Una mattina che non avevo voglia di fare altro che vedermi un film easy prima dell'ufficio...
Film 433: "The Woman in Black" (2012) di James Watkins
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Presentando questo film si parlava di una raggiunta maturità (recitativa) post potteriana del giovane Daniel Radcliffe, comunemente ritenuto abile a recitare quando Pamela Anderson. No, mi spiace, qui non c'è alcun segno di miglioramento e, credo, con il termine maturità ci si riferisse al massimo al ruolo che ha nella storia, ossia un padre di famiglia, piuttosto che ad una novella capacità acquisita.
Poco male, il film non si basa su meriti artistici che vadano oltre quelli puramente tecnici. Bene, comunque, la recitazione dei comprimari Janet McTeer ("Come vi piace", e quest'anno candidata all'Oscar per "Albert Nobbs") e Ciarán Hinds ("John Carter", "Il rito").
La storia è banale e la resa del tutto bella, ma non da paura. Gli unici momenti di spavento sono causati da forti rumori o grida, perciò non si può certo dire che questa sia qualificabile come pellicola orrifica. Molti momenti di tensione regalano suspance, ma alla lunga si finisce per subire un certo effetto-noia abbastanza deleterio. Se si ha la testa da un'altra parte si fa presto a perdere la concentrazione.
Ben curate, comunque, ambientazione e resa scenica, con una dedizione al particolare decisamente lodevole e di sicuro impatto sullo spettatore. Si spreca il tutto, però, in favore di una banalità di sceneggiatura e idee ("The Woman in Black" è tratto dall'omonimo libro di Susan Hill) che finisce per rendere il film uguale a tanti altri.
Ps. Un buon incasso per la prima scelta di Radcliffe fuori dall'universo Potter: $127,730,736 a cui sottrarre i 15milioni di spesa per la produzione.
Film 936 - The Woman in Black 2: Angel of Death
Consigli: Da vedere se non si ha nulla di meglio come proposta. Non è che sia indecente, ma non risulta essere nemmeno qualcosa di eccezionale da vedere a tutti i costi. E' perfetto per un momento di disimpegno in compagnia con gli amici o, per i più coraggiosi, da soli.
Parola chiave: Bambini.
Trailer
Ric
Visualizzazione post con etichetta John Carter. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta John Carter. Mostra tutti i post
giovedì 2 agosto 2012
Film 433 - The Woman in Black
Etichette:
box office,
Ciarán Hinds,
daniel radcliffe,
Donna in Nero,
fantasmi,
horror,
Janet McTeer,
John Carter,
Liz White,
sabbie mobili,
Sophie Stuckey,
Susan Hill,
suspense,
The Woman in Black,
tratto da un libro
martedì 26 giugno 2012
Film 419 - John Carter
Consigliato da Valentina qualche mese fa, attendevo l'occasione di vederlo.
Film 419: "John Carter" (2012) di Andrew Stanton
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: "John Carter" appartiene alla sfortunata serie di film da cui tutti si aspettano il botto e, invece, succede il contrario. L'anno scorso era toccata a "Lanterna verde" (200 milioni di dollari per produrlo, $219,851,172 di incasso), quest'anno al momento è invece Mr. Carter a dover fare i conti con un botteghino a malapena accettabile ($250 milioni di spesa, $282,729,025 di incasso). Cosa sarà andato storto?
La pellicola in sé non è male, la storia è piacevole e intrattiene anche se, a livello di effetti speciali, ho trovato una certa negativa somiglianza proprio con "Lanterna verde" (in cui era presente, come qui, l'attore inglese Mark Strong, famoso soprattutto per essere stato il primo cattivo dello "Sherlock Holmes" di Guy Ritchie). Essendoci un'innumerevole quantità di esseri alieni è inevitabile che il tutto risulti vagamente fittizio, però ho trovato la resa poco funzionale, quasi troppo evidentemente finta.
L'insieme, comunque, mi ha genericamente ricordato un mix di tante cose. Da "Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma" a "Avatar" e ancora "La mummia", "Il gladiatore" o "Prince of Persia: Le sabbie del tempo". Forse più di tutti "Cowboys & Aliens" (un altro sfortunato al botteghino: $174,822,325 a cui sottrarre $163 milioni...).
Che sia qui, dunque, il vero problema? Dov'è l'identità spinta ed evidente di "John Carter"? Cos'ha di indelebile o inconfondibile, in fin dei conti? Non posso dire, in quanto blockbuster, che questa pellicola non faccia il suo dovere, ma forse manca di originalità non tanto per la trama (ormai siamo abituati a ben di peggio), quanto per una rappresentazione di un mondo nuovo (Marte e rispettivi abitanti) che di incredibile o innovativo non ha nulla. Lo si capisce dal trailer e, purtroppo, questa sensazione non passa durante la visione del film.
