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venerdì 26 febbraio 2016

Film 1078 - Katy Perry: The Prismatic World Tour

Regalo di Natale che più azzeccato non poteva esserci!
Film 1078: "Katy Perry: The Prismatic World Tour" (2015) di Russell Thomas
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Katy è Katy e non ci posso fare niente: a me piace.
Lo so, canta dal vivo che a volte fa orrore e le canzoni sono più che altro molto orecchiabili, ma non so cosa ci sia in lei che tanto mi attrae. Tant'è, il dvd di questo concerto me lo sono gustato per bene. E' stato come tornare a Milano alla tappa del 21 febbraio 2015 quando ho assistito dal vivo al tour - il suo secondo su 3 che vedo - qui però con una vista preferenziale. Questo titolo, diversamente dal precedente "Katy Perry: Part of Me" apparso al cinema è esclusivamente il racconto filmato di tutto il concerto, un one woman show tutto in mano alla Perry che canta, balla, si dimena, vola e parla abbondantemente con il pubblico (australiano). E' tutto molto spettacolare e, a livello di montaggio, davvero ben architettato, così da sembrare un eterno videoclip dinamico, costantemente in movimento, coloratissimo. Piaccia o meno l'artista, è innegabile che l'esperienza del Prismatic World Tour sia piacevole e di grande intrattenimento. Per chi lo ha apprezzato, questo regalo portato in tv da Epix è certamente un ulteriore strumento con cui apprezzare lo show.
La scaletta:
"Roar"
"Part of Me"
"Wide Awake"
"This Moment" / "Love Me"
"Dark Horse"
"E.T."
"Legendary Lovers"
"I Kissed a Girl"
"Hot n Cold"
"International Smile" / "Vogue"
"By the Grace of God"
"The One That Got Away" / "Thinking of You"
"Unconditionally"
"Walking on Air"
"It Takes Two"
"This Is How We Do" / "Last Friday Night (T.G.I.F.)"
"Teenage Dream"
"California Gurls"
"Birthday"
Encore
"Firework"
Ps. Questo tour ha incassato in tutto il mondo circa $204.3 milioni di dollari.
Film 455 - Katy Perry: Part of Me
Cast: Katy Perry.
Box Office: /
Consigli: Stiamo parlando di un prodotto mirato esclusivamente ai fans della Perry o degli show musicali in grande stile. Se le canzoni o la cantante non piacciono, meglio lasciar perdere. Gli indecisi potrebbero anche trovarlo piacevole, visto che si tratta di un concerto molto ben organizzato, cantato discretamente e molto, molto spettacolare. Anche solo il finale con "Fireworks" basta da solo a dimostrarlo. Nel caso si avesse voglia di un po' di musica pop coloratissima, spensierata, piacevole, questo "Katy Perry: The Prismatic World Tour" può essere un valido accompagnamento.
Parola chiave: Live.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 27 dicembre 2013

Film 642 - I Am Britney Jean

Vabbé, era la sera di Natale. Ero solo in casa dopo l'abbuffata con i miei al ristorante... C'era il link on-line gratuito... Io l'ho visto!

