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venerdì 23 agosto 2019

Film 1661 - Rocco

Intro: Giuro, ci siamo capitati per caso per colpa di Netflix Australia...
Film 1661: "Rocco" (2016) di Thierry Demaizière, Alban Teurlai
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre, Sara, Janos
In sintesi: presentato ADDIRITTURA al Festival del Cinema di Venezia 2016, il documentario francese su vita e opere di Rocco Siffredi è, onestamente, un prodotto difficile da digerire. Non tanto per il profilo erotico/pornografico/provocatorio (?) che la pellicola mette in scena, quanto per l'ambiguità del suo protagonista, nonché lo strano rapporto con il cugino-regista e compagno d'avventure. 

Già da tempo figura mitologica della bassa cultura italiana, sembrerebbe che questo prodotto voglia tentare per un'umanizzazione del soggetto in analisi, non fosse che il risultato finale finisca per generare l'effetto contrario: alienante, brutale e non troppo in grado di andare oltre l'argomento taboo superficiale (il porno divo e il mondo di cui fa parte), "Rocco" rimane intrappolato nella stessa rete che per primo va a creare, finendo per delineare un ritratto non esattamente edificante di Siffredi. Non che il documentario dovesse sancirne la santificazione, ma sicuramente mi aspettavo la presentazione di un profilo riabilitante piuttosto che la rappresentazione di una serie di comportamenti nei confronti dell'universo femminile (e non solo) che ho trovato degradanti nonché fuorvianti privati di una contestualizzazione che ne condanni la messa in pratica.
Ammetto che non mi sono mai interessato troppo al personaggi Siffredi, men che meno al suo profilo professionale, detto ciò l'idea che mi sono fatto da questa pellicola è che sia una persona molto sola che trae dal sesso le conferme di cui ha bisogno, nonché un uomo che mette in pratica una certa serie di comportamenti -a mio avviso inaccettabili - per il solo fatto di avere un pene più lungo della media.
Cast: Rocco Siffredi, Rosa Caracciolo, Abella Danger, James Deen, Gabriele Galetta, Mark Spiegler, Kelly Stafford.
Box Office: /
Vale o non vale: C'è davvero bisogno di conoscere meglio Rocco e come tratta le sue patatine? Non proprio. Guardatevelo su YouPorn piuttosto, almeno otterrete esattamente quello che stavate cercando.
Premi: /
Parola chiave: Sesso.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 21 aprile 2015

Film 903 - Larry Flynt - Oltre lo scandalo

Un po' per la locandina che mi aveva sempre colpito, un po' perché sono sempre stato fan di Woody Harrelson, pur trascurandone la filmografia, sta di fatto che ho deciso di recuperare questo titolo.

Film 903: "Larry Flynt - Oltre lo scandalo" (1996) di Milos Forman
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Io capisco le buone intenzioni dietro la realizzazione di questo film, però devo dire che il risultato finale non mi è piaciuto.
Non per i temi affrontati, il linguaggio o la vicenda in sé, semplicemente "The People vs. Larry Flynt" non mi ha preso, non mi sono mai sentito coinvolto e, a parte qualche momento di più facile empatia, ho faticato a provare un vero interesse per i protagonisti, specialmente Althea Leasure Flynt (interpretata da Courtney Love, probabilmente in parte anche per una certa affinità di base tra la sua vita e quella del personaggio).
La storia si sviluppa a partire da un fatto centrale, ovvero quando Flynt "fonda 'Hustler', una rivista per soli uomini che diventa in breve tempo un vero e proprio caso mediatico. Lo stile alternativo, gli scoop e le foto particolarmente spinte scandalizzano i puritani e le comunità religiose che intraprendono vere e proprie crociate anche legali per obbligare Flynt a cambiare registro" (da Wiki). Di per sé, quindi, la vicenda comprenderebbe anche argomenti a me congeniali, ma davvero il tutto è talmente strampalato, kitsch in senso negativo, caricato ed esasperante che ho dovuto faticare per arrivare ai titoli di coda. Il personaggio/persona) di Flynt è sopra le righe, per ceri versi assurdo, per altri tremendamente simpatico e Harrelson lo impersona bene, però il contorno (umano e di vicende) smorza la naturale verve del protagonista, il suo magnetismo naturale, finendo per partorire una girandola di fatti che è una cronaca, un'enumerazione di fatti quasi più che una storia che si voglia raccontare. Tanto che per un po' Flynt sembra più un rompi palle che uno che avrebbe ragione. Ok, il personaggio è così, la vicenda può essere controversa, erano altri tempi, comunque il risultato finale non mi ha soddisfatto.
Ps. 2 candidature agli Oscar per la regia e l'interpretazione di Herrelson.
Box Office: $20,300,385 (USA)
Consigli: Milos Forman alla regia, Woody Harrelson, Courtney Love, Edward Norton (col monociglio) protagonisti principali, una storia vera che certo fa discutere, una rappresentazione certo disinibita di una realtà sconosciuta ai più... Insomma, le carte in regola c'erano tutte (apparentemente), eppure l'incasso non è stato granché, nonostante anche le critiche positive. Certo tutto questo non rappresenta il film in sé che, personalmente, ho trovato comunque pesante. La Love se la cava bene nel ruolo decisamente strambo di Althea, Harrelson è un grande protagonista, eppure il film non carbura mai e si rimane sempre con la sensazione che si enumerino delle tappe, piuttosto che si stia raccontando una storia. Un biopic di 20 anni, una storia ancora attuale relativamente ala libertà d'espressione, un film di un grande regista, una storia non per tutte le occasioni.
Parola chiave: Corte Suprema.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi