Non lo avevo più voluto rivedere dopo la delusione della prima volta che l'ho visto. Però ho pensato che una seconda possibilità gliela potevo anche concedere...
Film 1176: "The Hunger Games: Mockingjay - Part 1" (2014) di Francis Lawrence
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Dai, lo ammetto: un po' l'ho rivalutato. Poco.
Dopo la traumatica priva visione al cinema di 2 anni, dopo aver constatato che sì, anche un ottimo franchise può commettere un passo falso, alla fine ho ceduto e sono tornato "sulla scena del crimine". Rivedere "The Hunger Games: Mockingjay - Part 1" si inserisce in un connubio di due fattori. Il primo è puramente materiale, ovvero ho acquistato il dvd qualche tempo fa; il secondo, invece, riguarda la voglia di riscoprire la saga conseguente all'acquisto del film. Dopo aver rivisto qualche giorno prima il secondo capitolo, mi sono riproposto di dare una chance anche a questo terzo e parzialmente conclusivo episodio.
Nonostante l'evidente rottura del ritmo e una mancanza di base di pathos, certamente rimane evidente il buonissimo lavoro tecnico fatto e l'interessante approfondimento socio-politico, abbstanza inusuale per un prodotto commericale e destinato a un target giovane. I limiti di una mossa del genere - motivo per cui probabilmente si tende ad evitare di fornire al tema tanto spazio come qui - sono stto gli occhi di tutti, in quanto "Hunger Games 3" ha un consistente problema di carenza di contenuti. Il buon intento di contestualizzazione (e più che altro la promessa di ottimi incassi) ha prevaricato la mission finale di una storia che doveva giocare tutte le sue carte con un titolo conclusivo da cardiopalma che, invece, è stato rovinato da una suddivisione commerciale in due capitoli di cui il primo finisce per risultare il più insignificante e stiracchiato.
In ogni caso, messa da parte la cocente delusione, demonizzare non ha particolare senso. La delusione c'è ed è stata non solo percepita, ma anche concretamente riscontrata (il quarto capitolo ha incassato meno di tutti i capitoli precedenti!), ma come si diceva qualcosina di buono c'è. La Lawrence è una grande leader sia della storia che del grande schermo. Dà prova di essere credibile nonostante la mancanza di trama e di riuscire a portare sulle sue spalle il prodotto di cui è diventata il volto a prescindere dalla qualità di quest'ultimo. Insomma, senza di lei questo terzo titolo non solo non avrebbe senso, ma nemmeno esisterebbe.
Per quanto riguarda il resto, "Mockingjay - Part 1" funziona come i precedenti due capitoli, posizionandosi ad un alto standard tecnico-qualitativo e riuscendo a portare al cinema le immagini create dalla Collins con una certa efficacia (fotografia, costumi e scenografie hanno vividamente creato l'idea di Capitol City e dei distretti di Panem). Insomma, realizzato in maniera ineccepibile, ma un po' carente di contenuti, "Hunger Games 3" non ha particolare ragione di esistere come episodio a sé, ma dovendovici confrontare, ad una seconda visione migliora leggermente.
Ps. Candidato ai Golden Globes 2015 per la Miglior canzone originale ("Yellow Flicker Beat" di Lorde).
Film 412 - Hunger Games
Film 461 - Hunger Games
Film 541 - Hunger Games
Film 1551 - The Hunger Games
Film 2348 - The Hunger Games
Film 634 e 635 - Hunger Games: la ragazza di fuoco
Film 699 - Hunger Games: La ragazza di fuoco
Film 1171 - The Hunger Games: Catching Fire
Film 1552 - The Hunger Games: Catching Fire
Film 2078 - Hunger Games: La ragazza di fuoco
Film 836 - Hunger Games: il canto della rivolta - Parte I
Film 1176 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 1
Film 1056 - Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2
Film 1460 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 2
Film 2239 - The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes
Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Julianne Moore, Philip Seymour Hoffman, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Donald Sutherland, Willow Shields, Sam Claflin, Jena Malone, Mahershala Ali, Natalie Dormer, Wes Chatham, Elden Henson, Patina Miller, Evan Ross.
Box Office: $755.4 milioni
Consigli: Direi che il riassunto più efficace relativamente a questo film lo fornisce il commento critico di Todd McCarthy di The Hollywood Reporter, che lo definisce "disappointingly bland and unnecessarily protracted."
