuisco che l'intenzione qui sia quella di creare un franchise, ma non si può far reggere tutta la storia su un presupposto che poi non troverà risoluzione nel finale. L'ho trovato estremamente frustrante. Non dico che la dissoluzione del mistero dovesse necessariamente verificarsi in questo primo titolo, semplicemente si poteva fin da subito dare più rilevanza alla questione del marchese scappato di casa (che poi è il titolo del primo libro, ma non è che Netflix lo abbia specificato da alcuna parte in questo adattamento cinematografico) e relegare la sottotrama familiare in secondo piano, così da far intuire che sarebbe poi diventato il filo conduttore dei prossimi capitoli.
A parte questo, comunque, ribadisco che "Enola Holmes" rimane un prodotto carino e spensierato, perfetto per questo cambio di stagione. Millie Bobby Brown è magnifica nel ruolo di protagonista e Helena Bonham Carter, per quanto poco presente, è in grado di lasciare il segno. Meno significativo Henry Cavill nei panni di Sherlock, onestamente più un guru con consigli di vita che un detective scaltro e sempre un passo avanti rispetto agli altri. Probabilmente a suo discapito vanno le ben più riuscite e dinamiche performance di Robert Downey Jr., Benedict Cumberbatch e, perché no, Jonny Lee Miller che hanno contribuito a forgiare l'idea moderna del personaggio di Sherlock Holmes per come lo immaginiamo oggi.
In ogni caso con questa pellicola Netflix non ha sbagliato e, anzi, ha regalato al suo pubblico un prodotto fresco e piacevole che mette in mostra il grande talento della sua protagonista (qui anche produttrice), intrattiene e lascia soddisfatti. Ci sarà un seguito?
Film 1927 - Enola Holmes
Film 2159 - Enola Holmes 2
Cast: Millie Bobby Brown, Sam Claflin, Henry Cavill, Helena Bonham Carter, Louis Partridge, Burn Gorman, Adeel Akhtar, Susan Wokoma, Fiona Shaw, Frances de la Tour.
Box Office: /
Vale o non vale: Fresco, giovane, simpatico ed esteticamente accattivante, "Enola Holmes" è un titolo semplice in grado di accompagnare piacevolmente la serata. Onestamente speravo in qualche momento di deduzione in più, però tutto sommato il risultato finale è riuscito. Si lascia vedere tranquillamente.
Premi: /
Parola chiave: Madre.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 20 agosto 2019

Film 1651 - Snow White and the Huntsman

Intro: E si cambia totalmente genere per tornare ai giorni nostri nonché all'ennesima rivisitazione di una classica fiaba dei fratelli Grimm.
Film 1651: "Snow White and the Huntsman" (2012) di Rupert Sanders
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: Film 417 - Snow White and the Huntsman
Film 709 - Biancaneve e il cacciatore
Film 1129 - Il cacciatore e la regina di ghiaccio
Film 1651 - Snow White and the Huntsman
Cast: Kristen Stewart, Charlize Theron, Chris Hemsworth, Sam Claflin, Ian McShane, Bob Hoskins, Ray Winstone, Nick Frost, Toby Jones, Lily Cole.
Box Office: $396.6 milioni
Vale o non vale: Carino ed esteticamente interessante, intrattiene a dovere. Sicuramente meglio del sequel.
Premi: Candidato a 2 Oscar (Migliori costumi ed effetti speciali) e a 1 BAFTA (costumi). Vincitore del Razzie per la Peggior attrice Stewart (anche per "The Twilight Saga: Breaking Dawn - Part 2").
Parola chiave: Bacio.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 22 dicembre 2017

