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martedì 12 ottobre 2010

Film 148 - Shrek e vissero felici e contenti

Tra un pranzo e l'altro, cosa meglio di un film d'animazione per intrattenere la mia mente priva di pretese?


Film 148: "Shrek e vissero felici e contenti" (2010) di Mike Mitchell
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: ... e vissero felici e contenti! Sarebbe anche ora, in effetti! Tre episodi di Shrek dopo, siamo ancora qui ad avere a che fare con l'orco più famoso della storia. E sì, è verde, rutta, peta, ecc ecc. Ci piace ancora solo per questo?
Io personalmente non ho mai amato Shrek alla follia, anche se bisogna ammettere che l'idea di ribaltare ogni genere di fiaba, nel primo capitolo era davvero originale. Già con il secondo si era persa la magia. Il terzo non lo ricordo neanche. Questo quarto, in effetti, oltre ad una certa nostalgia, non mi ha regalo grandi brividi. Questa volta lo spunto di partenza ricorda molto il "Canto di Natale" dickensiano. Per carità, manca l'ambientazione natalizia e non c'è nessun fantasma, ma l'idea di riproporre il 'cosa sarebbe successo se...' mi ha ricordato moltissimo il classico dell'autore britannico.
Abbiamo un passato che i fan di Shrek conoscono bene: sono i tre episodi precedenti. Abbiamo un presente, esposto nella prefazione di questo capitolo della saga: la routine quotidiana sta mandando in esaurimento il nostro anti-eroe e lui comincia a sognare i bei tempi solitari in cui il rutto libero era uno sport da praticare quotidianamente. E, infine, abbiamo un ipotetico futuro causato dal sortilegio del nanetto Tremotino che, con l'inganno, fa firmare a Shrek un contratto grazie al quale, rinunciando ad un unico giorno della sua intera vita, potrà vivere al di fuori della routine quotidiana per un giorno. La fregatura? Il giorno rubato a Shrek sarà quello della sua nascita...
Come farà, dunque, a riscattare la sua realtà precedente, ormai diventata solo un ricordo? E, soprattutto, come sarebbe stata la sua vita se non avesse mai salvato Fiona dal drago?
L'enigma si districa durante i 93 minuti di pellicola. Niente di nuovo sul fuoco, ma, per carità, è comunque un film godibile. Ps. Record d'incassi al botteghino americano: solo lì ha guagagnato $238,371,987.
Pps. Cast nutritissimo: Mike Myers, Eddie Murphy, Cameron Diaz, Antonio Banderas, Julie Andrews, John Cleese, Walt Dohrn, Jon Hamm, Jane Lynch, Craig Robinson, Lake Bell, Kathy Griffin, Mary Kay Place.
Consigli: Non è necessariamente un film da vedere, ma, se ormai avete visto i precedenti 3 episodi, non resta che arrendervi all'idea di concludere con le avventure dell'orco. E, speriamo, stavolta sia davvero la fine.
Parola chiave: Vero amore.




Ric

domenica 18 aprile 2010

Film 105 - A Christmas Carol

Con il mio solito tempismo, ho visto un film dedicato al Natale. E a tratti mi sono pure addormentato... No bene.


Film 105: "A Christmas Carol" (2009) di Robert Zemeckis
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: "A Christmas Carol" fa parte di quei film di Zemeckis che, una volta terminati, ti lasciando quel senso di insoddisfazione. Hai l'impressione che, in effetti, non sia successo nulla durante tutta la storia. Ma perchè, perchè, perchè, Peppina?!
Questa sensazione l'ho avuta la prima volta guardando "Polar Express", dove il tempo del racconto è breve e succedono tante piccole cose che, insieme, non soddisfano tanto da 'rendere sazio' chi guarda. Manca qualcosa, insomma. Idem per "La leggenda di Beowulf" (che film strano...) e, in certi versi anche per "Cast Away" e "Contact". Tranne l'ultimo, nessuno di questi è stato un film che non mi sia piaciuto affatto. Solo mi sembrava sempre che dovesse esserci dell'altro, che il cerchio si richiudesse troppo in fretta.
Qui è uguale. Si parte speranzosi di avventure magiche accompagnati dai tre fantasmi del Natale, mentre, invece, alla fine il 'giro turistico' nella vita di Scrooge non è soddisfacente quanto si potesse sperare. Non che sia brutto, ripeto, ma non convince al 100%.
Molti i momenti morti, tra l'altro, dedicati tutti all'espressione di un determinato particolare che prende spazio nella storia in maniera esorbitante. Così lo Scrooge che deve lasciare una monetina al becchino, il fantasma del socio in affari morto che ritorna a far visita al vecchio, il fantasma del Natale Passato e la sua voce bisbigliosa, il fantasma del Natale Presente e la risalta infinita.
Di buono c'è da dire che Zemeckis è stato ed è uno dei pionieri dell'utilizzo della computer grafica e ad oggi è forse colui che più crede nella possibilità di utilizzare attori veri per creare alter ego fittizi capaci di sostenere il corso di un intero film senza cedere al ridicolo o scivolare nell'avvilimento della categoria attoriale. Forse, però, il regista-sceneggiatore-produttore, dovrebbe ricordarsi che non basta accontentare la vista con spettacolari immagini irrealizzabili altrimenti senza il pc, ma bisogna ricordarsi di aggiungere una storia che valga la pena di essere raccontata.
Per concludere: Jim Carrey rende le sue smorfie caratteristiche (vedi "Colpo di fulmine: il mago della truffa") divertenti anche in versione computer grafica. Riconoscibili anche gli altri attori: Bob Hoskins e Colin Firth in primis, un po' meno facili da individuare Robin Wright (già in "La leggenda di Beowulf" per Zemeckis) e Gary Oldman.
Consigli: Anche se era uscito un 3D, a mio parere non ce ne sarebbe stato davvero bisogno. Ultimamente si punta un po' troppo sullo 'speciale' e un po' troppo poco sulle basi caratteristiche di un qualsiasi genere di film.
Parola chiave: Solitudine.




Ric