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sabato 30 novembre 2019

Film 1685 - A Star Is Born

Intro: Il caso cinematografico e pop del 2018, ovvero imperdibile!
Film 1685: "A Star Is Born" (2018) di Bradley Cooper
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Jenny
In sintesi: onestamente ero molto, molto scettico. Sia perché non trovavo necessario il terzo remake di uno stesso film, sia perché la scelta di Lady Gaga come protagonista mi pareva discutibile. Col passare del tempo e considerato il successo globale riscontrato, una parte di me era assurdamente curiosa di capire come potesse essere successo che un titolo a cui avevo dato così poco credito potesse aver trovato un riscontro tanto sensazionale.
Ora diciamocelo, "A Star Is Born" non è un capolavoro, ma sicuramente ha il grande pregio di combinare intelligentemente una storia vecchia come il mondo - lui famoso e su una strada difficile, lei sconosciuta e talvolta indifesa, ma estremamente talentuosa: si innamorano e collaborano - con una colonna sonora molto contemporanea e ben riuscita grazie a una Lady Gaga in formissima e un Bradley Cooper sorprendentemente dotato. Detto questo, a mio avviso i grandi prodigi di questa pellicola terminano qui. Gaga è brava a fare Gaga, ovvero una cantante non convenzionalmente bella, ma dalla voce e il talento pazzeschi, il che non sminuisce la sua performance, ma di certo non la eleva a indimenticabile. E fino ad ora l'ho sempre vista vestire i panni dell'eccentrica o della dotata, che sia qui, in "Sin City: A Dame to Kill For" o "American Horror Story: Hotel". Insomma, mi pare giocasse un po' in casa. Mentre ho trovato eccessiva la fine riservata al personaggio di Cooper, Jack, a tratti quasi scontata;
"A Star Is Born" mi ha lasciato una buona impressione generale, anche se non ho stabilito una connessione con i suoi personaggi protagonisti o la storia in generale. Mi aspettavo il finale drammatico visto il rimando quasi didascalico di una scena iniziale e nonostante tutte le mie buone intenzioni non mi sono innamorato della coppia Ally + Jack come, invece, ha fatto il resto del globo. Col tempo, però, ho imparato ad apprezzare "Shallow" che, ammetto, avevo inizialmente ignorato e anche con un certo stupido snobismo.
A un anno di distanza da quando ho visto la pellicola al cinema, comunque, sento di poter dire di aver in parte rivalutato la mia prima impressione su questo remake che no, non è un capolavoro, ma è certamente meglio di quello che sarebbe potuto essere stato (ovvero un disastro. Tra i tanti considerati anche Beyoncé, Tom Cruise, Will Smith e Jennifer Lopez...).
Cast: Lady Gaga, Bradley Cooper, Andrew Dice Clay, Dave Chappelle, Sam Elliott, Greg Grunberg, Shangela, Willam, Ron Rifkin, Michael Harney, Halsey, Alec Baldwin.
Box Office: $435 milioni
Vale o non vale: Fan di Gaga buttatecivi come se non ci fosse un domani; fan dei musical qui c'è pane per i vostri denti; fan di Cooper non rimarrete indifferenti al suo fascino da bello e dannato (e pure un po' abbrustolito visto il livello di pigmentazione cutanea facciale). Per tutti gli altri questo "A Star Is Born" è un esperimento che può piacere per innumerevoli ragioni, come non. Io mi aspettavo di meglio sicuramente, ma col tempo ho imparato a riconsiderarne certi aspetti sicuramente ben riusciti e realizzati.
Premi: Candidato a 8 Oscar - tra cui Miglior film, sceneggiatura, attrice protagonista (Gaga), attore protagonista e non protagonista (Cooper e Elliott) - la pellicola ha vinto per "Shallow" come Miglior canzone originale (Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando, Andrew Wyatt). 5 nomination ai Golden Globe (anche Miglior film e attori protagonisti) e premio per la Miglior canzone. Ai BAFTA il film ha vinto per la Migliore musica su 7 nomination (anche qui Miglior film e attori). Ai Grammy di quest'anno la pellicola - candidata anche per Record of the Year e Song of the Year - ha vinto 2 premi per Best Pop Duo/Group Performance e Best Song Written for Visual Media per "Shallow"; ai Grammy 2020 il film ha ricevuto 3 ulteriori menzioni: Best Compilation Soundtrack for Visual Media e Song of the Year e Best Song Written for Visual Media per la canzone "I'll Never Love Again".
Parola chiave: Musica.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 9 febbraio 2016

