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giovedì 4 luglio 2019

Film 1618 - The Breakfast Club

Intro: Già visto e amato anni fa, mi sembrava giunto il momento di recuperarlo.
Film 1618: "The Breakfast Club" (1985) di John Hughes
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: spesso indicato come film-manifesto rappresentativo di una generazione in fermeto, desiderosa di cambiare, sperimentare e, soprattutto, ribellarsi a regole e genitori, "The Breakfast Club" non è certo stata la prima pellicola ad affrontare queste tematiche, ma di sicuro è stata e rimane tuttora la più rappresentativa e forse efficace. Il messaggio arriva forte e chiaro: la gioventù è spaesata e non si riconosce nei valori di obbedienza e muta esecuzione del volere degli adulti. Le regole ci sono, ma rispettarle non è più un dovere. E' così che 5 ragazzi dai più disparati background si incontrato, scontrano e alla fine accettano grazie ad un pomeriggio di punizione imposto dalla scuola (regole, regole e ancora regole).
Non si tratta certo di una storia innovativa quella ritratta qui da John Hughes, eppure il suo piglio leggero e allo stesso tempo capace di approfondire dinamiche e problematiche mixato ad una giusta dose di bizzarria, fa si che "The Breakfast Club" risulti un prodotto in grado di rappresentare in maniera onesta e umana - senza forzare troppo la mano - una generazione alla ricerca di sé.
Film 463 - Breakfast Club
Film 1618 - The Breakfast Club
Cast: Emilio Estevez, Paul Gleason, Anthony Michael Hall, Judd Nelson, Molly Ringwald, Ally Sheedy.
Box Office: $51.5 milioni
Vale o non vale: Immagino che per un adolescente di quegli anni questo film potesse rappresentare una sorta di manifesto poetico e romantico del proprio stato d'animo. La maggior parte delle categorie umane liceali da esportazione americana sono rappresentate, dallo sportivo al nerd, dall'eccentrica creativa alla bella ma forse stupida, fino al bello e dannato. Ci si può riconoscere in uno di loro e, allo stesso tempo, ce ne si può innamorare. E' questo il grande potere di "The Breakfast Club", coinvolge lo spettatore su più livelli emotivi grazie non solo ad un cast azzeccato, ma anche a una grandissima colonna sonora ("Don't You (Forget About Me)" dei Simple Minds vi ricorda niente?). Se poi amate come me gli anni '80... fatevi sotto!
Premi: /
Parola chiave: Detention.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 3 luglio 2015

Film 948 - Pitch Perfect

Appena visto il sequel... e già rivediamo l'originale? Ovvio se si parla del film in questione, perfetto per un dopocena tra amici!

Film 948: "Pitch Perfect" (2012) di Jason Moore
Visto: dal portatile di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Carla, Claudia
Pensieri: E' stato proprio carino rivedere questo film, specialmente poco dopo aver visto il secondo episodio al cinema. E' stata la prima volta che ho visto "Pitch Perfect" in italiano e anche se forse in inglese era meglio per quelle situazioni in cui si passava da cantato a parlato per poi tornare al cantato, devo dire comunque che il doppiaggio non mi ha infastidito.
In generale questo primo capitolo mi sembra sempre il più riuscito e divertente, sufficientemente strano o bizzarro da caratterizzare in maniera univoca questo prodotto (grazie soprattutto a Ciccia Amy/Rebel Wilson), ma anche abbastanza concentrato a raccontare in maniera concreta e ben caratterizzata la storia dei suoi protagonisti. L'idea del coro a cappella anche al cinema 3 anni fa ha cavalcato ampiamente l'onda cominciata da "Glee" che, prima di cadere in disgrazia, è riuscito a portare all'attenzione del grande pubblico tematiche di interesse giovanile (e non solo) quali popolarità, nerdismo, isolamento a causa delle proprie scelte, essere se stessi e, naturalmente, cantare nel coro della propria scuola per andare alle regionali e diventare i più vighi dopo anni di "loser" stampati sulla fronte. Diciamo che se non fosse che qui parliamo di un gruppo solo al femminile sarebbe ancora più evidente la somiglianza generale tra i due prodotti.
Comunque questo esordio di "Pitch Perfect" è un ottimo primo atto, divertente, con canzoni orecchiabili e mash-up ben riusciti e un gruppo di protagoniste eterogeneo e ben assortito che siamo stati tutti contenti di ritrovare in "Pitch Perfect 2". Chissà cosa si inventeranno per il 3...
Ps. Cast ben nutrito: Anna Kendrick, Rebel Wilson, Anna Camp, Brittany Snow, Skylar Astin, Adam DeVine, Ben Platt, Hana Mae Lee, John Michael Higgins, Elizabeth Banks, Ester Dean, John Benjamin Hickey, Donald Faison, Joe Lo Truglio, Christopher Mintz-Plasse.
Film 527 - Pitch Perfect
Film 947 - Pitch Perfect 2
Film 948 - Pitch Perfect
Film 1008 - Pitch Perfect 2
Film 1561 - Pitch Perfect 3
Box Office: $115.4 milioni
Consigli: Quando uscì negli Stati Uniti fu un vero e proprio caso cinematografico: 17 milioni di dollari per produrlo, 65 milioni di incasso (solo in USA), colonna sonora in vetta all Billboard, tutti a imparare le mosse per cantare "Cups" come Anna Kendrick... Insomma, un successo travolgende che già con il secondo capitolo si è duplicato. Dappertutto, tranne che da noi, dove né questo, né il successivo film sono riusciti a scalfire minimamente il box office, sempre fermo sotto l'imbarazzante muro del milione di euro. A mio avviso "Pitch Perfect" è un bel prodotto musicale commerciale, divertente, spensierato e con un gruppo di giovani attori capaci. Vale decisamente la pena di dargli una chance!
Parola chiave: The Breakfast Club.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 27 giugno 2013