A voler cercare il lato positivo, si tratta di un capitolo-ponte di una saga piuttosto ben riuscita che, dopo questo scivolone, saprà ampiamente riprendersi e regalare una giusta conclusione a Katniss Everdeen e compagni. Dunque il viaggio attraverso questo terzo capitolo si può affrontare: non è bello come i precedenti, ma ci traghetta verso l'epico finale.
Parola chiave: Peeta.
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Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
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mercoledì 20 luglio 2016
Film 1176 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 1
lunedì 30 marzo 2015
Kids' Choice Awards 2015: nomination e vincitori
Presentati da Nick Jonas, i Kids' Choice Awards 2015 si sono svolti il 28 marzo per la gioia dei giovani votanti e non solo sul canale Nickelodeon. Giunti ormai alla loro 28esima edizione, questi premi sanciscono i favoriti degli spettatori del canale a pagamento e, più che per un valore reale, posso avere quantomeno un'importanza nello stabilire quali siano gli attuali gusti di un certo target di persone (o meglio di ragazzini). Le categorie sono suddivise in cinema, televisione e musica e qui, naturalmente, riportiamo solo le appartenenti al primo gruppo. Ecco i candidati e i vincitori!
Nickelodeon's 28th Annual Kids' Choice Awards
Favorite Movie The Amazing Spider-Man 2
Guardians of the Galaxy
The Hunger Games: Mockingjay – Part 1
Maleficent
Teenage Mutant Ninja Turtles
Transformers: Age of Extinction
Favorite Movie Actor
Will Arnett (Teenage Mutant Ninja Turtles, The Lego Movie)
Steve Carell (Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day)
Jamie Foxx (The Amazing Spider-Man 2)
Hugh Jackman (X-Men: Days of Future Past)Ben Stiller (Night at the Museum: Secret of the Tomb)
Mark Wahlberg (Transformers: Age of Extinction)
Favorite Movie Actress
Cameron Diaz (Annie)
Elle Fanning (Maleficent)
Megan Fox (Teenage Mutant Ninja Turtles)
Jennifer Garner (Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day)
Angelina Jolie (Maleficent)
Emma Stone (The Amazing Spider-Man 2)

Favorite Male Action Star
Chris Evans (Captain America: The Winter Soldier)
Andrew Garfield (The Amazing Spider-Man 2)
Liam Hemsworth (The Hunger Games: Mockingjay – Part 1)
Hugh Jackman (X-Men: Days of Future Past)
Chris Pratt (Guardians of the Galaxy)
Channing Tatum (Jupiter Ascending)
Favorite Female Action Star
Halle Berry (X-Men: Days of Future Past)
Scarlett Johansson (Captain America: The Winter Soldier)
Jennifer Lawrence (X-Men: Days of Future Past, The Hunger Games: Mockingjay – Part 1)
Evangeline Lilly (The Hobbit: The Battle of the Five Armies)
Ellen Page (X-Men: Days of Future Past)Zoe Saldana (Guardians of the Galaxy)
Favorite Animated Movie
Big Hero 6
How to Train Your Dragon 2
The Lego Movie
Penguins of Madagascar
Rio 2
The SpongeBob Movie: Sponge Out of Water

Favorite Villain
Cameron Diaz as Miss Hannigan (Annie)
Jamie Foxx as Electro (The Amazing Spider-Man 2)
Angelina Jolie as Maleficent (Maleficent)
Lee Pace as Ronan the Accuser (Guardians of the Galaxy)
Meryl Streep as The Witch (Into the Woods)
Donald Sutherland as President Snow (The Hunger Games: Mockingjay – Part 1)
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The Hunger Games: Mockingjay - Part 1
lunedì 24 novembre 2014
Film 836 - Hunger Games: il canto della rivolta - Parte I
Appena visto la recensione è subito d'obbligo!
Film 836: "Hunger Games: il canto della rivolta - Parte I" (2014) di Francis Lawrence
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Dopo un'attesa così estenuante che ha costretto i numerosi fan ad un conto alla rovescia forzato man mano che la data d'uscita si avvicinava (e soprattutto perché ogni due per tre la produzione faceva trapelare qualche nuovo dettaglio, immagine, poster, trailer o affini), finalmente il momento di rivedere Katniss Everdeen sul grande schermo è arrivato. In linea con la data d'uscita in America - da noi il debutto è stato giovedì il 21 - venerdì mi sono recato al cinema carico di attese e sicuro di portare a casa l'ennesima impressione positiva. Non è stato così.