Film 1066 - Il viaggio di Arlo

Molto interessato a recuperare questo film per capire se potesse essere uno dei possibili contendenti agli Oscar 2016.
Film 1066: "Il viaggio di Arlo" (2015) di Peter Sohn
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Storia carina, ma non particolarmente indimenticabile.
Se penso alla Pixar, ormai, mi immagino un certo tipo ti prodotto abbastanza lontano dalle sole favolette per bambini, per cui mi ha stupito vedere quanto, con questo "The Good Dinosaur", si sia puntato più sul fiabesco bello da vedere che sulla qualità di una storia interessante. E la cosa è ancora più evidenziata dal fatto che, nello stesso anno dell'assolutamente maturo "Inside Out", esce questo titolo che sembra più un passo indietro per la casa d'animazione che un ulteriore passo in avanti. E non si può nemmeno dire che fosse semplicemente una pellicola-tampone da far uscire così per racimolare qualche soldo, visto che è costata un'oscillazione fra i 175 e i 200 milioni di dollari... Mica niente.
Dunque rimango ulteriormente perplesso - a fronte di una visione datata qualche mese fa - e non posso non pensare che in fin dei conti Arlo sia stato un esperimento fallimentare. Non che sia un brutto film, ma la storia è debole, ricorda moltissimo "L'era glaciale" e no, non vale tutti quei soldi spesi.
Resta un ricordo simpatico, la piacevolezza di un racconto per bambini che scorre liscio come l'olio e regala la morale finale, assicura uno spirito familiare compatto e affronta l'ormai necessario snodo della morte parentale, ma proprio niente di più. Un po' inspido, perché non ha una spiccata natura personale che spinga lo spettatore a valorizzarlo per qualcos'altro rispetto alle evidenti mancanze e, in definitiva, un po' poco per una produzione così costosa e, soprattutto, Pixar.
Ps. Candidato al Golden Globe come Miglior film d'animazione.
Cast: Raymond Ochoa, Jack Bright, Sam Elliott, Anna Paquin, A. J. Buckley, Jeffrey Wright, Frances McDormand, Steve Zahn.
Box Office: $294.4 milioni
Consigli: Carino, ma non sufficientemente ispirato. E' certamente un titolo adatto ad ogni occasione e davvero per tutte le età, però a parte bellissimi paesaggi, due protagonisti simpatici, una premessa anche interessante (e se i dinosauri non si fossero estinti e si fossero incontrati con l'uomo?) e la piacevolezza confortante della fiaba, non c'è molto altro. Ed è uno spreco.
Parola chiave: Impronta.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 24 febbraio 2010

Film 80 - Che fine hanno fatto i Morgan?

Questo film lo volevo vedere quando lo avevo scoperto consultando IMDb americano! Una commedia con la divina dello stile e dello shopping non può che essere un piacere per il mio dopo giornata lavorativa!


Film 80: "Che fine hanno fatto i Morgan?" (2009) di Marc Lawrence
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Cavoli, ormai neanche Sarah Jessica è più una di cui potersi fidare. Siamo arrivati al punto di non ritorno, SJ?! Intendo proprio quel punto, quando pur di stare al cinema fai dei film cagata e te ne freghi a gogo della tua Carrie-ra un tempo così ben costruita. Non c'è più religione, se il tuo dio della moda si perde tra Hugh Grant e i cappelli da cow-boy... Non per girare il coltello nella piaga, ma gli ultimi film di SJ al cinema sono stati ("Sex and the City" a parte): "La neve nel cuore" (orrendo per non dire osceno), "A casa con i suoi" (scontato come la mosca sulla cacca) e questo. Non ci siamo, eh...
Ora, io le commedie americane le ADORO, ma questa NO. A) Non fa ridere; B) non ha protagonisti appetitosi e affiatati; C) è di una banalità sconfortante.
Se sull'opzione "C" sono abituato a soprassedere, mi spiace ma sulle altre non si può proprio. Ma che diavolo è successo a SJ, al suo viso, ai suoi capelli, alle sue labbra, al suo naso, ai suoi zigomi...? Bella non lo è mai stata, ma sistemata per bene faceva la sua figura. Qui è cessa da far paura alla befana! Ma si può, Carrie?! E poi: ma scegliere una sceneggiatura che abbia almeno un vago ritmo, del brio, delle trovate divertenti?
Lo spunto c'era: coppia separata prossima al divorzio assiste ad un omicidio ed è costretta ad entrare nel programma protezione testimoni. Poi però prende la piega noiosa e prevedibile, tanto prevedibile che è la stessa trama che se lo ripete da sola!!! Quando la polizia annuncia di doverli trasferire in un luogo meno pericoloso per farli stare lontani dal killer, SJ dice: "Non ci mettere mica in una cittadina imbucata dell'America desertica?" (leggi: è troppo prevedibile, porca miseria! Troppo già stravisto!!!). E dove finiscono? A Ray, cittadina del non-so-dove che ha addirittura un medico solo. Top, Allora ditevelo da soli che siete prevedibili, ma ditelo prima che un poveretto si spenda 8 euro di biglietto... Io, fortuna!, vivo di pane e streaming, quindi ringrazio il dio minore che lo ha creato.
In ogni caso non perdo neanche tempo parlando di quanto rigido e imbalsamato sia quella mummia di Hugh Grant, perchè penso sia evidente per chiunque.
Concludo con un appello a Sarah Jessica Carrie: ti prego, ti supplico, leggi i copioni prima di accettare! Hai 4 Golden Globes a casa, cazzo, datti un tono!!! Ps. La trama mi ha ricordato moltissimo quella del film "In ricchezza e in povertà", film del '97 con Tim Allen e Kirstie Alley che si fingono amish per sfuggire alle loro sventure.
Consigli: Guardare con cautela: annoia...
Parola chiave: Deserto.



#HollywoodCiak
Bengi