Film 1460 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 2

Era da molto tempo che volevo rivederlo, soprattutto perché dopo averlo visto al cinema la prima volta non ho più avuto occasione.
Film 1460: "The Hunger Games: Mockingjay - Part 2" (2015) di Francis Lawrence
Visto: dall'iPad
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Devo dire che mi ricordassi un film leggermente diverso, forse addirittura più bello. Di sicuro parte del motivo del ricordo distorto sta nel fatto che, dopo aver visto finalmente il capitolo conclusivo al cinema, ero certamente preso da tutta una serie di considerazioni ed "emozioni" che adesso sono passate.
La pellicola, migliore della precedente, rimane comunque compromessa dalla staticità dettata dal terzo film, anche se dal secondo tempo la storia ingrana e si carica di interesse, pur soffrendo di un epilogo parzialmente strozzato dalla dilatazione dell'azione.
In ogni caso è un buon capitolo conclusivo, carico di tensione ed emotività dovuta principalmente alle numerose perdite e ai colpi di scena; Jennifer Lawrence ne esce totalmente vincente. Si poteva sicuramente evitare la divisione dell'ultimo libro in due capitoli, in ogni caso la saga si salva in corner.
Film 412 - Hunger Games
Film 461 - Hunger Games
Film 541 - Hunger Games
Film 1551 - The Hunger Games
Film 2348 - The Hunger Games
Film 634 e 635 - Hunger Games: la ragazza di fuoco
Film 699 - Hunger Games: La ragazza di fuoco
Film 1171 - The Hunger Games: Catching Fire
Film 1552 - The Hunger Games: Catching Fire
Film 2078 - Hunger Games: La ragazza di fuoco
Film 836 - Hunger Games: il canto della rivolta - Parte I
Film 1176 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 1
Film 1056 - Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2
Film 1460 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 2
Film 2239 - The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes
Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Julianne Moore, Philip Seymour Hoffman, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Donald Sutherland, Willow Shields, Sam Claflin, Mahershala Ali, Jena Malone, Natalie Dormer, Elden Henson, Wes Chatham, Patina Miller, Michelle Forbes, Gwendoline Christie.
Box Office: $653.4 milioni
Consigli: Poteva essere una trilogia bellissima, poi i soldi sono entrati in gioco. "Hunger Games" funziona quasi sempre perfettamente e anche questo quarto capitolo non fa eccezione, peccato un certo pantano iniziale che deriva dalla precedente parte 1. Detto questo, di sicuro vale la pena vedere l'episodio conclusivo, soprattutto se si è seguita tutta la saga. E poi la Lawrence è sempre brava.
Parola chiave: Snow.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 20 novembre 2016

Film 1242 - Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare

Non lo avevo mai visto e, ammetto, un po' ero curioso...

Film 1242: "Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare" (2011) di Rob Marshall
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Una delle storie più vuote della storia per il film che, ad oggi, è il più costoso di sempre: $378.5 milioni per produrlo, non oso immaginare quanto per promuoverlo.
Tecnicamente ineccepibile, con scenografie ed effetti speciali pazzeschi, il quarto film della saga Disney sul pirata Jack Sparrow è un'inutile avventura alla rigerca della vita eterna, tra nuovi personaggi e vecchie ridondanti abitudini. Perché assodati il talento e l'istrionica interpretazione di Depp, del suo pirata rimango semplicemente le caricature e le bizzarrie che da sole non posso, ovviamente, reggere due ore e un quarto di pellicola. Non c'è storia - perché per la prima parte di film non succede nulla - e non c'è nemmeno un gran divertimento, cosicché alla fine la sensazione è quella del classico blockbuster di un tempo: tantissimi soldi spesi per la messa in scena, accontentandosi di una trama stiracchiata che finisce per far rimpiangere le precedenti e più riuscite avventure (mi riferisco principalmente al primo film della saga, i successivi sequel non mi hanno mai fatto impazzire). Non basta cambiare parzialmente il cast e piazzarci qualche novità esotica, la sensazione rimane quella dell'operazione commerciale accumula soldi. Del resto non gli si può nemmeno dare torto visto l'incasso che ha superato il miliardo di dollari.
Al di là del collaterale, comunque, un film non è solamente un prodotto da dare in pasto alle masse, ma teoricamente una delle strade per dare libero sfogo alla fantasia, alla creatività, alla necessità di raccontare qualcosa a qualcun'altro e qui, mi spiace, non c'è nulla da condividere. La storia si perde in preamboli infiniti e dato che già sappiamo che il nostro eroe porterà a termine la sua missione, bisognerebbe ovviare a questo "problema" introducendo sottotrame in grado di tentare l'interesse degli spettatori e sublimare la loro capacità inferenziale, regalando comunque un racconto degno di essere seguito. La sensazione che ho avuto è che "Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides" sia la fotocopia sbiadita di un prodotto che 10 anni fa aveva ampiamente funzionato, il che ha portato i suoi produttori a desiderare una replica del successo planetario ottenuto così da poterci guadagnare ancora e ancora. Questo è un presupposto che non fa granché bene alla gestazione della trama di un film e, a mio avviso, relativamente a questa operazione si notano tutte le debolezze che questo tipo di premessa porta con sé.
Film 240 - La maledizione della prima luna
Film 1560 - Pirates of the Caribbean: The Curse of the Black Pearl
Film 1570 - Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest
Film 1579 - Pirates of the Caribbean: At World's End
Film 1242 - Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare
Film 1415 - Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales
Cast: Johnny Depp, Penélope Cruz, Ian McShane, Geoffrey Rush, Sam Claflin, Àstrid Bergés-Frisbey, Kevin R. McNally.
Box Office: $1.045 miliardi
Consigli: Un'avventua così così, anche se esteticamente intrigante. Il cast ben assortito e Depp la fa da padrone, ma oltre questo c'è ben poco. Solo per i fan dei precedenti tre film. E del prossimo "Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar".
Parola chiave: Fonte della giovinezza.