Con non poco rammarico, da fan della saga cinematografica, mi sono trovato di fronte all'evidenza che, questa volta, un film in più su uno dei miei franchise preferiti non è equivalso ad una piacevole avventura in più. Per dirla fuori dai denti: "The Hunger Games: Mockingjay - Part 1" non ha molto da dire.
Credo che, visti i due precedenti titoli, le aspettative fossero altissime e questo certamente non abbia aiutato, ma il vuoto narrativo che il terzo capitolo porta con sé spiazza chi segue le disavventure del Distretto 12 e dei suoi abitanti in fuga. Katniss è la nuova paladina della rivolta e ci metterà un bel po' per decidersi ad abbracciare questo suo inatteso destino, e nonostante il sacrificio della ragazza dovrebbe suscitare in chi segue la storia una certa dose di empatia, di fatto si avverte solo un po' di noia misto impazienza. Non perché improvvisamente la saga di "Hunger Games" abbia perso mordente, ma perché è ovvio che ciò che viene raccontato in un libro, se non tradotto nel linguaggio cinematografico più adatto, rischia di non funzionare. Qui si è preso un romanzo, si è deciso di suddividerne la traspozione cinematografica in due parti e ci si è ritrovati col dover razionare il meglio per la fine trovando però il modo di raccontare qualcosa anche nel capitolo di passaggio. Il guaio è che, forse - dico forse perché i libri non li ho letti -, non c'era poi così tanto da raccontare tra "La ragazza di fuoco" e la seconda parte de "Il canto della rivolta". Il risultato, quindi, è qualcosa che oscilla tra il film più che altro per i fan della saga e un racconto di mezzo che, preso singolarmente, funziona poco.
Durante i 123 minuti di pellicola vengono riprese le fila del precedente capitolo, intavolati i nuovi snodi della trama e preparato lo scenario di una guerra che incombe, ma per il momento solo nei discorsi dei rivoluzionari. Mi aspettavo che da un momento all'altro Aragon saltasse fuori e pronunciasse una delle battute più iconiche del secondo capitolo de "Il signore degli Anelli": "La guerra aperta incombe, che tu la rischi o no".
Di fatto qui, a parte qualche imboscata, non si rischia granché e sono solo i nemici - capitanati dal Presidente Snow/Donald Sutherland - ad arrecare i danni più gravi, sacrificando vite innocenti ogni qualvolta la situazione lo consenta. Sul fronte ribelle, invece, si mette in scena qualcosa di curioso. Solitamente, infatti, siamo abituati ad una presa di coscienza del proprio ruolo da parte dell'eroe che percorre vie spontanee, una maturazione che avviene naturalmente dopo che gli eventi ne forzano l'avverarsi. Qui, invece, vi è una vera e propria costruzione dell'immagine dell'eroe - in questo caso eroina - che richiede la pianificazione quasi di una campagna pubblicitaria. C'è la scelta del testimonial, la realizzazione di abiti di scena, lo shooting promozionale e lo spot da far rimbalzare di televisore in televisore con lo scopo di risvegliare le coscienze altrui, intorpidite da paura e malainformazione, al fine di reclutare quanti più seguaci possibile. Per la guerra (aperta), naturalmente.
Quindi, una volta che Katniss viene scossa dal vedere un Peeta malridotto ostaggio del nemico e le rovine del suo ormai ex distretto, la storia prende il via e riesce finalmente a mostrare qualcosa di differente dai soli momenti di introspezione, rammarico, rabbia, frustrazione. Perché è giusto che si costruisca bene il carattere del personaggio fornendo allo spettatore i numerosi esempi della sua profondità o maturità, però costruirci l'intero primo tempo di un film sopra mi sembra un tantino eccessivo. Quando, poi, l'azione parrebbe cominciare, di fatto l'unica cosa che accade è la ritirata sottocoperta e, bombardamenti a parte, non si ha altra testimonianza di uno scontro.