Film 642: "I Am Britney Jean" (2013) di Fenton Bailey, Randy Barbato
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ebbene sì, sono uno di quegli irriducibili che ancora seguono l'iter "musicale" di Miss Spears, osannata per anni e ora notevolmente in declino rispetto agli albori della sua carriera. Tra le varie mosse per destare un po' di attenzione mediatica c'è anche questo documentario televisivo, operazione teoricamente astuta di marketing per promuovere il prossimo prodotto commerciale di punta della Spears che, no, non è l'album "Britney Jean" uscito 3 settimane fa e già flop documentato, ma bensì il tour de force pseudo canoro che la cantante terrà a Las Vegas a partire da oggi. Ovvero quella che viene definita la residenza al Planet Hollywood: "Britney: Piece of Me".
Già di partenza, dunque, chi si aspettava di scoprire quale potesse essere stata la genesi dell'ottavo album di Britney può accantonare ogni speranza.
Di fatto "I Am Britney Jean" è un prodotto vendibile solamente ai veri fans della cantante, poiché lo scarso appeal che riesce a generare non può che essere apprezzato da chi la segue con devozione dagli inizi e comprende o conosce il difficoltoso cammino di ricostruzione personale e di immagine che la cantante ha affrontato. E' bello rivederla in forma, capace di muovere le gambe a tempo di musica senza dimenticare di avere cognizione di causa anche sulle sue braccia e, soprattutto, rendersi conto che riesce a rispondere durante le interviste senza ripetere ad alta voce la domanda che le è appena stata fatta per iniziare la sua risposta. Effettivamente, dopo la devastazione fisica e psicologica di non moltissimo tempo fa, i risultati sono notevoli: lo sguardo da pazza sotto psicofarmaci pare sparito, i capelli non sembrano sudati da una ventina di muratori che staccano dopo una giornata di lavoro e il suo corpo è nuovamente quello di una ragazza sana e in forma.
Miglioramenti personali a parte, però, cosa rimane della nostra eroina? Difficile dirlo se si cerca risposte in questo prodotto televisivo. Già, perché a parte vedere come è nato lo show di Las Vegas e sentirci ripetere quanto Britney sia timida e brava come ballerina - un po' come Victoria Beckham che sul sito ufficiale delle Spice Girls era presentata come stilista - non c'è molto altro. Gli spezzoni di intervista proposti sono di una banalità che sfiora la scuola elementare (la prima domanda che le pongono è qualcosa tipo quale sia il suo gusto di lecca-lecca preferito) e le risposte mono-frase che dà la ragazza sono difficili da metabolizzare e incasellare in un mosaico che vada a costruire un'idea anche solo generale su chi sia la Spears persona.
Chiaro che l'intento prepotentemente commerciale di questo prodotto oscura anche solo il tentativo di rendere umana la figura iconica della star, ma un tentativo, una sorpresa, un'epifania avrebbe certo migliorato in questo senso il risultato finale. Che, per carità, è assolutamente godibile, ma non aggiunge assolutamente niente all'idea mediatica che si ha di lei.
In questo senso il titolo è fuorviante perché "I Am Britney Jean" fa supporre un approfondimento sul personaggio che, ci fosse stato, avrebbe destato interesse a prescindere dall'essere o meno suo fan. Invece, scegliendo di presentare i concerti di Las Vegas come unico macrotema di tutti i 90 minuti di spettacolo, si finisce per appiattire un contenuto teoricamente di approfondimento che altrimenti avrebbe potuto giocare a favore della cantante, regalandole un po' di visibilità svincolata dall'aspetto commerciale che da sempre la lega al mondo della musica.
Quindi, in definitiva, "I Am Britney Jean" è uno pseudo documentario sulla preparazione dei due anni di residenza al Planet Hollywood di Britney "lip-sync" Spears che ci rivela A) quanto si sia sbattuta fisicamente per preparasi allo show B) quanto voglia bene ai suoi figli C) quanto lei sia una vera artista D) quanto personale sia questo suo ottavo album E) quanto sia pubblicamente irritantemente cattolica la sua famiglia F) quanti gay gravitano attorno al mondo dello show business. Ho semplificato, ma nemmeno troppo.
Di conseguenza il risultato è prodotto estremamente superficiale che niente ha a che spartire con altri documentari musicali passati di recente, certo palesi operazioni commerciali, eppure più furbescamente attenti a presentare i beniamini della musica non tanto come bidimensionalità iconografiche, ma come persone uguali ad ognuno di noi. Qui, per quanto si sforzino di rendere gli Spears una normale famiglia americana, di fatto non ci riescono.
Consigli: Rispetto ad un prodotto come "Katy Perry: Part of Me", unico recente termine di paragone che posso avere, "I Am Britney Jean" è molto più debole e di superficie. Il risultato finale sarà certo interessante per tutti i suoi fans e rimane comunque divertente e anche interessante per certi aspetti. Lascia un po' delusi che manchi la presentazione della vera Britney, l'occasione di un momento a cuore aperto della cantante dopo tanti alti e bassi e una disastrosa promozione del recente ultimo cd. Si poteva sfruttare questo documentario in maniera meno maldestra e regalare al pubblico il piacere di conoscere una 'parte di lei' che, purtroppo, qui non si vede.
Parola chiave: "Britney: Piece of Me".

Trailer

Bengi

martedì 25 settembre 2012

Film 455 - Katy Perry: Part of Me

Forse non tutti sanno che amo Katy Perry (senza apperenti buoni motivi) alla follia. Non quelle follie malsane che ti spingono a piangere pensando di incontrarla dal vivo, ma sufficiente a spingermi ad andare al cinema - pagando quanto una cena al ristorante - per vedere il documentario su di lei e il suo tour mondiale a cui, tra l'altro, ho assistito alla tappa di Milano l'anno scorso.