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Bengi

mercoledì 17 agosto 2016

Film 1194 - Me Before You

Non che smaniassi per vederlo, ma Poe ci teneva molto. La proposta dello streaming ha fatto vincere (grazie a Dio) la versione in inglese, così almeno ci siamo evitati il doppiaggio da soap opera tipico per prodotti tutto cuori e fazzoletti come questo.

Film 1194: "Me Before You" (2016) di Thea Sharrock
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Nel tentativo di ricavalcare l'onda ormai un po' passata di "Colpa delle stelle", questo "Me Before You" regala al pubblico una storia strappalacrime tra disabilità ed eutanasia, il tutto condido con l'amore vero che sboccia all'improvviso, ovviamente. L'originalità del film non è esattamente fulminante, anche se un certo fascino dei protagonisti e la cura delle immagini (molto patinate) addolciscono i sentimenti verso un prodotto così specificamente mirato ad una particolare tipologia di pubblico, nel quale francamente fatico a riconoscermi.
Al di là della ricerca della lacrima facile, questo tipo di commedia romantica da "ultimo stadio" è un po' troppo costruita sull'eccezionalità della cosa, oltre che sul dramma preannunciato, il che a mio avviso conferisce al tutto un'anima artificiosa e livella il racconto alla semplice straordinarietà dei fatti o dei suoi protagonisti evitando di approfondire l'elemento umano, che è poi la base di ogni relazione. La disabilità del protagonista Will (Sam Claflin), pur trattata ampiamente, interessa alla sceneggiatura più che altro come elemento funzionale e dunque rimane in secondo piano rispetto a un romanticismo tanto scontato e sdolcinato che è, tuttavia, il vero motore di tutta l'operazione. Per quanto nobile possa essere il portare all'attenzione del grande pubblico la questione, non ci si smuove dal fatto che è la scintilla amorosa ad essere il vero cardine di tutta l'operazione. Sì, è vero che poi si tratta di una storia decisamente meno convenzionale del solito, considerato che - spoiler! - alla fine Will muore, ma in ogni caso si possono cambiare le carte in tavola quanto si vuole: il risultato - rispetto a titoli simili - non cambia.
Dunque niente di nuovo e, soprattutto, niente di particolarmente esaltante. Il contagioso ottimismo di Lou (Emilia Clarke), che passa solo attraverso l'inesausto movimento di sopracciglia della ragazza, è più irritante che consolante e l'amore in sedia a rotelle è dolce e ispira buoni sentimenti, ma dal momento che "Me Before You" si ferma solo a questi, il risultato finale non può essere sufficiente. Non è una buona storia solo perché si racconta una bella storia. E' un prodotto ben confezionato, ma niente di più.
Ps. Tratto dal romanzo omonimo di Jojo Moyes del quale esiste un seguito, dal titolo "After you".
Cast: Emilia Clarke, Sam Claflin, Janet McTeer, Charles Dance, Brendan Coyle, Matthew Lewis, Samantha Spiro, Joanna Lumley, Vanessa Kirby, Ben Lloyd-Hughes.
Box Office: $194.3 milioni
Consigli: Penso che si tratti di un film adatto solo a chi sia veramente motivato a vederlo. C'è la malattia, c'è il rifiuto, il dolore, la morte e tutta una serie di elementi che lo rendono una storia pesante, nonostante ampio spazio sia dedicato all'amore tra i protagonisti. Dunque meglio documentarsi prima e capire se si è disposti a seguire la storia.
Parola chiave: Lavoro.