Insomma, diciamo che il paragone tra le due arene precedenti con questa prima parte di una rivolta che ancora fatica a partire non è dei più felici. Il buon scenario politico architettato viene imbruttito da un'attesa e una lentezza che forse un titolo del genere non dovrebbe avere. Non solo perché 4 film su 3 libri sono tanti, ma anche perché con tutta questa storia delle trilogie e affini, lo spettatore si aspetta almeno che qualcosa accada in tutti gli episodi che si portano al cinema. Quello che qui viene mostrato si poteva condensare in una mezz'ora abbondante / un'ora, ritagliando lo stesso tempo per un finalone con il botto. A questo punto non so più cosa aspettarmi per l'"imminente" capitolo conclusivo e vorrei sperare che al diluirsi della trama in questa prima parte non ne corrisponda uno nella seconda. Il che mi farebbe ancora di più pensare che di un quarto capitolo non ci fosse bisogno (ma questo è un altro discorso che, chiaramente, non può tenere presente il riscontro monetario).
In definitiva, a caldo (ma ormai un po' raffreddato), posso dire che no, "Hunger Games: il canto della rivolta - Parte I" non è stato così emozionante, interessante o avvincente come mi aspettavo e volevo che fosse. Probabilmente una volta digerita la delusione saprò affrontare con più lucidità questo "Hunger Games 3" che, per il momento, rimane l'anello debole di tutta la catena. Suppongo che col tempo - e presa visione del quarto - saprò rimodellare la mia opinione su basi meno sentimentali (come è stato, per esempio, con il secondo capitolo de "Lo Hobbit") che mi porteranno a scorgere anche un'utilità dietro questa evidente operazione commerciale. Per il momento, però, posso solo affermare che se ai giochi di Capitol City togli l'arena ne elimini anche l'essenza.
Film 412 - Hunger Games
Film 461 - Hunger Games
Film 541 - Hunger Games
Film 1551 - The Hunger Games
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Film 1171 - The Hunger Games: Catching Fire
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Film 836 - Hunger Games: il canto della rivolta - Parte I
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Film 1056 - Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2
Film 1460 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 2
Film 2239 - The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes
Box Office: $275 milioni (incasso mondiale del primo weekend d'uscita)
Consigli: Anche questa volta si sono fatte le cose in grande. Al cast sempre magnifico si aggiungono principalmente Julianne Moore e Natalie Dormer; la produzione è quella delle grandi occasioni e tutto è curato, ricostruito e inscenato alla perfezione; la colonna sonora (attentissima ad essere super cool) sfodera nientemeno che Lorde per la canzone portante. Insomma, come per i precedenti episodi a livello tecnico non si può che tessere lodi. Qui, però, c'è una necessaria virata narrativa che forse non è intrapresa nel migliore dei modi. Molti tempi morti, moltissimi momenti lenti e poca azione fanno sì che "Il canto della rivolta - Parte I" abbassi lo standard cui il franchise ci aveva abituato. Fortunatamente Jennifer Lawrence è in grado di sopportare il peso di un capitolo di passaggio come questo e risultare non solo credibile, ma ancora interessante per il pubblico che, dopo una storia pesante come questa, avrebbe potuto (o potrebbe ancora) anche decidere di abbandonarla al suo destino. Non credo, di fatto, sia un caso che l'esordio al botteghino americano sia stato il peggiore dei tre titoli della saga, nonostante il crescente interesse del pubblico per l'opera della Collins e la totale assenza di titoli avversari in uscita. Come ho ribadito a sufficienza, questo terzo episodio si divide tra il voler creare attesa - di fatto non mostrando nulla che non si evincesse dal trailer - e una presa di coscienza contemporanea che il supereroe deve avere una forte caratterizzazione attraverso un intelligente lavoro di sceneggiatura. Qui si mette in scena il tentativo - anche lodevole - di farlo, senza forse centrare l'obiettivo in pieno. Motivo per il quale penso che "Mockingjay - Part 1" non sia perfetto per tutti, ma che privilegi maggiormente i fan della saga disposti a qualunque sacrificio pur di arrivare all'agognato finale della saga. Chi è meno devoto troverà più faticosa questa storia e sicuramente meno appassionante. Per carità, è un buon film-ponte e questo non glielo può togliere nessuno; preso singolarmente, però, è un titolo con evidenti limitazioni.
Parola chiave: Depistaggio.