Film 561 - St. Elmo's Fire

Era già da un po' che mi incuriosiva vedere questo film. Ho colto l'occasione l'altra sera, alla fine di un weekend divertente e ricco di avvenimenti inconsueti.

Film 561: "St. Elmo's Fire" (1985) di Joel Schumacher
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ed è stato come tornare a casa.
Strana la sensazione che mi ha accolto all'inizio di questa pellicola, ennesimo prodotto anni '80 figlio e/o fratello di una miriade di altri a cui mi sto sempre più piacevolmente appassionando. Dopo aver visto altri prodotti simili come "Sixteen candles - un compleanno da ricordare" o "L'ammiratore segreto", e ancora "Bella in rosa" e "Breakfast Club" (quest'ultimo vero simbolo della cinematografia teen e un po' ribelle del periodo, con cui tra l'altro "St. Elmo's Fire" condivide un terzo del cast), mi sono accorto che il legame tra questo film e i precedenti è veramente molto forte, come se ognuno avesse una propria identità, ma inevitabilmente finisse per essere connesso agli altri.
La pellicola di Joel Schumacher è come se avesse ricevuto il testimone dal "Breakfast Club", come se i ragazzi avessero scontato la punizione e fossero finalmente usciti da scuola per cominciare le loro vite: con la presenza in entrambi i film di Emilio Estevez, Judd Nelson e Ally Sheedy la cosa sembra spesso, involontariamente(?), verificarsi. Eppure dove prima c'era Molly Ringwald, qui invece la bella di turno è una giovanissima Demi Moore dalla voce che più roca non si può, sensuale e magnetica dall'inizio alla fine, quando dovrà dimostrarsi, tra l'altro, la più fragile del gruppo. Completano il quadro Andrew McCarthy (proprio da "Bella in rosa"), Mare Winningham (poi vista in "Grey's Anatomy" nei panni della matrigna di Meredith) e quel Rob Lowe che finirà per recitare in tantissime produzioni televisive USA (le più famose "The West Wing", "Brothers & Sisters" e ora " Parks and Recreation"). L'effetto amicizia-di-gruppo è inevitabilmente lo stesso e finisce per riportare a quella bella sensazione che già il 'Club' mi aveva regalato.
Inutile, quindi, dire che anche questa storia mi sia piaciuta, nonostante alcuni limiti di approfondimento di trama e personaggi e alcuni aspetti sinceramente evitabili (l'infatuamento d'amore di Estevez per Andie MacDowell è sinceramente la storia più inutile).
Nonostante la storia qui sia meno originale e interessante, l'atmosfera era proprio quella che stavo cercando e, nella mia ottica, il film ha risposto bene alla mia richiesta di anni '80, drammi post adolescenza e romanticherie che, al giorno d'oggi, appartengono quasi più ai bambini che agli adulti. Negli anni '00 la timida e sfigata Wendy sarebbe stata letteralmente forzata al cambiamento in 'puttanone' dalle sue amiche più cool, invece di rispettare il suo essere ciò e chi vuole; Jules sarebbe certamente finita morta in qualche vicolo dopo essersi fatta di qualunque cosa e Kirby invece di seguire l'amata in montagna solo per riuscire a rubarle un bacio, forse si sarebbe depresso ed autocommiserato fino alla fine della storia. Ogni tanto, insomma, non fa male qualche storia all'acqua di rose.
In quest'ottica - semplificata - la caratterizzazione dei personaggi è molto spiccata, ma solo in superficie. Ognuno dei 7 ha caratteristiche decisamente evidenti (ragazzo in carriera, bella che ha bisogno di veri amici dopo che si è circondata di uomini che non la amano, sfigatina casa e chiesa che si emancipa dalla famiglia, alternativo intelligente e segretamente innamorato dell'amica, quest'ultima di classe, intelligente e con una carriera pronta a prendere il volo... ecc), ma non si approfondisce nessuno oltre il cliché che incarna. Le situazioni teen drama sono particolarmente incentrate sull'amore e le dinamiche di un gruppo che parte affiatato e sicuro, si sfalda e finirà (qui troppo semplificatamente, però) per riassemblarsi per ripartire con nuovi e più maturi presupposti.
Come al solito, a seconda dell'aspettativa che si ha, il risultato finale ne sarà potenzialmente influenzato. Di fatto io ho trovato ciò che cercavo e ho gradito "St. Elmo's Fire" come avevo gradito gli altri simili esperimenti filmici. Non è un capolavoro, mi pare ovvio, ma nel complesso funzione ed intrattiene.
Consigli: Anche in lingua originale è molto semplice da capire (io l'ho visto senza sottotitoli). Carino, fresco e senza pretese. Ottimo per una serata tranquilla alla riscoperta di un genere adesso decisamente cambiato che, ai nostalgici, finirà inevitabilmente per piacere.
Parola chiave: Amicizia.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 14 ottobre 2012