Film 455: "Katy Perry: Part of Me" (2012) di Dan Cutforth, Jane Lipsitz
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Correva l'anno 2011 e Miss. Perry si imbarcava in una serie di concerti in giro per il mondo che l'avrebbero occupata qualcosa come un anno intero. Partito il 20 febbraio a Lisbona (seconda tappa il 23 al Mediolanum Forum) e conclusosi il 22 gennaio 2012 a Pasay, Filippine, il California Dreams Tour ha incassato 60milioni di dollari con 124 date piazzandosi 13esimo nell'annuale classifica stilata da Billboard dei 'Top 25 Tours' dell'anno.
Lo show, che di per sé mi era molto piaciuto, aveva rappresentato il definitivo colpo di fulmine tra me e la cantante, tanto da giustificare la visione del film che ne narra genesi e sviluppi.
Anni fa una pellicola come questa, su un'artista come lei, non sarebbe mai passata al cinema, sia perchè Katy Perry non è poi così affermata, sia perchè un prodotto come "Katy Perry: Part of Me" sarebbe stato più probabilmente proiettato su una rete tv come Mtv (che qui produce). Ma, dopo il clamoroso successo di altri esperimenti simili come "Justin Bieber: Never Say Never" (98 milioni di dollari di incasso) o "Hannah Montana & Miley Cyrus: Best of Both Worlds Concert" (70 milioni di $), probabilmente si è tentato un colpaccio che, però, nonostante addirittura il 3D non è arrivato.
Più vicino al "fallimento" cinematografico del "Glee: The 3D Concert Movie" (28 milioni di incasso), qui la 'california gurl' è riuscita a racimolare un totale di $31,911,815 a fronte di una spesa di 12. Questo, sinceramente, dovrebbe far pensare chi ha puntato così avventatamente sull'opzione cinematografica.
Quando dico che Katy Perry non è così affermata, non sono impazzito, ma semplicemente penso che forse i tempi non erano così maturi. Con due soli album famosi alle spalle e una popolarità che fuori dall'America non è così scontata, penso sia stato un azzardo tentare subito di vendere la Teenage Dream Era anche al grande pubblico generalista. Fatico ad immaginarmi i miei genitori che decidono di svagare la loro serata puntando su questo titolo - tra l'altro in Italia c'è anche da considerare il gap della lingua inglese solo sottotitolata in italiano -. In sostanza, tutta sta premessa per dire che, probabilmente, ci si poteva aspettare un risultato del genere al botteghino, sempre ricordando che, comunque, si è riusciti a raddoppiare la cifra spesa per produrlo.
Detto ciò, a me chiaramente "Katy Perry: Part of Me" è piaciuto. E' colorato e spensierato, mi ha ricollegato direttamente alle bellissime sensazioni provate durante il live e mi sono gustato avidamente le tappe che stanno dietro all'organizzazione di un evento gigantesco come questo.
La struttura narrativa è tra quelle più utilizzate nei film: idea di partenza, sviluppo e messa in moto del meccanismo che procede bene finché, ad un certo punto, qualcosa si guasta e si deve correre ai ripari per, nel finale, concludere tutto in maniera positiva ed edificante (c'è il messaggio. Parafrasando: "I just wanna make people smile").
Se gli americani sono professionisti nell'architettare la vita affinché aderisca a tale schema, bisogna ammettere che inserirlo anche in questo contesto apporta al film una sensazione di banalità devastante che si percepisce nel momento di massima espressione della maestria di chi ha prodotto il documentario: il matrimonio fra Katy e Russell Brand finisce proprio il giorno della tappa con il maggior numero di persone accorse, addirittura un concerto all'aperto che rischia di saltare perchè la nostra ragazza, devastata, fatica perfino ad alzarsi in piedi. Ma, per i suoi fans, celerà dietro un sorriso il dramma del momento. Tutto per raggiungere il già citato finale carico di significato e messaggi edificanti.
Katy ispiratrice delle masse - il film inizia e finisce con messaggi video dei fans che parlano di come la cantante abbia influenzato le loro vite - è icona immolata per il bene del suo pubblico che la ama e ammira e, in fin dei conti, si capisce bene quanto, per lei il gioco valga la candela.
Volendomi comunque forzatamente dimenticare di questo inutile passaggio umano di una stucchevolezza che neanche tutte le caramelle del tour di Katy, preferisco serbare il bel ricordo di un avvenimento piacevole e divertente e - udite udite! - intonato.
Se si fosse puntato di più sul raccontare il concerto in sé evitando in toto di narrare la vicenda umana della 'povera' Perry, probabilmente si sarebbe ottenuto un effetto meno paraculo e più prettamente documentaristico. Mi rendo conto che qui fosse secondaria l'esigenza di rappresentare a scopo esplicativo un avvenimento ai fini di approfondirlo, ciò non toglie che, arruffianarsi il pubblico a suon di gossip e pseudo dramma, non è comunque servito a portare masse di gente al cinema.
Per un prossimo esperimento del genere sarebbe da tenere a mente che non si può contare sul solo sostegno dei veri fan, ma bisogna anche preoccuparsi di presentare un prodotto capace di attrarre anche chi di Katy Perry (o chicchessia) se ne frega altamente.
Film 1078 - Katy Perry: The Prismatic World Tour
Consigli: Per i veri fan. Io me lo sono gustato, ma mi rendo conto che, decontestualizzato dalla mia passione per Katy, ha scarso appeal.
Parola chiave: Teenage Dream.

Trailer

BB