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Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
Film 836: "Hunger Games: il canto della rivolta - Parte I" (2014) di Francis Lawrence
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Dopo un'attesa così estenuante che ha costretto i numerosi fan ad un conto alla rovescia forzato man mano che la data d'uscita si avvicinava (e soprattutto perché ogni due per tre la produzione faceva trapelare qualche nuovo dettaglio, immagine, poster, trailer o affini), finalmente il momento di rivedere Katniss Everdeen sul grande schermo è arrivato. In linea con la data d'uscita in America - da noi il debutto è stato giovedì il 21 - venerdì mi sono recato al cinema carico di attese e sicuro di portare a casa l'ennesima impressione positiva. Non è stato così.
Con non poco rammarico, da fan della saga cinematografica, mi sono trovato di fronte all'evidenza che, questa volta, un film in più su uno dei miei franchise preferiti non è equivalso ad una piacevole avventura in più. Per dirla fuori dai denti: "The Hunger Games: Mockingjay - Part 1" non ha molto da dire.
Credo che, visti i due precedenti titoli, le aspettative fossero altissime e questo certamente non abbia aiutato, ma il vuoto narrativo che il terzo capitolo porta con sé spiazza chi segue le disavventure del Distretto 12 e dei suoi abitanti in fuga. Katniss è la nuova paladina della rivolta e ci metterà un bel po' per decidersi ad abbracciare questo suo inatteso destino, e nonostante il sacrificio della ragazza dovrebbe suscitare in chi segue la storia una certa dose di empatia, di fatto si avverte solo un po' di noia misto impazienza. Non perché improvvisamente la saga di "Hunger Games" abbia perso mordente, ma perché è ovvio che ciò che viene raccontato in un libro, se non tradotto nel linguaggio cinematografico più adatto, rischia di non funzionare. Qui si è preso un romanzo, si è deciso di suddividerne la traspozione cinematografica in due parti e ci si è ritrovati col dover razionare il meglio per la fine trovando però il modo di raccontare qualcosa anche nel capitolo di passaggio. Il guaio è che, forse - dico forse perché i libri non li ho letti -, non c'era poi così tanto da raccontare tra "La ragazza di fuoco" e la seconda parte de "Il canto della rivolta". Il risultato, quindi, è qualcosa che oscilla tra il film più che altro per i fan della saga e un racconto di mezzo che, preso singolarmente, funziona poco.
Durante i 123 minuti di pellicola vengono riprese le fila del precedente capitolo, intavolati i nuovi snodi della trama e preparato lo scenario di una guerra che incombe, ma per il momento solo nei discorsi dei rivoluzionari. Mi aspettavo che da un momento all'altro Aragon saltasse fuori e pronunciasse una delle battute più iconiche del secondo capitolo de "Il signore degli Anelli": "La guerra aperta incombe, che tu la rischi o no".
Di fatto qui, a parte qualche imboscata, non si rischia granché e sono solo i nemici - capitanati dal Presidente Snow/Donald Sutherland - ad arrecare i danni più gravi, sacrificando vite innocenti ogni qualvolta la situazione lo consenta. Sul fronte ribelle, invece, si mette in scena qualcosa di curioso. Solitamente, infatti, siamo abituati ad una presa di coscienza del proprio ruolo da parte dell'eroe che percorre vie spontanee, una maturazione che avviene naturalmente dopo che gli eventi ne forzano l'avverarsi. Qui, invece, vi è una vera e propria costruzione dell'immagine dell'eroe - in questo caso eroina - che richiede la pianificazione quasi di una campagna pubblicitaria. C'è la scelta del testimonial, la realizzazione di abiti di scena, lo shooting promozionale e lo spot da far rimbalzare di televisore in televisore con lo scopo di risvegliare le coscienze altrui, intorpidite da paura e malainformazione, al fine di reclutare quanti più seguaci possibile. Per la guerra (aperta), naturalmente.
Quindi, una volta che Katniss viene scossa dal vedere un Peeta malridotto ostaggio del nemico e le rovine del suo ormai ex distretto, la storia prende il via e riesce finalmente a mostrare qualcosa di differente dai soli momenti di introspezione, rammarico, rabbia, frustrazione. Perché è giusto che si costruisca bene il carattere del personaggio fornendo allo spettatore i numerosi esempi della sua profondità o maturità, però costruirci l'intero primo tempo di un film sopra mi sembra un tantino eccessivo. Quando, poi, l'azione parrebbe cominciare, di fatto l'unica cosa che accade è la ritirata sottocoperta e, bombardamenti a parte, non si ha altra testimonianza di uno scontro.