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domenica 10 aprile 2016

Film 1129 - Il cacciatore e la regina di ghiaccio

Venerdì in due: cena + film ed è subito un inizio di weekend perfetto!
Film 1129: "Il cacciatore e la regina di ghiaccio" (2016) di Cedric Nicolas-Troyan
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Visivamente potente, narrativamente impotente.
Direi che può essere questo il sunto di "The Huntsman: Winter's War", stiracchiato prequel-sequel di quel "Biancaneve e il cacciatore" con Kristen Stewart di qualche anno fa, al quale vengono in aiuto un cast stellare e, soprattutto, i magnifici costumi di Colleen Atwood per portare a casa un risultato inferiore all'originale, che pure non era un capolavoro.
La colpa non è tanto dei quattro attori protagonisti - né delle spalle, a dire il vero, sufficientemente divertenti -, ma di una trama sciocchina e banale e un mancato approfondimento della psicologia dei personaggi, in primis quello della nuova cattiva principale e Regina di Ghiaccio Freya. Di lei impariamo che è la sorella della precedente cattiva principale e Regina Cattiva Ravenna (eh già), che le è stata portata via una figlia e che si è incattivita proprio per questo. La motivazione di per sé sarebbe anche sensata, non fosse che la storia si dimentica poi di andare oltre al fattaccio e rimane ancorata ad una bidimensionalità monolitica che renderà tutto l'agire del personaggio insensato e, in ultima analisi, totalmente inutile. Non solo - ma che ve lo dico a fare -, la nostra malvagissima si redimerà, ma tornerà pure un po' quella buona ragazza dai capelli normali che era un tempo. Insomma, tanto rumore per nulla.
Nel marasma generale, tra una specchiata e una spiata via gufo, la storia si concede qualche deviazione action grazie al cacciatore e alla sua amata, anche se le scene d'azione non sono così entusiasmanti quanto ci si aspetterebbe. Per non parlare del momento in cui la strana combriccola di cacciatori + nani si ritrova a dover trafugare lo specchio dorato e finisce ad affrontare una sorta di Minotauro dalle corna d'oro la cui unica attitudine non è tanto quella di combattere, quanto quella di gridare. Ma se devi difendere il tuo tesoro, perché non lo fai e basta? E invece ci perdiamo in circa cinque minuti di urla e schiamazzi, per un risultato finale tanto ovvio quanto lo spettatore si aspetta. Anche in questo caso è tutto molto bello visivamente, ma manca di sostanza.
In tutto questo il cacciatore è, sì, protagonista, pur collocandosi al centro di una storia che non dimentica la sua precedente eroina Biancaneve e pure deve tenere conto delle altre 3 donne della storia in questione: insomma, la scena è leggermente affollata. Se da una parte è apprezzabile che un blockbuster dal budget multimilionario sia composto principalmente da personaggi principali femminili, rimane il fatto che la presenza di Charlize Theron sia prettamente estetica - mancava solo che dicesse «La vita non è bianco o nero, è oro.» e avevamo fatto bingo - e la debolezza statica della cattiva degrada quello che poteva essere un trend positivo accessorio da lodare.
Dunque questo "Il cacciatore e la regina di ghiaccio" è un titolo commerciale non certo particolarmente riuscito che, pure, plausibilmente farà il suo dovere al botteghino mondiale (in America l'uscita è prevista per il 22 aprile). Si poteva fare assolutamente di meglio anche se, come si diceva all'inizio, i costumi della Atwood salvano da soli tutta l'operazione. Bravissima.
Film 417 - Snow White and the Huntsman
Film 709 - Biancaneve e il cacciatore
Film 1129 - Il cacciatore e la regina di ghiaccio
Film 1651 - Snow White and the Huntsman
Cast: Chris Hemsworth, Charlize Theron, Emily Blunt, Nick Frost, Sam Claflin, Rob Brydon, Jessica Chastain, Sheridan Smith, Alexandra Roach, Colin Morgan.
Box Office: $165 milioni
Consigli: Fatta fuori la Stewart che non compare nemmeno nel cameo di Biancaneve, rimangono Hemsworth e Theron a portare verso il secondo episodio un franchise da un lato intrigante, dall'altro mal sfruttato. Ricco di potenzialità e spunti interessanti, di fatto il film si concentra su una serie di temi già visti e rivisti che rendono la storia poco efficace e lasciano tutto lo sporco lavoro agli effetti speciali e, in pari dose, a una combinazione di glam degli attori + costumi pazzeschi + trucco + fotografia che solo in parte riesce a salvare il risultato finale. Dunque se cercate facile distrazione visivamente accattivante eccovi serviti. Allo stesso tempo se avete apprezzato il primo "Snow White and the Huntsman" ha senso dare una chance a questa storia. Tutti gli altri è meglio che si mettano il cuore in pace: qui troverete un paio d'ore di svago facile facile, combinate alla bellezza imbarazzante della Theron e al machismo del sempre aitante Thor. Oltre a ciò, poco.
Parola chiave: Specchio.