Aggiungo che, forse, la scelta di un protagonista più "indimenticabile" avrebbe regalato quel qualcosa in più che avrebbe potuto salvare il resto. Taylor Kitsch è abbastanza uguale a Barry Watson (il Matt Camden di "Settimo cielo", per capirci) ed entrambi condividono una certa propensione per l'inespressività. Ne è recente esempio quel "Battleship" in cui trama banale e mancanza di idee corrono a braccetto. E dove Rihanna finisce per risultare la migliore a recitare. Credo che questo dica molto.
Curioso, poi, che Kitsch abbia già lavorato con la qui-compagna-di-set Lynn Collins in "X-Men le origini - Wolverine" dove entrambi avevano parti abbastanza insignificanti. Sorte destinata a ripetersi?
Consigli: Per una serata in compagnia è sicuramente un buon aiuto allo svago. Si poteva fare un po' di più, specialmente considerando che il regista è Andrew Stanton (che ha diretto "Alla ricerca di Nemo" e "WALL·E" oltre che sceneggiato "Toy story - Il mondo dei giocattoli" e "Monsters & Co."), da cui siamo abituati a piccoli capolavori. Ma l'animazione, probabilmente, è un'altra cosa.
Parola chiave: Barsoom.
Trailer
Ric
Film 419: "John Carter" (2012) di Andrew Stanton
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: "John Carter" appartiene alla sfortunata serie di film da cui tutti si aspettano il botto e, invece, succede il contrario. L'anno scorso era toccata a "Lanterna verde" (200 milioni di dollari per produrlo, $219,851,172 di incasso), quest'anno al momento è invece Mr. Carter a dover fare i conti con un botteghino a malapena accettabile ($250 milioni di spesa, $282,729,025 di incasso). Cosa sarà andato storto?
La pellicola in sé non è male, la storia è piacevole e intrattiene anche se, a livello di effetti speciali, ho trovato una certa negativa somiglianza proprio con "Lanterna verde" (in cui era presente, come qui, l'attore inglese Mark Strong, famoso soprattutto per essere stato il primo cattivo dello "Sherlock Holmes" di Guy Ritchie). Essendoci un'innumerevole quantità di esseri alieni è inevitabile che il tutto risulti vagamente fittizio, però ho trovato la resa poco funzionale, quasi troppo evidentemente finta.
L'insieme, comunque, mi ha genericamente ricordato un mix di tante cose. Da "Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma" a "Avatar" e ancora "La mummia", "Il gladiatore" o "Prince of Persia: Le sabbie del tempo". Forse più di tutti "Cowboys & Aliens" (un altro sfortunato al botteghino: $174,822,325 a cui sottrarre $163 milioni...).
Che sia qui, dunque, il vero problema? Dov'è l'identità spinta ed evidente di "John Carter"? Cos'ha di indelebile o inconfondibile, in fin dei conti? Non posso dire, in quanto blockbuster, che questa pellicola non faccia il suo dovere, ma forse manca di originalità non tanto per la trama (ormai siamo abituati a ben di peggio), quanto per una rappresentazione di un mondo nuovo (Marte e rispettivi abitanti) che di incredibile o innovativo non ha nulla. Lo si capisce dal trailer e, purtroppo, questa sensazione non passa durante la visione del film.
Aggiungo che, forse, la scelta di un protagonista più "indimenticabile" avrebbe regalato quel qualcosa in più che avrebbe potuto salvare il resto. Taylor Kitsch è abbastanza uguale a Barry Watson (il Matt Camden di "Settimo cielo", per capirci) ed entrambi condividono una certa propensione per l'inespressività. Ne è recente esempio quel "Battleship" in cui trama banale e mancanza di idee corrono a braccetto. E dove Rihanna finisce per risultare la migliore a recitare. Credo che questo dica molto.
Curioso, poi, che Kitsch abbia già lavorato con la qui-compagna-di-set Lynn Collins in "X-Men le origini - Wolverine" dove entrambi avevano parti abbastanza insignificanti. Sorte destinata a ripetersi?
Consigli: Per una serata in compagnia è sicuramente un buon aiuto allo svago. Si poteva fare un po' di più, specialmente considerando che il regista è Andrew Stanton (che ha diretto "Alla ricerca di Nemo" e "WALL·E" oltre che sceneggiato "Toy story - Il mondo dei giocattoli" e "Monsters & Co."), da cui siamo abituati a piccoli capolavori. Ma l'animazione, probabilmente, è un'altra cosa.
Parola chiave: Barsoom.
Trailer
Ric
Etichette:
Andrew Stanton,
Barsoom,
Battleship,
box office,
Cowboys and Aliens,
Dominic West,
James Purefoy,
John Carter,
Lanterna verde,
Lynn Collins,
Mark Strong,
Prince of Persia,
Taylor Kitsch,
tratto da un libro
Iscriviti a:
Post (Atom)