Insomma, diciamo che il paragone tra le due arene precedenti con questa prima parte di una rivolta che ancora fatica a partire non è dei più felici. Il buon scenario politico architettato viene imbruttito da un'attesa e una lentezza che forse un titolo del genere non dovrebbe avere. Non solo perché 4 film su 3 libri sono tanti, ma anche perché con tutta questa storia delle trilogie e affini, lo spettatore si aspetta almeno che qualcosa accada in tutti gli episodi che si portano al cinema. Quello che qui viene mostrato si poteva condensare in una mezz'ora abbondante / un'ora, ritagliando lo stesso tempo per un finalone con il botto. A questo punto non so più cosa aspettarmi per l'"imminente" capitolo conclusivo e vorrei sperare che al diluirsi della trama in questa prima parte non ne corrisponda uno nella seconda. Il che mi farebbe ancora di più pensare che di un quarto capitolo non ci fosse bisogno (ma questo è un altro discorso che, chiaramente, non può tenere presente il riscontro monetario).
In definitiva, a caldo (ma ormai un po' raffreddato), posso dire che no, "Hunger Games: il canto della rivolta - Parte I" non è stato così emozionante, interessante o avvincente come mi aspettavo e volevo che fosse. Probabilmente una volta digerita la delusione saprò affrontare con più lucidità questo "Hunger Games 3" che, per il momento, rimane l'anello debole di tutta la catena. Suppongo che col tempo - e presa visione del quarto - saprò rimodellare la mia opinione su basi meno sentimentali (come è stato, per esempio, con il secondo capitolo de "Lo Hobbit") che mi porteranno a scorgere anche un'utilità dietro questa evidente operazione commerciale. Per il momento, però, posso solo affermare che se ai giochi di Capitol City togli l'arena ne elimini anche l'essenza.
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Film 634 e 635 - Hunger Games: la ragazza di fuoco
Film 699 - Hunger Games: La ragazza di fuoco
Film 1171 - The Hunger Games: Catching Fire
Film 1552 - The Hunger Games: Catching Fire
Film 2078 - Hunger Games: La ragazza di fuoco
Film 836 - Hunger Games: il canto della rivolta - Parte I
Film 1176 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 1
Film 1056 - Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2
Film 1460 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 2
Film 2239 - The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes
Box Office: $275 milioni (incasso mondiale del primo weekend d'uscita)
Consigli: Anche questa volta si sono fatte le cose in grande. Al cast sempre magnifico si aggiungono principalmente Julianne Moore e Natalie Dormer; la produzione è quella delle grandi occasioni e tutto è curato, ricostruito e inscenato alla perfezione; la colonna sonora (attentissima ad essere super cool) sfodera nientemeno che Lorde per la canzone portante. Insomma, come per i precedenti episodi a livello tecnico non si può che tessere lodi. Qui, però, c'è una necessaria virata narrativa che forse non è intrapresa nel migliore dei modi. Molti tempi morti, moltissimi momenti lenti e poca azione fanno sì che "Il canto della rivolta - Parte I" abbassi lo standard cui il franchise ci aveva abituato. Fortunatamente Jennifer Lawrence è in grado di sopportare il peso di un capitolo di passaggio come questo e risultare non solo credibile, ma ancora interessante per il pubblico che, dopo una storia pesante come questa, avrebbe potuto (o potrebbe ancora) anche decidere di abbandonarla al suo destino. Non credo, di fatto, sia un caso che l'esordio al botteghino americano sia stato il peggiore dei tre titoli della saga, nonostante il crescente interesse del pubblico per l'opera della Collins e la totale assenza di titoli avversari in uscita. Come ho ribadito a sufficienza, questo terzo episodio si divide tra il voler creare attesa - di fatto non mostrando nulla che non si evincesse dal trailer - e una presa di coscienza contemporanea che il supereroe deve avere una forte caratterizzazione attraverso un intelligente lavoro di sceneggiatura. Qui si mette in scena il tentativo - anche lodevole - di farlo, senza forse centrare l'obiettivo in pieno. Motivo per il quale penso che "Mockingjay - Part 1" non sia perfetto per tutti, ma che privilegi maggiormente i fan della saga disposti a qualunque sacrificio pur di arrivare all'agognato finale della saga. Chi è meno devoto troverà più faticosa questa storia e sicuramente meno appassionante. Per carità, è un buon film-ponte e questo non glielo può togliere nessuno; preso singolarmente, però, è un titolo con evidenti limitazioni.
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