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lunedì 25 maggio 2015

Film 922 - #ScrivimiAncora

Nonostante l'imbarazzante titolo italiano, i due protagonisti li seguo volentieri e, ogni tanto, una commedia romantica ci sta.

Film 922: "#ScrivimiAncora" (2015) di Christian Ditter
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Una storia stupida e contorta, sciocca nell'insensatezza che propone: lui ama lei, lei ama lui, ma siccome non se lo dicono mai, succede che nel frattempo si fanno due vite parallele dall'adolescenza all'età adulta e poi all'improvviso capiscono che si amano e finalmente se lo dicono. Allora, o sono imbecilli o qualcuno crede che lo siamo noi che guardiamo.
Invece di farmi appassionare ad una storia d'amore non convenzionale, questo film è riuscito a farmi girare le palle come pochi altri titoli prima d'ora e nella mia mente lo paragono all'altrettanto insensato "One Day". Quindi, al di là del fatto che la coppia Lily Collins - Sam Claflin è carina e bella da vedere sullo schermo, in generale "Love, Rosie" non mi è piaciuto e mi è sembrato abbastanza una perdita di tempo. Immagino che a qualcuno queste storie alla 'ti amo, ma non te lo posso dire perché altrimenti lo scopriresti' possano anche piacere, ma su di me il tira e molla in cui nessuno sembra capire quello che è palese anche per i sassi non solo non ha alcun effetto, ma anzi mi tedia a morte. Next.
Box Office: $4,419,000 milioni
Consigli: Pellicola romantica tratta dal romanzo di Cecelia Ahern, questo "#ScrivimiAncora" è a mio avviso un esempio insipido di commedia romantica ai tempi dei social con, in più, l'aggravante di protagonisti incapaci di riconoscere l'evidenza. Se siete amanti delle contorte vicende amorose di chi è costantemente alla ricerca della scelta sentimentale sbagliata, ecco un esempio all'acqua di rose e molto, molto patinato di cosa voglia dire sprecare la propria vita alla ricerca dell'amore (quando ce lo avevi di fronte a casa). Noioso, irreale e nemmeno romantico.
Parola chiave: 18esimo compleanno.

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lunedì 19 gennaio 2015

Film 862 - Posh

Luigi voleva assolutamente recuperarlo e, appena lo streaming lo ha permesso, abbiamo recuperato.