Film 464 - Sixteen candles - un compleanno da ricordare

E dopo "Breakfast Club" un altro cult anni '80 con metà dello stesso cast e la stessa regia. Un successo assicurato? Io e Paola eravamo fiduciosi...


Film 464: "Sixteen candles - un compleanno da ricordare" (1984) di John Hughes
Visto: dal computer di Paola
Lingua: italiano
Compagnia: Paola
Pensieri: Mi è piaciuto? Non mi è piaciuto? Chiaro che mi è piaciuto! Probabilmente già di animo ben disposto, ho trovato davvero divertente questa ennesima commedia americana generazionale, questa volta di più disimpegno e meno confronto analitico degli adolescenti anni '80.
E comunque va bene così. Va bene perchè nonostante un incipit assurdo - la famiglia che si dimentica totalmente del sedicesimo compleanno di Samantha/Molly Ringwald - il film è divertente e autoironico, con un buon cast principale e delle spalle piuttosto divertenti (tra i futuri molto famosi si riconoscono perfettamente i fratelli Cusack, Joan e John).
Chiara fin da subito la divisione tra cool e sfigati - gli avi dei nerd di oggi -, "Sixteen candles" si potrebbe dire che mette sotto gli occhi dello spettatore quello che per noi è quotidianità narrativa: l'eterna lotta per l'ascesa sociale in un ambiente (il liceo) fatto di caste che è praticamente impossibile scardinare. E allora c'è lo sportivo più bello della scuola (Michael Schoeffling), la ragazzina al secondo anno che ne è pazzamente innamorata (la Ringwald) credendo di essere senza speranza, il magrolino sfigato che ci prova con quest'ultima credendo di sfoderare doti da grande amatore risultando però semplicemente impacciato (Anthony Michael Hall) e tutta un'altra serie di prototipi umani che conosciamo perfettamente e che, anche qui, funzionano alla grande. Il liceo, insomma, è un ambiente fertile per scatenare la fantasia.
Cercando sempre di tenere a mente contesto e periodo, direi che questo è un prodotto carino e non volgare, adatto al target cui si propone(va) e, anche se solitamente non apprezzo, carico di una certa dose di incantata innocenza che, forse, oggi tendiamo a sottovalutare. Samantha è una sognatrice - il che è un classico - ma, nonostante le gag sessuali ci siano, si capisce perfettamente che ha come unico scopo quello di riuscire quantomeno in una pomiciata con il suo bell'amato. In questo la Ringwald è perfetta e gioca la carta dell'innocenza con una naturalezza invidiabile.
Forse tutto questo tornare un po' indietro, ricordarsi che a 16 anni in fin dei conti sei ancora un ragazzo oppure condizionato un po' dai ricordi d'infanzia in cui le cornette del telefono avevano fili chilometrici per poter parlare in qualunque stanza della casa, mi hanno fatto apprezzare in maniera sincera questa pellicola. Un effetto nostalgia? Probabile. Ma "Sixteen candles - un compleanno da ricordare" è una piccola, piacevole sorpresa a prescindere da questo. Lo rivedrei.
Consigli: Perfetto esempio di prodotto teen anni '80. Parla di adolescenti in maniera ironica e si riconoscono perfettamente gag e luoghi comuni che la commedia americana di oggi utilizza in maniera disinvolta. Da riscoprire anche solo per smascherare questo aspetto. E poi è divertente!
Parola chiave: Compleanno.

