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domenica 14 ottobre 2012

Film 464 - Sixteen candles - un compleanno da ricordare

E dopo "Breakfast Club" un altro cult anni '80 con metà dello stesso cast e la stessa regia. Un successo assicurato? Io e Paola eravamo fiduciosi...


Film 464: "Sixteen candles - un compleanno da ricordare" (1984) di John Hughes
Visto: dal computer di Paola
Lingua: italiano
Compagnia: Paola
Pensieri: Mi è piaciuto? Non mi è piaciuto? Chiaro che mi è piaciuto! Probabilmente già di animo ben disposto, ho trovato davvero divertente questa ennesima commedia americana generazionale, questa volta di più disimpegno e meno confronto analitico degli adolescenti anni '80.
E comunque va bene così. Va bene perchè nonostante un incipit assurdo - la famiglia che si dimentica totalmente del sedicesimo compleanno di Samantha/Molly Ringwald - il film è divertente e autoironico, con un buon cast principale e delle spalle piuttosto divertenti (tra i futuri molto famosi si riconoscono perfettamente i fratelli Cusack, Joan e John).
Chiara fin da subito la divisione tra cool e sfigati - gli avi dei nerd di oggi -, "Sixteen candles" si potrebbe dire che mette sotto gli occhi dello spettatore quello che per noi è quotidianità narrativa: l'eterna lotta per l'ascesa sociale in un ambiente (il liceo) fatto di caste che è praticamente impossibile scardinare. E allora c'è lo sportivo più bello della scuola (Michael Schoeffling), la ragazzina al secondo anno che ne è pazzamente innamorata (la Ringwald) credendo di essere senza speranza, il magrolino sfigato che ci prova con quest'ultima credendo di sfoderare doti da grande amatore risultando però semplicemente impacciato (Anthony Michael Hall) e tutta un'altra serie di prototipi umani che conosciamo perfettamente e che, anche qui, funzionano alla grande. Il liceo, insomma, è un ambiente fertile per scatenare la fantasia.
Cercando sempre di tenere a mente contesto e periodo, direi che questo è un prodotto carino e non volgare, adatto al target cui si propone(va) e, anche se solitamente non apprezzo, carico di una certa dose di incantata innocenza che, forse, oggi tendiamo a sottovalutare. Samantha è una sognatrice - il che è un classico - ma, nonostante le gag sessuali ci siano, si capisce perfettamente che ha come unico scopo quello di riuscire quantomeno in una pomiciata con il suo bell'amato. In questo la Ringwald è perfetta e gioca la carta dell'innocenza con una naturalezza invidiabile.
Forse tutto questo tornare un po' indietro, ricordarsi che a 16 anni in fin dei conti sei ancora un ragazzo oppure condizionato un po' dai ricordi d'infanzia in cui le cornette del telefono avevano fili chilometrici per poter parlare in qualunque stanza della casa, mi hanno fatto apprezzare in maniera sincera questa pellicola. Un effetto nostalgia? Probabile. Ma "Sixteen candles - un compleanno da ricordare" è una piccola, piacevole sorpresa a prescindere da questo. Lo rivedrei.
Consigli: Perfetto esempio di prodotto teen anni '80. Parla di adolescenti in maniera ironica e si riconoscono perfettamente gag e luoghi comuni che la commedia americana di oggi utilizza in maniera disinvolta. Da riscoprire anche solo per smascherare questo aspetto. E poi è divertente!
Parola chiave: Compleanno.

Trailer

BB

venerdì 12 ottobre 2012

Film 463 - Breakfast Club

E si entra nel tunnel degli anni '80...


Film 463: "Breakfast Club" (1985) di John Hughes
Visto: dal computer di Paola
Lingua: italiano
Compagnia: Paola
Pensieri: Liceo, periodo difficile. Adolescenza, momento complicato. Anni '80, stile improbabile.
Ora, uniamo tutti questi elementi in una pellicola generazionale che segna indelebilmente il momento storico in cui si presenta e diventa specchio di una miriade di giovani che si riconoscono inevitabilmente in almeno uno dei cinque protagonisti che, ad una prima occhiata, sembrerebbero non avere nulla da spartire l'uno con l'altro.
Che cos'è, poi, un film generazionale se non l'appropriarsi cosciente della personale identità attraverso il rispecchiarsi nei suoi protagonisti da parte del pubblico? Inevitabile, quindi, la necessità di un corollario ampio di "tipi umani" che conduca direttamente all'immedesimazione dei giovani che si vuole attirare al cinema.
E allora lo sportivo belloccio, la ragazza carina e ricca, il ribelle senza futuro, l'aliena sociale e lo sfigato che tenta di fare il figo. Cinque tipologie umane che conosciamo perfettamente, sia in maniera diretta (a scuola siamo andati tutti), sia perchè tòpoi della cinematografia per adolescenti, un genere filmico di cui tutti abbiamo fruito almeno una volta.
E' sempre bello, devo essere sincero, ritornare a quelle 'atmosfere da liceo americano' al sapore vintage, in scuole che negli anni '80 erano già più avanti delle nostre nuove di oggi, tra armadietti, aule, biblioteche... Sono sempre stato affascinato, lo ammetto, dal sistema educativo USA e guardo volentieri e con un pizzico di interesse le pellicole che riguardano - anche da lontano - questo aspetto.
"The Breakfast Club", poi, è davvero un prodotto carino, propriamente figlio della sua epoca (tempi a volte lunghi, dialoghi che oggi appaiono nonsense, un certo grado di innocenza ormai perduto) con tutti i pregi e difetti che ne conseguono. Il mio parere, comunque, è totalmente positivo e ho recuperato volentieri una pellicola che non avevo mai visto e che, a quanto pare, al momento della sua uscita, ottenne un grande successo ($51,525,171 di incasso a fronte di un solo milione di $ di spese produttive). Ha lanciato le carriere di - seguendo l'ordine dei cinque ruoli topici definiti sopra - Emilio Estevez (attore e regista figlio di Martin Sheen. Tra i suoi film più famosi "Bobby", "Young guns - Giovani pistole"), Molly Ringwald ("Sixteen candles - un compleanno da ricordare", "Bella in rosa"), Judd Nelson e Ally Sheedy ("St. Elmo's Fire"), Anthony Michael Hall ("Il cavaliere oscuro", "Sixteen candles - un compleanno da ricordare").

Film 463 - Breakfast Club
Film 1618 - The Breakfast Club Consigli: Film carino, divertente, con momenti per ridere e molti per ragionare. Dialoghi onesti tra ragazzi che vivono e affrontano le loro diversità per poi scoprire che, in fondo, si è differenti ma umani come chiunque altro. E allora chi dice che non si possa anche essere amici? Può sembrare tutto molto scontato, ma nel 1985 questo era anche qualcosa di nuovo. E vale la pena di studiare da vicino il fenomeno "Breakfast Club".
Parola chiave: Punizione.

Trailer

BB