Film 862: "Posh" (2014) di Lone Scherfig
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: "Posh", ovvero una cocente delusione.
Nonostante non fossi particolarmente interessato a vederlo, c'è da dire che il cast (Sam Claflin, Max Irons, Douglas Booth, Jessica Brown Findlay, Natalie Dormer), la bellissima ambientazione ad Oxford (Harry Potter-style) e un sedimentato amore per il cinema inglese sempre presente, mi avessero comunque fatto sperare in qualcosa di buono.
Da Wiki: "Dieci studenti dell'università di Oxford, ricchi, cinici e viziati, vengono ammessi all'esclusivo e antico Riot Club, fondato nel lontano 1776. I giovani aspirano a standard di vita elevati e vogliono lasciare un segno all'interno del club. Ma una sera, complice l'alcol, un evento tragico rischia di rovinare le loro reputazioni." (ho tagliato il finale, che lascio a chi desidera guardare il film).
Ora, come si capisce dal riassunto - e dalla locandina originale - qui si punta tutto sull'enfatizzare un rapporto deviato, eppure direttissimo, tra la ricchezza e la mancanza di morale, il rango sociale e il classismo che sfocia in mancanza di tolleranza, odio, violenza. La storia è tutta qui e non va oltre l'episodio finale di pestaggio selvaggio che riduce coloro che per tutta la storia si erano elevati a superiori rispetto al resto del mondo al rango di branco animale. Non credo che "The Riot Club" (titolo originale) aggiunga nulla che non si sia già visto a questa ennesima riflessione che mette a confronto ricchezza e moralità.
Come esperimento cinematografico, quindi, il film non sviscera alcun pensiero proprio che valorizzi il tempo che la visione richiede e, a parte gli scossoni emotivi che può suscitare in chi guarda vedere con quanta superbia e arroganza i 10 , non ha molto altro da dire. Il che è un peccato se si pensa che gli attori accorsi ad interpretare questa storia sono tra i giovani promettenti esponenti della nuova leva attoriale britannica.
In definitiva mi è sembrata un'occasione sprecata per dire qualcosa di nuovo, per regalare al pubblico qualcosa di un po' più personale e meno scontato a proposito di come si possano frapporre il potere derivante da soldi e posizione sociale e il rispetto per gli altri indipendentemente dal loro ceto sociale. L'idea che mi sono fatto è che ci si sia concentrati quasi unicamente sulla violenza fine a sé stessa (che lo diventa, quindi, anche in questo film), così da degradare il possibile dibattito successivo alla visione a semplice indignazione per le immagini aggressive e il disgusto per i protagonisti.
Tecnicamente "Posh" è ben curato, ha una bella fotografia, delle scenografie suggestive e un buon gruppo di giovani attori, peccato che la storia del Riot Club non solo sia triste, ma artisticamente impersonale.
Ps. Il film è tratto dall'opera teatrale "Posh" di Laura Wade, qui sceneggiatrice.
Box Office: € 394.959 (incasso italiano), £497,000 (incasso d'esordio nel Regno Unito)
Consigli: Se siete infastiditi da ricchi ragazzini prepotenti, egocentrici, classisti, elitari, violenti, ecc ecc questa pellicola è meglio evitarla, sia per i dialoghi che per i risvolti della trama. Il Riot Club, così esclusivo, è un covo di vizi e viziati, un mix letale per moralità, tolleranza, educazione. La pellicola di per sé è un po' vuota, nel senso che manca un tocco più personale che valorizzi un racconto così spiazzante e rischioso se non viene direzionato con attenzione. Si può vedere, ben consci che non si tratta di una pellicola per 'tutte le occasioni'.
Parola chiave: Ristorante.

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martedì 5 agosto 2014

Film 753 - Le origini del male

Cinemino con l'ingresso gratis della 3, Non volevamo vedere questo film, ma era l'unica proiezione comoda per tutti...

