Nonostante l'imbarazzante titolo italiano, i due protagonisti li seguo volentieri e, ogni tanto, una commedia romantica ci sta.
Film 922: "#ScrivimiAncora" (2015) di Christian Ditter
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Una storia stupida e contorta, sciocca nell'insensatezza che propone: lui ama lei, lei ama lui, ma siccome non se lo dicono mai, succede che nel frattempo si fanno due vite parallele dall'adolescenza all'età adulta e poi all'improvviso capiscono che si amano e finalmente se lo dicono. Allora, o sono imbecilli o qualcuno crede che lo siamo noi che guardiamo.
Invece di farmi appassionare ad una storia d'amore non convenzionale, questo film è riuscito a farmi girare le palle come pochi altri titoli prima d'ora e nella mia mente lo paragono all'altrettanto insensato "One Day". Quindi, al di là del fatto che la coppia Lily Collins - Sam Claflin è carina e bella da vedere sullo schermo, in generale "Love, Rosie" non mi è piaciuto e mi è sembrato abbastanza una perdita di tempo. Immagino che a qualcuno queste storie alla 'ti amo, ma non te lo posso dire perché altrimenti lo scopriresti' possano anche piacere, ma su di me il tira e molla in cui nessuno sembra capire quello che è palese anche per i sassi non solo non ha alcun effetto, ma anzi mi tedia a morte. Next.
Box Office: $4,419,000 milioni
Consigli: Pellicola romantica tratta dal romanzo di Cecelia Ahern, questo "#ScrivimiAncora" è a mio avviso un esempio insipido di commedia romantica ai tempi dei social con, in più, l'aggravante di protagonisti incapaci di riconoscere l'evidenza. Se siete amanti delle contorte vicende amorose di chi è costantemente alla ricerca della scelta sentimentale sbagliata, ecco un esempio all'acqua di rose e molto, molto patinato di cosa voglia dire sprecare la propria vita alla ricerca dell'amore (quando ce lo avevi di fronte a casa). Noioso, irreale e nemmeno romantico.
Parola chiave: 18esimo compleanno.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
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lunedì 25 maggio 2015
Film 922 - #ScrivimiAncora
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martedì 10 aprile 2012
Film 378 - One Day
Attratto da protagonisti, storia e locandina, ho proposto a Marco questa pellicola di cui, però, nessuno dei due sapeva praticamente alcunché.
Film 378: "One Day" (2011) di Lone Scherfig
Visto: dal computer di di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Oltre ad un bellissimo lavoro sul poster del film, al glam suscitato dalla Hathaway (e, perchè no, anche da Sturgess che dopo il visionario "Across the Universe" ha decisamente acquistato punti, anche se poi in effetti è praticamente sparito) e ad una trama dall'input oggettivamente affascinante (due si conoscono, decidono di rimanere amici anche se sanno di essere innamorati - ma non sono pronti - e si rivedono una volta all'anno il giorno dell'anniversario del loro primo incontro), "One Day" non mi ha colpito per molto altro.
Mi aspettavo amore travolgente, passione, vita che rema contro e amore che abbatte ogni confine, personaggi capaci di intraprendere percorsi che valgano la pena di essere raccontati. Anche se, come spesso, mi ritrovo ad attendermi cose un po' lontane da quelle che saranno raccontate, credo di poter dire con serenità che per questa pellicola si potesse fare di più. Emma e Dexter si dicono tante di quelle robe sdolcinate che, a parole, parrebbe di stare in uno di quei filmetti per ragazzine alla "Dear John" o "Le pagine della nostra vita", eppure il risultato finale è piuttosto piatto e privo di grandi slanci di cuore. Manca un po' di "anima", non so se mi spiego.
Eppure, ripeto, l'input ha delle potenzialità grandissime! Raccontare 20 anni di vita di due persone passando per quell'unico giorno dell'anno in cui da sempre si incontrano parebbe dare una rosa di possibilità tanto ampia da dare alla testa. Ma lo sceneggiatore David Nicholls (in realtà anche autore del libro "Un giorno" da cui è tratto il film) si introduce alla descrizione di personaggi troppo cliché (lui conduttore di programmi tv spazzatura di grande successo, lei maestrina che vuole cambiare la vita dei suoi studenti), bloccati nella bidimensionalità della carta da cui provengono. E poi dov'è il trasporto, l'ansia, la voglia, la centralità dell'appuntamento annuale che dovrebbe percorrere i due protagonisti dalla testa ai piedi? Mi pare proprio che manchi la simbolicità di un evento che, a partire già dal titolo, dovrebbe ricoprire la centralità della narrazione. Ho avvertito troppo debolmente questo aspetto.