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BB

venerdì 12 ottobre 2012

Film 463 - Breakfast Club

E si entra nel tunnel degli anni '80...


Film 463: "Breakfast Club" (1985) di John Hughes
Visto: dal computer di Paola
Lingua: italiano
Compagnia: Paola
Pensieri: Liceo, periodo difficile. Adolescenza, momento complicato. Anni '80, stile improbabile.
Ora, uniamo tutti questi elementi in una pellicola generazionale che segna indelebilmente il momento storico in cui si presenta e diventa specchio di una miriade di giovani che si riconoscono inevitabilmente in almeno uno dei cinque protagonisti che, ad una prima occhiata, sembrerebbero non avere nulla da spartire l'uno con l'altro.
Che cos'è, poi, un film generazionale se non l'appropriarsi cosciente della personale identità attraverso il rispecchiarsi nei suoi protagonisti da parte del pubblico? Inevitabile, quindi, la necessità di un corollario ampio di "tipi umani" che conduca direttamente all'immedesimazione dei giovani che si vuole attirare al cinema.
E allora lo sportivo belloccio, la ragazza carina e ricca, il ribelle senza futuro, l'aliena sociale e lo sfigato che tenta di fare il figo. Cinque tipologie umane che conosciamo perfettamente, sia in maniera diretta (a scuola siamo andati tutti), sia perchè tòpoi della cinematografia per adolescenti, un genere filmico di cui tutti abbiamo fruito almeno una volta.
E' sempre bello, devo essere sincero, ritornare a quelle 'atmosfere da liceo americano' al sapore vintage, in scuole che negli anni '80 erano già più avanti delle nostre nuove di oggi, tra armadietti, aule, biblioteche... Sono sempre stato affascinato, lo ammetto, dal sistema educativo USA e guardo volentieri e con un pizzico di interesse le pellicole che riguardano - anche da lontano - questo aspetto.
"The Breakfast Club", poi, è davvero un prodotto carino, propriamente figlio della sua epoca (tempi a volte lunghi, dialoghi che oggi appaiono nonsense, un certo grado di innocenza ormai perduto) con tutti i pregi e difetti che ne conseguono. Il mio parere, comunque, è totalmente positivo e ho recuperato volentieri una pellicola che non avevo mai visto e che, a quanto pare, al momento della sua uscita, ottenne un grande successo ($51,525,171 di incasso a fronte di un solo milione di $ di spese produttive). Ha lanciato le carriere di - seguendo l'ordine dei cinque ruoli topici definiti sopra - Emilio Estevez (attore e regista figlio di Martin Sheen. Tra i suoi film più famosi "Bobby", "Young guns - Giovani pistole"), Molly Ringwald ("Sixteen candles - un compleanno da ricordare", "Bella in rosa"), Judd Nelson e Ally Sheedy ("St. Elmo's Fire"), Anthony Michael Hall ("Il cavaliere oscuro", "Sixteen candles - un compleanno da ricordare").

Film 463 - Breakfast Club
Film 1618 - The Breakfast Club Consigli: Film carino, divertente, con momenti per ridere e molti per ragionare. Dialoghi onesti tra ragazzi che vivono e affrontano le loro diversità per poi scoprire che, in fondo, si è differenti ma umani come chiunque altro. E allora chi dice che non si possa anche essere amici? Può sembrare tutto molto scontato, ma nel 1985 questo era anche qualcosa di nuovo. E vale la pena di studiare da vicino il fenomeno "Breakfast Club".
Parola chiave: Punizione.

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BB