Film 753: "Le origini del male" (2014) di John Pogue
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Erika
Pensieri: Insomma, non esattamente un capolavoro. Nonostante qualche buon momento di tensione, il resto rimane la solita minestrina riscaldata e non si può dire che alcun elemento mostrato qui spicchi per un qualunque motivo. Gli effetti speciali non ci sono, tanto che le scene teoricamente migliori - bracccia mozzate, per esempio - non sono nemmeno mostrate e, considerando che buona parte di un horror lo fa il finale, qui proprio non ci siamo. Inoltre tutto l'approfondimento psicologico imbastito per assecondare il demone di Jane Harper alla lunga fanno anche un po' ridere. Insomma, non che mi aspettassi di uscire traumatizzato, però nemmeno provarci...
"The Quiet Ones" in definitiva è un prodotto che gioca la carta del 'successo davvero', nella bella cornice di Oxford, ma si spinge davvero al poco sacrificio in favore della causa: per dirla tutta, si capisce perfettamente che lo scopo della pellicola è ottenere un po' di successo al botteghino e niente di più. Le foto finali che mostrano i reali protagonisti della vicenda sono, effettivamente, anche somiglianti agli attori in costume, ma, naturalmente, non basta per creare un prodotto anche solo sufficiente. Inoltre le scelte di stile per Sam Claflin non sono particolarmente azzeccate perché l'attore, che in "Hunger Games: La ragazza di fuoco" è decisamente in forma, qui sembra un insaccato paffutello e pure un po' sfigato. Voluto o meno, il risultato è infelice.
Quindi, nonostante una teoricamente intrigante storiella su sette, strani riti, fuoco e una pazza che parla e strappa i capelli ad una bambola, il risultato finale di "Le origini del male" è piuttosto mediocre e giusto una programmazione estiva poteva digerirlo e lanciarlo sul mercato.
Box Office: $9,649,895
Consigli: Nella noia estiva si vede questo ed altro. I titoli scarseggiano e anche gli horror, a dire il vero, si trovano meno del previsto. Questo non è particolarmente originale né ben realizzato (mancano serie competenze nel campo degli effetti speciali), ma va riconosciuto alla produzione che, in assenza di un serio sforzo economico da mettere in gioco per questa storia, almeno sono stati in grado di produrre qualche buon momento di suspense. Sam Claflin bamboccione, Olivia Cooke ("Bates Motel") non convince del tutto.
Parola chiave: Evey.

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Bengi

giovedì 8 maggio 2014

Film 709 - Biancaneve e il cacciatore

Avevo comprato il dvd prima di partire per l'America ed ero assolutamente intenzionato a rivedere questa pellicola appena tornato.

Film 709: "Biancaneve e il cacciatore" (2012) di Rupert Sanders
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: La mia prima visione londinese era stata influenzata da stanchezza e sonnolenza, quindi a parte una buona impressione iniziale per fotografia, effetti speciali e una grandissima Charlize Theron, non potevo spingermi troppo oltre. La verità è che, per quello che mi aspettavo e cercavo, "Biancaneve e il cacciatore" era perfettamente conforme alle aspettative.
Ora che ho visto e rivisto bene, posso confermare che, ineffetti, il film è un buon esempio di blockbuster nonché interessante revisione della fiaba Disney. Chiaro che, quando si compara la bellezza della Theron a quella di Kristen Stewart e la si fa spuntare alla seconda il tutto suona un po' ridicolo, ma è ovviamente il ruolo di cattiva della storia che vince e rimane inevitabilmente impresso nella mente dello spettatore, quindi pace.
In linea generale "Snow White and the Huntsman" è un prodotto commericale funzionale al suo principale scopo di accaparra-incasso, tanto che è già in produzione un secondo capitolo per il 2016 con, riconfermati, i protagonisti Kristen Stewart e Chris Hemsworth nei panni di Biancaneve e del cacciatore senza (ancora) un nome di battesimo. Io l'ho trovato un film d'intrattenimento piacevole, senza infamia e senza lode. Anzi, piuttosto godibile, a dire il vero. Niente di impegnativo, ma comunque una produzione curata e realizzata secondo un preciso stile estetico con, inoltre, una certa cura per i costumi (specialmente quelli della cattiva Ravenna/Theron) da parte di Colleen Atwood (già 3 volte premio Oscar) oltre che un'interessante rivisitazione del famoso 'specchio delle brame'. Carino.
Ps. E' l'ultimo film di Bob Hoskins, scomparso lo scorso 29 aprile.
Film 417 - Snow White and the Huntsman
Film 709 - Biancaneve e il cacciatore
Film 1129 - Il cacciatore e la regina di ghiaccio
Film 1651 - Snow White and the Huntsman
Box Office: $396,592,829
Consigli: Kristen Stewart sporca di fango e decisa guerriera affronta una magica Charlize Theron che inquieta e seduce personaggi e pubblico. La visione vale anche solo per lei, davvero magnetica. La trama si segue senza pensieri, l'interpretazione della Stewart non ha scosse come al solito e Chris Hemsworth, che nella versione originale è praticamente incomprensibile, qui grazie al doppiaggio ha finalmente un senso (anche se pure qui ha sempre il solito ruolo da macho muscoloso). Tutto sommato un esempio di cinema commerciale non male.
Parola chiave: Foresta Oscura.

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