Ho apprezzato, invece, la come sempre grandissima Patricia Clarkson, qui nel ruolo della mamma di Dexter, un'attrice che è un piacere veder recitare per capacità e grazia. Eppure è sempre pochissimo considerata. Abbastanza bene i due 'ragazzi', anche se la Hathaway non mi è sembrata al top della forma (l'ultima interpretazione veramente interessante è stata la Regina Bianca di "Alice in Wonderland", ma attendiamo la sua Catwoman in "Il cavaliere oscuro - Il ritorno").
Insomma, il prodotto raggiunge appena la sufficienza e, bisogna dirlo, non centra e/o soddisfa appieno le aspettative. Peccato, i numeri c'erano. Al box office, comunque, il risultato non è stato pessimo: 15milioni di dollari per produrlo e $56,706,628 di incasso totale.
Consigli: La regista è la stessa di "An Education", un paio d'anni fa silenziosa sorpresa degli Oscar che aveva conquistato la critica (io non sono mai riuscito a finire di vederlo...). Vale la pena, forse, scoprire come la regista danese si confronta, qui come allora, con un'opera tratta da un romanzo per tentare un confronto o, per meglio dire, per aggiungere un pezzo del puzzle.
Parola chiave: Incontro.
Trailer
Ric
Film 378: "One Day" (2011) di Lone Scherfig
Visto: dal computer di di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Oltre ad un bellissimo lavoro sul poster del film, al glam suscitato dalla Hathaway (e, perchè no, anche da Sturgess che dopo il visionario "Across the Universe" ha decisamente acquistato punti, anche se poi in effetti è praticamente sparito) e ad una trama dall'input oggettivamente affascinante (due si conoscono, decidono di rimanere amici anche se sanno di essere innamorati - ma non sono pronti - e si rivedono una volta all'anno il giorno dell'anniversario del loro primo incontro), "One Day" non mi ha colpito per molto altro.
Mi aspettavo amore travolgente, passione, vita che rema contro e amore che abbatte ogni confine, personaggi capaci di intraprendere percorsi che valgano la pena di essere raccontati. Anche se, come spesso, mi ritrovo ad attendermi cose un po' lontane da quelle che saranno raccontate, credo di poter dire con serenità che per questa pellicola si potesse fare di più. Emma e Dexter si dicono tante di quelle robe sdolcinate che, a parole, parrebbe di stare in uno di quei filmetti per ragazzine alla "Dear John" o "Le pagine della nostra vita", eppure il risultato finale è piuttosto piatto e privo di grandi slanci di cuore. Manca un po' di "anima", non so se mi spiego.
Eppure, ripeto, l'input ha delle potenzialità grandissime! Raccontare 20 anni di vita di due persone passando per quell'unico giorno dell'anno in cui da sempre si incontrano parebbe dare una rosa di possibilità tanto ampia da dare alla testa. Ma lo sceneggiatore David Nicholls (in realtà anche autore del libro "Un giorno" da cui è tratto il film) si introduce alla descrizione di personaggi troppo cliché (lui conduttore di programmi tv spazzatura di grande successo, lei maestrina che vuole cambiare la vita dei suoi studenti), bloccati nella bidimensionalità della carta da cui provengono. E poi dov'è il trasporto, l'ansia, la voglia, la centralità dell'appuntamento annuale che dovrebbe percorrere i due protagonisti dalla testa ai piedi? Mi pare proprio che manchi la simbolicità di un evento che, a partire già dal titolo, dovrebbe ricoprire la centralità della narrazione. Ho avvertito troppo debolmente questo aspetto.
Ho apprezzato, invece, la come sempre grandissima Patricia Clarkson, qui nel ruolo della mamma di Dexter, un'attrice che è un piacere veder recitare per capacità e grazia. Eppure è sempre pochissimo considerata. Abbastanza bene i due 'ragazzi', anche se la Hathaway non mi è sembrata al top della forma (l'ultima interpretazione veramente interessante è stata la Regina Bianca di "Alice in Wonderland", ma attendiamo la sua Catwoman in "Il cavaliere oscuro - Il ritorno").
Insomma, il prodotto raggiunge appena la sufficienza e, bisogna dirlo, non centra e/o soddisfa appieno le aspettative. Peccato, i numeri c'erano. Al box office, comunque, il risultato non è stato pessimo: 15milioni di dollari per produrlo e $56,706,628 di incasso totale.
Consigli: La regista è la stessa di "An Education", un paio d'anni fa silenziosa sorpresa degli Oscar che aveva conquistato la critica (io non sono mai riuscito a finire di vederlo...). Vale la pena, forse, scoprire come la regista danese si confronta, qui come allora, con un'opera tratta da un romanzo per tentare un confronto o, per meglio dire, per aggiungere un pezzo del puzzle.
Parola chiave: Incontro.
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